cosa significa "elaborare un lutto"?

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donaflor
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cosa significa "elaborare un lutto"?

Messaggio da donaflor » ven mar 25, 2005 10:59 am

Ciao a tutti, stamani ho letto alcuni dei vostri messaggi e mi sono decisa a chiedervi cosa significa secondo voi elaborare un lutto.
Il lutto in questione è avvenuto ben 12 anni fa. Si trattava del mio amico, un fratello direi, con il quale avevo un rapporto decisamente non conformista,molto intimo e profondo e sono sicura che persone come voi possano capire cosa intendo. Ha sempre avuto una personalità molto particolare, e negli ultimi mesi della sua vita si è ammalato di schizofrenia e ha concluso la sua vita suicidandosi. Da quel momento tutti a dirmi che dovevo elaborare il lutto. Ma che vuol dire? Smettere di soffrire, quando è proprio nella sofferenza che rimane intatto il rapporto umano che ho avuto con lui?
Non so. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, scusate se bi ho intristito.

piuma
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Messaggio da piuma » ven mar 25, 2005 11:50 am

Ciao, ben venuta!La tematica che proproni è profonda e difficile allo stesso tempo..elaborare un lutto per molti significa accettare la realtà, la morte della persona a cui volevamo bene e continuare a vivere portandola nel nostro cuore.Elaborare un lutto per me significa trasformare il dolore, accettare, comprendere e..perdonare.Sì perdonare perchè dentro si è anche arrabbiati con la persona che ci ha lasciato qui..si ha senso della solitudine, una certezza che crolla.Io ho perso persone care all'improvviso, dando loro la buonanotte e perdendole l'indomani, come se una candela si fosse spenta per una raffica di vento..Quanti sentimenti, quanta paura, ansia, angoscia, dolore, rabbia..quanto amore...Ama e accetta la scelta della persona a cui volevi bene, se sei credente prega per lui, ma anche se non lo sei pensa a lui con amore, lo sentirà e il vostro legame durerà per sempre.
Un abbraccio
Piuma

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musica
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Re: cosa significa "elaborare un lutto"?

Messaggio da musica » ven mar 25, 2005 12:28 pm

donaflor ha scritto:Ciao a tutti, stamani ho letto alcuni dei vostri messaggi e mi sono decisa a chiedervi cosa significa secondo voi elaborare un lutto.
Il lutto in questione è avvenuto ben 12 anni fa. Si trattava del mio amico, un fratello direi, con il quale avevo un rapporto decisamente non conformista,molto intimo e profondo e sono sicura che persone come voi possano capire cosa intendo. Ha sempre avuto una personalità molto particolare, e negli ultimi mesi della sua vita si è ammalato di schizofrenia e ha concluso la sua vita suicidandosi. Da quel momento tutti a dirmi che dovevo elaborare il lutto. Ma che vuol dire? Smettere di soffrire, quando è proprio nella sofferenza che rimane intatto il rapporto umano che ho avuto con lui?
Non so. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, scusate se bi ho intristito.


ciao,
cosa significa elaborare un lutto?
io realtà non lo so perchè non mi è mai mancato nessuno

però ho visto persone intorno a me soffrire

credo voglia dire far passare del tempo.
ma non Tempo che cancelli e dimentichi,
tempo che rafforza l'amore e diminuisca il dolore.

sicuramente dopo 12anni soffri ancora quando pensi a lui,
però è una sofferenza che è più razionale(non so se mi spiego)
,una sofferenza che fa parte di te e che ti accompagna.
quello che scrivo può sembrare brutto e triste ma per me non è così
ed è chiaro che una persona cara che non c'è più,non svanisce dal nostro cuore... è impressa nella nostra anima e con il tempo può divenire parte della nostra forza.

Gae1
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Messaggio da Gae1 » ven mar 25, 2005 12:39 pm

Si cara pensa a lui, pensa alle giornate vissute assieme, pensa alla tristezza, ma soprattutto alla gioia che vi siete scambiata.

