XLam - tipi di collanti
Moderatore: michele ricci
-
franco mori
Re: XLam - tipi di collanti
beh certo, era solo una battuta , in realta' mi fa molto piacere che due persone trovino un punto di accordo dopo una serie di insulti irripetibili ( devo dire non da parte tua ) . Dimostra intelligenza .
-
cavallopazzo83
- Messaggi: 1226
- Iscritto il: lun set 14, 2009 10:45 am
- Controllo antispam: cinque
Re: XLam - tipi di collanti
Franco come tutto i venditori non sa nè leggere nè scrivere....è un totale analfabeta che ruba!
( naturalmente è una battuta )
-
franco mori
Re: XLam - tipi di collanti
mi chiamano Robin Hood , con la differenza che rubo a ricchi e poveri indistintamente per tenermi tutto io..... 
-
cavallopazzo83
- Messaggi: 1226
- Iscritto il: lun set 14, 2009 10:45 am
- Controllo antispam: cinque
Re: XLam - tipi di collanti
IDOLO!franco mori ha scritto:mi chiamano Robin Hood , con la differenza che rubo a ricchi e poveri indistintamente per tenermi tutto io.....
-
AndyB72
- Messaggi: 1933
- Iscritto il: mar giu 23, 2009 9:56 am
- Controllo antispam: diciotto
- Località: prov. di Udine
- Contatta:
Re: XLam - tipi di collanti
A parziale integrazione di quanto spiegato da robrossi allego schema: https://files.me.com/andyb72/vqqvyq
Re: XLam - tipi di collanti
scusatemi ma a mio parere c'è un distinzione da fare e non ho capito se il problema è stato risolto.....
si cerca di capire se il collante è a norma o se è salubre?
La salubrità (ad oggi) è garantita solo da collanti che non rilasciano formaldeide. Le normative riguardo alla formaldeide ad oggi sono lacunose, infatti la classe E1 (classe di emissione) dovrebbe comprendere sia le formaldeide free che a basso emissivo (non ricordo quante ppm parti per milione).
a riguardo date un occhiata su: http://medicocompetente.blogspot.com/20 ... -casa.html
dalle mie ricerche mi risulta che: Adesivo poliuretanico monocomponente, conforme a UNI EN 301 Colorazione bianca. Resistente all’acqua sia esente dal rilascio di formaldeide.
si cerca di capire se il collante è a norma o se è salubre?
La salubrità (ad oggi) è garantita solo da collanti che non rilasciano formaldeide. Le normative riguardo alla formaldeide ad oggi sono lacunose, infatti la classe E1 (classe di emissione) dovrebbe comprendere sia le formaldeide free che a basso emissivo (non ricordo quante ppm parti per milione).
a riguardo date un occhiata su: http://medicocompetente.blogspot.com/20 ... -casa.html
dalle mie ricerche mi risulta che: Adesivo poliuretanico monocomponente, conforme a UNI EN 301 Colorazione bianca. Resistente all’acqua sia esente dal rilascio di formaldeide.
-
AndyB72
- Messaggi: 1933
- Iscritto il: mar giu 23, 2009 9:56 am
- Controllo antispam: diciotto
- Località: prov. di Udine
- Contatta:
Re: XLam - tipi di collanti
Grazie del tuo contributo Matly.
Io cerco di capire un pò tutto, a 360°. Spesso proprio per questo faccio confusione mentre cerco di divincolarmi fra le centinaia di nuove nozioni di questo Mondo chiamato "casa"
Per quanto riguarda il collante voglio pensare che se è ritenuto "a norma" sia di conseguenza abbastanza salubre.
Sarebbe interessante capire qualcosa di più anche sulla tenuta nel tempo dei vari tipi di collanti, tanto per aprire un nuovo argomento.
Ti faccio un esempio banalissimo: nella mia zona si produce uno specifico oggetto in legno. Tutti i produttori negli ultimi anni sono passati alla vernice ad acqua, per "spingere" sull'ecologia, perchè più salubre, ecc.
Peccato che la vernice ad acqua tenga decisamente meno di quella poliuretanica nel corso del tempo, con eventuali piccoli disagi per chi acquista.
Non vorrei che ci possa essere lo stesso tipo di problema anche in questo caso e il dubbio mi è venuto sentendo il commento del classico venditore di case a telaio che cerca di sputtanare i prodotti altrui: "ehhh, bisogna vedere quanto dura quella colla nell'XLam !! ". Sul momento gli ho risposto "probabilmente più di te", ma il dubbio me l'ha lasciato l'infame!!
