http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0074.html
qui trovi la scheda del prodotto.
Da qui puoi farti una tua idea, ci sono cibi e bevande che contengono additivi chimici per le più differenti ragioni, potrei dirti anche che ho piante da frutto e
verdure perciò vedo con i miei occhi che un grappolo d'uva non potrebbe resistere 2 mesi, che le patate germogliano appena la temperatura primaverile si fà sentire,
che i fichi che, faccio seccare nel forno vanno consumati entro 30-40 gg o il riso nei sacchi da 5 kg d'estate produce piccoli bruchi.
Le esigenze commerciali moderne richiedono di garantire l'alimentazione della popolazione, capirai che le scelte sono cadute su metodi pratici economici con il
compromesso dell'uso della chimica, si potrebbero usare il sottovuoto o gas inerti ad esempio ma servirebbe adeguare le linee di produzione e i costi al pubblico
sarebbero superiori, confronta il prezzo delle prugne secche in scatola di cartone ( sorbato di potassio, si parla comunque sempre di antimuffe, nel vino trovi la sostanza delle tue albicocche ) ) e quelle in barattolo sottovuoto per farti un'idea.
Pensare di evitare la chimica che è entrata da tempo nel ciclo alimentare è impossibile, suolo, piogge etc.etc, personalmente cerco di limitarne l'uso evitando cibi che
espressamente ne riportano la presenza in etichetta.
Riguardo agli effetti dannosi, ti invito se non hai avuto esperienze dirette a leggere sulla rete i più diversi pareri, poi trarrai da te le conclusioni.