In tema di costi

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Moderatore: michele ricci

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tmx64
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Re: In tema di costi

Messaggio da tmx64 » mer mag 29, 2013 5:21 pm

Emc ha scritto:Cinquantennio? Diciamo ciquecentennio Franco..
...a me la famosa esperienza "centenaria" dei tedeschi nella case prefabbricate lascia un po' perplesso.
Come esempio questo articolo molto curiose ed interessante del '62 apparso sullo Spiegel:
http://www.spiegel.de/spiegel/print/d-45139768.html
Purtroppo è in tedesco.
Brevemente dice che la casa prefabbricata in Germania è agli inizi, ci si stanno buttando cani e porci, la maggior parte delle case sono fatte dagli svedesi, che le banche non vogliono finanziarle, c'è già qualcuno che fallisce, che ci sono perplessità statiche,...

Da noi quando sono iniziate? Anni '80? '90?
Come ho già avuto modo di dire, ho avuto occasione di lavorare con Haus tedesche di primissimo ordine e ho visto adottare soluzioni tecniche da far rabbrividire!
Con questo non dico assolutamente che noi simo bravi e loro no. Dico semplicemente che i cani e i porci non conoscono bandiera. ...e noi italiani siamo campioni a sminuirci.
E le cag...te le facciamo tutti. Basta girare su internet e trovi di tutto.
Svizzeri precisi???? :lol:
Un esempio a caso http://www.srf.ch/player/tv/schweiz-akt ... acc9c3756d
Ponteggio finito in strada a Zurigo x una cavolata del ruspista!!!

