Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

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ciociolone
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Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da ciociolone » lun ago 15, 2011 5:12 pm

Salve a tutti e complimenti per la mole di dati e approfondimenti che avete stoccato in questo forum. Sto decidendo per una costruzione in x-lam di una palazzina a due piani, sono anch'io mesi che valuto preventivi, -haus, aziende, produttori etc etc, nonchè ovviamente valori statici, sismici, fisici nel senso di termo-acustici. Non mi ero soffermato troppo su quelli igrometrici avendo appurato che il legno è buon un regolatore di umidità, ma effettivamente incrociando i neuroni ho da settimane la sensazione che la gestione dell'umidità sia il passaggio centrale nell'approdo alla casa in legno. Soprattutto in zone come la mia dove il caldo e l'umidità estiva la fanno da padrone (provincia di Prato). Ora, il dato che mi ha lasciato perplesso è il coefficiente di diffusione al vapore dell'x-lam propriamente detto, vale a dire quello incollato, che è, come ho letto confermare anche dai tecnici qui presenti, 4/5 volte più alto che in un muro a mattoni pieni. Mi e vi domando se tale dato non spieghi da solo la necessità contestuale di VMC nelle case in legno senza doversi riferire genericamente alla 'bioedilizia' e alle sue regole apparentemente teoretiche, vale a dire accettate (anche per moda? ) anche ove non pienamente dimostrate. In soldoni, da una casa in mattoni con coefficiente di diffusione del vapore di 10 non è forse lecito aspettarsi un comportamento nei confronti di smaltimento dell'umidità interna migliore di quello che abbiamo in una casa in x-lam, al netto della VMC?
Da qui domando, a parità di trasmittanza e sfasamento, ma appunto al netto di VMC (epperò ventilando adeguatamente in entrambe le configurazioni), dove è la superiorità di una casa in x-lam nel benessere abitativo rispetto ad una, chessò, in poroton, quella superiorità di cui se non erro parlano spesso a mò di slogan entrambi gli ottimi Boni e Bordar per citarne due soli ("una buona casa in legno è sempre meglio di una eccellente casa in laterizio")?

Grazie a tutti per l'attenzione

the.fic
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da the.fic » mar ago 16, 2011 11:02 pm

confermo, sono anni che lavoro in questo campo.

"Boni e Bordar per citarne due soli ("una buona casa in legno è sempre meglio di una eccellente casa in laterizio")"
invito a visitare il sito promolegno, per renderti conto.

Lo scopo è il confort abitativo, e devi valutare anche la sua capacita ad assorbire naturalmente l'umidità,
non solo la sua capacita di diffusione.

Il calcolo della sua capacità di assorbire l'acqua nell'aria, se non sbaglio, e qui chiedo conferma (non vorrei prendere una cantonata) è legata alla percentuale del suo volume.

ciociolone
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da ciociolone » mer ago 17, 2011 6:34 pm

Grazie della risposta,
inserisco qui un contributo di Tomasi e Gantioler di Promolegno:
http://www.promolegno.com/risponde/doma ... 4b93eef644

"La permeabilità al vapore di uno strato di materiale viene definita indicando lo spessore dello strato d’aria equivalente sd, corrispondente allo spessore di uno strato d’aria che ha la stessa resistenza alla diffusione del vapore acqueo di uno strato di materiale con spessore d e coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore µ (il rapporto tra i due parametri è sd = µ ∙ d [m]).

In funzione del valore di sd i teli possono venire classificati in freni al vapore, barriere al vapore oppure teli traspiranti:

sd < 0,1 m telo ad alta traspirazione
1 m < sd < 20 m freno al vapore (materiale semitraspirante al vapore)
sd < 20 m barriera al vapore

Lo scopo del freno al vapore per la protezione del tetto è quello di controllare il passaggio di vapore attraverso il tetto e quindi evitare il fenomeno della condensa negli strati interni del pacchetto costruttivo. Se analizziamo per esempio il regime invernale, l’aria calda presente nell’edificio presenta una umidità di saturazione (cioè la massima quantità possibile di acqua in forma di vapore presente in un m3 ad una certa temperatura) maggiore rispetto all’aria fredda esterna. Quindi l’aria interna raffreddandosi deve comunque diminuire la propria quantità di vapore acqueo cedendo all’ambiente acqua in forma liquida: da qui il fenomeno della condensa, che può creare danni anche con formazioni di muffe.


