Argomento nuovo: i bambini e l'Inglese o le altre lingue straniere.
Ieri ho comprato l'ennesimo cartone animato (Baldo, in offerta con un giornale) in DVD.
I DVD (questo per chi non lo sapesse, perchè io lo so da poco visto che il lettore DVD è una new entry in casa mia) hanno il pregio di poter essere visti non solo in italiano ma anche in altre lingue.
Io parlo piuttosto bene l'Inglese, ma non essendo madrelingua mi sono sempre rifiutata di parlare in una lingua straniera ai miei figli, nonostante le pressioni esterne (papà e nonni). Mi sono sempre limitata a giocare con queste parole: Yes, ThankYou, StandUp e SitDown.
Quando sono arrivata a casa con questo nuovo regalino ho detto a Franci che l'ho comprato anche se quello in Italiano era esaurito e se voleva vederlo era solo in Inglese.
Così, piccola bugia per provare e vedere come andava.
Lui ha accettato e (prima volta in vita sua) era affascinatissimo e ha guardato il cartone animato dall'inizio alla fine. E ha "beccato" i ThankYou e gli Yes detti durante la proiezione!
La sera quando è arrivato a casa il suo papà gli è corso incontro a dirgli che aveva guardato "Bolto" in Inglese ...
A prescindere su quello che penso e probabilmente pensate anche voi su bambini e televisione, cioè tutto il male possibile, resta il fatto che, comunque, questa viene guardata per un po' di tempo durante il giorno, e allora ... che si renda utile!.
Non penso che solo con i cartoni animati i bambini possano imparare una lingua straniera, ma sono convinta che questa cosa li possa aiutare quando, un domani, studieranno questa lingua.
Una nota in più visto che mi è stata posta questa obbiezione da un amico: "nè io nè mia moglie conosciamo l'Inglese. E se poi mio figlio mi chiede cosa hanno detto e io non so rispondere, che figura ci faccio?"
Prima dell'esperimento non sapevo cosa rispondere, ora posso scommettere che nessun bambino vi chiederà niente, perchè il senso di quello che sta capitando si capisce benissimo dall'intonazione delle voci e dalle espressioni dei visi, e poi ogni volta che lo rivedranno (e lo rivedranno) capiranno sempre un po' di più.
Chissà se (tra l'altro) questa cosa del non capire le parole non sviluppi nei bambini altre capacità, tipo quella di osservare con più attenzione le espressioni del viso o i toni di voce ...
Qualcuno sa darmi un parere su questo esperimento?
P.S.: penso di andare avanti nell'esperimento in questo modo: dal momento che in casa mia non guardiamo la TV ma utilizziamo il televisore solo come cinema per guardare videocassette e DVD, pensavo di far sparire le videocassette e dire che la TV si è rotta con il DVD di Baldo e ora funziona solo più in Inglese ...
Quante bugie che dice 'sta mamma, ma mi sembrano a fin di bene, e poi per ora l'esperimento mi sembra sia stato gradito.
Aspetto vostri pareri.
Grazie, Giovanna
L'Inglese
-
Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
ciao Giovanna,
cominciando dal fondo, le bugie funzionano finché i bambini sono molto piccoli, ma appena cresceranno non li riuscirai più a infinocchiare così facilmente!!
Per quanto riguarda l'esperimento, mi sembra interessante, e spero che continuerai a tenerci informate... Io non ho provato con i miei figli (al tempo i DVD erano di là da venire!), ma ho un'amica che con un sistema simile al tuo (a casa sua i film si vedono solo in inglese), ha visto i figli, e specialmente il più piccolo, imparare parecchio di inglese molto rapidamente e in modo spontaneo. Tutto a vantaggio loro, che tanto l'inglese dovranno saperlo per forza quando saranno più grandi, tanto vale che lo imparino da subito senza che sia un'imposizione!
Se poi ti chiederanno il significato di una parola sconosciuta, che problema ci sarà a dire che non lo sai?
Antonella
cominciando dal fondo, le bugie funzionano finché i bambini sono molto piccoli, ma appena cresceranno non li riuscirai più a infinocchiare così facilmente!!
