scherzi a parte, credo tutti ormai sappiate che sono ferma perchè non riesco ad avere il mutuo.
e questo mi ha anche aperto gli occhi su una verità che il Mori ci sbatteva in faccia da tempo, ovvero "le ville sono per i ricchi".
Io non ho mai considerato la mia casetta 100 mq in legno una villa, ma alla resa dei conti, di questo si tratta quando sommi tutti ma proprio tutti i costi coinvolti in una costruzione ex novo.
Avendo contemporaneamente abbracciato la filosofia della decrescita felice, mi son trovata a vivere in un paradosso: pensare di vivere con meno, riciclare, riutilizzare, fare la spesa ecoequobio.. e parallelamente spendere una paccata di soldi per una casa. Una casa ecologica, in legno, a risparmio energetico.. ma pur sempre in cambio di una paccata di soldi. e il rifiuto della banca mi ha aperto gli occhi.
Quello che credo al momento, è che la bioedilizia così come la intendiamo al momento, NON può essere il futuro: non è sostenibile per il 90% se non oltre delle famiglie italiane, è una possibilità riservata a pochi eletti, soprattutto a chi già possiede un terreno oppure una casa da vendere per realizzare i soldi da investire in questo progetto.
Allora dove sta la sostenibilità di queste case? Non facciamo paragoni con altri paesi, dove ci sono possibilità di finanziamenti mirati oppure i terreni costano meno, ecc. Stiamo a noi, In Italia.
Insomma, quale è secondo voi il possibile futuro, veramente sostenibile e raggiungibile da tutti, della bioedilizia in Italia?