Perdonami non ho capito tra quali pareti fai il raffronto, quindi tra quali strati di quanti cm. Non è ovviamente in discussione il fatto che l'isolante di 50 kg/m3 NON abbia capacità di accumulo termico, nè che il raffrescamento passivo passi attraverso una serie di metodiche da calibrare a seconda del caso. Direi però che nelle "stratigrafie", e cioè escludendo le pareti massive in muratura, quindi comprendendo anche le pareti massive in legno che necessitano comunque di essere rivestite dentro e fuori, il valore della massa inerziale interna in aggiunta e con valore di alta capacità termica non sia in dubbio.dott.bordar ha scritto:Massa termica statica e dinamica usati da Gantioler e care alla letteratura anglosassone, sono concetti utilizzati per far comprendere le dinamiche scaturite dalla scelta dei materiali, in realtà sono entrambe estrapolazioni concettuali dell'analisi dinamica delle prestazioni termiche che, nello specifico caso, vengono applicate alle pareti cosiddette "leggere" costituite da più strati. Le simulazioni, sono appunto condotte in regime dinamico mediante formule matematiche nell’ottica di una valutazione delle prestazioni del componente analizzato, si riporta in dati e grafici facilmente comprensibili ciò che in realtà non lo è. Per comprendere meglio, non vi è una chiara linea di demarcazione sulla superficie della lastra di cartongesso che mi dice dove finisce una massa e ne inizia un'altra, questa è una visione semplicistica che non rispetta la realtà, quindi non vediamola come un interruttore on-off ma piuttosto come un dimmer.
Ritornando a noi, proviamo a utilizzare il pensiero laterale, la parete presa in esame da Gantioler nella risposta era:
x-lam da 12cm + fibra di legno (poniamo 5 cm) + 2.5 cm di cartongesso o meglio fibrogesso
All'altro lato del ring poniamo l'MHM da 20 cm + 1.25 cm di cartongesso o se vogliamo vederla sotto un'altro punto di vista 12 cm di MHM come massa statica + (pannello da 8 cm di MHM+1.25 di cartongesso) per la massa dinamica
A questo punto facendo i dovuti calcoli vedremo che il "volano termico" (più propriamente detto capacità di attenuazione) del solo lato interno della composizione 8 cm MHM+ 1.25 Cartongesso, è migliore del 22% rispetto a 2.5 cm di cartongesso.
Anche se concettualmente è irrazionale usare un coibente per la "massa dinamica" se lo aggiungiamo ai 2.5cm di cartongesso avremo una miglioria del solo 2%, appunto perché seppur con alta capacità termica ha bassissima densità (nel mio calcolo 50 Kg/m³) .
Quest'esempio di per sè ha il solo scopo di far comprendere come ci siano svariati modi per affrontare lo stesso problema, come ci sono svariati modi per gestire gli apporti solari gratuiti, quelli a cui fa riferimento G.G., ad esempio con i materiali a transizione di fase (PCM) o con l'ombreggiamento dinamico e chissà, magari un giorno con le nanotecnologie applicate al vetro o il sapiente utilizzo di piante a foglia caduca. l'importante è non soffermarsi su schemi prefissati ma avere gli strumenti per capire la dinamica delle cose.
Bè, la capacità termica è = calore specifico x massa, quindi è una funzione diretta anche della massa.dott.bordar ha scritto:Anche qui bisogna fare dei distinguo, non è sempre bianco o nero, e non tutto va bene in qualsiasi caso. La velocità e la quantità del calore sottratta all'aria non dipende dalla massa (ossia il peso) bensì dalla capacità di accumulo della stessa.
Credo sia non corretto il dato dei 2100 J/kgK come capacità termica attribuita al legno di abete, che invece dovrebbe avere 1600 J/kgK, per cui i 2,38 cm di abete bianco sono invece 'capaci' di 16560 J/K, mentre i 2,50 cm di cartongesso (il "peggiore" dei rivestimenti considerati in quanto a capacità termica rispetto a legno-Portland, argilla, calce, fibrogesso) equivalgono a circa 3,2 cm di legno di abete (0,032 x 450 x 1600 = 23040), quindi a parità di spessore con il cartongesso il legno di abete ha il 25/30% circa di capacità termica in meno. Se poi prendiamo in esame rivestimenti fatti o con intonaco a calce, o di argilla o a pannelli in fibrogesso per finire con l'ipotesi del legno-cemento (di Portland) il divario in capacità termica a parità di spessore aumenta. Senza contare la resistenza al fuoco, fattore che nel materiale a vista forse non dovremmo relegare a fattore di secondo piano.dott.bordar ha scritto:Ad esempio nel cartongesso la densità è di circa 900 Kg/m³, il volume di due lastre (spessore 1,25 cm per lastra) per uno sviluppo di 1 m² di superficie è 0,025 m³, la capacità termica è 1000 J/kgK perciò la sua capacità sarà quindi di:
900x0,025x1000=22500 J/K
Ma 22500 J/K a quanti cm di materiale alternativo potrebbero corrispondere? E' abbastanza semplice, conoscendo i valori degli altri materiali e ponendo sempre 1 m² di superficie:
2,38 cm di legno d'abete bianco a 450 Kg/m³ e 2100 J/kgK
[...]
Come si può notare 2,38 cm di legno e 2,5 cm di cartongesso incamerano la stessa quantità di energia termica, perciò posso dire dati alla mano che sconsigliare il legno per la sola densità è sbagliato.
Ma nel discorso di Gantioler sul 'piccolo volano termico interno' offerto da massetti pesanti e/o rivestimenti massivi entra secondo me anche una questione di conduttività, vale a dire non solo la quantità di calore che quella massa interna è in grado di accumulare prima di scaldarsi ma anche la velocità con cui lo fa (ripeto, parliamo di stratigrafie dunque pareti non monolitiche). Per questo Gantioler parla di:
Dunque una massa in grado sì di accumulare calore ma anche di farlo in modo relativamente veloce, così da consentire il trasferimento del 'piccolo' carico di calore interno dall'ambiente alla propria superficie in un arco di tempo tale da poter essere 'apprezzato' dagli occupanti, quindi verosimilmente inferiore al tempo che sarebbe concesso dalla conduttività del legno, molto più bassa di quella di tutti i materiali qui citati."[...] quella “piccola” massa, in grado di fare da volano termico internamente, capace di assorbire velocemente eventuali picchi di surriscaldamento.[...]
D'altra parte il concetto di massa interna inerziale in aggiunta all'involucro strutturale compare spesso nella progettazione recente (accanto al resto di metodiche oggi in uso per il raffrescamento passivo), non ultimo il caso del Med-in-Italy, la casa progettata dagli studenti dell’Università di Roma Tre in partnership con il Laboratorio di Disegno Industriale de La Sapienza che parteciperà al concorso internazionale Solar Decathlon Europe 2012. Cito un passaggio:
Ciao![...]• una parte interna in legno che funziona da struttura portante, dotata di massa (sabbie reperite in loco) a diretto contatto con lo spazio interno. La massa consente di accumulare calore durante il giorno, funzionando come volano termico sia d’inverno che d’estate. In estate, in particolare, preservando la temperatura media radiante procura una vera sensazione di freschezza, diversa per qualità da quella che produce il raffreddamento dell’aria prodotto con impianti di condizionamento;[...]