Grazie Marco per il tuo contributo. Spiacente, Etrusca, di non poter esserti utile per quell’approfondimento sull’acido metilmalonico: forse ti può però essere utile la lettura di una delle ultime tesine di Valdo Vaccaro (
http://www.valdovaccaro.blogspot.it/201 ... me-di.html) sulla disintosicazione da omocisteina per rimetilazione o attraverso l’alimentazione a base di betaina. Vorrei però riprendere il discorso con Runner, anzitutto per poche brevi precisazioni, prima di entrare nel vivo dell’argomento.
Quando parlo di megabufala costruita intorno all’aids, non mi riferisco certo a mie congetture ma a una precisa denuncia di Peter Duesberg, un biologo collega di studi e di lavoro di personaggi come R. Gallo (scopritore del virus Hiv con Montagner), che ha vissuto l’intera vicenda dall’interno dell’ambiente accademico e della ricerca scientifica ai livelli più alti. E’ una denuncia davvero drammatica e raccapricciante, e di una potenza logica a mio parere straordinaria. So che si presta, come tutte le denunce un pò isolate che non godono del crisma dell’ufficialità, alla solita contestazione circa l’improbabilità che siano tutti gli altri a sbagliare e tu solo ad essere nel giusto: ma talvolta è proprio così, come nel caso, secondo me clamoroso, dell’aids. Dovresti almeno leggere l’opera di questo autore, prima di affibbiarmi la nomea di credulone di qualsiasi bufala più o meno presunta. E’ la mia stessa esperienza di vita a dimostrare che sono anzi piuttosto refrattario rispetto ai modi di pensare contro corrente: se c’è una cosa, anzi, che mi devo rimproverare, è di non aver aperto gli occhi prima, ma purtroppo sempre molto tardi, anche se non troppo, spero. Seconda precisazione: la Baroni, tu affermi, sarebbe, secondo il mio modo di vedere, un ingranaggio del sistema a libro paga di qualche lobby farmaceutica. Questa, e altre amenità simili che ti diverti ad ipotizzare, sono solo caricature del concetto di sistema al quale ho cercato di riferirmi. Fatto sta che il sistema esiste realmente, anche se molto più complesso e sofisticato di come tu lo immagini, come reali sono gli interessi che ne costituiscono l’intelaiatura, i quali si manifestano nei modi più disparati, ai quali è veramente difficile sottrarsi. Per quel che riguarda la dott.sa Baroni (che peraltro gode di tutta la mia stima e simpatia visto che è stata la mia prima conoscenza in campo vegetariano e gliene sono ancora grato), considera che è, tra le altre cose, una importante dirigente del sistema sanitario nazionale: non pensi che questa sua condizione possa costituire una ragione sufficiente per farle mantenere una certa prudenza, per non farsi troppi nemici e magari evitare di essere radiata dall’albo? Quanto alla mia richiesta di consulenza ( via web) alla Baroni, non posso che ribadire il mio giudizio critico: anziché indurmi a imbottirmi (letteralmente) di B12, avrebbe forse dovuto capire che 50 anni di insulti alla mia salute, ben sintetizzati dai miei livelli di omocisteina, non potevano essere cancellati da qualche pasticca di B12, neppure se assunta in dosi massicce. Terza e ultima precisazione su Valdo Vaccaro, al quale io non attribuisco nessun merito scientifico particolare: è solo un libero divulgatore di informazioni (non sue originali quindi) riguardanti la salute e l’alimentazione, un po’ come il nostro Marco Urbisci, con uno stile tutto suo che può piacere o meno (personalmente non condivido alcune sue opinioni e certi suoi atteggiamenti, ma è una bravissima persona e molto preparato, che ho avuto modo di conoscere in occasione di un corso di alimentazione). Quel che Vaccaro dice su B12 e omocisteina non è insomma farina del suo sacco, ma si riferisce a studi dei quali egli si limita a fungere da portavoce. Tutto qui, dopo di che si potrà essere d’accordo o meno con le sue fonti, ma ogni ironia sui suoi dubbi meriti scientifici in neurologia, che nessuno ha mai rivendicato tanto meno il diretto interessato, è certamente fuori luogo. Fatte queste brevi precisazioni, veniamo ora a noi.
