Mi pare tanto comodo e tanto naturale ma non vorrei prendere un abbaglio per cui vi chiedo se è così, e se potete spiegarmi la differenza.
Grazieeeeeeeeee
ciao, ho visto solo adesso il tuo messaggio. La questione che poni è interessante.stellasoave ha scritto:Ciao,non so se posto nella sezione giusta e chiedo se non lo è di spostare la mia domanda...volevo sapere se negli indumenti di cotone dove c'è scritto "lycra" se si può considerare cotone o è da considerare un materiale diverso.
Mi pare tanto comodo e tanto naturale ma non vorrei prendere un abbaglio per cui vi chiedo se è così, e se potete spiegarmi la differenza.
Grazieeeeeeeeee
http://www.osservatoriokyoto.it/userfil ... 02_007.pdf
Il cotone viene generalmente percepito come una fibra pura e naturale, e lo sarebbe, se per la sua coltivazione si usassero metodi sostenibili per l'ambiente e per l'uomo. Purtroppo l’agricoltura convenzionale del cotone provoca danni ambientali molto pesanti.
PESTICIDI DA PRIMATO
Sui campi di cotone (che occupano il 2,5% della superficie agricola mondiale) viene riversato il 25% degli insetticidi e l’11% dei pesticidi utilizzati
in tutto il pianeta per l'agricoltura. La coltivazione intensiva del cotone fa infatti ampio uso di pesticidi chimici sintetici e fertilizzanti che sono causa
diretta della riduzione della fertilità dei suoli (e quindi anche della capacità di assrobire CO2), della perdita di biodiversità, dell’inquinamento delleacque e di fenomeni di resistenza nei patogeni.
LAVORATORI A RISCHIO
L'impiego di prodotti agro-chimici determina anche serie conseguenze per gli agricoltori e le popolazioni rurali, anche perchè i pesticidi usati nella coltivazione del cotone sono tra i più pericolosi per l’uomo e per l’ambiente. Secondo L’Organizzazone Mondiale per la Salute, ogni anno più di 3 milioni di persone subiscono forme più o meno gravi di avvelenamento da agenti agro-chimici e circa 40.000 persone muoiono ogni anno. Circa 1/3 delle vittime lavora nel settore della coltivazione del cotone.
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CONSUMO D'ACQUA
Ci vogliono circa 11.000 litri di acqua per produrre 1kg di cotone, che equivale ad una maglietta e un paio
di jeans. L'irrigazione intensiva può avere effetti disastrosi sui bilanci idrici locali, come mostra il caso del lago di Aral, dell'Uzbekistan.
A causa delle grandi quantità d’acqua impiegate per l’irrigazione dei campi di cotone, quello che era una volta il quarto lago interno più
grande della terra si è ridotto ad 1/3 delle sue dimensioni originali.
L'acqua rimasta è diventata sempre più salata e inquinata dai pesticidi, provocando la distruzione di flora e fauna e la salinizzazione dei terreni
circostanti. Questa catastrofe ecologica ha conseguenze molto gravi per le popolazioni locali, sempre più esposte a malattie infettive e tumori