Straquoto anch'io!
yasodanandana ha scritto:
oltre a questo bisogna anche considerare se l'esternazione completa e violenta di certi nostri sentimenti sia funzionale o meno alla "causa".. nel senso che ritengo un vero animalista, vegano, vegetariano ecc. chi si comporta in un modo che fa diventare in quel modo pure pure gli altri, non chi, eventualmente, allontani gli altri da voler accogliere tali stili di vita per il suo mostrarsi eccessivo, fanatico, rabbioso ecc. ecc.
Purtroppo dobbiamo fare i conti con il contesto in cui ci troviamo. I nostri principi morali (mi riferisco all'etica vegan) sono una (bellissima) cosa, ma dobbiamo anche considerare che il 90% (ottimisticamente) della gente non ha questi valori, anzi ha valori diametralmente opposti.
Questo discorso tocca i fondamenti stessi di tutto il pensero morale. Non credo che si possa mai prescindere dal contesto storico, geografico e culturale di riferimento. Per esempio nella Roma antica la schiavitù era considerata normale e perfino Seneca, il filosofo a cui si deve una delle pagine più famose e "moderne" in difesa degli schiavi (Epistole a Lucilio, XLVII), possedeva degli schiavi. Nel nostro Paese - almeno in teoria - la schiavitù è considerata un crimine, ma ci sono voluti secoli per cambiare. Oggi riterremmo un mostro un uomo che schiavizza altri uomini, ma allora era normale così, anche se già allora cominciavano a esistere minoranze contrarie alla schiavitù.
Il mio è un paragone rozzo e basato su reminiscenze scolastiche, ma spero di avere reso l'idea di quello che voglio dire. Si potrebbero fare molti altri esempi, anche contemporanei.
Purtroppo per la maggioranza delle persone è normale andare al supermercato e vedere pezzi di cadavere in vendita, anzi è normale comprarli e mangiarseli con gusto... come è stato normale per la maggior parte di noi, prima che prendessimo coscienza. Verrà un giorno, spero, in cui tutto questo sarà considerato un crimine (come auspicava già Leonardo mezzo millennio fa). Ma per ora non è così, anche se le cose forse stanno iniziando, lentamente, a muoversi.
Proprio perchè non stiamo parlando di valori condivisi dalla maggioranza, ma solo da una minoranza, secondo me non reggono i paragoni con atti gravissimi che nella nostra società sono attualmente considerati crimini dal punto di vista morale (e giuridico). Anzi, personalmente li trovo un po' irritanti. Mi fanno pensare a certe questioni di bioetica relative all'uomo, in cui una parte dà dell'assassino all'altra, suscitando il fastidio (che io condivido) di coloro che vedono quelle questioni da un punto di vista diverso, con altre motivazioni etiche (...ma non mi voglio esprimere perchè non riguarda l'argomento della discussione).
Riccardo, non voglio giudicare te, nè considerarmi migliore... io stessa mi arrabbio moltissimo con chi fa scelte diverse dalle mie e che ritengo sbagliate. Però vorrei avere il dono della pazienza e so che devo impegnarmi in quella direzione.
Non voglio giudicare nessuno. Ma in questo theread si parla appunto di quegli atteggiamenti che provocano la nascita di pregiudizi sui vegan e che rischiano di allontanare le persone da questa scelta. Come dicevo precedentemente, mi sono allontanata da un certo forum perchè non ne potevo più di una serie di atteggiamenti di questo tipo che si manifestavano spesso. Proprio perchè si tratta i forum pubblici, tra i più cliccati, dobbiamo ricordarci che può leggerci chiunque e che gli onnivori, soprattutto se leggono in modo superficiale, potrebbero fare di tutta l'erba un fascio. Non condividendo nè capendo il nostro punto di vista, passeremmo soltanto per dei fanatici intransigenti, agli occhi di un lettore occasionale, e non credo proprio che questo possa contribuire a incuriosire nè a motivare una persona verso l'etica vegetariana.
Mi sono sentita in dovere di rispondere per questo motivo.