ho appena notato che la tua lunga risposta mi è sfuggita! Ti ringrazio!
Tempo fa ho ascoltato la storia di un medico venuto in Eruropa dall'India, sposato qui, tre figli. Ha perso poi due dei figli per infarti e la moglie per cancro. Gli hanno chiesto come ha fatto a sopportare tutto questo, e lui ha risposto che l'ha aiutato la sua religione, l'induismo. In quel momento ho capito quanto sia importante quello in cui crediamo. Se credi che dopo la morte finisca tutto, chiaro che ti attacchi alla vita. Se invece credi che dopo la vita terrena si passi a una vita celeste, è già più facile lasciar andare ... Diciamo che io ci sono arrivata lungo il percorso della mia vita, non ci ho proprio "lavorato". Ci si può anche "lavorare", volendo. A me personalmente la filosofia indiana è simpatica.
Un'amica mi ha detto che l'attaccamento alle persone corrisponde all'attaccamento alla vita. Quando muore qualcuno, soprattutto un apersona vicina, ci ricorda la notra mortalità. Non so se ti riconosci in quest'idea, visto che hai già visto la morte in faccia diverse volte e hai anche fatto l'esperienza di poterti abbandonare fra le sue braccia. In fondo ognuno ha la sua storia. Se vuoi, potresti riflettere in che cosa consiste concretamente quest'attaccamento. Che paure leghi alla morte dei tuo genitori? Già la consapevolezza può aiutare.
Per quanto riguarda le esperienze ospedaliere sono d'accordo che spesso non sono molto belle. Pensare all'inutilità della sofferenza, però, sicuramente non ti alza il morale. Se soffrire sia inutile o meno non possiamo saperlo. O almeno direi che niente è inutile. Ogni cosa ha la sua ragione. Magari non ci piace, d'accordo ... Sì, siamo impotenti in un certo senso ma siamo anche potenti. Essere presenti, confortanti, è già un grande contributo, anche per alleviare la sofferenza, almeno per un momento.
Anch'io mi ritrovo in deficit di riposo volendo fare troppe cose. Però prima o poi il corpo mi constringe al riposo.
Mi sto rendendo conto che facciamo una vita troppo stressante, abbiamo troppi compiti, troppo poco tempo per noi stessi. Visto che tutta la società "funziona" così, è proprio difficile cambiare ... a volte mi viene voglia di mollare tutto e scappare.
Mi hanno fatto piacere i diversi contributi sull’igiene dentale. Anch’io ho sentito dire che gli acidi ammorbidiscono lo smalto, e proprio per questo è meglio non usare nemmeno lo scovolino, che è come un spazzolino piccolo. Secondo me basta sciacquarsi la bocca e se usi il bicarbonato, quello alcalinizza immediatamente la bocca. Ma lo smalto rimane morbido ancora per un po’. C’è chi dice per un quarto d’ora, chi per mezz’ora, chi per 2 ore ... vai a sapere chi ha ragione … Io uso il filo e lo scovolino dopo i pasti (ma non immediatamente dopo) perchè mi danno fastidio i resti fra i denti.
Anche a me succede di sentire ruvida la superficie dei denti dopo averli spazzolati. Ma se li strofino con un piccolo panno la superficie diventa liscia. È che lo spazzolino non è proprio adatto per pulire i denti. Ho letto un libro di un dentista che diceva che la carie viene negli spazi che non si possono spazzolare, cioè fra i denti. Confermo. E lì con lo spazzolino non ci arrivi. Per questo consigliava il filo e lo scovolino. Comunque continuo a usare anche lo spazzolino la sera. Le foglie di salvia penso che siano ottime. Anche i bastoncini di liquirizia potrebbero sostituire lo spazzolino. Si usava prima che esistessero gli spazzolini.
> Forse abbiamo avuto bisogno di lavarci i denti
> quando ci siamo allontanati dal nostro cibo d’elezione.
Penso proprio di sì. Anche per questo mi intristisce quando gli animali devono mangiare lo scatolame fatto apposta per loro, che non è assolutamente il loro cibo d’elezione.
Ho letto che la qualità dei denti si eredita, quindi anche chi inizia la vita col “cibo d’elezione” umano è già vittima della degenerazione dei suoi antenati.
> Ritengo che non sia corretto affermare che la frutta rovina i denti.
Sono d’accordo. Non è la frutta, sono piuttosto i pasti e le spazzolature troppo frequenti o la mancanza d’igiene.
> Potrebbe servire, per riequilibrare il ph della bocca,
> masticare a fine pasto delle foglie Verdi
> per “lavare” i denti con la clorofilla che dovrebbe essere alcalina?
> Io talvolta lo faccio e la sensazione in bocca mi sembra meno sgradevole.
Penso che tu abbia ragione. Ne ho già sentito parlare. Ci sono dei crudisti che consigliano di mangiare la frutta sempre con delle foglie verdi.
> Ma sarà proprio vero che lo smalto non si rigenera?
> Siete a conoscenza di ricerche e studi a proposito?
Non sono a conoscenza di nessuna ricerca in proposito ma sono convinta che lo smalto, come ogni tessuto corporeo, si rigeneri.
Sull’ananas ho scritto da un’altra parte.
Ti è capitato più volte che ti si gonfiasse il palato? È stata forse una reazione allergica?
Te lo chiedo perchè a me succede con le pere che mi fanno produrre dei gas in grandi quantità e suppongo di essere in qualche modo allergica. Proverò anche quest’anno, non le escludo completamente. Credo che con il crudismo totale queste reazioni possano sparire con il tempo. Comunque sopravvivo anche senza pere …
Ciao Runner,
Che cosa avrà di particolare il sale marino celtico? Non sarà semplicemente sale marino atlantico?
Per quanto riguarda gli omega, Graham dice che ci sono anche nella frutta e nella verdura. Sì, i semi di lino ne sono ricchi, e si possono macinare e mettere nell’insalata. Visto che sono oleosi, niente aggiunta di avocado o d’olio. Devo dire, però, che non mi piacciono particolarmente. Quindi ne consumo pochi. Penso che se ne avessi bisogno mi attirerebbero. Graham mi ha tranquillizzato parecchio.
Vi ringrazio per i link di Patenaude. Molto utili!
Grazie, Arbor, per la spiegazione sui ritmi circadiani. Quello che scrivi lo “sapevo” già ma non sapevo che si chiamasse così. In un mio libro di yoga ho una figura dell’orologio degli organi, anche questi sarebbero ritmi circadiani, suppongo. Ne conoscete altri?
Un salutone
Luna