yoga e alimentazione vegetariana

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ganesha
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yoga e alimentazione vegetariana

Messaggio da ganesha » lun dic 27, 2004 12:46 pm

Ciao,

nello Yoga viene riservata molta attenzione all'alimentazione; in particolare i maestri consigliano di seguire una dieta sattvica, per aiutare la purificazione di corpo e mente.

La prima raccomandazione riguarda quindi il consumo di carne, che dovrebbe essere evitato: è importante sottolineare però che non ci si deve mai imporre di diventare vegetariani per seguire la via dello Yoga; l'imposizione crea solo altra sofferenza, altre divisioni. E' un passaggio che deve avvenire naturalmente, quando ci si sente pronti, un desiderio del cuore più che della mente.

Mi piacerebbe a questo proposito sentire le vostre esperienze, sapere cosa ne pensate.

red
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Messaggio da red » ven gen 07, 2005 12:21 am

non mi sono mai piaciuti carne e pesce.
mi piace solo il ragù della mamma e i frutti di mare.
diciamo che da quando pratico lo yoga sono diventata più sensibile.
o forse ho solo trovato una buona scusa per non mangiare ciò che non mi è mai piaciuto (o forse mi stanno solo facendo il lavaggio del cervello).

certo, non è che mangio ostriche tutti i giorni, quindi quando raramente capita, non mi pongo problemi.
si vede che sono ancora molto egoista (e che le ostriche mi piacciono molto).

veganitalia
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Messaggio da veganitalia » ven gen 07, 2005 5:32 pm

Allego un mio intervento di qualche anno fa.

*******

Karma, alimentazione e ruolo degli animali nel pensiero vedico

Anche il cibarsi, come qualsiasi altra azione quotidiana, produce Karma. Karma significa, appunto, azione. In base a questo concetto la condizione in cui un individuo rinasce nella vita successiva dipende dalle azioni che ha compiuto in quella precedente.

Ciò significa che ogni azione che l'individuo compie nella vita attuale avrà delle ripercussioni nelle sue vite future.

È un debito da pagare. O un credito da riscuotere. Dipende.

Le sofferenze provocate in questa vita perpetuano il proprio incatenamento alla ruota di morti e rinascite.

E l'alimentazione è una delle maggiori cause di sofferenza, in quanto legata ad un bisogno primario.

Il corpo umano è fisiologicamente progettato per nutrirsi di frutta, verdura, cereali e semi. Se mangiamo altre cose, per noi innaturali, come carne animale o sostanze tossiche e dannose, provochiamo una reazione negativa tanto più grande quanto più le sostanze che abbiamo introdotto nel nostro corpo causano o hanno causato sofferenza ad altri esseri.

Facciamo un esempio. Gli animali posseggono un'istinto più elevato del nostro e quando vengono portati nei mattatoi sentono avvicinarsi la fine. Questo provoca in loro sensazioni di terrore e dolore, che si tramutano in tossine rilasciate nel loro corpo. Quindi nella carne di cui molti si cibano.

Un tale comportamento è totalmente contrario all'ahimsa, alla non violenza.
Provoca reazioni karmiche sotto forma di malattia e sofferenza, oltre ad altre e sicure conseguenze più o meno immediate.

Il principio dell'ahimsa è basilare nel pensiero vedico. Tale dottrina prescrive di "non portare danno a nessun essere senziente, né fisicamente, né mentalmente, né verbalmente, né moralmente".

Serve altro ad un uomo per il proprio cammino spirituale? Direi proprio di no.

Qualcuno potrebbe obiettare che i Veda prescrivono anche i sacrifici animali. In realtà tali riti sono consigliati dalle scritture solo in occasioni molto circostanziate.

Al contrario, i Veda raccomandano una dieta strettamente vegetariana, in cui i vegetali sono visti come esseri viventi idonei a diventare cibo per l'uomo, consentito dalla persona di Dio, a patto che questi gli vengano offerti con amore e devozione.

Come Krishna afferma nella Bhagavad Gita: patram puspam phalam toyam, yo me bhaktya prayacchati, tad aham bhakty upahritam asnami prayatatmanah, "Se qualcuno Mi offre con devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell'acqua, Io mangio con grande soddisfazione la sua offerta perché è fatta con amore."

Il pensiero vedico sostiene l'esistenza dell'anima. Secondo i Veda ci sono 8.400.000 diverse classificazioni di involucri materiali, creati appositamente per soddisfare tutti i desideri materiali immaginabili. Tra questi ci sono i corpi animali. Al loro interno è custodito l'individuo eterno, la scintilla divina, l'anima.

Che li abbandona trascorso un certo periodo di tempo, essendo essi corruttibili, per assumerne altri.

