I suoi primi nervosismi
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GattaMatta
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- Iscritto il: mar gen 11, 2005 2:04 am
I suoi primi nervosismi
Salve a tutti,mi chiamo Claudia e sono una giovane mamma veg*ana di 24 anni con Eugenio,un bell`elfetto veg* di due anni suonati!Volevo farvi una richiesta...Lui inizia ad avere sempre piu`frequentemente dei veri e propri attacchi di nervoso,non riesce ad allacciare la stringa del sediolone e grida,non gli riescono dei giochi di precisione si incavola,il gatto non se lo fila e s`imbizza...e`capitato a qualcuno di voi?
Devo dire che nn e`un ottimo periodo per noi,c`e`stato il trasloco,i miei impegni all`universita`e lui e`stato molto col babbo (abbiamo idee poco concordi sulla sua crescita...ergo gli ha fatto fare il cavolo del comodo suo)mentre per quasi due anni e`stato sempre con me...L`unica cosa che lo eccita e gli piace,e`andare a casa di una signora che fa un asilo con altri 4 bimbi (tutti giochi in legno,fanno il pane,etc),li`si comporta bene e non soffre il distacco da noi,anzi!Mangia come un lupo quando con noi (tutti e 2)fa un sacco di storie (se invece c`e`uno solo di noi,va tutto liscio)...da che dipendera`anche questo fattore?
E`sempre stato un bambino buonissimo&molto autonomo (tende all`ascetismo,diceva il pediatra scherzando)ed ora ho il terrore che si trasformi in uno di quei bimbi fetenti che si vedono attaccati alle gambe delle mamme in preda alle crisi isteriche... :(
Grazie!
Devo dire che nn e`un ottimo periodo per noi,c`e`stato il trasloco,i miei impegni all`universita`e lui e`stato molto col babbo (abbiamo idee poco concordi sulla sua crescita...ergo gli ha fatto fare il cavolo del comodo suo)mentre per quasi due anni e`stato sempre con me...L`unica cosa che lo eccita e gli piace,e`andare a casa di una signora che fa un asilo con altri 4 bimbi (tutti giochi in legno,fanno il pane,etc),li`si comporta bene e non soffre il distacco da noi,anzi!Mangia come un lupo quando con noi (tutti e 2)fa un sacco di storie (se invece c`e`uno solo di noi,va tutto liscio)...da che dipendera`anche questo fattore?
E`sempre stato un bambino buonissimo&molto autonomo (tende all`ascetismo,diceva il pediatra scherzando)ed ora ho il terrore che si trasformi in uno di quei bimbi fetenti che si vedono attaccati alle gambe delle mamme in preda alle crisi isteriche... :(
Grazie!
Ciao!
Narrano leggende che verso i due anni cominci una fase detta dei "terrible two" .
In realtà non sono leggende ma è la verità
però alcuni iniziano questa fase prima, altri dopo, altri da quando nascono.
Sembra che i bimbi raggiungano una nuova consapevolezza, ed abbiano dentro un grande bisogno di staccarsi dalla figura del genitore, e lo fanno estremizzando molto i comportamenti.
Hanno un grande bisogno di decidere qualcosa in maniera autonoma e si arrabbiano molto se non gli viene data la possibilità.
Si arrabbiano quando non riescono a fare qualcosa subito.
Mio figlio ad esempio si arrabbiava ancora prima che potessi dire niente, quasi in previsione di un mio rifiuto, ora stiamo migliorando, e si arrabbia entro il primo minuto se non si sente capito.
Di solito si lancia per terra rotolandosi e urlando.
Non lo fa spesso, ma soprattutto quando non ho tempo o voglia di ascoltarlo.
Sapendo di essere sui carboni ardenti a volte riesco ad anticipare la situazione, evitando lo scontro diretto.
In ogni caso mai come ora, è necessario trovare il compromesso che soddisfi entrambi.
Passa dal voler fare "tutto io", al pretendere che faccia io.
Devo ancora capire quanto accettare, l'altro giorno pretendeva che io gli tirassi su le braghe, per lui probabilmente era una coccola...ah già ecco quello che facevo con l'altra, la abbracciavo, le facevo sentire la mia presenza, ma non le tiravo su le braghe....non sempre almeno...insomma sapeva farlo benissimo da sola, mi dava fastidio e glielo dicevo, ma ora non posso , perchè se non gli tiro su le braghe è perchè ho lo gnomo(3 mesi) in braccio.
