Sarò tardo ma continua a risultarmi improponibile il paragone tra l'uccisione di bambini e quella di animali.Sibyl ha scritto:"Disprezzo" era più inteso in senso lato... come qualcosa che genera chiusura, poca disponibilità al dialogo, ecco.
Comunque, a parte questo.
Se qualcuno ti dicesse che ama uccidere i bambini, forse mostrargli "forte attrito" sarebbe il minimo.
In confronto a tale violenza, il "forte attrito" non è proprio niente.
La stessa cosa, succede a un vegan.
Se a me dici che ti piace ucidere i bambini, io ti detesto, per questo.
Però, a differenza tua, io non mi fermo ai bambini, ma ho allargato l'insieme di coloro che meritano il diritto a vivere e a essere lasciati in pace, agli animali. Li ho inclusi in questo insieme che per te - e per i molti- è inspiegabilmente ristretto agli esseri della specie umana. La sofferenza è uguale, la morte, il patimento, il dolore estremo sono uguali. Solo che la specie umana non li merita. Gli animali invece li meritano. E non si capisce perchè. (ti consiglio, a proposito, di leggere l'articolo in Home Page oggi :http://www.promiseland.it/view.php?id=1185).
E questo, lo penso senza nulla togliere alla dignità dei bambini e degli esseri umani in generale.
Sia gli umani che gli animali hanno il diritto fondamentale alla vita, alla libertà, a non essere torturati.
L'unico problema sta nel fatto che mentre per gli esseri umani questo diritto è universalmente accettato, per gli animali non c'è, ancora, nemmeno la benchè minima intenzione di farlo.
Quindi è vero, non c'è molta allegria quando un onnivoro dice che la carne è buona, ma questo attrito non è niente in confronto alla violenza che un non-vegan fa agli animali.
E comunque, la cultura per cambiare non ha bisogno di altra violenza, o di chiusura, o di attrito. Quindi è meglio cercare un dialogo. E mi sembra che nessuno qui fino a ora te lo abbia negato.
Ciao
Preciso che la mia non voleva essere una critica ma semplicemente una considerazione; qui, quello fuori posto sono io. Nessuno mi ha mai detto di andarmene ma avete tutto il diritto di farlo visto che comunque invado uno spazio. La mia considerazione non era riferita a casi specifici; chiaramente quando si viene provocati sia direttamente che con allusioni che possono urtare la sensibilità si reagisce. La mia sensazione, ricavata leggendo diversi post sia qui che nel nuovo sito vegano, è che il rispetto che tu dici di nutrire verso gli esseri umani (non tu personalmente chiaramente, sto parlando in senso ampio) venga a mancare, o comunque si affievolisce fortemente, nel momento stesso in cui scopri che non sono veg*ano; non sono più una persona con la quale relazionarsi tranquillamente su tutto, sono comunque una persona che ha delle abitudini che tu ritieni esecrabili e di conseguenza il tuo porsi nei miei confronti è fortemente influenzato da quel giudizio. Pur ammettendo che l'appartenenza ad un gruppo o avere interessi comuni sono componenti che possono determinare le nostre simpatie/antipatie, l'impressione avuta nel vostro forum è che ci sia una forma di classismo che porta tutto il resto in secondo piano. In prima battuta c'è subito l'impressione negativa, poi...forse...si può decidere di considerare quella persona