La nostra vita è fatta di passaggi più o meno positivi, ma è la nostra vita e non deve essere rinnegato nulla di quanto abbiamo vissuto, anche se ci ha causato dolore.

Lascia perdere i luoghi comuni, se quella persona ti manca, ti mancherà sempre, perdonala e comprendila, ma questo l'avrai già fatto.

Non siamo tutti uguali e ognuno reagisce alle situazioni che gli si presentano secondo il proprio essere, non ci sono delle ricette.

Elaborare un lutto ormai è diventato un luogo comune, c'è chi dice che deve essere metabolizzato, qualcuno invece sostiene che ci deve essere il giro di boa, va bene ma che significa?

L'unico consiglio, avendolo anche vissuto, che ti posso dare è quello di viverlo come più ti tranquizza, senza però farti tarpare le ali, purtroppo o per fortuna la vita continua e pensare cosa avrebbe voluto lui per te potrebbe essere un deterrente.

Scusa ho scritto di getto e non so cosa ho combinato, però se vuoi, sentiamoci ancora e benvenuta nel nostro piccolo mondo,nel quale sappiamo che possiamo esprimerci liberamente ricevendo affetto e consigli senza giudizi e questo ci aiuta nelle nostre problematiche più o meno gravi.

Affettuosamente

Gae

DHARANDHARMA
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Messaggio da DHARANDHARMA » ven mar 25, 2005 4:07 pm

Cara amica,
hai un tale peso nel cuore che tutto di te viene messo quasi in secondo piano, i lutti non si elaborano, chi è che dice queste c.....?
Bastasse elaborare per risolvere certi problemi - l'umanità sarebbe un giardino fiorito- ma ci sono i sentimenti, le debolezze, le rigidità nel capire ed accettare, chi può dare la giusta panacea? Allora si prende il cuore delle persone singolarmente- augurandosi che avvenga il miracolo. Non ci sono bacchette magiche, se le avessi le avrei già usate.
Non ti resta che muoverti nel senso contrario che ti sei mossa fino adesso, cioè cambiare. Non devi gettare via l'amore e il ricordo di lui, ma vivere nel suo ricordo, ma libera da ogni legame emozionale. Lui non ha pensato a quello che lasciava, è andato e basta, non ha chiesto: "posso andare?" Il tuo senso di colpa ti rende una "morta alla vita".Praticamente sei corsa dietro a lui dimenticandoti di te.
A volte parlo di doveri verso la propria vita,si - diritti e doveri.
Ciao, ti auguro veramente la Pace dell'anima. un caro saluto Patrizia

donaflor
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Messaggio da donaflor » sab mar 26, 2005 8:05 pm

vi ringrazio molto per le vostre parole. Penso di essere nata senza il libretto delle istruzioni e quindi anche cose semplici, le capisco solo se mi confronto con gli altri :)
A volte consulto il dizionario epr vedere il significato di parole comuni, tipo amore, amicizia, paura ...
Credo in parte che sia vero, qualcosa di me è morto quel giorno e non sarà possibile sostituirlo con niente e nessuno, e sarebbe sbagliato cercare in altri quel rapoorto particolare che avevo con lui. Sono ancora confusa sul perché l'abbia fatto, ma forse certe cose vanno accettate senza doverle capire per forza. In ogni caso ho avuto la forza di credere ancora nella vita e nella speranza, tutta laica, di riuscire ad amare e a farmi amare. Forse elaborare un lutto sognifica questo, conviverci, soffrici, portare dentro di sé una bara, senza cancellarla, accettarla e allo stesso tempo aprirsi agli altri, volere e farsi voler bene.
Buona Pasqua a tutti voi.

DHARANDHARMA
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Messaggio da DHARANDHARMA » sab mar 26, 2005 8:51 pm

Si donaflor,
proprio così, vedi la risposta era ed è dentro di te. Ciao cari auguri per tutto. Patrizia p.s. però parliamone ancora se ti fa piacere.