Io ho visto che stare sempre appresso al bimbo, fare le cose per lui, spinge il bimbo a rifiutare tutto ciò, e a voler fare da solo, se invece si tende a lasciarlo fare, ricerca la presenza del genitore.
Se c'è una cosa che poco sopporto è proprio quella del bimbo che richiede al genitore di farsi fare le cose, quando sono in grado da soli di farle, eppure so che è una coccola che chiedono, ma a me viene un moto di rabbia dentro, ecco , mi sembra di avere un bimbo incapace.
LO so che è in realazione alla mia disponibilità mentale a stargli dietro, perchè fino a poco tempo fa, quando ero più disponibile, l'atteggiamento era del fare da solo, e guai se non faceva lui,
Quando entro in questo circolo vizioso però poi è difficile uscirne.
Che fastidio
che fastidio
che fastidio
Credo di aver bisogno di un po' di tempo lontana dai bimbi, qualche oretta, per ricaricarmi .
Vabbè ho divagato, scusa Claudia, comunque è un periodo che passa.
Però credo che in questo momento, non riesca a darti consigli.
Narrano leggende che verso i due anni cominci una fase detta dei "terrible two" .
In realtà non sono leggende ma è la verità
però alcuni iniziano questa fase prima, altri dopo, altri da quando nascono.Sembra che i bimbi raggiungano una nuova consapevolezza, ed abbiano dentro un grande bisogno di staccarsi dalla figura del genitore, e lo fanno estremizzando molto i comportamenti.
Hanno un grande bisogno di decidere qualcosa in maniera autonoma e si arrabbiano molto se non gli viene data la possibilità.
Si arrabbiano quando non riescono a fare qualcosa subito.
Mio figlio ad esempio si arrabbiava ancora prima che potessi dire niente, quasi in previsione di un mio rifiuto, ora stiamo migliorando, e si arrabbia entro il primo minuto se non si sente capito.
Di solito si lancia per terra rotolandosi e urlando.
Non lo fa spesso, ma soprattutto quando non ho tempo o voglia di ascoltarlo.
Sapendo di essere sui carboni ardenti a volte riesco ad anticipare la situazione, evitando lo scontro diretto.
In ogni caso mai come ora, è necessario trovare il compromesso che soddisfi entrambi.
Passa dal voler fare "tutto io", al pretendere che faccia io.
Devo ancora capire quanto accettare, l'altro giorno pretendeva che io gli tirassi su le braghe, per lui probabilmente era una coccola...ah già ecco quello che facevo con l'altra, la abbracciavo, le facevo sentire la mia presenza, ma non le tiravo su le braghe....non sempre almeno...insomma sapeva farlo benissimo da sola, mi dava fastidio e glielo dicevo, ma ora non posso , perchè se non gli tiro su le braghe è perchè ho lo gnomo(3 mesi) in braccio.
Io ho visto che stare sempre appresso al bimbo, fare le cose per lui, spinge il bimbo a rifiutare tutto ciò, e a voler fare da solo, se invece si tende a lasciarlo fare, ricerca la presenza del genitore.
Se c'è una cosa che poco sopporto è proprio quella del bimbo che richiede al genitore di farsi fare le cose, quando sono in grado da soli di farle, eppure so che è una coccola che chiedono, ma a me viene un moto di rabbia dentro, ecco , mi sembra di avere un bimbo incapace.
LO so che è in realazione alla mia disponibilità mentale a stargli dietro, perchè fino a poco tempo fa, quando ero più disponibile, l'atteggiamento era del fare da solo, e guai se non faceva lui,
Quando entro in questo circolo vizioso però poi è difficile uscirne.
Che fastidio
che fastidio
che fastidio
Credo di aver bisogno di un po' di tempo lontana dai bimbi, qualche oretta, per ricaricarmi .
Vabbè ho divagato, scusa Claudia, comunque è un periodo che passa.
Però credo che in questo momento, non riesca a darti consigli.
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GattaMatta
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- Iscritto il: mar gen 11, 2005 2:04 am
Si grazie..ora sto meglio, i bimbi sono stati a dormire dai nonni.GattaMatta ha scritto:Beh,rigiriamo la frittata (senza uova mi raccomando!)e il consiglio te lo do`io:RICORDATI DI VOLERTI BENE...Stacca un pochino,poi ricominciare sara`piu`facile... ;)
Averli a casa tutto il giorno, e non poter uscire, fa si che arrivo alla sera e comincio ad odiarli

Comincio a voler fare qualcosa, e il fatto di non riuscire a finirla, mi fa sklerare, diventa più importante la cosa da finire che i bimbi...e io di solito non do questa priorità.
