Acqua in bottiglia? No, grazie.

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Davide'80
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Acqua in bottiglia? No, grazie.

Messaggio da Davide'80 » lun ott 25, 2010 10:10 am

Acqua in bottiglia? No, grazie. Ecco perché conviene bere dal rubinetto
L'acqua potabile che esce dal rubinetto di casa è sottoposta a controlli costanti e in molti casi si rivela di qualità superiore rispetto a quella in bottiglia. Ciononostante il 'belpaese' continua ad essere il maggior produttore al mondo di acqua in bottiglia, e gli italiani i suoi maggiori consumatori, con una spesa annua per famiglia che si aggira attorno ai 300 euro.

Ci sono storie che a raccontarle quasi non ci si crede. Sentite questa. È la storia di un paese ricchissimo d'acqua, uno dei più ricchi al mondo. Ci sono fiumi e torrenti, laghi e ghiacciai, falde sotterranee immense che gettano fuori zampilli di acqua cristallina. Questo paese, pensate un po', è stato anche il primo in cui si costruirono acquedotti monumentali che dai monti portavano l'acqua nelle piazze delle città.

Da anni l'acqua arriva nelle case dei cittadini. Qui, la qualità dell'acqua potabile è ottima, ed il suo prezzo, data la grande disponibilità, piuttosto modesto. Ecco, stenterete a crederci, ma questo paese è il più grande consumatore mondiale di acqua in bottiglia. Proprio così, il 98 per cento dei suoi abitanti – quasi tutti insomma – compra abitualmente acqua in bottiglia.

Quest'acqua viene prelevata alla sorgente da imprese private che, nonostante si stiano appropriando di un bene pubblico – le acque sotterranee sono demaniali – non pagano canoni di imbottigliamento, o ne pagano di irrisori. Dopodiché rivendono a prezzi altissimi ai cittadini quella stessa acqua che apparterrebbe loro di diritto.

Il paese in cui è ambientata questa storia è ovviamente l'Italia. Il perché di questo consumo smisurato è presto detto. Si riassume in qualche cifra ed una parola. Le cifre sono i 3,5 miliardi di euro di giro d'affari annuo, le oltre 300 marche, i circa 400 milioni investiti ogni anno in pubblicità. La parola, neanche a dirlo, è proprio quest'ultima: pubblicità.

C'è un bel video che spiega chiaramente come funziona il meccanismo pubblicitario applicato al mercato dell'acqua minerale.

Si tratta di un mercato che ruota attorno ad un bisogno indotto, nel quale la domanda deve sempre essere tenuta alta attraverso una opera pubblicitaria incessante e martellante. Come ebbe a dichiarare un ex-presidente della Perrier, una società produttrice di acqua del gruppo Nestlè, "tutto quello che si deve fare è portare l'acqua in superficie e poi venderla ad un prezzo maggiore del vino, del latte o anche del petrolio".

La pubblicità fa leva sulla sfera più istintiva e irrazionale della mente umana, dunque è difficile da contrastare con un ragionamento razionale. Ci proveremo comunque, sfatando alcuni miti e luoghi comuni e smascherando qualche inganno.
acqua in bottiglia.

Partiamo con la qualità dell'acqua, un argomento sul quale le pubblicità delle acque in bottiglia insistono molto. L'ultimo rapporto di Legambiente, realizzato in collaborazione con Federutility (la federazione delle aziende di servizi pubblici locali che operano nel settore idrico), testimonia come l'acqua che esce dai rubinetti italiani sia molto più controllata, e di qualità spesso superiore, rispetto all'acqua in bottiglia. Secondo i dati del marzo 2010 sono 250mila le analisi effettuate in un anno sull'acqua potabile nella città di Roma, altrettante in Puglia e 350mila in Provincia di Milano.

Inoltre alle acque minerali è consentito di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio, in quantità superiori a quelle permesse per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, la maggior parte delle acque minerali contengono 40/50µg/l di arsenico e non hanno neppure l'obbligo di dichiararlo sulle etichette.

E che dire poi dell'inquinamento? L'acqua del rubinetto non produce nessun tipo di rifiuto ed è, per così dire, a chilometro zero. Quella in bottiglia? Si calcola che per la sola produzione siano necessari 350mila tonnellate di pet (polietilene tereftalato) all'anno, il che significa 665 mila tonnellate di petrolio e l'emissione di gas serra di circa 910 mila tonnellate di Co2 equivalente. Senza contare la fase del trasporto, che in più dell'80 per cento dei casi avviene su gomma, e dello smaltimento, che vede la raccolta differenziata delle bottiglie attestarsi attorno ad un terzo del totale, mentre i restanti due terzi finiscono negli inceneritori.