L'anima è eterna e la morte non la riguarda. La morte è solo un momento in cui essa lascia un corpo per assumerne un altro. L'involucro di arrivo dipende dalla maturazione dell'individuo: sono i meccanismi karmici a stabilire se l'anima salirà o meno nella scala evolutiva.

Quindi gli animali hanno la stessa dignità di qualsiasi altra forma vivente. E l'uccisione di animali è considerata un delitto. Uccidere un uomo o uccidere un animale è la stessa cosa.

Tutto questo è riportato nei Testi Sacri.

La Manu Smriti, uno dei testi più antichi, afferma: "Non è possibile procurarsi la carne senza uccidere un essere vivente. E poiché l'uccisione di esseri viventi è contraria ai principi dell'ahimsa, bisogna astenersi dal consumare carne. Avendo ben considerato qual è origine dei cibi carnei e la crudeltà del macellare gli esseri incarnati, l'uomo deve astenersi completamente dal consumo di carne".

Nel Mahabharata si afferma che "il consumo di carne è un crimine, in cui ugualmente colpevoli sono coloro che permettono l'uccisione di animali, maneggiano gli animali stessi, acquistano, vendono, cucinano o servono la carne, oltre a quelli che la mangiano".

Nei Veda principali è scritto:

"Chi persiste nel mangiare carne umana, carne di cavallo, di mucca o di altri animali, nonostante si sia cercato di dissuaderlo con altri mezzi, deve essere ucciso". (Rig Veda, 10.87.16)

"Non dovete usare il corpo che vi è dato da Dio per uccidere le creature di Dio, siano esse umane, animali o altro". (Yajur Veda, 12.32)

"Quelle anime nobili che praticano la meditazione e altre discipline yoga, che sono sempre attente e benevole verso tutti gli esseri, che proteggono tutti gli animali, sono i veri spiritualisti". (Atharva Veda, 19.48.5)

Un ultima cosa: gli Dei, nelle Sacre Scritture, si nutrono di latte, yogurt, panna e burro. Allevano mucche felici e si attaccano direttamente alle loro mammelle per bere il prezioso nettare. Ma il latte che si trova oggi sul mercato non è più lo stesso. Gli allevamenti intensivi sono causa di indicibili sofferenze per gli animali che lo producono. E il latte prodotto, quindi, non è più raccomandabile secondo i principi vedici della religione (veridicità, compassione, pulizia e austerità).

[Stefano Momentè, relazione preparata per il meeting "L'Oriente incontra l'Occidente: insieme nel terzo millennio", Assisi, 13 settembre 2002 - con un rigraziamento a Parama Karuna]

Sedano Allegro
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Ho comperato una zanzariera.

Messaggio da Sedano Allegro » lun gen 17, 2005 2:45 pm

Ultimamente non riesco ad uccidere nemmeno le zanzare.
Mi metto nei loro panni.
Hanno la loro vita.
A me non piacerebbe essere spiaccicato contro un muro.
La mia vita per me è molto importante!
Immagino che sia così anche per loro.
La vita è una cosa così incredibilmente meravigliosa che va rispettata.
Qualunque forma!
Poi da piccolo villeggiavo in campagna,
e torturavo gli animali,
enonriescoaperdonarmelo!
Quandocipensostomale!
So che i sensidicolpanonhannosenso,
purnondimeno quando ci ripenso sto male.
Adesso,
però,
massimo rispetto per tutte le forme di vita.
Sedano Allegro.

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » sab mar 05, 2005 8:35 pm

Se deve essere un desiderio del cuore alllora significa che gli animali hanno una posizione di subordine rispetto a noi?

Questo mi viene in mente perchè non sempre i desideri del cuore possono essere espressi. Come la violenza verso la persona umana. Non può essere un desiderio del cuore, ma un gesto morale.

Significa che per lo yoga il vegetarianismo appartiene alla sfera del cuore e della sensibilità?

ganesha
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discriminazione

Messaggio da ganesha » dom mar 06, 2005 10:15 am

Come scrive Stefano "gli animali hanno la stessa dignità di qualsiasi altra forma vivente"; la vita è sacra, in qualunque forma.

Per lo Yoga è fondamentale l'aderenza all'ahimsa, la non-violenza, indicata da Patanjali come uno dei cinque requisiti indispensabili per poter progredire sul sentiero spirituale: è quindi una scelta morale, come dici tu, ma non la morale convenzionale, che cambia con le epoche, i luoghi, le religioni o le circostanze; si tratta di una morale assoluta, universale, che sottende la creazione stessa.

