Paolo ti ripeto, non devi guardare solo al numero di case certificate, ma al fatto di quanta gente abbia capito l'importanza di isolare la casa in un certo modo (indipendentemente dal fatto di aver richiesto o meno il pezzo di carta). Poi lo so che ci sono molte altre cose da guardare o che si possono migliorare, ma intanto la gente ha aperto gli occhi..Paolo Boni ha scritto:Ultimissima domanda...
Se una fiera di casaclima vanifica tutte le caseclima certificate ed i barili di petrolio risparmiati qual'è il senso fondante dell'agenzia casaclima quindi?
Ciao paolo
Fiera KILMAHOUSE in Umbria
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
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Paolo Boni
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Be se ti sembra una cazzata potresti cominciare ad informarti e vedrai che non dico cazzate...franco mori ha scritto:di fatto il Klimhaus lo conoscono tutti. E che il risparmio che ha indotto sia stato consumato in barili di petrolio per organizzare una fiera mi sembra proprio una c.......ta.
Inoltre non è assolutamente fuoriluogo si sta parlando di fiera e la mia opinione argonmentata è questa che ti piaccia o no.
Se poi tu hai poche argomentazioni problemi tuoi, io sono abbastanza informato su cosa è sostenibile e cosa no. IO sono abituato a guardare a 360 gradi a differenza invece di molta gente che per questo motivo incrementa lo spreco (intendo il concetto generale, esempio quelli che non fanno la raccolta differenziata perchè tanto c'è il termovalorizzatore che non inquina da loro ma a casa di altri e poi quando lo andranno a costruire vicino a casa loro si lamentano).
Fa parte del tuo mestiere, informati e fatti poi una tua opinione.
Paolo
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Paolo Boni
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Allora che sia onesta e faccia vedere, oltre ai barili di petrolio pubblicizzati risparmiati (con la bella faccia di Norbert davanti a barilotti neri), quanti sono i barili di petrolio sprecati per la fiera così le coscenze si formerebbero ancora meglio...cri_15 ha scritto:
Paolo ti ripeto, non devi guardare solo al numero di case certificate, ma al fatto di quanta gente abbia capito l'importanza di isolare la casa in un certo modo (indipendentemente dal fatto di aver richiesto o meno il pezzo di carta). Poi lo so che ci sono molte altre cose da guardare o che si possono migliorare, ma intanto la gente ha aperto gli occhi..
Ma purtroppo vede un bell'investimento ed un bel guadagno che non ha minimamente intenzione di perdere.
Paolo
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franco mori
Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
secondo me nessuno e' in grado di fare il calcolo che tu dici. Ed in ogni modo il tuo atteggiamento mi ricorda il tipico atteggiamento da "politburo" che non gradisce l'espandersi della cultura e dell'informazione che non si fa solo, tuo malgrado pagando un architetto, ma anche tramite i mezzi di informazione e , perche' no, le fiere dove puoi toccare il prodotto, parlare con chi lo monta e lo vende e non accontentarsi solo di qualche parere scritto su carta e pagato a peso d' oro
Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Questo è un possibile metodo come di possibili metodi ne esistono altri...
Proprio questo voglio dire... Da una parte si fa del risparmio energetico una bandiera e dall'altra i grandi enti preposti se ne fregano pur essendo benissimo a conoscenza della problematica.
Potete avere una vera e propria idea di quanto inquinamento può aver provocato un expo 2010 in cina?
Esiste ancora la necessità di queste pagliacciate?
oppure queste pagliacciate hanno ben altro scopo che mettere in mostra uno stato e la sua produzione?
Sappiamo tutti per cosa sono fatte queste esposizioni mega... per interessi diretti di alcuni, non certo per la pubblicizzazione dello stato partecipante...
Stessa cosa per le fiere (naturalmente non è solo colpa di casaclima s'intende). Sono diventate un sistema economico e come tale producono inquinamento e sperpero di energie. Esistono e sono stati proposti altri sistemi ed altre modalità ma purtroppo per loro non sono così remunerative (per loro s'intende) come quelle.
Ed allora la domanda... ma veramente creano così consenso oppure esistono altre modalità che ne creerebbero molto di più di consenso?
Esistono eccome modalità più coerenti, più capibili e più etiche ma purtroppo vanno bene solo per la gente e non fanno fare soldi ai pochi organizzatori.
