Messaggio
da exitplanetdust » gio apr 10, 2014 12:00 am
Posto che valutare un INCI è un affare per niente semplice, che sono ignorante forse più di te e che aspettiamo pareri autorevoli, vorrei dirti ugualmente cosa ne penso al riguardo.
Sebbene il biodizionario sia centrato sull'impatto ambientale, se non ci sono bollini rossi difficilmente troverai un ingrediente dannoso per la pelle. Analizzato l'INCI e constatata l'assenza di rossi, si può procedere abbastanza tranquilli, secondo me.
Ma ciò non basta e/o non è sempre vero. Dovresti fare una ricerca per ogni singolo ingrediente e cercare di capire la qualità dello stesso, le proprietà, eventuali problemi rilevati nel suo utilizzo, la sua aggressività, etc.
E sebbene già questo sia un bel lavoro, non basta di certo, per almeno due buoni motivi.
1) Un conto è avere un ingrediente isolato, un conto è lo stesso ingrediente collocato in un sistema di ingredienti. Il ruolo e le proprietà di quell'ingrediente possono variare sensibilmente in base alla formulazione.
2) L'INCI, per quanto dettagliato sia, è una nomenclatura che serve anzitutto a elencare gli ingredienti presenti per evitare che una persona con una conclamata allergia ad un certo ingrediente possa incapparvi accidentalmente. Al di là di questo notevolissimo ruolo, che svolge egregiamente, almeno credo, a volte l'INCI è impreciso (es. Aqua=che razza di acqua è? demineralizzata? acqua piovana? acqua termale?) e sebbene gli ingredienti siano posti in ordine di concentrazione, non viene fornita la concreta quantità di ciascuno. La quantità non è per nulla un fattore poco rilevante, perché pure l'acqua ti ammazza se ne bevi troppa.
3) A volte ci sono perfino imprecisioni "contingenti" (nel senso di non collegate al sistema-nomenclatura, ma ad inadempienza dello scrittore), come ingredienti inesistenti o riportati non secondo lo standard.
Alla luce di ciò, a me valutare esattamente un INCI – nel senso di valutare una formulazione, se essa vada bene per noi, se sia del livello che speriamo - sembra una impresa impossibile. Ciò non significa che bisogna gettare la spugna e puzz... comprare a flacone chiuso. Significa invece due cose:
1) Comprendere di doversi sforzare al massimo per documentarsi il più possibile e individuare quante più fonti affidabili possibili, mettendo in conto una percentuale di approssimazione imprescindibile.
2) Far riferimento a chi il prodotto l'ha provato, cercando di trarre dalla sua testimonianza indicazioni che si adattino alle nostre esigenze.
Nel caso specifico dei due INCI, mi balzano all'occhio due aspetti. Il primo INCI ha un tensioattivo che non è proprio il massimo a mio avviso. Il DECYL GLUCOSIDE ha una SAL (sostanza attiva lavante) piuttosto alta (circa 53), quindi è teoricamente abbastanza aggressivo. E per di più, secondo alcune testimonianze, ha un potere lavante relativamente blando. Tuttavia, la SAL da sola non esaurisce l'argomento aggressività di una formulazione. Bisogna valutare che in questa formulazione c'è un unico tensioattivo, e di solito usando più tensioattivi in sinergia, a fronte di un aumento di SAL, diminuisce l'aggressività del detergente. Il secondo prodotto ha 3 tensioattivi, quindi è migliore, da questo punto di vista. Per di più, ha una rilevante quantità di oli in formula. Sebbene di per sé gli oli in un prodotto da risciacquo facciano secondo me poesia più che altro (di per sé gli oli non hanno tutte quelle proprietà decantate dai venditori, figuriamoci in un prodotto che ci resta addosso una manciata di secondi), hanno la virtù di rendere meno aggressiva la formula, perché i tensioattivi, in presenza di oli, oltre a detergere, sono costretti ad emulsionare i grassi. Ergo, il secondo prodotto è preferibile anche su questo piano. Il primo prodotto ha sì l'Aloe e i Bioflavonoidi, ma in un prodotto da risciacquo, dubito possano giovare granché alla pelle. Il primo prodotto ha un conservante con un bollino verde, e ciò è Bene. Ma il sorbato di potassio, di solito lo trovo accoppiato ad altri ingredienti con funzionalità conservante, come l'acido benzoico. Dunque mi domando se in questo contesto svolgerà bene la sua funzione antimicrobica. Siccome sono cattivo, mi viene da pensare che ci sia qualcosa nascosto in quel PARFUM. Ad ogni modo, tutti i conservanti possono causare reazioni allergiche, potenzialmente. Dell'accoppiata di questi due conservanti so che hanno un potere allergizzante più elevato di un conservante a bollino giallo come il fenossietanolo. Di contro, l'altro prodotto non esibisce conservanti propriamente detti, perché usa l'alcol abbastanza alto nell'INCI. Sicuramente si tratterà di un prodotto tedesco perché da quelle parti ficcano l'alcool ovunque. E sebbene faccia specie trovarlo così alto in INCI, perché temiamo dissecchi la pelle, in realtà è forse il conservante più naturale e tollerato.
Tirando le somme, a me piace di più il secondo prodotto.