Io cerco di capire un pò tutto, a 360°. Spesso proprio per questo faccio confusione mentre cerco di divincolarmi fra le centinaia di nuove nozioni di questo Mondo chiamato "casa"
Per quanto riguarda il collante voglio pensare che se è ritenuto "a norma" sia di conseguenza abbastanza salubre.
Sarebbe interessante capire qualcosa di più anche sulla tenuta nel tempo dei vari tipi di collanti, tanto per aprire un nuovo argomento.
Ti faccio un esempio banalissimo: nella mia zona si produce uno specifico oggetto in legno. Tutti i produttori negli ultimi anni sono passati alla vernice ad acqua, per "spingere" sull'ecologia, perchè più salubre, ecc.
Peccato che la vernice ad acqua tenga decisamente meno di quella poliuretanica nel corso del tempo, con eventuali piccoli disagi per chi acquista.
Non vorrei che ci possa essere lo stesso tipo di problema anche in questo caso e il dubbio mi è venuto sentendo il commento del classico venditore di case a telaio che cerca di sputtanare i prodotti altrui: "ehhh, bisogna vedere quanto dura quella colla nell'XLam !! ". Sul momento gli ho risposto "probabilmente più di te", ma il dubbio me l'ha lasciato l'infame!!
Re: XLam - tipi di collanti
Ah le norme.... ti assicuro che non sempre ciò che che è "normato" è sempre salubre...anzi.... nel mio lavoro ho dozzine di esempi che lo dimostrerebbero... sai che spesso le norme sono redatte da "consulenti" che hanno forti interessi economici sull'argomento...
ti faccio un esempio non inerente al mio lavoro, sarebbe troppo particolare ne al "mondo case", l'aspartame.....
da wikipedia:
'aspartame è un dolcificante artificiale. È composto da due amminoacidi, l'acido aspartico e la fenilalanina, e l'estremità carbossilica della fenilalanina è esterificata con il metanolo. Le composizioni percentuali sono le seguenti: acido aspartico (40%), fenilalanina (50%), metanolo (10%).
Pur avendo la stessa quantità di calorie dello zucchero il suo potere dolcificante è circa 200 volte maggiore, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande. Per questo l'aspartame, come altri prodotti dolcificanti come il ciclamato e la saccarina, è utile a chi soffre di diabete e per le persone che vogliono ridurre l'apporto di calorie nella dieta.
Le persone che soffrono di fenilchetonuria, che hanno cioè difficoltà nell'assimilare la fenilalanina, devono controllare l'assunzione di aspartame in quanto fonte di fenilalanina.
L'aspartame è un additivo alimentare autorizzato a livello europeo e classificato col numero E951. La dose giornaliera ammissibile è stata fissata in 40 mg/kg di peso corporeo.
L'aspartame è prodotto e venduto in tutto il mondo dalla NutraSweet Company.
come vedi c'è una norma con tanto di "E"...
sempre da wikipedia
Come testimonia la storia della sua autorizzazione per l'uso in alimentazione, l'aspartame è stato oggetto di numerose controversie.
Diversi studi sull'aspartame in animali da laboratorio hanno evidenziato la comparsa di tumori a seguito dell'assunzione orale di questo dolcificante, ma nessuno studio ha dimostrato un rapporto causa-effetto tra questi fenomeni, né ha potuto definire il meccanismo d'azione di una eventuale tossicità.
A valle delle prime autorizzazioni della FDA, nell'agosto 1974, il dottor Olney e l'avvocato Jim Turner avviarono una petizione di firme per opporsi alle decisioni dell'autorità alimentare. Il 24 marzo 1976 la FDA aprì un'inchiesta per verificare l'esecuzione dei controlli da parte della Searle e la rilevazione dei dati. A conclusione dell'inchiesta, il 10 gennaio 1977, la FDA chiese formalmente all'US Attorney Office di indagare in merito ai test eseguiti dalla Searle sulla tossicità dell'aspartame.[4] Il 1 luglio 1977 il capo degli investigatori dell'US Attorney Office venne assunto presso uno degli studi di avvocati della Searle. La trattativa aveva lasciato l'inchiesta pressoché ferma per alcuni mesi. Il 1 agosto 1977 gli ispettori della FDA, sotto la guida di Jerome Blessler, giunsero comunque a pubblicare un rapporto che confermava incongruenze ed errori nei rapporti della Searle. L'8 dicembre 1977 l'inchiesta venne interrotta per aver superato i limiti di budget ed essersi protratta troppo a lungo.