GattaMatta
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Messaggio da GattaMatta » dom mar 27, 2005 2:25 am

Io non so cosa significa elaborare un lutto,non lo capisco...non ha senso..Forse e`vero che muore anche una parte di te,anche a me non ha chiesto se poteva,sono stata io a dirgli oggi non posso ho delle prove...e poi la telefonata:un volo da sette piani...Io non ho elabotrato nessun lutto,non c`e`stato un lutto per me,solo sensi di colpa che tutt`ora risalgono a galla quando meno me lo aspetto e che non so spiegare...Le parole non riescono a dire tutto scusate...Rileggendo le vostre pero`,mi pare di avere un senso,nel ripensare a lui forse...Grazie.

Gae1
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Messaggio da Gae1 » dom mar 27, 2005 9:18 am

Elaborare un lutto, sensi di colpa, ma che significa?

La vita ci sbatte in faccia situazioni più grandi di noi e dobbiamo comunque conviverci, anche se il solo desiderio è che nulla fosse accaduto, un sogno.....no realtà, dura ma realtà.

Portare nel cuore qualcuno che ci è stato particolarmente caro, con il passare del tempo è come se ci aiutasse a sopravvivere, un solo accorgimento non cercare mai qualcuno che possa assomigliarle perchè ciò non sarà mai possibile.

Sentirsi in colpa per un no detto, non può e non deve esistere, tanto quello che ha fatto se non fosse avvenuto in quel momento, avrebbe trovato un'altra occasione.

Scusate non ricordo i vostri nomi, ma sapete a chi mi rivolgo, dico questo perchè anche io nel momento peggiore della mia malattia, ci ho provato ma......ho vomitato e quindi......eccomi quà, nessuno in quel momento mi aveva negato qualcosa o c'era una situazione diversa dal solito, era un pensiero che mi martellava e basta.

Quindi ragazze/i, andiamo avanti e stringiamoci e raccontiamoci, senza timori e remore, l'affetto che ci lega e la comprensione che troviamo tra noi, sicuramente ci aiuterà.

Tanti auguri di SERENITA' solo quella ci occorre per stare meglio e proseguire nel nostro cammino.

Abbracci e bacioni a tutti.

Gae

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alFaris
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Messaggio da alFaris » mar mar 29, 2005 8:13 am

Essalamu Elikah!

d> elaborare un lutto sognifica questo, conviverci, soffrici, portare dentro
d> di sé una bara, senza cancellarla, accettarla e allo stesso tempo
d> aprirsi agli altri, volere e farsi voler bene.

perfetto... :-) elaborare significa andare oltre l'evento e tornare a vivere... chi non ha elaborato un lutto continua a soffrire come se fosse appena accaduto... prendi per esempio il caso della nostra amica gatta

g> sono stata io a dirgli oggi non posso ho delle prove...e poi la
g> telefonata:un volo da sette piani...

per lei l'evento è ancora attuale... la 'colpa' è ancora sua

g> non c`e`stato un lutto per me,solo sensi di colpa che tutt`ora
g> risalgono a galla quando meno me lo aspetto e che non so spiegare...

molto spesso mi è capitato di scrivere che 'ci dobbiamo perdonare le colpe degli altri'... in questo caso la frase è quanto mai appropriata... come può essere che per impedire assolvere un nostro compito qualcuno ci ricatti con il suicidio? cara gatta mi dispiace scrivere parole così dure ma la persona che è giunta a questo punto ha fatto uno sbaglio davvero grossolano... ha _pretesa_ la tua presenza qui e subito... quest'assurda impazienza è segno di profondo infantilismo perciò ti prego assolvi te stessa dall'accusa del tutto infondata di essere 'colpevole' della sua morte... ecco per l'appunto - elabora cioè analizza e capisci la situazione... e dopo se ti va :-) vieni nel nostro gruppo di amici! per l'intanto do a te e a donaflor il ben venuto...



