Fila, Champion e Garnier

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felis

Fila, Champion e Garnier

Messaggio da felis » ven ott 08, 2004 9:26 am

Mi servirebbero indicazioni sull'eticità/condanna di queste aziende per comportamenti verso umani o animali, se esistono. Per favore non postate leggende metropolitane ma indicazioni concrete :-P (tipo ConsumoCritico etc).

NON ho :) comprato nulla di queste ditte, se non forse anni fa prima di essere vegan, solo che al momento potrebbero avere dei prodotti di cui ho necessità, nel caso cercherò un sostituto.

Fatemi sapere, grazie!!! Saluti,
felis

orlando
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Messaggio da orlando » lun ott 11, 2004 9:13 pm

la garnier è della loreal..
in prima fila in europa per la difesa dei test cosmetici su animali

pat
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Messaggio da pat » ven ott 15, 2004 9:09 am

per quanto riguada la fila ecco cosa dice la scheda realizzata dal centro nuovo modello di sviluppo per la campagna "gioca pulito alle olimpiadi":
<<dispone di un codice di condotta per la scelta dei propri fornitori, ma è ritenuto poco soddisfacente perché non si richiama alle convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Del resto varie testimonianze rese dai lavoratori, impiegati nelle sue appaltate, fanno pensare che l'azienda sia lontana dal raggiungimento dei suoi impegni etici. I lavoratori delle fabbriche che riforniscono Fila, hanno denunciato i seguenti abusi:
Minaccia di licenziamento in caso di partecipazione ad attività sindacali.
Obbligo degli straordinari. I lavoratori cinesi effettuano più di otto ore di straordinari al giorno, durante i periodi di punta, con paghe inferiori a quelle previste dalla legge. Tra l'altro, l'ordine di trattenersi al lavoro spesso arriva pochi minuti prima della fine del turno.
Trattenute abusive di alcune mensilità per ricattare i lavoratori nel caso in cui vogliano licenziarsi in un momento inopportuno per l'azienda.
Mancanza di conoscenza del codice di condotta adottato da Fila. >>

ciao, patrizia

lumachina
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Messaggio da lumachina » ven ott 15, 2004 12:28 pm

pat ha scritto:per quanto riguada la fila ecco cosa dice la scheda realizzata dal centro nuovo modello di sviluppo per la campagna "gioca pulito alle olimpiadi":
ciao, patrizia

Caspita!
La fila è da boicottare in quanto esseri umani prima ancora che in quanto animalisti! E si che si fanno pagare cari loro.

Lumachina

felis

Messaggio da felis » ven ott 15, 2004 3:27 pm

lumachina ha scritto: Caspita!
La fila è da boicottare in quanto esseri umani prima ancora che in quanto animalisti! E si che si fanno pagare cari loro.

Lumachina
Eggià lumachina! Questo perchè molto vegetariani/vegan si disinteressano delle attività newglobal e comprano allegramente prodotti Nike, Coca-Cola, Nestlè eccetera... senza alcun rimorso, confermando il pregiudizio di pensare più agli animali che agli uomini! :P Poi chi formula questo pregiudizio come risposta nella quasi totalità dei casi non fa una cippa per gli umani neanche lui, ma su questo sorvoliamo...

Grazie Patrizia! :) Senza di te questo forum avrebbe fatto una ben magra figura... Ma devo evitare anche la Champion allora? Perchè sono della stessa ditta, la Sara Lee... :(

Saluti,
felis

Daniele
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Messaggio da Daniele » ven ott 15, 2004 3:37 pm

felis ha scritto: Eggià lumachina! Questo perchè molto vegetariani/vegan si disinteressano delle attività newglobal e comprano allegramente prodotti Nike, Coca-Cola, Nestlè eccetera... senza alcun rimorso, confermando il pregiudizio di pensare più agli animali che agli uomini! :P
Già, purtroppo è così. Ovvio non è sempre così. Ad esempio qualche tempo fa sono andato sul sito "Le Scarpe di Linus", un negozio di Verona che vende scarpe per animalisti... beh c'erano anche le scarpe della Nike!

lumachina
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Messaggio da lumachina » ven ott 15, 2004 5:16 pm

felis ha scritto: Eggià lumachina! Questo perchè molti vegetariani/vegan si disinteressano delle attività newglobal e comprano allegramente prodotti Nike, Coca-Cola, Nestlè eccetera... senza alcun rimorso, confermando il pregiudizio di pensare più agli animali che agli uomini! :P
Per me è del tutto assurdo.
Sarò poco obbiettiva perchè sono diventata vegetariana per motivi piu umanitari ed ambientalisti che animalisti, tra l'altro dopo aver mandato al diavolo un collega vegan che teorizzava il genocidio degli onnivori indegni.
Però un vegan come può essere davvero così sensibile alla sofferenza delle mucche e così insensibile a quella dei suoi simili?
Secondo me è una cpontraddizione di quelle grosse.

Lumachina.