Inoltre esistono anche possibilità di risparmio economico per le famiglie stesse (ma ancora una volta non per gli organizzatori) e facendo risparmiare le famiglie, la coscenza etica si diffonderebbe molto meglio dato che vai a toccare i soldi delle persone.
Un esempio su tutti:
Un semplice accordo tra associazione di agricoltori e ditte produttrici di pannelli isolanti in canapa, lino, ecc. ecc. creerebbero quella che viene definita architettura a Km zero con costi minori dei pannelli isolanti naturali.
Ancora:
Una gestione corretta delle aree boschive (che in italia sono tante) creerebbero un bacino di produzione di legname locale (ancora a costi minori) solamente con accordi tra enti gestori, ditte e cittadini.
potrei continnuare per due pagine.
Da qui basterebbero comunicazioni provinciali per far sapere alla popolazione la convenienza e l'etica che sta alla base del discorso... Ma ancora una volta qui nessuno ci guadagna (se non la popolazione locale che ricreerebbe un economia locale, ma questo non conviene...)
Quindi torno alla domanda iniziale... ma veramente ritenete le fiere l'unico modo per diffondere il verbo del risparmio energetico e della bioedilizia?
Purtroppo i sistemi si scardinano solo dal basso altrimenti ci vengono ripropinati all'infinito.
Ultimissima domanda...
Se una fiera di casaclima vanifica tutte le caseclima certificate ed i barili di petrolio risparmiati qual'è il senso fondante dell'agenzia casaclima quindi?
Ciao paolo[/quote]
Paolo per alcune cose mi trovi assolutamente d'accordo con te: gestione aree boschive, dubbia utilità delle vetrine expo, le fiere utilizzate per valorizzare cose di dubbio valore (il famoso cubo di ghiaccio per citar un esempio). Però le fiere hanno anche il valore di informare e aggiornare chi non è un tecnico, cercar di supportare l'evento con convegni che spesso ho trovato interessanti e altro.. Sul km zero, la progettazione sostenibile a 360 gradi (quindi tenendo conto di tutto, dall' LCA materiali al minimo particolare) lo trovo per un verso affascinante ma dall'altro "delirante..". Da un pensiero mio ridotto ora all'osso, all'essenziale, penso che confrontarsi qualche volta con quel tipo di architettura è intrigante, però in generale preferisco pensare tenendo conto di alcuni valori, senza estremizzare
Proprio questo voglio dire... Da una parte si fa del risparmio energetico una bandiera e dall'altra i grandi enti preposti se ne fregano pur essendo benissimo a conoscenza della problematica.
Potete avere una vera e propria idea di quanto inquinamento può aver provocato un expo 2010 in cina?
Esiste ancora la necessità di queste pagliacciate?
oppure queste pagliacciate hanno ben altro scopo che mettere in mostra uno stato e la sua produzione?
Sappiamo tutti per cosa sono fatte queste esposizioni mega... per interessi diretti di alcuni, non certo per la pubblicizzazione dello stato partecipante...
Stessa cosa per le fiere (naturalmente non è solo colpa di casaclima s'intende). Sono diventate un sistema economico e come tale producono inquinamento e sperpero di energie. Esistono e sono stati proposti altri sistemi ed altre modalità ma purtroppo per loro non sono così remunerative (per loro s'intende) come quelle.
Ed allora la domanda... ma veramente creano così consenso oppure esistono altre modalità che ne creerebbero molto di più di consenso?
Esistono eccome modalità più coerenti, più capibili e più etiche ma purtroppo vanno bene solo per la gente e non fanno fare soldi ai pochi organizzatori.
Inoltre esistono anche possibilità di risparmio economico per le famiglie stesse (ma ancora una volta non per gli organizzatori) e facendo risparmiare le famiglie, la coscenza etica si diffonderebbe molto meglio dato che vai a toccare i soldi delle persone.
Un esempio su tutti:
Un semplice accordo tra associazione di agricoltori e ditte produttrici di pannelli isolanti in canapa, lino, ecc. ecc. creerebbero quella che viene definita architettura a Km zero con costi minori dei pannelli isolanti naturali.
Ancora:
Una gestione corretta delle aree boschive (che in italia sono tante) creerebbero un bacino di produzione di legname locale (ancora a costi minori) solamente con accordi tra enti gestori, ditte e cittadini.
potrei continnuare per due pagine.