Per quanto riguarda l'esperimento, mi sembra interessante, e spero che continuerai a tenerci informate... Io non ho provato con i miei figli (al tempo i DVD erano di là da venire!), ma ho un'amica che con un sistema simile al tuo (a casa sua i film si vedono solo in inglese), ha visto i figli, e specialmente il più piccolo, imparare parecchio di inglese molto rapidamente e in modo spontaneo. Tutto a vantaggio loro, che tanto l'inglese dovranno saperlo per forza quando saranno più grandi, tanto vale che lo imparino da subito senza che sia un'imposizione!
Se poi ti chiederanno il significato di una parola sconosciuta, che problema ci sarà a dire che non lo sai?
Antonella
Io ho le videocassette di magic english, rubate a mio padre, le aveva raccolte, per scuola(insegnava inglese alle elementari), i miei bimbi ogni tanto le vogliono mettere su, e se le guardano.
Ogni tanto ripetono e ridono, anche se non arrivano mai alla fine perchè si distraggono con altri giochi.
I cartoni animati, per ora sono troppo lunghi.
Però a mia figlia piace giocare col computer (per quello che riesce a fare , fa 5 anni tra una settimana) e c'è un bel sito in inglese che raccoglie tanti siti in cui ci sono giochi, canzoni e storielle: http://pbskids.org/ , avendo la flat può giocare on-line.
ovviamente lei non sa ancora leggere bene, però ogni tanto i giochi hanno l'audio e qualche parola ripetitiva la dicono.
Anche io pur sapendo abbastanza bene l'inglese mi sono rifiutata di parlare con loro, mi sembra di essere stupida, ogni tanto qualche parola la dico , ma mi viene innaturale.
Non traduco quasi niente, a parte le canzoncine (più per dargli un'idea di cosa cantano) perchè loro non me lo chiederebbero.
Piuttosto a volte ripeto le parole che sentono, perchè spesso le ripetono in modo diverso.
L'altro giorno stava giocando con un puzzle che ogni volta che lei metteva un pezzo giusto, diceva una cosa tipo : "that's right" ...e mia figlia parlando con il piccoletto gli diceva : "hai capito? vuol dire PERFETTO! "
, ma vi risparmio come lo ripetevano...una cosa tipo "deslai"
Ogni tanto ripetono e ridono, anche se non arrivano mai alla fine perchè si distraggono con altri giochi.
I cartoni animati, per ora sono troppo lunghi.
Però a mia figlia piace giocare col computer (per quello che riesce a fare , fa 5 anni tra una settimana) e c'è un bel sito in inglese che raccoglie tanti siti in cui ci sono giochi, canzoni e storielle: http://pbskids.org/ , avendo la flat può giocare on-line.
ovviamente lei non sa ancora leggere bene, però ogni tanto i giochi hanno l'audio e qualche parola ripetitiva la dicono.
Anche io pur sapendo abbastanza bene l'inglese mi sono rifiutata di parlare con loro, mi sembra di essere stupida, ogni tanto qualche parola la dico , ma mi viene innaturale.
Non traduco quasi niente, a parte le canzoncine (più per dargli un'idea di cosa cantano) perchè loro non me lo chiederebbero.
Piuttosto a volte ripeto le parole che sentono, perchè spesso le ripetono in modo diverso.
L'altro giorno stava giocando con un puzzle che ogni volta che lei metteva un pezzo giusto, diceva una cosa tipo : "that's right" ...e mia figlia parlando con il piccoletto gli diceva : "hai capito? vuol dire PERFETTO! "
, ma vi risparmio come lo ripetevano...una cosa tipo "deslai"
Antonella, cominciando dalle bugie ... non vorrei infinocchiarli neanche ora!Antonella Sagone ha scritto:ciao Giovanna,
cominciando dal fondo, le bugie funzionano finché i bambini sono molto piccoli, ma appena cresceranno non li riuscirai più a infinocchiare così facilmente!!
Per quanto riguarda l'esperimento, mi sembra interessante, e spero che continuerai a tenerci informate... Io non ho provato con i miei figli (al tempo i DVD erano di là da venire!), ma ho un'amica che con un sistema simile al tuo (a casa sua i film si vedono solo in inglese), ha visto i figli, e specialmente il più piccolo, imparare parecchio di inglese molto rapidamente e in modo spontaneo. Tutto a vantaggio loro, che tanto l'inglese dovranno saperlo per forza quando saranno più grandi, tanto vale che lo imparino da subito senza che sia un'imposizione!