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Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
ciao Gatta/claudia, e benvenuta nel forum!
buffa questa discussione, sei entrata cercando conforto e ti sei trovata a darlo... :-)
Quello che mi viene da commentare è che i "terrible two" lo sono sia per i bimbi (che attraversano una fase davvero impegnativa, pensateci: il potere di fare un sacco di cose e soprattutto di desiderarle, ma capacità limitate, difficoltà di ogni genere, incertezze e un sacco di NO dagli adulti che cercano di contenerli), che per i genitori (che scoprono improvvisamente che il loro bambolotto tenero si è trasformato in una specie di piccolo tsunami casalingo...!!).
Quindi evviva i nonni, i giardinetti, e soprattutto lo stare insieme agli altri bambini e le altre mamme, per condividere e rilassarsi in un gruppo di pari che ci sostenga, a noi e a loro!
Antonella
buffa questa discussione, sei entrata cercando conforto e ti sei trovata a darlo... :-)
Quello che mi viene da commentare è che i "terrible two" lo sono sia per i bimbi (che attraversano una fase davvero impegnativa, pensateci: il potere di fare un sacco di cose e soprattutto di desiderarle, ma capacità limitate, difficoltà di ogni genere, incertezze e un sacco di NO dagli adulti che cercano di contenerli), che per i genitori (che scoprono improvvisamente che il loro bambolotto tenero si è trasformato in una specie di piccolo tsunami casalingo...!!).
Quindi evviva i nonni, i giardinetti, e soprattutto lo stare insieme agli altri bambini e le altre mamme, per condividere e rilassarsi in un gruppo di pari che ci sostenga, a noi e a loro!
Antonella
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GattaMatta
- Messaggi: 500
- Iscritto il: mar gen 11, 2005 2:04 am
Beh,per quanto riguarda i nonni per fortuna arrivano solo una volta al mese (ci metto una vita a riabituarlo alle sue cose,ma data la lontananza,permetto quasi tutto!)Per i giardinetti direi che qui e`ottimo,noi siamo in campagna piena e con queste giornate lui e`felice come una pasqua (per stare in tema!),ma poi non vuole rientrare a casa MAI,fa delle lagne incredibili!!!Per fortuna la cosa che mi consola e`che si relaziona bene agli altri bimbi,va all`asilo (un asilo in casa con altri 3 bimbi)e fa delle cose carine,annaffia le piante,fa il pane,legge delle storie,etc...ma appena la porta si apre e`irriconoscibile!!!Poi vengono i "doveri" e fa le bizze!..Menomale che andiamo verso il caldo,ma come posso fargli capire il concetto "temporale"delle cose?(Non so se mi sono spiegata)
Gattamatta io ho visto, che per quanto mi sforzassi, il concetto di tempo, sono riusciti a capirlo solo con la crescita e l'esempio.
All'inizio ad esempio verso l'anno e mezzo era impensabile tirare fuori qualcosa da mangiare di "goloso", e spiegare che l'avrebbe mangiato dopo, con tutta la buona volontà lei lo avrebbe voluto subito, perdendo ogni interesse per quello che stava mangiando.
Quindi non tiravo fuori nulla prima del tempo, altrimenti avrei dovuto lottare contro un mulino a vento.
Poi osservando vari segnali, vedevo che si poteva "osare " di più, e magari tiravo fuori dal frigo, quella cosa golosa, quando lei aveva quasi finito, tipo mancavano due pastasciutte, spiegavo che le promettevo che quando finiva avrebbe mangiato quella cosa, e vedevo che riusciva a sopportare di più.
Volevo che la parola "ti prometto" fornisse un ricordo sulle mie reali intenzioni, e quando promettevo era certo che arrivava la promessa, perciò anche nellle altre situazioni, dire ciò poteva aiutarmi a smontare la sua tensione, "ti ricordi che quando dico ti prometto poi arriva sul serio quello che chiedi"
Comunque i loro tempi si allungano piano piano, con la crescita
Poi ovviamente consiglio di concordare col bimbo , i tempi.
