.Un Seminario internazionale organizzato dalla Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche per informare correttamente e restituire la fiducia ai consumatori.Secondo molti siti Internet e forum sui cosmetici sembra che ogni flacone o tubetto nasconda gravi pericoli per la salute e l’ambiente. Ma sono informazioni vere e corrette, oppure si tratta di falsi miti e di leggende metropolitane? I principali esperti del settore esaminano i dubbi sollevati dall’attacco mediatico nei confronti della sicurezza di ingredienti e dei cosmetici, valutano l’efficacia delle norme per la tutela dei consumatori e danno alle aziende gli strumenti per affrontare le comunicazioni allarmanti ormai giunte al livello di guardia.
Luigi Rigano, Laboratorio di Consulenze Industriali Rigano“La rassicurazione cosmetica: perché il mito del “naturale” non garantisce l’innocuità”Consulente ed esperto di formulazione, il dott. Rigano ha spiegato come sia ingannevole il tentativo di adottare un sistema troppo drastico per distinguere il “buono” dal “cattivo” per giudicare i prodotti cosmetici, i quali infatti sono “macchine” complesse: non si possono valutare solo dalla lista dei componenti, ma è necessario esaminarli nel loro insieme, dai collaudi eseguiti su formule e prodotti, dalle competizioni vinte sulla concorrenza, dalla durata di un marchio sul mercato.Il cosmetico è un sistema composito e articolato. Il relatore ritiene un continuo oltraggio professionale, una demonizzazione strutturale, la sua riduzione a una lista di ingredienti. Il cosmetico è sia un progetto che il risultato di un assemblaggio di più fattori, costituito da strategia di scelte delle sostanze e di metodiche di miscelazione, di garanzie di qualità, di una verifica attenta di compatibilità e stabilità e , infine, della possibilità di riprodurre i risultati ottenuti con i prototipi, inclusi i metodi di fabbricazione e i sistemi di trasporto.È il frutto di una serie di collaudi severi, incluse le valutazioni cliniche di efficacia su una cute sana, ma anche di stati di disequilibrio cutanei di volontari più sensibili della media degli utenti, e comprese anche le misurazioni di parametri dermatologici, controlli strumentali per verificare il ritorno omeostatico della cute come, per esempio,il ripristino della barriera cutanea. L’equilibrio cosmetico non si trova solo nella naturalità, ma in una scienza evolutiva e sociale che sia sì “verde”, ma anche e soprattutto sicura e garantita.Siamo sommersi da bufale, ha spiegato Rigano, che hanno le più svariate origini ma nascono sempre dalla convinzione di chi le diffonde di essere più autorevole degli stessi operatori del settore. Nonostante questa presunzione di competenza trovano sempre chi segue le loro opinioni e distribuiscono “bollini” verdi, rossi e gialli con i quali assegnano patenti di legittimità, scagliandosi contro le molecole o gli ingredienti che ritengono moderni draghi da sconfiggere. Ma sono solo opinioni non ufficiali, manifestate da gruppi di pressione di dubbia autorevolezza che esprimono astio e convinzioni personali.Una volta sulle confezioni la composizione non c’era nemmeno, poi è stata introdotta ma era incomprensibile, mentre oggi si assiste a una tendenza opposta, si venera quello che sembra biologico e naturale come se il mondo fosse diventato un giardino. Si semina la cultura del dubbio, per cui se un prodotto funziona ci deve essere per forza qualcosa che non va... Il problema è che nell’informazione cosmetica si può trovare tutto e il suo contrario, fino alla convinzione che nei prodotti esista un ”assoluto naturale”, quando invece per rispettare l'ambiente bisognerebbe migliorare i processi di produzione.Ma è possibile preparare un prodotto naturale qualificato? Sì, selezionando e combinando ingredienti in modo intelligente, perché stabilità, sicurezza ed efficacia non dipendono dalla sola naturalità. Bisognerebbe prendere in considerazione tutte le informazioni scientifiche, non solo l’aspetto ecologico e ambientale, evitare tutti i danni collaterali, usare una quantità limitata di ingredienti e non aggiungerli solo per l’immagine. Oggi siamo alla competizione sottrattiva: bisogna vietare la definizione “non contiene ingredienti dannosi” perché accusa implicitamente gli altri prodotti di contenerli. E c’è chi sfrutta termini ambientalisti solo per ragioni di facciata: termini come “naturale” sono fuorvianti, perché spesso, una volta testati, questi prodotti che si dichiarano migliori e più rispettosi non rispondono ai requisiti di efficienza attesi dal mercato.Il settore cosmetico è complesso e richiede a tutti un ritorno all’equilibrio: soprattutto dobbiamo dire basta alle battaglie di tanti presunti San Giorgio “verdi” contro il “drago” industriale, per passare a un’informazione davvero trasparente. Gli scienziati e i tecnici cosmetici sono ormai saturi di profezie pseudo ecologiche auto-realizzanti, vere e proprie “bufale” che spargono informazioni cosmetiche confuse”.
??????????????????
Moderatore: Erica Congiu
Re: ??????????????????
chi ha letto tutto puo' passarmi il riassunto 
- teribbile
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Re: ??????????????????
Io mi son fermato al primo punto interrogativo!!!
Scherzo, grazie per aver postato l'interessantissimo articolo
Scherzo, grazie per aver postato l'interessantissimo articolo
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Fabrizio Zago
Re: ??????????????????
Il mio commento (avevo già letto l'articolo ed anche altri dello stesso autore ma non volevo polemizzare) è semplicemente questo: "cosa non si farebbe per avere un po' di visibilità!"
La serie di ovvietà espresse dal pezzo è talmente grande da lasciare perplessi. Si dice che assegnare i pallini non è "scientifico" ed è vero! Lo abbiamo sempre detto. Si dice che "non tutt oquello che è naturale è anche saputare", è vero! Lo abbiamo sempre detto.
E via di questo passo.
La verità è che a molte persone il successo di questo forum e del biodizionario, da molto fastidio ma proprio tanto e che queste persone sarebbero molto felici di essere al mio posto.
Infine trovo assolutamente negativo il definire "di dubbia competenza" e similari delle persone che pur avendo dei motivi per farlo non si sognano nemmeno di usare queste espressioni verso dei colleghi, ma anche verso semplici cittadini.
Purtroppo l'invidia è una brutta malattia, molto brutta.
Ciao
Fabrizio
La serie di ovvietà espresse dal pezzo è talmente grande da lasciare perplessi. Si dice che assegnare i pallini non è "scientifico" ed è vero! Lo abbiamo sempre detto. Si dice che "non tutt oquello che è naturale è anche saputare", è vero! Lo abbiamo sempre detto.
E via di questo passo.
La verità è che a molte persone il successo di questo forum e del biodizionario, da molto fastidio ma proprio tanto e che queste persone sarebbero molto felici di essere al mio posto.
Infine trovo assolutamente negativo il definire "di dubbia competenza" e similari delle persone che pur avendo dei motivi per farlo non si sognano nemmeno di usare queste espressioni verso dei colleghi, ma anche verso semplici cittadini.
Purtroppo l'invidia è una brutta malattia, molto brutta.
Ciao
Fabrizio