La formazione di condensa anche in quantità limitate è in qualche modo un fenomeno inevitabile: occorre comunque cercare di limitare la quantità massima di acqua che si forma all’interno delle pareti, in accordo con le modalità di calcolo e secondo i parametri massimi prescritti dalla normativa. All’atto pratico, al fine di limitare questo fenomeno, si deve cercare porre un freno al vapore acqueo che proviene dagli strati più caldi, in modo tale che l’aria calda che si raffredda abbia comunque un contenuto di acqua simile a quello dell’aria esterna (importante quindi che tale strato sia posto nella parte “calda” del tetto, quindi tra il tavolato e l’isolante). Una barriera totale al vapore non è consigliabile, anche perché si deve comunque poter garantire un certo passaggio di vapore anche nella direzione opposta, per esempio in regime estivo.



Si ricorda invece che nella parte “fredda”dell’ isolante è corretto inserire un telo ad alta traspirazione, che funzioni da barriera per l’acqua ed il vento che provengono dal manto di copertura, che lascia traspirare completamente il vapore in uscita.
Ing. Roberto Tomasi
Günther Gantioler"
Nel sottolineato verrebbe contraddetta l'opinione letta qua mi pare da parte di EMC (mi scuso se mi sono sbagliato) per il quale lo scambio di vapore acqueo sussisterebbe solo tra interno--->esterno e non viceversa.

Scusate se insisto sulla questione, mi sembra la più indefinita ancora per quanto riguarda le costruzioni in legno, sarebbe interessante se tutti assieme e oltre quanto già scritto (certo non poco!) si cercasse di fare luce.

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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da cri_15 » mer ago 17, 2011 7:03 pm

Se l'umidità assoluta (non relativa, che è funzione della temperatura) dell'aria esterna è maggiore di quella interna, il vapore tenderà a migrare dall'esterno verso l'interno. Quello che non volete capire è che in estate, all'interno di una parete, non ci sono le condizioni di temperatura per condensare, a meno che non abbiate in ambiente meno di 20 °C con temperatura esterna di 32 °C, cosa praticamente impossibile

the.fic
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da the.fic » mer ago 17, 2011 9:52 pm

Complimenti a ciociolone,
una persona che sa spiegare bene,
e molto meglio di un'altra,
con maggiore conoscenza,
ma che non la condivide con nessuno,
non "contribuendo così alla crescita culturale della collettività."

P.S: permettetemi queste pillole Pseudo dotte, di Università Memoria,
quando si era più idealisti. :)

Paolo Boni
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da Paolo Boni » mer ago 17, 2011 11:34 pm

Scusate se sarò breve rimandando la risposta a quando sarò rientrato in ufficio dato che sto rispondendo da sticc...o di telefonini. l'argomento è abbastanza complesso.
godetevi queste belle giornate per ora.
ciao paolo

dott.bordar
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da dott.bordar » ven ago 19, 2011 12:34 pm