Ua Elikah Essalam! by alFaris

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Messaggio da DHARANDHARMA » mar mar 29, 2005 3:13 pm

Cara Gattamatta,
il suicidio è un grande egoismo oltre che una grandissima vigliaccata, ci sono momenti terribili dell'esistenza, quando tutto è perduto, tutto meno la vita, allora vuoi chiudere per non soffrire più, un disperato tentativo di autodifesa. Nessuno può sapere cosa passa in quei momenti, niente e nessuno può fermare chi ha rotto definitivamente con la vita. Il suicida ritornerà presto ad incarnarsi e dovrà passare per esperienze ancora più dure, anche perchè una volta lasciato il corpo, l'anima vede e sente fortissimo il fallimento dell'incarnazione gettata via. Non c'è Dio che giudica i nostri atti, ma noi solamente noi siamo i giudici.
Liberati dai sensi di colpa e vivi la tua vita tranquillamente e in pace, tu non sei stata la causa, ne' gli altri, ma solo la sua debolezza.
ciao e anche a te un carissimo abbraccio Patrizia

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Messaggio da GattaMatta » mer mar 30, 2005 1:14 am

Sapete,su un forum e`piuttosto difficile e le parole nn possono rendere a pieno le cose...NON SONO D`ACCORDO...I miei sensi di colpa sono molto relativi...La verita`e`che decidersi di togliersi la vita non e`una debolezza...Intorno a lui non c`era nessuno,tutti gli amici,la famiglia,il "resto"erano spariti,ed io ero l`unica:dove sono gli altri quando c`e`bisogno?Poi pero`tutti lo piangono...Certe persone non sono fatte per questa vita terrena,la loro sensibilita`e`davvero enorme e non puo`scendere a patti con un mondo che non ti vuole,perche`sei diverso...Diverso da chi?Da cosa,poi?Ogni volta che cerchi di voltare pagina,loro sono sempre li` a ricordartelo,ogni volta che vuoi reagire vieni preso,sedato,portato di peso in un posto dove non puoi nemmeno aprire le finestre per respirare...perche`non hanno maniglia...Io ho visto una parte di me morire dietro di lui,ogni volta che succedeva,annientato dai farmaci,assente,con le gli arti che andavan da loro perche`i farmaci avevano degli effetti collaterali orribili,legato al letto,a volte per giornate intere...E`questo che dovrebbe aiutare una persona a non rinunciare alla vita?Questo dovrebbe farci solo riflettere,su cosa le persone si aspettano da noi,su come vorrebbero che noi fossimo,su come vogliono ghettizzarci e catalogarci e marcarci...se non sei cosi`muori...o dentro o fuori,a te la scelta....Io ho dato tutto quello che sentivo di dover dare,perche`avrei potuto esserci io al suo posto,perche`potevo essere io la diversa...Dove appigliarti allora?Lui credeva nella pittura,nelle sue emotivita`,i suoi quadri,la sua vita...ed e`stato osteggiato,ostacolato,infamato,solo perche`non voleva scendere a patti col mondo,solo perche`chi ama dipingere non puo`farlo solo per soldi,solo perche`chi dipinge e scrive delle poesie e`un po`strano,solo perche`non vuoi che qualcuno decida per te...vale la pena vivere?Non lo so sinceramente...se non ti e`possibile in questa vita di velocita`/ritmi frenetici/compromessi con tutto&tutti trovarti un tuo spazio,scavarti un angolino tranquillo di vita...che vivi a fare?Per continuare a soffrire terribilmente?...allora e`autolesionismo,e`passato anche da questo...ma forse il dolore fisico non era ugulmente forte come quello interiore...Lui,7 anni fa...G.,l`estate scorsa,dopo esserci rivisti...Due persone che finiscono con il lasciarsi andare giu`...Cambia la metodica ma non il gesto...e perche`...Io me lo chiedo...Oramai non ci sono piu`,entrambi...Ma io sono che sono con me,SEMPRE...

