Ciao Amer,
benvenuta tra noi e complimenti per il tuo percorso
Le voglie e le tentazioni penso siano una cosa normalissima per tutti che ognuno affronta a modo suo...
Tu stessa dici che hai praticato un "eccessivo rigore alimentare"... Il che significa che probabilmente l'ideale sarebbe applicare un po' di flessibilità come ti è stato suggerito da Andy...
Il problema di questa "flessibilità" è il fatto che lo è spesso solo in teoria... Mi spiego: è un po' come se lasciassi socchiusa una porta... Chi garantisce che questa porta rimanga sempre socchiusa nella stessa posizione e non si apra via via sempre di più a seconda di quello che ci succede nella vita (crisi, stress, mancanza di motivazione, ecc.)?
Non ho una risposta che possa essere valida per tutti e soprattutto efficace...
Anche io ho avuto momenti in passato nei quali ho voluto lasciare aperta quella porta e la cosa mi è stata molto utile per capire i meccanismi della mia mente e soprattutto le cause di queste tentazioni....
Spesso accade che vi siano diversi motivi alla base di questi cedimenti...
- Spesso ci sono questioni di tipo sociale alla base (non ci si vuole isolare o sentirsi dire di tutto)
- Altre volte si tende ad associare un certo cibo a determinate esperienze piacevoli del passato e quindi ogni volta che si mangiano quei cibi si rivivono emotivamente quelle situazioni che ci piacciono tanto
- Ci sono poi le situazioni in cui certi cibi aiutano a dimenticare, a non pensare, a reprimere qualcosa (ad es. la nutella a cucchiaiate, la pizza, il pane, i biscotti, ecc.)
Quello che si sento di dire è di non far ruotare tutto intorno al cibo... anche perché questo è il nostro carburante oltre ad essere la fonte esclusiva (almeno così dovrebbe essere) di macro e micronutrienti.
L'ideale sarebbe svincolare l'alimentazione da ogni emozione e aspettativa... e lavorare su di sé o per lo meno seguire i principi dell'igienismo naturale o comunque di qualunque filosofia abbia come ideali quelli del benessere fisico, mentale, spirituale, emotivo...