Tra le ipotesi più accreditate c'è quella per cui la tossicità dell'aspartame sia dovuta alla liberazione nell'organismo del metanolo, una sostanza nota per avere effetti tossici, e in particolare perché causa cecità. Anche il meccanismo d'azione tossica del metanolo non è del tutto chiarito, si ipotizza che non svolga un'azione diretta, ma che la tossicità sia dovuta alla sua trasformazione in formaldeide ed in acido formico. Il metanolo è tuttavia contenuto in molti alimenti, in particolare frutta ricca in pectine, come le mele, ma sembra che la presenza in questi alimenti di etanolo ne contrasti la tossicità, forse diminuendone l'assorbimento.
Il dibattito sull'uso di aspartame negli alimenti si è riacceso nel 2005 con la pubblicazione di uno studio promosso dalla California Environmental Protection Agency, che ha evidenziato un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame. Inoltre uno studio della Fondazione "Ramazzini" di Bologna ha ulteriormente segnalato questi effetti ed ha ipotizzato un legame tra la formaldeide rilasciata dal metabolismo dell'aspartame e l'aumento dell'incidenza di tumori cerebrali. Lo studio è stato pubblicato sullo European Journal of Oncology nel luglio 2005 [5].
Questi nuovi dati sono stati valutati dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nell'insieme di tutti gli studi effettuati sull'aspartame negli ultimi vent'anni. L'EFSA ha confermato la dose giornaliera ammissibile (40 mg/kg peso corporeo) e ha concluso che lo studio non dimostra con sicurezza la relazione fra l'insorgenza di tumori e il consumo di aspartame e non sono emersi nuovi dati che giustifichino nuovi studi, considerate anche le fasce di assunzione più a rischio (es. diabetici o persone che seguono regimi alimentari a basso contenuto calorico) [6]Un limite analogo (50 mg per kg di peso corporeo) era stato calcolato dalla FDA nel 1981.
La sicurezza dell'aspartame è stata riaffermata anche negli Stati Uniti dal National Cancer Institute a seguito di un'indagine durata cinque anni su mezzo milione di persone, dalla quale non è emerso nessun aumento dell'incidenza di linfomi, leucemie e tumori del cervello. [7]. Tale studio è stato effettuato sulla base di questionari inviati fra il 1995 e il 1996 a persone di età compresa fra 50 e 70 anni, e vista la data di inizio commercializzazione dell'aspartame, a partire dal 1981, riguarda l'analisi di rischio per una esposizione a dosi inferiori alle attuali e non superiore ai 15 anni.
Un nuovo e più dettagliato studio sugli effetti a lungo termine del consumo di Aspartame in dosaggi compatibili con la dose minima giornaliera permessa per il consumo umano è stato pubblicato nel settembre 2007 su Environmental Health Perspectives [8], realizzato anch'esso dall'Istituto "Ramazzini" di Bologna. In tale studio, l'unico che abbia preso in considerazione l'uso di aspartame fin dai primi cicli di vita e abbia seguito la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale, sono stati rilevati dagli autori evidenti indicatori di rischio per la salute umana, in particolare per i bambini. L'agenzia europea EFSA e la corrispondente agenzia statunitense FDA non hanno al momento presentato un parere ufficiale sui risultati di questo secondo studio.
dimmi che ora che ne pensi delle norme....
ciao
ti faccio un esempio non inerente al mio lavoro, sarebbe troppo particolare ne al "mondo case", l'aspartame.....
da wikipedia:
'aspartame è un dolcificante artificiale. È composto da due amminoacidi, l'acido aspartico e la fenilalanina, e l'estremità carbossilica della fenilalanina è esterificata con il metanolo. Le composizioni percentuali sono le seguenti: acido aspartico (40%), fenilalanina (50%), metanolo (10%).
Pur avendo la stessa quantità di calorie dello zucchero il suo potere dolcificante è circa 200 volte maggiore, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande. Per questo l'aspartame, come altri prodotti dolcificanti come il ciclamato e la saccarina, è utile a chi soffre di diabete e per le persone che vogliono ridurre l'apporto di calorie nella dieta.