Se poi ti chiederanno il significato di una parola sconosciuta, che problema ci sarà a dire che non lo sai?
Antonella
E' che quando propongo una cosa dicendo per esempio "ti piacerebbe vederlo in Inglese" piuttosto che "vuoi un bicchiere di latte" la risposta è sempre no, a prescindere dalla domanda. Se invece faccio cadere le cose dall'alto e non le propongo come una cosa su cui si può argomentare, le stesse cose vengono accolte positivamente es.: "è ora di fare merenda, c'è un bicchiere di latte" viene seguito da "mamma arrivo!".
Le parole sconosciute non mi preoccupano (esistono i dizionari) ma soprattutto non credo che mi verrà mai chiesto questo tipo di traduzione. Era una obbiezione che mi è stata fatta da un amico che non conosce l'Inglese e si stava fasciando la testa prima di rompersela ... Come dicevo ieri, il senso di ciò che accade nei cartoons è chiaro anche quando non si capiscono le parole (penso che siano comprensibili anche senza audio, ma senz'altro è meno bello).
Comunque vi terrò aggiornate. E' passato per ora senza problemi anche il fatto di vedere gli altri DVD in Inglese, mentre i cartoni in videocassetta si vedranno solo in Italiano e penso di darli tutti alla nonna, così dividiamo bene le cose (a casa mia in un modo, a casa della nonna nell'altro).
A proposito di nonne ... ho pensato tanto alle ragazze del forum (stamattina tra le 5 e le 6!!!) e sto preparando un bel post.
Emy ha scritto:
"Ogni tanto ripetono e ridono"
Ed è prprio quello che ho notato anche io ... e mi sembra un bel modo per apprendere qualcosa che diversamente "può" essre anche odiato ... se penso a come parlano delle lingue straniere alcune mie amiche ...
e "Anche io pur sapendo abbastanza bene l'inglese mi sono rifiutata di parlare con loro, mi sembra di essere stupida, ogni tanto qualche parola la dico , ma mi viene innaturale. "
Grazie Emy, hai proprio espresso bene il concetto che riguarda anche me.
Penso che la perdita della naturalezza nel rapporto con i figli sia molto più grave dei vantaggi che può portare la conoscenza di una seconda lingua già da piccoli.
A presto, Gio
-
Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
Più che dall'altro, direi in orizzontale... Tu semplicemente allestisci uno scenario che hai scelto. Non stai obbligando, ma nemmeno delegando a loro la decisione. Questo direi che non è autoritarismo; è essere semplici e diretti. I bambini apprezzano un modo di porsi chiaro dei genitori, lo trovano molto naturale perché è simile al loro e lo capiscono subito senza difficoltà.Gio ha scritto:...E' che quando propongo una cosa dicendo per esempio "ti piacerebbe vederlo in Inglese" piuttosto che "vuoi un bicchiere di latte" la risposta è sempre no, a prescindere dalla domanda. Se invece faccio cadere le cose dall'alto e non le propongo come una cosa su cui si può argomentare, le stesse cose vengono accolte positivamente
Invece ho notato che questo chiedere sempre ai bambini "vuoi la carne o il pesce? uscire o stare a casa? il cappellino rosso o quello blu? ", alla fine non è una forma di rispetto verso di loro, ma li mette in cirisi. I bambini automaticamente desiderano tutto quello che si propone loro, e se gli proponi due cose antitetiche si struggeranno di non poter scegliere tutto allo stesso momento...
Inoltre questo chiedere il permesso ai bambini, tipico della nostra società occidentale (che poi per le cose importanti, tipo allattare o no, il permesso non lo chiede affatto) è molto "child-centered, incentrato sul bambino, ma questo non è cosi naturale come potreste pensare.
Se leggete "il concetto del continuum", lì questa distinzione è spiegata molto bene.
Ognuno è semplicemente se stesso nel villaggio Yaquana. Gli adulti sono intenti alle loro attività adulte, e i bambini scorrazzano a fare le loro cose di bambini, oppure si immischiano interessati in quelle degli adulti, i quali in entrambi i casi accettano, lasciano che esplorino, ma non si mettono in mezzo a cercare di pilotare la situazione o "insegnare" qualcosa. Ma il mondo non è costruito su misura dei bambini (non è nemmeno costruito su musura per una quasiasi altra categoria di individui, ma per il villaggio nel suo insieme).