ciao
TMX

gbykat
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Re: In tema di costi

Messaggio da gbykat » mer mag 29, 2013 5:41 pm

Emc ha scritto:Le aziende baltiche e anche quelle solovene, Ceche, Croate, Bosniache sono da anni di gruppi economici tedeschi. il gap sarà risolto a breve. Non abbiamo possibilità! Il costo delle materie prime, del lavoro e la semplicità di molte norme (comunque in linea con la UE) fa si che i loro costi saranno sempre e comunque decisamente inferiori ai nostri. Si adegueranno ai nostri standard e ci massacreranno. Siamo un paese che ha sbagliato ad investire su se stesso da oltre 40 anni. E' un po' come per la siderurgia che ci ostiniamo a cercare di salvare e rilanciare. E' un impresa assurda! In Cina producono con la stessa qualità ad 1/3 del nostro costo. Vogliamo confrontarci con i metadistretto di Prato nel settore del vestiario contro l'India? Ma dai!!! Noi continuiamo a credere nell'italico splendore e nel mito della fantasia e della flessibilità...storielle d'altri tempi. Oggi il mondo viaggia con ritmi e parametri diversi. Non abbiamo materie prime, siamo dipendenti al 90% per le fonti energetiche, basta solo questo! Ci ostiniamo a voler competere in settori dove non abbiamo scampo perchè il denaro che produciamo in relatà va a beneficio di altre economie e non per la nostra con il fatto che dobbiamo importare a manetta! Ancora oggi si punta sulle grandi infrastrutture...ma per trasportare cosa? le merci che non produciamo? Siamo in balia di un sistema politico ed economico già morto da tempo. L'Italia ha delle risorse proprie straordinarie come il territorio, l'agricoltura e l'industria conservatoriera, la cultura, il turismo, in quei settori dobbiamo ingeniarci ed investire ed invece niente! Abbiamo una certa creatività, ma non è ne più e ne meno quella che hanno tantissimi altri popoli e a riguardo è sufficiente guardare quanto destiniamo del Pil alla ricerca e all'innovazione, non solo in termini pubblici, ma anche privati...credo che il Mozzambico ci superi abbondantemente e non è una battuta. Rendiamoci conto che siamo un "paesello" di 70 milioni di abitanti di cui probabilmente il 40% sopra i 60 anni con un livello di istruzione e qualificazione estremamente basso e vogliamo competere con paesi in via di sviluppo di oltre un miliardo di abitanti?? Con economie dove il bilancio dello Stato italiano se lo spendono in armamenti ogni anno...ad esempio. Siamo realisti. rendiamoci conto che abbiamo sbagliato ad investire su noi stessi da 40 anni a questa parte. Abbiamo un patrimonio immobiliare di circa 67 milioni di edifici di cui circa 35 milioi di abitazioni (censite) abbiamo investito nel mattone come bene rifugio arricchendo pochi speculatori e indebitandoci per decenni. Abbiamo creato un'offerta strasuperiore alla domanda....se invece di buttare soldi in seconde, terze o anche prime case oltre le nostre possibilità avessimo investito nel sostenere piccole medie imprese, la nostra economia di territorio adesso non saremmo nelle condizioni in cui siamo. Eravamo bravini fino a che la riuscita economica di un paese si basava sull'autosostenersi o al massimo interagire con quelli confinanti, ma non è più così mi sembra evidente. Bisogna cambiare testa! Atteggiamento! Usiamo dall'orticello e coaliziamoci non limitiamo il nostro approccio all'economia globale solo con l'espediente della delocalizzazione...begli esempi abbiamo! Di industriali italiani che producono all'estero e fanno pagare delle cavolo di T short che costano 1€ alla produzione 100€ al dettaglio...è questa è l'economia che rilancia un paese? Riguardo la mentalità tedesca la trovo stupenda, con i suoi evidenti limiti ovvio, ma in ogni caso vincente. l'esempio del profuino in marmo poi calza a pennello. Perchè non vogliono realizzarlo? Perche sono stronzi? No semplicemente perchè quasi sicuramente richiede di fare un davanzale in marmo che è gelivo e il davanzale strutturalmente parlando è uno dei punti più delicati nelle costruzioni in legno in quanto espone la parete negli strati interni e se non è protetto a dovere, appunto utilizzando marmo, ci sono alte probabilità che nel giro di poco tempo ci siano infiltrazioni che penetrando danneggeranno la struttura. Riguardo la precisione Svizzera sono parzialmente in accordo perchè anche loro non sono poi così stratosferici come si crede da leggenda e lo dico perchè sono nato in Svizzera e sono stato per un certo tempo svizzero, insomma ho un poco di titolo ad affermarlo. :D
relazione a dir poco condivisibile.
anche io sono convinto che entro pochi anni il sud europa sopratutto l'italia passerà un mare di guai.saremo comprati in lungo e in largo.
per quel che riguarda la svizzera invece direi una cosa.
intanto quel video riferisce di un incidente che potrebbe capitare ovunque.stavano lavorando su una parete marcia e il ponteggio si è staccato.ma in generale gli svizzeri sono molto precisi,puntuali ma comunque non si può fare un confronto perchè siamo completamente DIVERSI. e o dico a ragion veduta perchè ne conosco tanti,ci vado spesso,ci sono nato,ci ho vissuto e abito a 22 km da Lugano.
e non vi dico come sono visti gli italiani perchè è meglio.e hanno ragione.sopratutto sud italia.

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hm52
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Re: In tema di costi

Messaggio da hm52 » mer mag 29, 2013 8:44 pm

franco mori ha scritto:Le finestre che ho visto io sono di media qualita a meta prezzo rispetto a quelle tedesche...il problema e che mancano completamente di cultura commerciale sembra di essere al mercato di tangeri

siamo in scaletta scadenzata per gli edifici ad energia quasi zero del 2020 e questi vengono a venderci telai da 68 con vetrocamera semplici (no bassoemissivi) con distanziale in alluminio che solo a guardarlo trattiene l'argon (se c'è veramente) giusto per la fine della posa per non parlare della qualità del vetro ondulato e a luminosità variabile...

intanto da noi si stanno iniziando a proporre soluzione a tripla camera tipo l'evo9 di essepi serramenti (che tra l'altro ha installato anche una pressa e fa un ottimo X-lam): http://www.essepifinestre.it/Evo9.html

non so come gira dalle altre parti d'Italia ma qui l'invenduto è impressionante e le immobiliari che hanno il coraggio di costruire non su commessa lo fanno solo dalla classe A in su ergo serramenti con un Uwindow almeno sotto l'1,1 e non c'è costo svaccato che tenga: il rischio di invenduto è troppo alto

Dall'est comunque non arrivano solo porcate... questi prototipi sono spaziali:
http://superwindows.eu/en/superwindows/

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Re: In tema di costi

Messaggio da cavallopazzo83 » gio mag 30, 2013 7:51 am

Essepi e Nardin hanno comunque dei prezzi che sono almeno 30% più alti di quelli che vengono dall'est. Ci sono predotti a triplo vetro, legno/alu ch viaggiano a 400 euro/mq, quando un 68 normale viaggia sui 350...