Sibyl
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Messaggio da Sibyl » ven ott 15, 2004 7:51 pm

Secondo me non è affatto vero che molti vegetariani vegan si disinteressano di queste cose, semmai è il contrario, molti tra gli "onnivori" non ci pensano, sono indifferenti. Questo ovviamente non significa che anche tra vegetariani e vegan non ci sia qualcuno che entra in contraddizione nel momento in cui cerca le scarpe che non siano di pelle ma poi va a prendere quelle fatte dai bambini.

Fox_Mulder
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Messaggio da Fox_Mulder » lun ott 18, 2004 6:30 pm

va bene ed è giusto evitare questi prodotti, ma non è la soluzione. L'intero nostro processo produttivo si basa sullo sfruttamento, ne siamo circondati in ogni momento. Diciamo che queste azioni contro i "simboli" dello sfruttamento dovrebbero essere dimostrativi, ma non pensiamo che basti.

E' come la rivoluzione verso un mondo libero dallo sfruttamento animale. Include cosi tante variabili e interi pilastri della nostra società umana da ricostruire che ci vogliono davvero cambiamenti radicali, quasi inimmaginabili nella situazione attuale.

Daniele
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Messaggio da Daniele » mar ott 26, 2004 9:50 am

Fox_Mulder ha scritto:Va bene ed è giusto evitare questi prodotti, ma non è la soluzione.
Cosa proponi? Io penso che i cambiamenti significativi devono necessariamente partire dal basso. Se le persone (o un numero significativo di queste) decidono di non comprare più i prodotti delle multinazionali sfruttatrici, pensi che non serva a niente? Se un numero significativo di persone decide di non mangiare più carne, pensi che non serva a niente? Io credo nei cambiamenti dal basso, al di là di tutte le leggi che possano esistere e regolare le nostre vite. Alex Langer diceva: "La conversione ecologica potrà realizzarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile". Ecco io credo che questo ragionamento si estenda a tutto, i cambiamenti (veri) si realizzano soltanto se lo desiderano una grande massa di persone e se in ultima analisi queste mettono in pratica il cambiamento che desiderano ottenere.

"Siate il cambiamento che volete vedere nella società" (Gandhi)

lumachina
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Messaggio da lumachina » mar ott 26, 2004 11:08 am

Daniele ha scritto: Cosa proponi? Io penso che i cambiamenti significativi devono necessariamente partire dal basso. .

"Siate il cambiamento che volete vedere nella società" (Gandhi)
Sono d'accordo con te al 100%.
L'unico modo per eliminare lo sfruttamento è far si che non venda.
Se non ci fossero onnivori non ci sarebbero neppure allevamenti (e noi saremmo facilitati, dovrebbero per forza sviluppare tessuti e fibre alternative ed innovative per continuare a vendere).
Se non comprassimo più niente dalle multinazionali sfruttatrici si darebbero uina regolata.
Tra l'altro ora iesistono alternative senza marca sdi praticamente tutti i prodotti esistenti (pure la marmellata senza zucchero ho trovato al discount!!)

Io ho un unico grande dubbio:
ho sentito che alcuni discount seguono una politica di sfruttamento pesante. Quali sono?
Io per esempio a Roma riesco ad andare al Todis, all IN'S e all'Alvi.
Qualcuno di vou sa che opolitica adottino (ad esempio, le commesse dell'ins sono maleducate o stance e sfruttate che m tirano le marmellate addosso mentre riempio la busta?)

Lumachina.

Daniele
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Messaggio da Daniele » mar ott 26, 2004 11:53 am

lumachina ha scritto: Tra l'altro ora iesistono alternative senza marca sdi praticamente tutti i prodotti esistenti (pure la marmellata senza zucchero ho trovato al discount!!)
Beh ma il fatto che un prodotto sia senza marca non è garanzia di alcunchè. L'unico vantaggio è per il consumatore, che paga un prezzo più basso, ma per quanto riguarda l'eticità del prodotto non sappiamo nulla. Anzi i discount (come i supermercati) in generale sono luoghi di una competizione "al ribasso", e questo tipo di competizione generalmente non giova alle condizioni dei lavoratori, di questo e di altri "mondi".

Marcello

Messaggio da Marcello » mar ott 26, 2004 12:21 pm

Daniele ha scritto:Cosa proponi? Io penso che i cambiamenti significativi devono necessariamente partire dal basso. Se le persone (o un numero significativo di queste) decidono di non comprare più i prodotti delle multinazionali sfruttatrici, pensi che non serva a niente? Se un numero significativo di persone decide di non mangiare più carne, pensi che non serva a niente? Io credo nei cambiamenti dal basso, al di là di tutte le leggi che possano esistere e regolare le nostre vite. Alex Langer diceva: "La conversione ecologica potrà realizzarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile". Ecco io credo che questo ragionamento si estenda a tutto, i cambiamenti (veri) si realizzano soltanto se lo desiderano una grande massa di persone e se in ultima analisi queste mettono in pratica il cambiamento che desiderano ottenere.

"Siate il cambiamento che volete vedere nella società" (Gandhi)
Io sono d'accordo con Daniele. Prima di fare rivoluzioni e aspettare chissà quali cambiamenti epocali siamo noi con i nostri consumi (o non consumi) e con il comportamento di tutti i giorni ad avere la possibilità di cambiare il sistema.

M.

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