E così i bambini imprano moltissimo, senza sentirsi pressati, ma accettati e non ghettizzati a forza in un modo a parte, ambienti, oggetti, attività pensate "apposta"£ per loro.
Antonella
Dipende dai periodi, a volte è proprio il mio definire univocamente una cosa, che fa scattare il no non voglio(il questo periodo il secondo che ha fatto 3 anni ieri, dà il meglio di sè) per cui cerco di mediare ...ieri mi ha fatto morire: "Giorgio i tortellini li vuoi col brodo, o col sugo?" ..ci ha pensato un attimo e poi ha detto: "NO non li voglio" ...perchè è vero che lui non li preferisce....poi alcuni se li è mangiati lo stesso.Antonella Sagone ha scritto:Più che dall'altro, direi in orizzontale... Tu semplicemente allestisci uno scenario che hai scelto. Non stai obbligando, ma nemmeno delegando a loro la decisione. Questo direi che non è autoritarismo; è essere semplici e diretti. I bambini apprezzano un modo di porsi chiaro dei genitori, lo trovano molto naturale perché è simile al loro e lo capiscono subito senza difficoltà.Gio ha scritto:...E' che quando propongo una cosa dicendo per esempio "ti piacerebbe vederlo in Inglese" piuttosto che "vuoi un bicchiere di latte" la risposta è sempre no, a prescindere dalla domanda. Se invece faccio cadere le cose dall'alto e non le propongo come una cosa su cui si può argomentare, le stesse cose vengono accolte positivamente
Invece ho notato che questo chiedere sempre ai bambini "vuoi la carne o il pesce? uscire o stare a casa? il cappellino rosso o quello blu? ", alla fine non è una forma di rispetto verso di loro, ma li mette in cirisi. I bambini automaticamente desiderano tutto quello che si propone loro, e se gli proponi due cose antitetiche si struggeranno di non poter scegliere tutto allo stesso momento...
Inoltre questo chiedere il permesso ai bambini, tipico della nostra società occidentale (che poi per le cose importanti, tipo allattare o no, il permesso non lo chiede affatto) è molto "child-centered, incentrato sul bambino, ma questo non è cosi naturale come potreste pensare.
Poi ci sono altri approcci se preferisco che una cosa venga fatta, se ad esempio dico "questo lo voglio io"....è quasi sicuro che lo vuole anche lui,
Oppure propongo una cosa facendogli vedere anche l'altra, lui quasi sicuramente vuole l'altra :), se nel scegliere i vestiti guardiamo nei cassetti, tiro su dei vestiti e poi li rimetto giù facendo finta di guardarne altri, è probabile che se sono di loro gradimento, vogliano proprio quelli.
Comunque è vero, il chiedere cose che non sono di competenza, è fuorviante. Mi dà l'impressione che sia un dare delle responsabilità che non hanno chiesto.
Certo che se porto a mio figlio una cannuccia di un colore, lui la vuole di un'altro, se ne porto due...sceglie una delle due senza problemi....grrrrr, di solito si gestiscono tra loro il colore delle cannucce .
Comunque sempre cannuccia è ...
Le variazioni sul tema, credo che siano abbastanza di competenza...se c'è il panino a merenda chiedo "vuoi col miele,o marmellata?a volte anche nutella"
Questo libro mi ispira sempre di più..Se leggete "il concetto del continuum", lì questa distinzione è spiegata molto bene.
Ognuno è semplicemente se stesso nel villaggio Yaquana. Gli adulti sono intenti alle loro attività adulte, e i bambini scorrazzano a fare le loro cose di bambini, oppure si immischiano interessati in quelle degli adulti, i quali in entrambi i casi accettano, lasciano che esplorino, ma non si mettono in mezzo a cercare di pilotare la situazione o "insegnare" qualcosa. Ma il mondo non è costruito su misura dei bambini (non è nemmeno costruito su musura per una quasiasi altra categoria di individui, ma per il villaggio nel suo insieme).
E così i bambini imprano moltissimo, senza sentirsi pressati, ma accettati e non ghettizzati a forza in un modo a parte, ambienti, oggetti, attività pensate "apposta"£ per loro.
Antonella