ciociolone ha scritto:ho da settimane la sensazione che la gestione dell'umidità sia il passaggio centrale nell'approdo alla casa in legno. Soprattutto in zone come la mia dove il caldo e l'umidità estiva la fanno da padrone (provincia di Prato)
Non c'è provincia o tipologia di struttura (mattoni, colata di calcestruzzo o cassero in polistirolo compreso) che non debba fare i conti con la gestione del vapore acqueo (e non dell'umidità perchè avremo in quel caso già dei problemi da risolvere), presupposto fondamentale per avere una struttura salubre e priva di muffe, quindi evitare problemi di salute agli occupanti oltre che il deperimento della struttura.
ciociolone ha scritto:In soldoni, da una casa in mattoni con coefficiente di diffusione del vapore di 10 non è forse lecito aspettarsi un comportamento nei confronti di smaltimento dell'umidità interna migliore di quello che abbiamo in una casa in x-lam, al netto della VMC?
Non è una gara dove vince chi ha il valore più basso e non si può valutare la gestione del vapore dal valore "mu", se ci soffermassimo al solo "10" non si spiegherebbe perchè vi sono muffe in alcune case in laterizio mentre non vi sono in altre in X-lam. Lo smaltimento del vapore và fatto con la ventilazione, non pretendiamo che lo facciano i muri.
ciociolone ha scritto:dove è la superiorità di una casa in x-lam nel benessere abitativo rispetto ad una, chessò, in poroton, quella superiorità di cui se non erro parlano spesso a mò di slogan
Premettendo che non amo molto l'X-lam perchè vi sono strutture in legno migliori a mio avviso, e quindi parlo delle strutture in legno in generale, le peculiarità che mi hanno spinto a dire che una buona struttura in legno è migliore di una buona struttura in laterizio sono ad esempio: caratteristiche termiche-migliori, acustiche-migliori, statiche-migliori, velocità di costruzione-migliore, impatto ambientale-minore, ponti termici-praticamente inesistenti, cov e sov-praticamente inesistenti, temperature superficiali-migliori, igroscopicità-praticamente inesistente sul laterizio, oltre che certezza nei costi, costruzione a secco (tempi di asciugatura quindi nulli), non necessita di travi e pilastri in calcestruzzo ... molte altri pro e contro li potrà trovare nel forum. Con questo non voglio dire che non si debba costruire in poroton, ma per raggiungere i valori di benessere ambientali di una buona costruzione in legno si deve faticare di più ed avere un progettista preparato oltre che manodopera preparata e specializzata.
the.fic ha scritto:Il calcolo della sua capacità di assorbire l'acqua nell'aria, se non sbaglio, e qui chiedo conferma (non vorrei prendere una cantonata) è legata alla percentuale del suo volume.
Come qualsiasi legno, l'adsorbimento e desorbimento dell'acqua varia dalla massa volumica (tipi di legname diversi assorbono in maniera diversa), umidità relativa del legname essiccato e quella dell'aria circostante oltre che vento, temperatura ecc ecc. Il calcolo sulla muratura non viene fatto sulla capacità di assorbire o meno l'acqua, che è una caratteristica utile per altre cose, piuttosto sulla certezza che non vi siano condense superficiali o interstiziali; la permeabilità al vapore quindi, è un dato utile a verificare queste eventualità e definire soluzioni a tale riguardo.

Paolo Boni
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da Paolo Boni » dom ago 21, 2011 11:41 pm

[quote="dott.bordar"][/quote]

Grazie Bordar
Non mi resta che quotare
Ciao Paolo

ciociolone
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da ciociolone » lun ago 22, 2011 10:31 am

cri_15 ha scritto:Se l'umidità assoluta (non relativa, che è funzione della temperatura) dell'aria esterna è maggiore di quella interna, il vapore tenderà a migrare dall'esterno verso l'interno. Quello che non volete capire è che in estate, all'interno di una parete, non ci sono le condizioni di temperatura per condensare, a meno che non abbiate in ambiente meno di 20 °C con temperatura esterna di 32 °C, cosa praticamente impossibile
Grazie della risposta cri, personalmente non valutavo il fenomeno della condensa ma quello, potenzialmente cmq dannoso, della permanenza di umidità in eccesso dentro alla parete in x-lam per un eccesso di tenuta al vapore che si tradurrebbe in un abbattimento dei valori di trasmittanza e conduttività.

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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da ciociolone » lun ago 22, 2011 10:47 am

Grazie dott. Bordar delle risposte
dott.bordar ha scritto: Non c'è provincia o tipologia di struttura (mattoni, colata di calcestruzzo o cassero in polistirolo compreso) che non debba fare i conti con la gestione del vapore acqueo (e non dell'umidità perchè avremo in quel caso già dei problemi da risolvere),

Sì, intendevo la gestione dell'umidità dell'aria.
ciociolone ha scritto: Non è una gara dove vince chi ha il valore più basso e non si può valutare la gestione del vapore dal valore "mu", se ci soffermassimo al solo "10" non si spiegherebbe perchè vi sono muffe in alcune case in laterizio mentre non vi sono in altre in X-lam. Lo smaltimento del vapore và fatto con la ventilazione, non pretendiamo che lo facciano i muri.
Certo, constato però che da più parti (Tomasi su promolegno, "dotting" qui) viene considerato il valore anche basso della traspirabilità dell'x-lam come necessario, anche in presenza di VMC.