Siamo tutti d’accordo sulle conseguenze neurologiche provocate da deficit di B12 (e chi l’ha mai contestato), ma il punto è: che bisogno c’è di integrare se non si è in stato di carenza? E’ la stessa domanda che rivolgevo al mio cardiologo a proposito delle statine: la sua risposta era che, essendo il colesterolo alto un fattore di rischio cardiovascolare, era opportuno intervenire preventivamente per annullare tale rischio. Ma la mia domanda era un’altra: di quale rischio parliamo se il mio livello di colesterolo totale è, grazie al mio stile alimentare, stabilmente sui 140, posto che sotto i 150 siamo in zona di sicurezza da ischemia? La verità era che si trattava di un rischio del tutto inesistente, che non aveva dunque senso prevenire. Lo stesso vale, credo, per la B12. Mi risulta che l’indicazione ufficiale sia quella di assumere una pillola settimanale in funzione preventiva, anche se il livello ematico di B12 si trova in zona di sicurezza, convenzionalmente fissata sopra i 200 e rotti. E questo è davvero curioso: mi devo curare prima ancora di ammalarmi? E’ una logica a dir poco strana, che ti chiedo, Runner, di aiutarmi a chiarire. Ecco, spiegami Runner, anche con parole tue, senza citare i sacri testi, perché dovrei assumere la B12 se il mio livello di B12 non è tale da destare allarme e se la mia omocisteina è in regola. Non te la puoi cavare, Runner, dicendo che tocca a me dimostrare che la dieta vegan crudista è perfetta in se stessa e non richiede integratori esterni: dove sta scritto, ti chiedi, che le cose stiano così? Infatti io non l’ho scritto di certo, non ho mai affermato nulla di simile. Non c’è proprio nessun vizio logico da parte mia: tocca a te, piuttosto, dimostrare che integrare fa bene. In effetti capisco che è un’impresa piuttosto ardua dimostrare che occorre integrare quando si sta in perfetta salute senza l’ausilio di nessuna integrazione. Ripeto il mio quesito, al quale mi devi uno straccio di risposta: per quale motivo Valdo Vaccaro (parliamo di lui per andare sul sicuro, visto che nel mio caso non so bene come stanno le cose, benché la cosa non mi rovini il sonno) dovrebbe integrare con la B12, visto che la sua omocisteina si trova a livelli ottimali? (considera che l’omocisteina è la cartina di tornasole del grado di efficienza della B12. La Baroni, quando le dicevo che la mia B12 superava i 500 e oltre, mi rispondeva, e giustamente, che quelli erano solo i livelli ematici, ma che quelli che contavano davvero erano i livelli tissutali di B12 il cui più verace indicatore era rappresentato dall’omocisteina: se questa è alta, vuol dire che c’è carenza di B12 a livello tissutale; se questa è invece bassa, vuol dire che la B12 è sufficiente e attiva.
Chiarito questo punto, possiamo poi discutere delle condizioni nelle quali è opportuno ricorrere a un’integrazione di B12, che io, come avrai capito, non escludo affatto in via di principio.
La medicina ufficiale stabilisce come soglia minima per la B12 il valore 200 circa (non ricordo il dato preciso). Tu sai perfettamente quanto siano approssimativi e perfino, per certi aspetti, ingannevoli questi limiti convenzionali: la loro fissazione risponde perlopiù ad esigenze di natura “politica”. Pensa al colesterolo, che è dato buono sotto i 200, quando in realtà il livello di sicurezza è sotto i 150: in questo caso non si è voluto fissare un limite veritiero (150) semplicemente perchè impossibile da osservare con la dieta convenzionale. Oppure pensa al dosaggio giornaliero di proteine, che è stato dato anche a 300 grammi (nel momento del boom delle proteine) e ora è dato al più sobrio (per quanto ancora molto alto per l’igienismo) limite di 1 grammo per chilo di peso. Nel caso della B12, il livello di sicurezza è stato nel tempo via via aumentato, fino a 200 circa. Non credi che, tornando al nostro esempio, uno come Vaccaro, con la sua B12 a 100 e rotti (non ricordo il dato preciso), possa essere alquanto renitente a integrare la B12 dopo una vita passata senza di lei e dimostrando ciò non di meno livelli di salute invidiabili? Questo tanto più che la sua omocisteina risulta in regola: e dunque, come dice la Baroni, lo è anche la sua B12, posto che l’omocisteina ne è il migliore indice di attiva sufficienza. Solo se l’omocisteina fosse fuori controllo (cioè troppo alta), potrebbe porsi un problema di integrazione di B12, ma non necessariamente neppure in quel caso. Per citare il mio caso personale, con omocisteina alta e livelli di B12 pure altissimi (oltre i 900), mi sembrerebbe più opportuno cercare di ridurre l’omocisteina con mezzi alternativi (come quelli citati da Vaccaro, cosa che infatti ho cercato di fare) rispetto all’ulteriore incremento di B12, riservando il ricorso (anche) a tale strumento nel solo caso in cui la B12 si trovi in partenza a livelli molto bassi.
In conclusione, a me sembra che la mia posizione sia molto più articolata e flessibile della tua, che è per contro dogmatica: dopo tutto io non sono contrario a valutare la necessità di ricorrere all’integrazione di B12, qualora ne sussistano le reali condizioni, mentre tu sei a favore dell’integrazione di B12 a prescindere (in presenza di una dieta vegana), quali che siano le condizioni effettive di rischio di carenza. Possibile che tu non ti renda conto di quanto sia fragile la tua posizione dal punto di vista logico, oltre che compromettente in linea di principio per la stessa disciplina vegana alla quale dici di ispirarti? Davvero non crederai che basta deglutire qualche vegetale sporco di microbi per assicurarti un livello adeguato di B12. Mi risulta che i microbi, se non c’è cobalto, non hanno il potere di sintetizzare la B12, e il cobalto in natura è una vera rarità. Credo che la funzione di sintesi della B12 sia piuttosto esercitata a livello della nostra flora batterica intestinale: se questa è sana ed efficiente (ciò che a sua volta richiede un intestino sano ed efficiente), essa ci garantirà tutta la B12 che basta per ottenere un’omocisteina ottimale. Ma questo è solo una mia opinione personale, che non sono in grado di dimostrare. Penso tuttavia di poter escludere, nel caso di omocisteina corretta, la necessità di ricorrere a un supplemento esterno di B12, almeno finchè tale necessità non sarà dimostrata, cosa che né tu né nessun altro ha saputo ancora fare.