Parlo di scelta del cuore perchè la mente razionale è in grado di crearsi una morale "di comodo" per giustificare qualunque azione: non è sempre un giudice affidabile - per te è immorale uccidere e mangiare degli animali, per altri non vi è nulla di più normale; avrei forse dovuto parlare di viveka, discriminazione, la qualità che viene sviluppata tramite le pratiche spirituali e la "purificazione" della nostra mente (di nuovo la perseveranza ;) e che permette sempre più di cogliere la vera essenza delle cose, di compiere le scelte "moralmente giuste"...

a presto,
ganesha

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » dom mar 06, 2005 12:10 pm

Grazie del chiarimento.
Ci penso e poi ti faccio sapere.

: )

ganesha
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Spiritualità cristiana e dieta

Messaggio da ganesha » mar mar 15, 2005 8:47 am

A proposito di vegetarismo e spiritualità ho appena letto questo articolo molto interessante su auraweb:

http://www.auraweb.it/articolo_BENESSER ... 3&aid=1070

lo riporto qui di seguito per comodità:

Spiritualità cristiana e dieta
Valentina Roselli - sabato 5 marzo 2005

Di Guidalberto Bormolini, ciò che colpisce subito, oltre la sua barba che ricorda molto più un guru indiano che non un sacerdote occidentale, è il suo vivere in modo così vero e coerente lo spirito cristiano, nonostante la sua vicinanza a pratiche e filosofie d’origine orientale e la sua convinzione dell’importanza di una dieta appropriata per intraprendere un cammino spirituale.


Cosa puoi dirci del legame tra vita spirituale e alimentazione?

"Per chi vuole iniziare un percorso spirituale, la pratica fondamentale da apprendere è quella della meditazione, una forma di preghiera molto intensa che coinvolge tutti e tre livelli dell’essere umano: fisico, psichico e spirituale. Da qui, è importane che anche il primo sia preparato in modo adeguato."

"La meditazione non è esclusivo patrimonio della religione indiana ma fa parte anche della tradizione cristiana, dove si ha la consapevolezza che ogni cibo esercita un’influenza fisica mentale e spirituale sulla natura dell’uomo. Certi cibi sono dannosi per il raggiungimento dell’equilibrio, primo tra tutti la carne, ma non solo quest’ultima. Ad esempio possono risultare molto pesanti anche aglio, funghi, cipolla, uova e formaggio."

"Ci terrei a precisare che questa scelta è un fatto puramente spirituale, nulla a che vedere con motivazioni animaliste, tanto che alcuni monaci meditano benissimo mangiando pesce."


In che modo la carne e altri cibi possono ostacolare la pratica spirituale?

"In tre modi: la carne in particolare eccita il sistema endocrino, ossia quelle ghiandole che regolano gli istinti naturali della mente, che se sovraeccitate non permettono la calma necessaria alla meditazione.

"Secondariamente certi alimenti sviluppano l’attenzione della persona più verso ciò che la circonda che non verso sé stessa, condizione fondamentale per una sana pratica spirituale. Terza motivazione: ottenebrano le facoltà del corpo spirituale che non è più in grado di svolgere a pieno le sue funzioni."


Ma si hanno prove scientifiche di quanto hai appena affermato?

"No, ma sono considerazioni convalidate da una pratica millenaria che a volte vale più di qualsiasi prova scientifica. Quale prassi dannosa o inutile potrebbe mai durare per migliaia di anni?"


Il cristianesimo da sempre ha adottato la dieta vegetariana?

"Dalle origini fino al Medio Evo era prassi diffusa e accettata. Moltissimi santi e ordini monastici avevano adottato la regola vegetariana. In seguito, nel mondo ecclesiastico, si ebbero delle divergenze in tal senso tra ordini monastici e clero secolare. Le cronache narrano che nel 1368 papa Urbano V proibì ai monaci certosini la dieta vegetariana, i monaci ultracentenari, reagirono raggiungendo il pontefice ad Avignone dopo una lunga marcia per convincerlo della validità della loro scelta. Evidentemente la mancanza di carne non aveva certo indebolito il loro fisico.

"L’importanza del vegetarianesimo nella tradizione cristiana è ribadita anche dallo scisma tra chiesa d’oriente e occidente. Infatti nella prima, il monachesimo ha optato per il vegetarianesimo, nella seconda non ha eliminato la carne dalla sua mensa, un contrasto importante che ha accelerato purtroppo la divisone."


Personalmente qual è la sua testimonianza in merito?

"Ho scelto di essere vegetariano a quattordici anni, agli albori del mio cammino spirituale, e da allora non ho mai avuto ripensamenti. Anche i più scettici che su mio consiglio hanno deciso di eliminare alcuni alimenti a favore di una maggiore spiritualità non si sono mai pentiti. Ho visto alcune persone malate di tumore ritardare lo sviluppo della malattia grazie ad una giusta alimentazione.

"Se il medico è convinto che una dieta attenta è la migliore medicina per l’uomo, come padre spirituale posso affermare che lo è altrettanto per l’anima."