Premettendo che non amo molto l'X-lam perchè vi sono strutture in legno migliori a mio avviso,
Posso chiederle quali e perchè?
e quindi parlo delle strutture in legno in generale, le peculiarità che mi hanno spinto a dire che una buona struttura in legno è migliore di una buona struttura in laterizio sono ad esempio:
1)caratteristiche termiche-migliori,
2)acustiche-migliori,
3)statiche-migliori,
4)velocità di costruzione-migliore,
5)impatto ambientale-minore,
6)ponti termici-praticamente inesistenti,
7)cov e sov- praticamente inesistenti,
8. temperature superficiali-migliori,
9)igroscopicità-praticamente inesistente sul laterizio,
10)oltre che certezza nei costi,
11)costruzione a secco (tempi di asciugatura quindi nulli),
12)non necessita di travi e pilastri in calcestruzzo ...
Trovo indiscutibili i punti 4, 6, 11 e 12, sugli altri concordo con la sua precisazione finale sulla necessità di avere un buon tecnico a disposizione, ma direi che questo vale anche per il legno, che va comunque cappottato per avere valori acustici e termici adeguati ai requisiti richiesti dalle norme vigenti. Sulla 8 ovviamente concordo, mi domando però se alla fine non sia solo un valore che rimane 'teorico', dal momento che il legno a vista dentro casa alle nostre latitudini viene sconsigliato e quindi rivestito con materiali massivi che facciano da 'volano termico' quali fibro/carton-gesso, argilla, legno-cemento o altro che hanno temperature superficiali diverse.

Paolo Boni
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da Paolo Boni » lun ago 22, 2011 2:30 pm

ciociolone ha scritto:Sulla 8 ovviamente concordo, mi domando però se alla fine non sia solo un valore che rimane 'teorico', dal momento che il legno a vista dentro casa alle nostre latitudini viene sconsigliato e quindi rivestito con materiali massivi che facciano da 'volano termico' quali fibro/carton-gesso, argilla, legno-cemento o altro che hanno temperature superficiali diverse.
IL rivestimento interno ed il non lasciare il legno a vista non è tanto per questioni di volano termico (dato che le pareti in cartongesso o fibrogesso e gli isolanti interni a bassissima densità non hanno grande potere di accumulo termico) ma principalmente vengono previsti per passagi impinati e per miglioramento dell'isolamento acustico.
Per quel che riguarda l'argilla interna il più delle volte viene prevista (sulla parete x-lam) stesa dopo aver posato un cappotto in fibra legno internamente.
Torando al discorso del perchè si preferisce la prefabricazione alla costruzione edilizia tradizionale (che di tradizionale ha veramente poco) è per l'assoluta disparità di professionalità legata a due mondi completamente differenti dove in uno si richiede grande esperienza e professionalità nell'altro sempre più spesso si richiede velocità d'esecuzione e prezzi tirati con manovalanze sempre più indirizzate verso una preparazione professionale bassa.
Come dico sempre basta guardare ognuno nei propri paesi e valutare quanti degli ignorantoni che si conoscono hanno, negli anni, messo in piedi un'impresa edile.
Ciao Paolo

ciociolone
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da ciociolone » mar ago 23, 2011 2:36 pm

Paolo Boni ha scritto: IL rivestimento interno ed il non lasciare il legno a vista non è tanto per questioni di volano termico (dato che le pareti in cartongesso o fibrogesso e gli isolanti interni a bassissima densità non hanno grande potere di accumulo termico)
Per rivestimenti massivi intendo quelli poi elencati e rapportati al legno, ovviamente non gli isolanti a bassa densità.