Le persone che soffrono di fenilchetonuria, che hanno cioè difficoltà nell'assimilare la fenilalanina, devono controllare l'assunzione di aspartame in quanto fonte di fenilalanina.
L'aspartame è un additivo alimentare autorizzato a livello europeo e classificato col numero E951. La dose giornaliera ammissibile è stata fissata in 40 mg/kg di peso corporeo.
L'aspartame è prodotto e venduto in tutto il mondo dalla NutraSweet Company.
come vedi c'è una norma con tanto di "E"...
sempre da wikipedia
Come testimonia la storia della sua autorizzazione per l'uso in alimentazione, l'aspartame è stato oggetto di numerose controversie.
Diversi studi sull'aspartame in animali da laboratorio hanno evidenziato la comparsa di tumori a seguito dell'assunzione orale di questo dolcificante, ma nessuno studio ha dimostrato un rapporto causa-effetto tra questi fenomeni, né ha potuto definire il meccanismo d'azione di una eventuale tossicità.
A valle delle prime autorizzazioni della FDA, nell'agosto 1974, il dottor Olney e l'avvocato Jim Turner avviarono una petizione di firme per opporsi alle decisioni dell'autorità alimentare. Il 24 marzo 1976 la FDA aprì un'inchiesta per verificare l'esecuzione dei controlli da parte della Searle e la rilevazione dei dati. A conclusione dell'inchiesta, il 10 gennaio 1977, la FDA chiese formalmente all'US Attorney Office di indagare in merito ai test eseguiti dalla Searle sulla tossicità dell'aspartame.[4] Il 1 luglio 1977 il capo degli investigatori dell'US Attorney Office venne assunto presso uno degli studi di avvocati della Searle. La trattativa aveva lasciato l'inchiesta pressoché ferma per alcuni mesi. Il 1 agosto 1977 gli ispettori della FDA, sotto la guida di Jerome Blessler, giunsero comunque a pubblicare un rapporto che confermava incongruenze ed errori nei rapporti della Searle. L'8 dicembre 1977 l'inchiesta venne interrotta per aver superato i limiti di budget ed essersi protratta troppo a lungo.
Tra le ipotesi più accreditate c'è quella per cui la tossicità dell'aspartame sia dovuta alla liberazione nell'organismo del metanolo, una sostanza nota per avere effetti tossici, e in particolare perché causa cecità. Anche il meccanismo d'azione tossica del metanolo non è del tutto chiarito, si ipotizza che non svolga un'azione diretta, ma che la tossicità sia dovuta alla sua trasformazione in formaldeide ed in acido formico. Il metanolo è tuttavia contenuto in molti alimenti, in particolare frutta ricca in pectine, come le mele, ma sembra che la presenza in questi alimenti di etanolo ne contrasti la tossicità, forse diminuendone l'assorbimento.
Il dibattito sull'uso di aspartame negli alimenti si è riacceso nel 2005 con la pubblicazione di uno studio promosso dalla California Environmental Protection Agency, che ha evidenziato un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame. Inoltre uno studio della Fondazione "Ramazzini" di Bologna ha ulteriormente segnalato questi effetti ed ha ipotizzato un legame tra la formaldeide rilasciata dal metabolismo dell'aspartame e l'aumento dell'incidenza di tumori cerebrali. Lo studio è stato pubblicato sullo European Journal of Oncology nel luglio 2005 [5].
Questi nuovi dati sono stati valutati dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nell'insieme di tutti gli studi effettuati sull'aspartame negli ultimi vent'anni. L'EFSA ha confermato la dose giornaliera ammissibile (40 mg/kg peso corporeo) e ha concluso che lo studio non dimostra con sicurezza la relazione fra l'insorgenza di tumori e il consumo di aspartame e non sono emersi nuovi dati che giustifichino nuovi studi, considerate anche le fasce di assunzione più a rischio (es. diabetici o persone che seguono regimi alimentari a basso contenuto calorico) [6]Un limite analogo (50 mg per kg di peso corporeo) era stato calcolato dalla FDA nel 1981.
La sicurezza dell'aspartame è stata riaffermata anche negli Stati Uniti dal National Cancer Institute a seguito di un'indagine durata cinque anni su mezzo milione di persone, dalla quale non è emerso nessun aumento dell'incidenza di linfomi, leucemie e tumori del cervello. [7]. Tale studio è stato effettuato sulla base di questionari inviati fra il 1995 e il 1996 a persone di età compresa fra 50 e 70 anni, e vista la data di inizio commercializzazione dell'aspartame, a partire dal 1981, riguarda l'analisi di rischio per una esposizione a dosi inferiori alle attuali e non superiore ai 15 anni.
