Passare dal veganismo al crudismo è, almeno a parole, molto semplice: basta sostituire i carboidrati (complessi) dei cereali e legumi coi carboidrati (semplici) della frutta. In questo passaggio si andrà incontro a un effetto moltiplicativo delle quantità di cibo, dato che la frutta è molto meno calorica dei cereali: quindi per mantenere le stesse calorie di prima dovrai mangiare molta più frutta, in termini di peso, di quanti cereali e legumi mangiassi prima, sempre in termini di peso. Quantificando, grosso modo, diciamo che se prima mangiavi tre etti di cereali/legumi al giorno, ora dovrai sostituirli con due/tre chili di frutta, quanto esattamente dipende dal tipo di frutta, se più o meno calorica (molto calorica, si fa per dire, è la banana, anche discretamente calorica è l’uva, il fico, il caco, il kiwi, il mango, la ciliegia dolce, scarsamente calorica è la mela, l’arancia, la pera, susina, albicocca, pesca, anguria, melone ecc). Il riferimento alle calorie è piuttosto importante, perché uno degli errori più comuni fra i crudisti è quello di non nutrirsi a sufficienza, con conseguenze piuttosto spiacevoli: si crede di mangiare molto, visti i maggiori quantitativi di frutta rispetto ai cereali, ma in realtà non abbastanza in termini calorici, col risultato di non soddisfare il proprio fabbisogno calorico, che è quello che ci garantisce l’energia sufficiente per vivere in piena efficienza. Quando si è in deficit calorico, poi, succede che si ricercano sfoghi compensativi che complicano ulteriormente il quadro: si tende ad abbuffarsi di cibi ad alta concentrazione calorica (cereali, prodotti di pasticceria ecc), rendendo quanto mai faticoso il percorso di transizione verso il crudismo; oppure ci si butta sui cibi grassi (noci e semi oleosi, olio, cioccolato ecc), pure molto concentrati in termini calorici, con serie conseguenze sul nostro metabolismo. Infatti sarebbe buona norma mantenere l’apporto dei grassi entro il 10% in termini di calorie. Poiché la stessa percentuale (10% massimo) è consigliata per le proteine, ne segue che i carboidrati (rinvenibili soprattutto nella frutta, mentre la verdura ne è piuttosto povera) dovranno rappresentare almeno l’80% del tuo menù in termini calorici.
All’inizio, per impratichirti con le calorie, potresti consultare la tabella delle calorie/grassi che puoi scaricare dal sito di Marco Urbisci, il nostro moderatore (
http://www.dietaenergiaalta.com). Una volta stabilito il tuo fabbisogno calorico, in base alla tua età altezza peso stile di vita ecc., la compilazione quotidiana della tabella ti permetterà di controllare se mangi a sufficienza e senza eccedere nei grassi (mentre per le proteine, se si rimane nel vegan-crudismo, non si corre il rischio di superare la percentuale consigliata). In pochi giorni diventerai un’esperta e potrai quasi farne a meno.
Dunque l’importante, per passare al crudismo, è mangiare tanta ma proprio tanta frutta, evitando di fare quei due errori che ti ho ricordato prima. Non è invece necessario fare un digiuno, tanto meno un lungo digiuno. Il digiuno è un eccellente strumento di depurazione dell’organismo, da usare quando ce n’è bisogno, come ad esempio quando ci si ammala (tipo l’influenza ecc). Tieni conto che il crudismo è già di per sé stesso un processo di auto depurazione dell’organismo, grazie all’azione, depurativa appunto, della frutta (anche i succhi di verdure sono altamente depurativi): non c’è bisogno di rincarare la dose con un digiuno. E poi, nel tuo caso, giovane e vegana da anni, immagino che ci sia davvero ben poco da depurare. Il processo depurativo messo in atto col passaggio al crudismo (cioè con tanta frutta) si manifesta attraverso una serie di sintomi, più o meno accentuati secondo il grado di intossicazione interna (nel tuo caso saranno probabilmente minimi) chiamati detox: si tratta di qualche forma di malattia, mal di testa piuttosto che febbre o raffreddore o qualche dolore gastro-intestinale o qualche sfogo cutaneo, accompagnati da stanchezza debolezza ecc. Per ridurre questi sintomi, si consiglia in genere di affrontare con gradualità il passaggio al crudismo, passando attraverso un periodo (e dieta) di transizione: se prima facevi tre pasti di cereali, inizierai riducendoli prima a due, poi a uno e infine a nessuno, con tutta la gradualità e sicurezza necessarie, senza fughe in avanti che potrebbero rivelarsi non sostenibili sotto il profilo psicologico. In genere più si è intossicati, e più difficile è il cambio di regime e dunque più consigliabile diventa la transizione. In tutti i casi non ci sono regole precise: ogni caso fa a sé e ognuno fa i suoi esperimenti.
Che è la cosa che consiglio anche a te di fare, perché ne vale assolutamente la pena, perché il crudismo, correttamente interpretato, è uno strumento portentoso di benessere. Frequentando il nostro sito scoprirai che oltre all’alimentazione, importantissima, ci sono tante altre cose importanti per il proprio benessere fisico, psichico e per il proprio rapporto con l’ambiente, cose che possiamo sintetizzare in un certo stile di vita complessivo, che è quello raccomandato dalla disciplina chiamata igienismo (o igiene naturale). Un valido aiuto in questo senso lo potrai trovare nel libro di Marco che troverai nel suo sito.
Questa tua scelta di vita è il regalo più prezioso che tu possa concederti: poterne beneficiare a vent’anni, piuttosto che scoprirlo, come nel mio caso, solo dopo i cinquanta, a danno ormai fatto (in parte irrimediabilmente), è un privilegio di pochi fortunati e/o meritevoli. Approfittane.
In bocca al lupo, Arbor