Legno 500kg/m3

Cartongesso, fibrogesso, legno-cemento (betonwood), argilla, calce, da 1000 a 1500 kg/m3.
ma principalmente vengono previsti per passagi impinati e per miglioramento dell'isolamento acustico.
Un contributo:
http://www.promolegno.com/risponde/doma ... b68374f9ef

Non capisco la ratio del 'volano termico' massivo da voi suggerito nelle costruzioni in legno definite 'leggere': una casa in x-lam con pareti di 12 cm + adeguata fibra di legno e cartongesso, atti a garantire uno sfasamento termico di 18 ore, quale vantaggio ottiene dall'avere anche massetti in muratura o pannelli massivi in rivestimento interno a parete?

03.08.2011 | Nr.: 5815
Categoria: Raffrescamento estivo
Parole chiavi: raffrescamento estivo
Risposta

Il pacchetto parete, come giustamente afferma nella sua domanda, garantisce una massa termica STATICA, uno sfasamento ed un'attenuazione più che sufficienti a garantire le corrette condizioni di comfort abitativo. Quello che di solito manca nelle stratigrafie in legno cosiddette “leggere” è la massa termica DINAMICA INTERNA. In altre parole, si tratta di quella “piccola” massa, in grado di fare da volano termico internamente, capace di assorbire velocemente eventuali picchi di surriscaldamento. Per farle un esempio banale, quando una finestra non è né ombreggiata né chiusa con gli scuri, il sole l'attraversa ed illumina direttamente l'interno della stanza, riscaldandola immediatamente e innalzando la temperatura delle superfici interne, senza che la parete abbia aiutato (attenuando o sfasando) alcunché: il calore ormai è già dentro la sala ed in qualche modo dovrebbe essere smaltito o dissipato. Per questo motivo suggeriamo, come aiuto, una doppia lastra di cartongesso interno o pavimenti con massetti spessi e piastrelle in cotto. Questi piccoli accorgimenti, anche se non influiscono direttamente in termini di massa complessiva della parete, o nella sua prestazione termica globale, aiutano molto in quella termodinamica.


Günther Gantioler
categoria: Fisica tecnica,
Torando al discorso del perchè si preferisce la prefabricazione alla costruzione edilizia tradizionale (che di tradizionale ha veramente poco) è per l'assoluta disparità di professionalità legata a due mondi completamente differenti dove in uno si richiede grande esperienza e professionalità nell'altro sempre più spesso si richiede velocità d'esecuzione e prezzi tirati con manovalanze sempre più indirizzate verso una preparazione professionale bassa.
Come dico sempre basta guardare ognuno nei propri paesi e valutare quanti degli ignorantoni che si conoscono hanno, negli anni, messo in piedi un'impresa edile.
Ciao Paolo
Sì, su questo non posso che concordare.

dott.bordar
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da dott.bordar » mer ago 24, 2011 5:03 pm

