Ciao,
confermo in parte le affermazioni di Sauro (che è uno che si ricorda solo quello che vuole ricordare, classico e fulgido esempio di memoria selettiva

).
Le cose stanno così: il sale marino (quello da cucina) può contenere, anzi contiene, oltre che sodio cloruro anche piccole impurezze di conchiglie, sabbia, terra eccetera. Quello da bollitura (specifico) si ottiene appunto da bollitura di salamoie e che quindi fornisce un sale iperpuro, senza conchigliette e sabbia.
Nella lavastoviglie c'è un filtro a scambio ionico che serve a ridurre la durezza dell'acqua e favorire così il lavaggio delle stoviglie. Dopo che in questo filtro è passata un tot di acqua, le resine saranno piene zeppe di calcio e di magnesio. Occorre rigenerarle con sodio cloruro. Se il filtro riceve sabbia e frammenti di conchiglie finisce per intasarsi e non svolgere più la sua funzione. Le stoviglie usciranno opache ed i bicchieri color latte (questa è esagerata ma è per farmi capire).
L'uso di sale iperpuro garantisce una maggior vita ll'elettrodomestico. E' anche ver oche le macchine odierne finiscono per essere distrutte prima che l'intasamento del filtro abbia il suo epilogo.
Diciamo così: se una persona vive in una zona con acqua dolce o media, quindi che dovrà rigenerare il filtro a scambio ionico raramente, può usare il sale che vuole. Chi invece ha a che fare con acqua molto dure (oltre i 35°F) forse la scelta dell'iperpuro non è da scartare.
Tenete presente che una lavastoviglie è un grosso rifiuto domestico e che quindi più dura meglio è.