E arriviamo all'aspetto più clamoroso: il prezzo. Il costo di un litro di acqua minerale in bottiglia supera fra le duecento e le mille volte quello di un litro di acqua potabile. Sarebbe come se fossimo disposti a pagare 10mila euro un piatto di pasta al ristorante, 3mila un panino, 2mila un chilo di patate. Probabilmente prenderemmo per pazzo chi tentasse di venderci una manciata di zucchine per qualche migliaia di euro; eppure continuiamo a comprare l'acqua in bottiglia.

Si calcola che una famiglia media italiana spenda circa 300 euro l'anno in acqua minerale. Un quarto di questa cifra sarebbe sufficiente a realizzare tutti i lavori di riparazione e ammodernamento di cui necessita la rete idrica italiana.

Video: La Storia dell'Acqua in Bottiglia (The Story of Bottled Water - SUB ITA) con Annie Leonard.

www.progettogaia.it/stampa/index.asp?id=2523

qamar
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Re: Acqua in bottiglia? No, grazie.

Messaggio da qamar » lun ott 25, 2010 9:29 pm

Ciao,
condivido pienamente quanto scritto in quest'articolo tant'è che da un paio d'anni il consumo d'acqua in bottiglia in casa mia è molto ridotto. Purtoppo ci capita di acquistarne una cassetta da tenere in casa quando ci sono ospiti, perché quando abbiamo messo in tavola l'acqua di rubinetto (a volte anche camuffata da minerale perché avevamo riempito la bottiglia), se ne sono accorti tutti, rifiutandosi quasi di bere e mettendoci in forte disagio.
In effetti anche noi ci abbiamo impiegato un po' ad abituarci e la differenza di sapore continuo a sentirla, ma non è più un problema.
Cos'è che nell'acqua del rubinetto dà un sapore così diverso e immediatamente riconoscibile? Io da qualche mese la tengo in frigo prima di berla, ma nn cambia granché. Vivo a Lecce e l'acqua forse è troppo dura.
Altra domanda: perché si dice che bere acqua dal rubinetto fa venire i calcoli?

Grazie

RiccardoC

Re: Acqua in bottiglia? No, grazie.

Messaggio da RiccardoC » mar ott 26, 2010 4:26 pm

qamar ha scritto:Ciao,
condivido pienamente quanto scritto in quest'articolo tant'è che da un paio d'anni il consumo d'acqua in bottiglia in casa mia è molto ridotto. Purtoppo ci capita di acquistarne una cassetta da tenere in casa quando ci sono ospiti, perché quando abbiamo messo in tavola l'acqua di rubinetto (a volte anche camuffata da minerale perché avevamo riempito la bottiglia), se ne sono accorti tutti, rifiutandosi quasi di bere e mettendoci in forte disagio.
In effetti anche noi ci abbiamo impiegato un po' ad abituarci e la differenza di sapore continuo a sentirla, ma non è più un problema.
Cos'è che nell'acqua del rubinetto dà un sapore così diverso e immediatamente riconoscibile? Io da qualche mese la tengo in frigo prima di berla, ma nn cambia granché. Vivo a Lecce e l'acqua forse è troppo dura.
Altra domanda: perché si dice che bere acqua dal rubinetto fa venire i calcoli?

Grazie
L'acqua del rubinetto, in alcune zone d'Italia è ricchissima di calcio (qui a Roma beviamo praticamente calcare) e NON FA venire i calcoli. Casomai, se tu hai giù problemi di calcoli, bere un'acqua ricca di calcio può essere un problema, ma come vegani, il calcio in queste quantità è una manna, altro che problema... chi vive a Roma o altre zone con acque molto calcaree, ha poco da preoccuparsi di calcio se beve almeno un litro d'acqua del rubinetto al giorno

qamar
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Re: Acqua in bottiglia? No, grazie.

Messaggio da qamar » mer ott 27, 2010 5:41 pm

Grazie delle info.
Per fortuna nn soffro di calcoli, quindi continuerò a bere acqua del rubinetto!

qamar
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Re: Acqua in bottiglia? No, grazie.

Messaggio da qamar » mer ott 27, 2010 8:17 pm

Scusate se riuppo qst post, ma ho cercato informazioni più approfondite in merito all'acqua dell' acquedotto pugliese poiché vivo in provincia di Lecce.

ho trovato un articolo di maggio 2010 che riporta qnt segue:
" A stare sopra le righe non sono comuni di poche migliaia di anime ma le tre intere province di Foggia, Lecce e Taranto.
Tre province su un totale di sei. Il parametro che non torna è quello di trialometani, “sottoprodotti delle attività di clorazione delle acque negli impianti di potabilizzazione”, chiarisce l’ultima comunicazione della Regione Puglia destinata ai cittadini interessati.
La deroga ammette un valore massimo pari a 80 microgrammi per litro, (il limite Ue è pari a 30). Come da protocollo, la Regione, “informa la cittadinanza che la presenza di trialometani nell’acqua potabile distribuita dall'Aqp nelle province di Foggia, Lecce e Taranto, non costituisce un rischio specifico per la popolazione”".

Posso stare tranquilla?

Grazie a chi mi aiuterà

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