Al parco avvisavo sempre prima(beh quando sapevo che ci sarebbe stata tensione), "Avrei bisogno di andare a casa per fare queste cose, quindi tra dieci minuti ci muoviamo, che ne dici? quando ti avviso , fai altre due scivolate e poi andiamo " oppure" adesso quanti scivolate fai prima di andare a casa? " "dieci" " no sono troppe, facciamo 8" , "nooo cinque!"
.Ovviamente anche il concetto dei numeri lo acquisiscono col tempo
, e non contavo realmente ogni scivolata, perchè spesso non erano scivolate , ma altri giochi tipo andare sul cavallino, però cominciavo ada ndare verso l'uscita, tre,.... due..... uno, ecco adesso andiamo.
Ovvio che non sempre mi seguiva come un agnellino, perciò prendevo e incartavo "adesso devo proprio andare, ti lascerei ancora giocare ma non posso lasciarti qui da sola"
Per spiegare meglio quello che volevo si facesse, partivo dalla motivazione, io devo fare questo e quello, tiravo fuori le possibilità, e poi sceglievo quella che mi sembrava più giusta magari sempre cercando di ascoltare anche il parere del bimbo. Volevo che seguisse con me il filo logico che mi portava a prendere determinate decisioni, cosicchè anche per lei potesse essere logica la scelta e più accettabile.
Se si parte invece col "tu devi fare", i bimbi si irritano subito, e spiegare le ragioni di solito diventa impossibile, chiudono le orecchie e non vogliono sentire altro.( a parte che è meglio forse spostare l'intenzionalità su di noi..tipo io voglio che)
E' un lavoro mentale più lungo, ma col tempo ripaga degli sforzi fatti.
Comunque non è questione di voler convincere il bambino a fare qualcosa, , però il fatto di sentirsi compreso nelle sue intenzioni, o il fatto di ascoltare le sue ragioni, lo fa comunque sentire meglio, anche perchè mi aiuta realmente a prendere una decisione che tiene conto dei suoi bisogni.
All'inizio ad esempio verso l'anno e mezzo era impensabile tirare fuori qualcosa da mangiare di "goloso", e spiegare che l'avrebbe mangiato dopo, con tutta la buona volontà lei lo avrebbe voluto subito, perdendo ogni interesse per quello che stava mangiando.
Quindi non tiravo fuori nulla prima del tempo, altrimenti avrei dovuto lottare contro un mulino a vento.
Poi osservando vari segnali, vedevo che si poteva "osare " di più, e magari tiravo fuori dal frigo, quella cosa golosa, quando lei aveva quasi finito, tipo mancavano due pastasciutte, spiegavo che le promettevo che quando finiva avrebbe mangiato quella cosa, e vedevo che riusciva a sopportare di più.
Volevo che la parola "ti prometto" fornisse un ricordo sulle mie reali intenzioni, e quando promettevo era certo che arrivava la promessa, perciò anche nellle altre situazioni, dire ciò poteva aiutarmi a smontare la sua tensione, "ti ricordi che quando dico ti prometto poi arriva sul serio quello che chiedi"
Comunque i loro tempi si allungano piano piano, con la crescita
Poi ovviamente consiglio di concordare col bimbo , i tempi.
Al parco avvisavo sempre prima(beh quando sapevo che ci sarebbe stata tensione), "Avrei bisogno di andare a casa per fare queste cose, quindi tra dieci minuti ci muoviamo, che ne dici? quando ti avviso , fai altre due scivolate e poi andiamo " oppure" adesso quanti scivolate fai prima di andare a casa? " "dieci" " no sono troppe, facciamo 8" , "nooo cinque!"
.Ovviamente anche il concetto dei numeri lo acquisiscono col tempo
, e non contavo realmente ogni scivolata, perchè spesso non erano scivolate , ma altri giochi tipo andare sul cavallino, però cominciavo ada ndare verso l'uscita, tre,.... due..... uno, ecco adesso andiamo. Ovvio che non sempre mi seguiva come un agnellino, perciò prendevo e incartavo "adesso devo proprio andare, ti lascerei ancora giocare ma non posso lasciarti qui da sola"
Per spiegare meglio quello che volevo si facesse, partivo dalla motivazione, io devo fare questo e quello, tiravo fuori le possibilità, e poi sceglievo quella che mi sembrava più giusta magari sempre cercando di ascoltare anche il parere del bimbo. Volevo che seguisse con me il filo logico che mi portava a prendere determinate decisioni, cosicchè anche per lei potesse essere logica la scelta e più accettabile.