ciociolone ha scritto:personalmente non valutavo il fenomeno della condensa ma quello, potenzialmente cmq dannoso, della permanenza di umidità in eccesso dentro alla parete in x-lam per un eccesso di tenuta al vapore che si tradurrebbe in un abbattimento dei valori di trasmittanza e conduttività.
Se non c'è condensa interstiziale non c'è pericolo che decadano le caratteristiche termiche del legname utilizzato in quella o altra tipologia di struttura in legno, poiché il legno stesso è essiccato e non ha effetto "spugna", ma si limiterà ad assorbire una percentuale limitata di umidità dall'ambiente circostante equilibrandosi, l'assorbimento si attesterà a +2% o - 2% rispetto alla sua umidità relativa.
ciociolone ha scritto:Sulla 8 ovviamente concordo, mi domando però se alla fine non sia solo un valore che rimane 'teorico', dal momento che il legno a vista dentro casa alle nostre latitudini viene sconsigliato e quindi rivestito con materiali massivi che facciano da 'volano termico'
La temperatura superficiale non era riferita alla "superficie" in legno, ma alle "costruzioni" in legno in generale. Come giustamente precisato da Boni (che saluto con piacere visto che era un pezzo che non ci incrociavamo) il discorso del volano termico in questo caso non c'entra, era un discorso molto più articolato su comportamento invernale, irraggiamento e parametri che determinano il benessere ambientale, non una teoria ma semplice fisica delle costruzioni insomma. Il contributo "Gantioler" è riferito invece al comportamento estivo e in quel caso se vi è un cavedio impianti è bene aumentare la massa, ma non è che dovendo aumentare la massa si fa un cavedio impianti ... spero di aver reso l'idea. Vi è anche una terza via, fresata impianti su parete di legno in massa da 18-20cm e lastra in cartongesso avvitata, in questo caso non è il cartongesso che fa da volano ma la parete stessa. Non mi è chiaro invece il discorso del legno a vista sconsigliato alle nostre latitudini, per lo strutturale si sa, ma per rivestimento interno tranne che per una questione di natura estetica/economica non trovo che sia un prodotto da evitare.
ciociolone ha scritto: Premettendo che non amo molto l'X-lam perché vi sono strutture in legno migliori a mio avviso,
Posso chiederle quali e perché?
Le strutture che reputo più interessanti sono quelle a chiodi in alluminio, quelle a tasselli (anche se il costo è ancora alto), ottime sono anche le strutture a telaio se ben strutturate, sul perché visto l'ampiezza dell'argomento ti rimando alle varie risposte scritte nel recente passato sull'argomento, ma uno dei pro segue il concetto di Gantioler che hai riportato riguardante il "volano termico".
ciociolone ha scritto:Certo, constato però che da più parti (Tomasi su promolegno, "dotting" qui) viene considerato il valore anche basso della traspirabilità dell'x-lam come necessario, anche in presenza di VMC.
Scusami ma non avendo sotto mano quanto scritto da Dotting o Tomasi non saprei cosa s'intenda per necessario (oltre che la correlazione VMC-traspirabilità), in fondo la parete in x-lam ha quella permeabilità è perché è fatta in legno incollato e non perché serviva maggiore o minore permeabilità, anche se fosse basterebbe adottare alcuni accorgimenti e il gioco è fatto.

Saluti, Dario.

ciociolone
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da ciociolone » gio ago 25, 2011 12:23 am

dott.bordar ha scritto: Il contributo "Gantioler" è riferito invece al comportamento estivo e in quel caso se vi è un cavedio impianti è bene aumentare la massa, ma non è che dovendo aumentare la massa si fa un cavedio impianti ...
No infatti, si fa un rivestimento massivo, con o senza cavedio, per creare la massa dinamica interna di cui parla Gantioler:
Il pacchetto parete [parete in x-lam, n.d. ciociolone!], come giustamente afferma nella sua domanda, garantisce una massa termica STATICA, uno sfasamento ed un'attenuazione più che sufficienti a garantire le corrette condizioni di comfort abitativo. Quello che di solito manca nelle stratigrafie in legno cosiddette “leggere” [Gantioler si riferisce sempre alla parete in x-lam menzionata dall'utente che ha posto il quesito, n.d. ciociolone!] è la massa termica DINAMICA INTERNA. In altre parole, si tratta di quella “piccola” massa, in grado di fare da volano termico internamente, capace di assorbire velocemente eventuali picchi di surriscaldamento. Per farle un esempio banale, quando una finestra non è né ombreggiata né chiusa con gli scuri, il sole l'attraversa ed illumina direttamente l'interno della stanza, riscaldandola immediatamente e innalzando la temperatura delle superfici interne, senza che la parete abbia aiutato (attenuando o sfasando) alcunché: il calore ormai è già dentro la sala ed in qualche modo dovrebbe essere smaltito o dissipato. Per questo motivo suggeriamo, come aiuto, una doppia lastra di cartongesso interno o pavimenti con massetti spessi e piastrelle in cotto. Questi piccoli accorgimenti, anche se non influiscono direttamente in termini di massa complessiva della parete, o nella sua prestazione termica globale, aiutano molto in quella termodinamica.
Vi è anche una terza via, fresata impianti su parete di legno in massa da 18-20cm e lastra in cartongesso avvitata, in questo caso non è il cartongesso che fa da volano ma la parete stessa.
Qui non concordo, rimando alla distinzione precedente tra massa termica statica e massa termica dinamica. La prima sarebbe rappresentata certamente dal legno massiccio, altrettanto la seconda dal rivestimento in cartongesso.
Non mi è chiaro invece il discorso del legno a vista sconsigliato alle nostre latitudini, per lo strutturale si sa, ma per rivestimento interno tranne che per una questione di natura estetica/economica non trovo che sia un prodotto da evitare.
Per il motivo di cui sopra, vale a dire che un materiale a densità 500kg/m3 offre un volano termico come massa termico dinamica inferiore ad un massetto in cls o ad un rivestimento in cartongesso o argilla che hanno massa 3 volte tanto. Come dice Gantioler il calore una volta entrato va smaltito, ed un materiale ad alta densità ma bassa inerzia termica, rispetto al legno, come quelli descritti, accumula prima e meglio il calore sottraendolo all'aria, fungendo appunto da 'piccola' massa termico-dinamica.
Le strutture che reputo più interessanti sono quelle a chiodi in alluminio, quelle a tasselli (anche se il costo è ancora alto), ottime sono anche le strutture a telaio se ben strutturate, sul perché visto l'ampiezza dell'argomento ti rimando alle varie risposte scritte nel recente passato sull'argomento, ma uno dei pro segue il concetto di Gantioler che hai riportato riguardante il "volano termico".
Ti ringrazio, ho in effetti un preventivo da chi produce con chiodi in alluminio sul quale dovrò lavorare un pò.