Un nuovo e più dettagliato studio sugli effetti a lungo termine del consumo di Aspartame in dosaggi compatibili con la dose minima giornaliera permessa per il consumo umano è stato pubblicato nel settembre 2007 su Environmental Health Perspectives [8], realizzato anch'esso dall'Istituto "Ramazzini" di Bologna. In tale studio, l'unico che abbia preso in considerazione l'uso di aspartame fin dai primi cicli di vita e abbia seguito la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale, sono stati rilevati dagli autori evidenti indicatori di rischio per la salute umana, in particolare per i bambini. L'agenzia europea EFSA e la corrispondente agenzia statunitense FDA non hanno al momento presentato un parere ufficiale sui risultati di questo secondo studio.
dimmi che ora che ne pensi delle norme....
ciao
Re: XLam - tipi di collanti
dimenticavo.. se acquisti caramelle o gomme faticherai a trovarne senza.....
-
robrossi
Re: XLam - tipi di collanti
Matly ... forse non hai letto bene . Tutto (ma proprio tutto) quello che hai scritto era già stato detto .
Solo una precisazione : non è che le norme vengono scritte da soggetti interessati e allora nascono "malandrine" ..... tutt'altro ....... le norme normano ogni materiale (compresi quelli che sono insalubri , ma che trovano applicazione spesso indispensabile nei settori pià svariati ) .
ciao
Roby
Solo una precisazione : non è che le norme vengono scritte da soggetti interessati e allora nascono "malandrine" ..... tutt'altro ....... le norme normano ogni materiale (compresi quelli che sono insalubri , ma che trovano applicazione spesso indispensabile nei settori pià svariati ) .
ciao
Roby
-
AndyB72
- Messaggi: 1933
- Iscritto il: mar giu 23, 2009 9:56 am
- Controllo antispam: diciotto
- Località: prov. di Udine
- Contatta:
Re: XLam - tipi di collanti
Nell'esempio specifico vedo che la norma dice soprattutto: " La dose giornaliera ammissibile è stata fissata in 40 mg/kg di peso corporeo."
Se poi uno ne ingerisce invece 10Kg ogni 10Kg di peso corporeo... non c'è norma che tenga
Se poi uno ne ingerisce invece 10Kg ogni 10Kg di peso corporeo... non c'è norma che tenga
Re: XLam - tipi di collanti
sei sicuro....robrossi ha scritto:Solo una precisazione : non è che le norme vengono scritte da soggetti interessati e allora nascono "malandrine" ..... tutt'altro .......
Roby
nel mio lavoro potrei fari una miriade di esempi contrari... ma rimanendo in (fuori)argomento
L' aspartame non è stato approvato per l'utilizzo negli alimenti fino al 1981. Per oltre otto anni la FDA (Food and Drug Administration - Amministrazione degli Alimenti e dei Medicinali) ha rifiutato di approvare l'uso dell'aspartame a causa delle convulsioni e dei tumori al cervello che
questa sostanza ha provocato negli animali da laboratorio. L'FDA ha continuato a rifiutare di approvarlo fino a che il presidente Reagan non prendesse la carica (era molto amico della G. D. Searle - adesso Monsanto) e licenziasse il commissario della FDA che aveva negato l'approvazione dell'aspartame. Successivamente, il Dott. Arthur Hull Hayes fu nominato commissario. Ma la forte opposizione per l'approvazione di questa sostanza continuava a tal punto che venne nominata una Commissione Investigativa. Il responso della Commissione recitava così: "non approvare l' aspartame".
Tuttavia il Dott. Hayes passò sopra la decisione della commissione e approvò ugualmente l'aspartame.
Poco tempo dopo aver approvato l'utilizzo dell'aspartame anche nelle bevande gassate, il commissario Arthur Hull Hayes, firmò un contratto di collaborazione con l'agenzia delle pubbliche relazioni della G.D. Searle.
controlla tutte "le gomme del ponte".... sempre presente.....
ciao
-
robrossi
Re: XLam - tipi di collanti
Vabbe' ..............................
Quota tutta la frase non solo una parte . A me delle "cicche" in bioedilizia non interessa nulla a meno che anche tu non sia di quelli che le propongono come collante
ciao .