Rispetto a Dolomiti X-lam, la linea xxl di Essepi è molto più di qualitò, il primo sta avendo i primi problemi dopo nemmeno un anno...

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hm52
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Re: In tema di costi

Messaggio da hm52 » gio mag 30, 2013 9:12 am

Non ne vale appunto la pena... Un triplo legno alu su 68 lo pago 450 con FSC e certificato di posa e se non passa il blower door test corrono e sistemano altrimenti gli faccio saltare il 40% del fatturato annuo e cambio fornitore...
Il prezzo basso è quasi sempre sinonimo di qualita bassa o assistenza post vendita inesistente per non parlare dei ricambi... E su un prodotto tecnologico come il serramento la manodopera incide relativamente e quindi i margini di ribasso si spostano necessariamente sulla qualità dei materiali...

franco mori

Re: In tema di costi

Messaggio da franco mori » gio mag 30, 2013 2:07 pm

io rappresento dei prodotti tedeschi che sono all avanguardia per qualita e finitura. Sono proprio fatti diversamente ....

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Re: In tema di costi

Messaggio da Emc » gio mag 30, 2013 2:59 pm

Ho letto l'articolo dello Spiegel e devo dire che è molto interessante. Data la mia scarsa conoscenza del tesdesco ho grossi limiti nel ben comprendere ma posso dire che sitratta di una specie di excursus sul sitema di prefabbricazione in Germania dal dopoguerra. Tratta esempi pratici di aziende che negli anni '50 si sono butatte nel mercato e tratta di alcune avventure non finite bene, ma dovute principalmente ad una carenza di legislazione in materia e all'azzardo di alcuni avventurieri del settore. Si tenga ben presente che l'articolo parla di fprefabbricazione a tutto campo, compresa quella in C.A. e non solo di quella in legno. Gli esempi citati si riferiscono agli anni 50 e 60 e non al periodo attuale. Cita ad esempio le perplessità dovute(anche da loro) in quegli anni sul fatto della possibile provvisorietà degli edifici in legno che metteva in crisi la concessione di finanziamenti. Si parla però di edifici a carettere seriale prodotti in larga scala che sono configurabili come dei bungalow di poche decine di mq e non di edifici veri e propri. Si parla dell'ostraccismo della categoria dei costruttori in tradizionale insomma è una visione ad ampio campo. Tenete presente che è un articolo dello Spiegel che è comunque un periodico "libero" di esprimere ricerche secondo le proprie posizioni...insomma è comunque una visione e non una verità assoluta. Sarebbe come dire che un servizio dell'Espresso o di Panorama fossero "il verbo". Questo non vuol dire che i tedeschi siano degli dei in terra per la prefabbricazione, ma di sicuro sono decenni di esperienza avanti a noi. La prefabbricazione in legno artigianale su ampia scala era presente già nell' 800 in certe regioni piuttosto che in altre, ma era ben consolidata e derivava da una tradizione di più antica data e lo dimostrano i numerosissimi villaggi e città tedesche che nelle parti più antiche conservano un gran numero di edifici in legno o misto di epoche lontane. Se vogliamo fare i pignoli possiamo distinguere alcune aree più vocate di altre, magari dovute alla favorevole presenza di materia prima legno piuttosto che pietra, ma in generale l'edificio in legno è parte ormai storicizzata in Germania e non solo. Se invece vogliamo parlare di industrializzazione, che poi è il nodo cruciale del sistema, allora possiamo collocarla attorno al periodo anni 70, ma in ogni caso si tratta di un anticipo di alcuni decenni rispetto a noi, un anticipo che ha generato e accellerato un bagaglio d'esperienza notevole. E' evidente poi che in questo contesto le aziende più consolidate hanno strutturato sezioni di ricerca ben preparate che hanno portato ad acquisire tecniche e usare materiali innovativi e l'hanno potuto fare sostenute da bilanci considerevoli. E' chiaro che aziende che fatturano centinaia di milioni di euro l'hanno hanno dei potenziali in questo senso che aziende di piccola scala non hanno e che per questo motivo sono penalizzate. A loro vantaggio ( dei tedeschi) va poi una normativa di settor ben più snella che li facilita non poco, attenzione non più semplice, più snella. Non dobbiamo sentirci inferiori, ma dobbiamo farne di strada ancora in Italia.

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