ciao!

dott.bordar
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Re: Coefficiente di resistenza al vapore acqueo dell' x-lam.

Messaggio da dott.bordar » ven ago 26, 2011 7:17 pm

ciociolone ha scritto: dott.bordar ha scritto:Il contributo "Gantioler" è riferito invece al comportamento estivo e in quel caso se vi è un cavedio impianti è bene aumentare la massa, ma non è che dovendo aumentare la massa si fa un cavedio impianti ...

No infatti, si fa un rivestimento massivo, con o senza cavedio, per creare la massa dinamica interna di cui parla Gantioler:
Forse non sono riuscito a trasmettere il concetto, ma vediamo se riesco in questa puntata ... Il rivestimento interno viene fatto per non lasciare la struttura portante allo scoperto, secondariamente si lavora sui materiali perché rispondano a una logica di costo/efficienza/compatibilità con la struttura sottostante.

ciociolone ha scritto: dott.bordar ha scritto: Vi è anche una terza via, fresata impianti su parete di legno in massa da 18-20cm e lastra in cartongesso avvitata, in questo caso non è il cartongesso che fa da volano ma la parete stessa.

Qui non concordo, rimando alla distinzione precedente tra massa termica statica e massa termica dinamica. La prima sarebbe rappresentata certamente dal legno massiccio, altrettanto la seconda dal rivestimento in cartongesso.
Massa termica statica e dinamica usati da Gantioler e care alla letteratura anglosassone, sono concetti utilizzati per far comprendere le dinamiche scaturite dalla scelta dei materiali, in realtà sono entrambe estrapolazioni concettuali dell'analisi dinamica delle prestazioni termiche che, nello specifico caso, vengono applicate alle pareti cosiddette "leggere" costituite da più strati. Le simulazioni, sono appunto condotte in regime dinamico mediante formule matematiche nell’ottica di una valutazione delle prestazioni del componente analizzato, si riporta in dati e grafici facilmente comprensibili ciò che in realtà non lo è. Per comprendere meglio, non vi è una chiara linea di demarcazione sulla superficie della lastra di cartongesso che mi dice dove finisce una massa e ne inizia un'altra, questa è una visione semplicistica che non rispetta la realtà, quindi non vediamola come un interruttore on-off ma piuttosto come un dimmer.
Ritornando a noi, proviamo a utilizzare il pensiero laterale, la parete presa in esame da Gantioler nella risposta era:
x-lam da 12cm + fibra di legno (poniamo 5 cm) + 2.5 cm di cartongesso o meglio fibrogesso
All'altro lato del ring poniamo l'MHM da 20 cm + 1.25 cm di cartongesso o se vogliamo vederla sotto un'altro punto di vista 12 cm di MHM come massa statica + (pannello da 8 cm di MHM+1.25 di cartongesso) per la massa dinamica