Da qui basterebbero comunicazioni provinciali per far sapere alla popolazione la convenienza e l'etica che sta alla base del discorso... Ma ancora una volta qui nessuno ci guadagna (se non la popolazione locale che ricreerebbe un economia locale, ma questo non conviene...)
Quindi torno alla domanda iniziale... ma veramente ritenete le fiere l'unico modo per diffondere il verbo del risparmio energetico e della bioedilizia?
Purtroppo i sistemi si scardinano solo dal basso altrimenti ci vengono ripropinati all'infinito.
Ultimissima domanda...
Se una fiera di casaclima vanifica tutte le caseclima certificate ed i barili di petrolio risparmiati qual'è il senso fondante dell'agenzia casaclima quindi?
Ciao paolo[/quote]
Paolo per alcune cose mi trovi assolutamente d'accordo con te: gestione aree boschive, dubbia utilità delle vetrine expo, le fiere utilizzate per valorizzare cose di dubbio valore (il famoso cubo di ghiaccio per citar un esempio). Però le fiere hanno anche il valore di informare e aggiornare chi non è un tecnico, cercar di supportare l'evento con convegni che spesso ho trovato interessanti e altro.. Sul km zero, la progettazione sostenibile a 360 gradi (quindi tenendo conto di tutto, dall' LCA materiali al minimo particolare) lo trovo per un verso affascinante ma dall'altro "delirante..". Da un pensiero mio ridotto ora all'osso, all'essenziale, penso che confrontarsi qualche volta con quel tipo di architettura è intrigante, però in generale preferisco pensare tenendo conto di alcuni valori, senza estremizzare
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and_sigfrido
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Paolo sei troppo categorico, non puoi pensare che il mondo non tenga conto anche delle esigenze economiche (il mercato globale o meno è ancora il motore che fa muovere ed evolvere il mondo che ci piaccia o meno!), le fiere di settore in ogni caso sono ancora una delle principali vie di commercio che smuovono il mercato stesso e sono occasioni uniche per toccare con mano i prodotti inunica volta e vedere di persona nuove tecniche e soluzioni : internet e gli altri sistemi di informazione non potranno mai sostituire questo contatto diretto. Poi non dimentichiamoci che stiamo parlando di aziende, sia chi organizza che chi espone, deve trarne un vantaggio (anche economico), altrimenti non se ne farebbe nulla.
Regolamentare sì, ma censurare no!
Mettiamo il caso che le fiere non esistano, come faremo per esempio tutti noi (me compreso) a valutare e toccare con mano le tecniche costruttive della Rubner rispetto a Quelle della Domus Italia o quelle di Ville Plus e potrei andare avanti all'infinito. Io non riuscirei a comprare un prodotto del genere restando seduto davanti ad un PC , vorrei prima vederlo e toccarlo con mano proprio come farei nella casa in cui abito tutti i giorni e allo stesso potrei soprire aziende nuove con soluzioni nuove che non saltano fuori google. Insomma regolamentare mi pare che sia la soluzione più praticabile e certamente più democratica del proibire!
Regolamentare sì, ma censurare no!
Mettiamo il caso che le fiere non esistano, come faremo per esempio tutti noi (me compreso) a valutare e toccare con mano le tecniche costruttive della Rubner rispetto a Quelle della Domus Italia o quelle di Ville Plus e potrei andare avanti all'infinito. Io non riuscirei a comprare un prodotto del genere restando seduto davanti ad un PC , vorrei prima vederlo e toccarlo con mano proprio come farei nella casa in cui abito tutti i giorni e allo stesso potrei soprire aziende nuove con soluzioni nuove che non saltano fuori google. Insomma regolamentare mi pare che sia la soluzione più praticabile e certamente più democratica del proibire!
