Emc ha scritto: Le case a catalogo sono il frutto di anni di studio, sperimentazione e collaudo. Sono ben progettate dal punto di vista ergonomico e sono l'ottimizzazione del processo di prefabbricazione
Credo che tmx e IngMR abbiano centrato in pieno l'argomento (del resto si sa che la penso esattamente come loro).
Indubbiamente le case a catalogo sono ottimizzate, ma lo sono rispetto ad un
processo produttivo (che è standardizzabile), non certo rispetto ad un
quadro prestazionale, che viceversa è totalmente dipendente dalle variabili specifiche (orientamento, clima locale, accessibilità del lotto, pendenza del terreno ecc. e - non ultime - le modalità d utilizzo degli utenti). Il progetto "a catalogo" quindi è di sicuro agevole per l'azienda, ma è anche
intrinsecamente inadeguato a rispondere puntualmente alle condizioni al contorno e - pertanto - ad essere ottimizzato rispetto alle esigenze specifiche.
Ciò detto mi permetto di sollevare notevoli dubbi anche sulla presunta qualità della progettazione interna, a prescindere dalle considerazioni di cui sopra. Osservando i progetti a catalogo delle "major" del settore (evito i nomi per ovvie ragioni) ho visto
ovunque scelte a dir poco discutibili, se non proprio sbagliate; solo a titolo di esempio ho rilevato:
- Atrii chiusi giganteschi (8-9 mq e più, in pratica una intera stanza buttata al vento) e per di più circondati da bagni e lavanderie: alla faccia dell'accueil...
- Scale con gradini a fazzoletto anche molto minori di 45° e senza pianerottolo intermedio: anche se la normativa lo consente, per le scale interne è sempre preferibile usare gradini e pianerottoli rettangolari laddove possibile (e negli edifici ex novo è
sempre possibile), poiché le scale capita di percorrerle non solo con le mani in tasca, ma anche con valigie, mobili, bambini in braccio ecc.
- Stanze, bagni e spazi di servizio disposti indifferentemente sui diversi lati della casa (del resto se non c'è un orientamento dato come si fa...), con il risultato che una volta collocato l'edificio nel lotto reale alcuni ambienti risultano esposti in modo incongruo alla propria funzione.
. Inutili rotazioni delle pareti interne a 45°, che hanno il solo effetto di generare stanze difficilmente arredabili.
- Non vi è alcun tipo di ricerca sulla tipologia edilizia, che invece potrebbe essere proprio un elemento a favore dei modelli a catalogo. La tipologia di riferimento in pratica è sempre solo una: la casa a pianta tendenzialmente quadrata con scala centrale; mancano del tutto tipologie più legate alla cultura locale, che sarebbero molto più adeguate su orientamenti dati (ad es. case a manica semplice con affacci nord sud, maniche doppie per l'est ovest, case a patio ecc.).
Insomma, mi si perdoni la franchezza, ma non vedo molto di più che una consacrazione della modesta edilizia generica piccolo borghese degli ultimi 50 anni, con tutti i problemi ad essa connessi; si punta tutto sulla stratigrafia di tetto e facciate, ma non vi alcuna traccia di tutto ciò che la ricerca progettuale ha innovato in termini morfologici nell'ultimo mezzo secolo e più, spesso studiando e reinventando soluzioni già presenti nella tradizione costruttiva.
Visto che già mi immagino qualcuno col ditino alzato a dire: "ma le stesse cose accadono anche nelle abitazioni progettate dai professionisti!", vorrei specificare che è assolutamente vero (purtroppo), ma non ho alcun problema a dire che siffatti progetti sono anche in tal caso pessimi progetti.
La qualità, come sempre, sta nelle idee, ma le idee - quando vengono applicate in modo automatico - non sono più idee ma divengono stereotipi, e a quel punto la qualità ne risente...
Ciao