Se si parte invece col "tu devi fare", i bimbi si irritano subito, e spiegare le ragioni di solito diventa impossibile, chiudono le orecchie e non vogliono sentire altro.( a parte che è meglio forse spostare l'intenzionalità su di noi..tipo io voglio che)
E' un lavoro mentale più lungo, ma col tempo ripaga degli sforzi fatti.
Comunque non è questione di voler convincere il bambino a fare qualcosa, , però il fatto di sentirsi compreso nelle sue intenzioni, o il fatto di ascoltare le sue ragioni, lo fa comunque sentire meglio, anche perchè mi aiuta realmente a prendere una decisione che tiene conto dei suoi bisogni.
Re: I suoi primi nervosismi
ciao claudia, leggo solo ora il tuo mail.GattaMatta ha scritto:E`sempre stato un bambino buonissimo&molto autonomo (tende all`ascetismo,diceva il pediatra scherzando)ed ora ho il terrore che si trasformi in uno di quei bimbi fetenti che si vedono attaccati alle gambe delle mamme in preda alle crisi isteriche... :(
Grazie!
1" commento: caspita quanto sei giovane!!!
2° commento: vedi, trovarsi mamma di un bimbo "fetente" hai un certo numero di contro ma anche qualche "pro".
ale era un bimbo "normale", ogni tanto aveva scatti di collera quando alcuni oggetti non facevano quello che voleva (che so crisi di pianto per il gelato che si scioglie...), portarlo in giro non era complicato ma da quest'inverno ha cacciato un caratterino non da poco.
spesso ha scatti di aggressività verso altri bimbi e non è sempre facile invitare amici a casa o andare a casa di altri.
però, è un bimbo "stimolante" (non voglio dire che gli altri non lo siano, eh), come dire non è sempre facile entrare in sintonia, essere la sua mamma richiede uno sforzo per "capire".
ultimamente ho capito che ci sono tanti tipi di bimbi (sembra un ovvietà), per ora li ho divisi in due categorie: ci sono quelli a cui piace fare giochi tranquilli e altri - tipo ale - a cui piace giocare ai dinosauri e lui è sempre il cattivo, bimbi a cui piace urlare giocando e altri che amano il silenzio, bimbi che non amano il contatto fisico e altri che si buttano addosso per giocare...
quando ale incontra bimbi della sua specie tutto fila liscio, ma quando incontra bimbi dell'altra specie son dolori.
buona fortuna
anna
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GattaMatta
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- Iscritto il: mar gen 11, 2005 2:04 am
Grazie a tutte voi per ogni singola parola spesa,ne faccio tesoro...Oggi sono arrivata d una conclusione abbastanza ovvia forse,ma credo importante:Eugenio soffre a stare in casa...o meglio,ne ha sofferto.Tutte le sue prime vere scoperte sono arrivate all`inizio della primavera e poi tutta l`estate,un po`di mare dai nonni (in cui si e`molto responsabilizzato,io lo lasciavo andare solo con loro e lui si comportava benissimo!),poi e`arrivato il primo freddo,niente piu`uscite e fra le altre cose,un trasloco non previsto,ma essenziale per tutti...in una casa mooolto piu`piccola...Tutte queste cose secondo me lo hanno un po`frustrato,ne e`stato segnato (anche io e il babbo non eravavmo in ottima forma e c`era della tensione date le cose che si dovevano fare,tipo la legna prima che arrivasse la neve,etc,etc)Ora inizia il caldo e da qualche tempo,mi pare che le cose porocedano sempre meglio...Stasera gli ho detto che dovevo fare delle cose e se mi accompagnava dentro,e lui e`rientrato subito...WOW!Purtroppo mi rendo conto di non essermi accorta in tempo che tutte queste novita` e cambiamenti lo avessero sconbussolato cosi` (se ci penso,la sua casa,la sua camera,i giochi fuori e poi tutto nuovo,da capo...uno shok per lui!)...Mi augiro che vada sempre meglio...In fondo lui non e`un bambino che mi fa dannare,ma sono io che penso troppo e mi ingarbuglio la testa di milioni di cose...Le mie scelte non sono appoggiate da nessuno e spesso i parenti (ma anche amici) mi caricano di responsabilita`immense,dicendomi delle cose assurde...ma io credo di essere una buona mamma e spero che il mio cecio cresca sempre bene...Che dire?Grazie ancora a tutte e speriamo bene!