A questo punto facendo i dovuti calcoli vedremo che il "volano termico" (più propriamente detto capacità di attenuazione) del solo lato interno della composizione 8 cm MHM+ 1.25 Cartongesso, è migliore del 22% rispetto a 2.5 cm di cartongesso.
Anche se concettualmente è irrazionale usare un coibente per la "massa dinamica" se lo aggiungiamo ai 2.5cm di cartongesso avremo una miglioria del solo 2%, appunto perché seppur con alta capacità termica ha bassissima densità (nel mio calcolo 50 Kg/m³) .
Quest'esempio di per sè ha il solo scopo di far comprendere come ci siano svariati modi per affrontare lo stesso problema, come ci sono svariati modi per gestire gli apporti solari gratuiti, quelli a cui fa riferimento G.G., ad esempio con i materiali a transizione di fase (PCM) o con l'ombreggiamento dinamico e chissà, magari un giorno con le nanotecnologie applicate al vetro o il sapiente utilizzo di piante a foglia caduca. l'importante è non soffermarsi su schemi prefissati ma avere gli strumenti per capire la dinamica delle cose.
ciociolone ha scritto: dott.bordar ha scritto: Non mi è chiaro invece il discorso del legno a vista sconsigliato alle nostre latitudini, per lo strutturale si sa, ma per rivestimento interno tranne che per una questione di natura estetica/economica non trovo che sia un prodotto da evitare.
Per il motivo di cui sopra, vale a dire che un materiale a densità 500kg/m3 offre un volano termico come massa termico dinamica inferiore ad un massetto in cls o ad un rivestimento in cartongesso o argilla che hanno massa 3 volte tanto. Come dice Gantioler il calore una volta entrato va smaltito, ed un materiale ad alta densità ma bassa inerzia termica, rispetto al legno, come quelli descritti, accumula prima e meglio il calore sottraendolo all'aria, fungendo appunto da 'piccola' massa termico-dinamica.
Anche qui bisogna fare dei distinguo, non è sempre bianco o nero, e non tutto va bene in qualsiasi caso. La velocità e la quantità del calore sottratta all'aria non dipende dalla massa (ossia il peso) bensì dalla capacità di accumulo della stessa.
Ad esempio nel cartongesso la densità è di circa 900 Kg/m³, il volume di due lastre (spessore 1,25 cm per lastra) per uno sviluppo di 1 m² di superficie è 0,025 m³, la capacità termica è 1000 J/kgK perciò la sua capacità sarà quindi di:
900x0,025x1000=22500 J/K

Ma 22500 J/K a quanti cm di materiale alternativo potrebbero corrispondere? E' abbastanza semplice, conoscendo i valori degli altri materiali e ponendo sempre 1 m² di superficie:
2,38 cm di legno d'abete bianco a 450 Kg/m³ e 2100 J/kgK
0,94 cm di calcestruzzo a 2400 Kg/m³ e 1000 J/kgK
1814,75 cm di aria a 1,23 Kg/m³ e 1008 J/kgK

Come si può notare 2,38 cm di legno e 2,5 cm di cartongesso incamerano la stessa quantità di energia termica, perciò posso dire dati alla mano che sconsigliare il legno per la sola densità è sbagliato. Comunque si, in linea di massima utilizzare materiale ad alta densità e capacità termica all'interno è utile, ma bisogna fare molta attenzione a spostare delicati equilibri che potrebbero servire per l'inverno ... Ancor più efficace sarebbe evitare il problema quindi ombreggiamento per l'estivo e tener conto anche di orientamento della parete, quantità di ore di esposizione, estetica finale, compatibilità con le superfici sottostanti, comportamento a contatto con materie diverse, durabilità ecc. ecc. ecc.
Perciò ritorno a dire che la scelta del legno a vista è più che altro una questione di natura estetica/economica.
Ciao!

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