Roby
Quota tutta la frase non solo una parte . A me delle "cicche" in bioedilizia non interessa nulla a meno che anche tu non sia di quelli che le propongono come collante
ciao .
Roby
-
franco mori
Re: XLam - tipi di collanti
mi fate sorridere....poi dite a me che vado ot perche parlo degli ittiti!!! e voi che parlate di aspartame???
per andy. Essendo un venditore di case a telaio te ne aggiungo un' altra .......allora ti spiego....io vendevo finestre per conto della sudtirol fenster un ' azienda di Brunico....ora la sud tirol fenster non consegna oscuri ( o perlomeno quando ci lavoravo io non lo faceva ) in abete in emilia romagna perche' hanno avuto grossi problemi di deformazione del materiale dovuta all' umidita'( ricordiamoci che in alto adige hanno il problema contrario , c'e' un clima molto secco )...l'altro giorno ho visitato con un progettista amico che mi ha chiesto un favore ( deve fare un palazzo a 4 piani col telaio non ci si arriva )una ditta produttrice di XLAM, partono proprio dal tronco, fanno le varie assi, le incrociano e le graffano fra di loro senza colla....usando delle belle assi di abete..; ora mi dico io, ma se si deformano gli oscuri in abete in pianura padana che sono 4 cms di spessore come faranno a non deformarsi le assi??voi mi direte perche sono incrociate....io ho visto telai di abete lamellare da 8cms deformarsi , capirai delle assi da 2 cms....graffate fra di loro per evitare la colla...,.Domandando cosa ne pensavano dell' umidita' della pianura padana mi hanno risposto che il legno massello ha il grosso vantaggio di assorbire l' umidita' in eccesso e rilasciarla quando vi e' carenza nell' ambiente. Vi immaginate quanta umidita' in eccesso questa parete assorbira in pianura padana? e , ultima domanda , quando mai in pianura padana c'e carenza di umidita??..ora preferisco molto di piu un telaio anche in abete ma isolato dall'esterno con una bella barriera al vapore ed un cappotto non traspirante...sono sicuro che la struttura PORTANTE della mia casa non sara' mai impregnata di umidita! beh si mi sono fatto pubblicita' pero ammetterete che le motivazioni sono consistenti....
per andy. Essendo un venditore di case a telaio te ne aggiungo un' altra .......allora ti spiego....io vendevo finestre per conto della sudtirol fenster un ' azienda di Brunico....ora la sud tirol fenster non consegna oscuri ( o perlomeno quando ci lavoravo io non lo faceva ) in abete in emilia romagna perche' hanno avuto grossi problemi di deformazione del materiale dovuta all' umidita'( ricordiamoci che in alto adige hanno il problema contrario , c'e' un clima molto secco )...l'altro giorno ho visitato con un progettista amico che mi ha chiesto un favore ( deve fare un palazzo a 4 piani col telaio non ci si arriva )una ditta produttrice di XLAM, partono proprio dal tronco, fanno le varie assi, le incrociano e le graffano fra di loro senza colla....usando delle belle assi di abete..; ora mi dico io, ma se si deformano gli oscuri in abete in pianura padana che sono 4 cms di spessore come faranno a non deformarsi le assi??voi mi direte perche sono incrociate....io ho visto telai di abete lamellare da 8cms deformarsi , capirai delle assi da 2 cms....graffate fra di loro per evitare la colla...,.Domandando cosa ne pensavano dell' umidita' della pianura padana mi hanno risposto che il legno massello ha il grosso vantaggio di assorbire l' umidita' in eccesso e rilasciarla quando vi e' carenza nell' ambiente. Vi immaginate quanta umidita' in eccesso questa parete assorbira in pianura padana? e , ultima domanda , quando mai in pianura padana c'e carenza di umidita??..ora preferisco molto di piu un telaio anche in abete ma isolato dall'esterno con una bella barriera al vapore ed un cappotto non traspirante...sono sicuro che la struttura PORTANTE della mia casa non sara' mai impregnata di umidita! beh si mi sono fatto pubblicita' pero ammetterete che le motivazioni sono consistenti....
- specialdue
- Messaggi: 620
- Iscritto il: mer set 30, 2009 1:41 pm
- Controllo antispam: cinque
- Località: EMILIA R.
Re: XLam - tipi di collanti
Franco tiri l'acqua al tuo molino???Gli scuri sono alle intemperie dirette,le pareti no,minimo hanno il cappotto