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Messaggio da narmaina » mer mar 30, 2005 5:58 am

DHARANDHARMA ha scritto: il suicidio è un grande egoismo oltre che una grandissima vigliaccata
è vero, ma per alcuni è visto come l'unica e ultima soluzione di dar pace alla propria crisi interiore.....

ti posso assicurare che è molto allettante quando non ce la fai più a sopportare tutto il peso interiore e ti senti veramente male.....

in quei momenti non riesci a pensare che a te stessa e vorresti far smettere tutto il dolore che provi e non ragioni per gli altri.....

è una possibile soluzione dei tuoi problemi, veloce e duratura......

e poi non pensi agli altri, quelli che restano.....

io posso parlarti di tutt'e due le visioni......

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Messaggio da alFaris » mer mar 30, 2005 10:42 am

Essalamu Elikah!

g> decidersi di togliersi la vita non e`una debolezza...

:-? veramente non ho mai parlato di debolezza... mi permetto di ribadire la mia opinione...

g>> sono stata io a dirgli oggi non posso ho delle prove...e poi la
g>> telefonata:un volo da sette piani...

a> come può essere che per impedire assolvere un nostro
a> compito qualcuno ci ricatti con il suicidio?

a> ha _pretesa_ la tua presenza qui e subito... quest'assurda
a> impazienza è segno di profondo infantilismo

anzi... aggiungo che ha mancato di rispetto anche al tuo lavoro... le tue prove sono nulla dinanzi a me! molla tutto e vieni qui...

[...]

quanto poi alla sofferenza

> Intorno a lui non c`era nessuno,tutti gli amici,la
> famiglia,il "resto"erano spariti,ed io ero l`unica

tutti noi abbiamo i nostri problemi ma non per questo affittiamo un cassone e lo parcheggiamo sulle spalle del nostro prossimo... tu hai fatto sicuramente tantissimo per lui perciò lascia stare i sensi di colpa... tanto più visto che

> Io ho dato tutto quello che sentivo di dover dare

[...]

> Io ho visto una parte di me morire dietro di lui

tu lo porti ancora nel tuo cuore mentre al contrario

> dove sono gli altri quando c`e`bisogno?

i suoi 'amici' l'avevano dimenticato già in vita...



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Messaggio da DHARANDHARMA » mer mar 30, 2005 4:21 pm

Si parte sempre dal presupposto che l'uomo in quanto tale venga ad incarnarsi sulla terra per volontà dell'anima, i percorsi della vita sono tridimensionali, non si può generalizzare, ma cercare di aiutare in qualche modo i vivi a non seguire i morti. Se il suicidio fosse una pratica liberatoria si vivrebbe l'anarchia dello spirito, spirito senziente, non privo di coscienza. Certi stati vengono a volte coltivati a torto o a ragione, pensando se non di risolvere, almeno di fissare l'evento.
Bisognerebbe fin da piccoli imparare a sdrammatizzare, ad alleggerirsi, a non coltivare certe distorsioni della mente.. arrivando in età adulta ad etichettarle come malattie tragiche e incurabili della psiche. Sono tutte porte aperte sul baratro della rinuncia alla vita. Sono consapevole che certi esseri arrivino al punto di non ritorno, e che la morte sia liberatoria, quasi un diritto come la vita.Le case di cura sono piene di assenti nel corpo e nella mente, ma la loro anima è presentissima, molto più presente perchè non impegnata nelle vicende quotidiane.
Se di vigliaccata si parla, è la vigliaccata dell'anima che preferisce interrompere il percorso. Queste morti trascinano nella bara altre anime, altre esistenze, altre realtà. Piangere è liberatorio, fa bene, urlare anche, spaccare tutto...ma poi basta bisogna tornare alla vita, ai propri impegni, alla propria evoluzione. Prima di dire: Non ci riesco..si prova, si riprova e ancora, per non finire su quei letti d'ospedale imbottiti di farmaci..con aperta solo quella via, forse l'unica.

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