GIUDALBERTO BORMOLINI

Guidalberto Bormolini, falegname a quattordici anni, diventa sacerdote e studioso di Antropologia Teologica alla Pontificia Università Gregoriana.

Da quindici anni opera all’interno della comunità cristiana dei Ricostruttori della preghiera, un gruppo che tramite la ricostruzione di pievi e cascine in disuso, vuole riedificare i valori del primo cristianesimo e divulga in pieno spirito ecumenico la pratica della meditazione, lo yoga, organizzando corsi di cucina e altre attività.

Guidalberto ha recuperato i valori del cristianesimo primitivo anche nella dieta. Tra i suoi obiettivi quello di dimostrare che esiste il vegetarianesimo nella tradizione cristiana. Uno scopo raggiunto con la pubblicazione del suo libro nel gennaio del 2000 "I vegetariani nelle tradizioni spirituali".

nadia906
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Messaggio da nadia906 » mer mar 16, 2005 10:53 pm

Ho sempre scritto, quasi esclusivamente, nel forum di Alimentazione Vegetariana e di conseguenza non posso che essere d'accordo sul fatto che il non mangiare animali rappresenti la non-violenza per eccellenza. Spinta dalla curiosità, anzi, meglio dire dalla voglia di avvicinarmi ad una disciplina che, quasi timorosa, ho sempre guardato un po' a distanza, la settimana scorsa mi sono iscritta ad un corso di yoga, ieri terza lezione e devo dire che, indolenzimenti a parte (ventitrè anni di pigrizia si fanno sentire...), mi piace davvero! Ho letto un po' tutto il forum, sono una profana per ora ma magari in futuro farò anch'io i miei interventi... Ciao!

ganesha
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benvenuta

Messaggio da ganesha » gio mar 17, 2005 8:51 pm

nadia, i miei migliori auguri per il corso e la tua ricerca personale!

speriamo di sentirti presto su questo forum...

om shanti,
ganesha

DHARANDHARMA
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Vegetariani ed Urinoterapia

Messaggio da DHARANDHARMA » mar mar 22, 2005 9:20 pm

Caro Ganesha,
grazie per il benvenuto, ho letto i tuoi interventi, ti sento molto attivo e preparato.
Il vegetariano ayurvedico ( e non ) come complemento inserisce anche amaroli, l'urinoterapia. E' una pratica insegnata da Shiva, e ritenuta il famoso " nettare degli Dei "
Non può mancare nelle vie dello Yoga, perchè aiuta l'elevazione spirituale, la purificazione delle Nadi, la meditazione e la concentrazione perchè altamente pranica e impregnata di Shakti.
Non ti resta che provare.
ciao OM NAMAH SHIVAYA Patrizia Devi Narayani

red
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Messaggio da red » dom mar 27, 2005 11:06 pm

non mangio più animali, da un bel po' di tempo.
non me ne ero neanche accorta.
il ragù della mamma non mi manca affatto, il mio (fatto con il macinato di soia) è buono uguale.

:-)

DHARANDHARMA
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Messaggio da DHARANDHARMA » lun mar 28, 2005 1:19 pm

Cara Red,
non mangiare animali, non ha niente a che fare con le pratiche yogiche, conosco gente carnivora che eccelle nello hata yoga anzi hanno Kundalini che galoppa. Gli adepti della mano sinistra amano si gli animali ma a fette. Sento che sei orientata verso il rispetto dei poveri animali. Brava.Scrivi un po' di più, è bello sentire opinioni approfondite.
ciao cara, anch'io faccio un favoloso ragù di soya. ciao Devi Narayani
Om namah Shivaya

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » lun mar 28, 2005 6:47 pm

red ha scritto:non mangio più animali, da un bel po' di tempo.
non me ne ero neanche accorta.
il ragù della mamma non mi manca affatto, il mio (fatto con il macinato di soia) è buono uguale.

:-)
Che bello.

: )

Bulbasaur
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Messaggio da Bulbasaur » gio giu 30, 2005 5:02 pm

Ho fatto il percorso inverso.

Sono diventata vegetariana e PER QUESTO mi sono avvicinata alle filosofie orientali, stanca delle religioni antropocentriche nelle quali non sono MAI riuscita ad identificarmi.

So che lo yoga andrebbe praticato in un centro specializzato(per motivi personali mi è impossibile trovare il tempo per iscrivermi ad uno di questi corsi)... mi vergogno un pò a dirlo, ma io ho solo dei bellissimi libri...
Non ho ancora iniziato a praticarlo, però.
Penso sempre... "domani"....


Non voglio aprire un topic su un'argomento che chissà le volte che avrete trattato ma... ho conosciuto alcuni buddhisti NON vegetariani.
Perchè?
Gli insegnamenti del Buddha non erano chiari a tale proposito?

Aiutatemi a capire...

Che bel forum. Ormai ho messo le tende :-)))

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