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Paolo Boni
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Quando progetto anche una casetta singola tengo d'ochio sia gli sprechi di materiale (es tagli di legname inutile o altro) sia i rifiuti che si creano in cantiere (es scelta di imballaggi minori a qualità di prezzo e tipologia dei materiali), sia le tecniche costruttive che minimizzino l'impegno di macchiari, sia i trasporti che posso andare a ridurre per rifornire il cantiere, sia l'organizzazione e la pulizia dello stesso, questo in fase di progetto e costruttiva. In fase di gestione dell'abitazione tengo d'occhio (nel progetto) l'accessibilità e la facilità di manutenzione della casa e lo spreco di energie. In fase di demolizione al termine del ciclo di vita (quando la demoliranno) spiego al cliente fin da subito quali saranno le metodologie di smontaggio, quali e quanti materiali potrà riciclare, recuperare e quali e quanti materiali dovrà smaltire in discarica...Lore G ha scritto:
Da un pensiero mio ridotto ora all'osso, all'essenziale, penso che confrontarsi qualche volta con quel tipo di architettura è intrigante, però in generale preferisco pensare tenendo conto di alcuni valori, senza estremizzare
Tutto questo migliora sin da subito il costo stesso della costruzione e non incide minimamente sul resto. Solo una metodologia di lavoro semplice ed efficiace... nessuna estremizzazione delirante solo un possibilissimo metodo lavorativo applicabile da chiunque. Per contro è un metodo che non ti farà guafdagnare soldi in più ma l'esatto opposto te li farà perdere dato che le parcelle professionali richieste (per questioni di mercato) dovranno sempre essere quelle.
Questa è SOSTENIBILITA' ed anche semplice pmetodologia progettuale... nulla di delirante solo studio e applicazione.
Ciao paolo
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Paolo Boni
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Mi dispiace non è essere categorici è solouna questione di conoscenza... ripeto...
perchè casaclima (che è perfettamente ha conoscenza dell'impatto ambientale creato dalla sua fiera) non è chiara e fa vedere i barili di petrolio immessi nell'atmosfera in modo tale da formare veramente le coscenze...
Poi che le faccia pure le fiere ma però mi scoccia che queste cose si sappiano ma vengano nascoste per comodità economica.
é lo stesso discorso di utilizzare prodotti alimentari con gli OGM...
Io non sono contrario a prioro agli OGM però devi informarmi e poi decido.
Questo dovrebbero fare, non fare i paladini (con i soldi altrui) e poi far finta di nulla.
Paolo
perchè casaclima (che è perfettamente ha conoscenza dell'impatto ambientale creato dalla sua fiera) non è chiara e fa vedere i barili di petrolio immessi nell'atmosfera in modo tale da formare veramente le coscenze...
Poi che le faccia pure le fiere ma però mi scoccia che queste cose si sappiano ma vengano nascoste per comodità economica.
é lo stesso discorso di utilizzare prodotti alimentari con gli OGM...
Io non sono contrario a prioro agli OGM però devi informarmi e poi decido.
Questo dovrebbero fare, non fare i paladini (con i soldi altrui) e poi far finta di nulla.
Paolo
Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
beh, dite quello che volete ma io ci saro' 
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Paolo Boni
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
INQUINATRICE.... PENTITISERE ha scritto:beh, dite quello che volete ma io ci saro'
Ciao Paolo
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rovabile
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
Un intervento sensato dopo 2 pagine...SERE ha scritto:beh, dite quello che volete ma io ci saro'
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Paolo Boni
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
rovabile ha scritto:Un intervento sensato dopo 2 pagine...SERE ha scritto:beh, dite quello che volete ma io ci saro'
PENTITI PURE TU MISCREDENTE SCETTICO...
(Azz sto esagerando...
Paolo
Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
si ma, ripeto, il mio pensiero era ridotto un pò all'osso.. Tutto ciò che è il minimizzare sprechi, progettando tenendo un occhio a sfridi ecc è una cosa indispensabile e dovrebbe essere "moralmente obbligatoria" (nn sapevo come esprimerlo). Però su discorsi tipo scelte dei materiali sono meno restrittivo (prodotti come il gres spesso sarebbe da evitare, per fare SOLO un esempio).. Per altri prodotti ci sarebbe da far discorsi più ampi sui produttori.. Mentre sulla gestione dei cantieri purtroppo incidono anche altri fattori che fanno perdere molto di quello studiato e previsto. La sostenibilità a 360 gradi è vero che è tutto questo, però spesso ci sono da scegliere dei compromessi
Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
PS il discorso parcelle non lo prendo in considerazione! 
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Re: Fiera KILMAHOUSE in Umbria
La sostenibilità non potrà mai essere a 360 gradi è utopica e costosa.Lore G ha scritto:La sostenibilità a 360 gradi è vero che è tutto questo, però spesso ci sono da scegliere dei compromessi
I compromessi sono all'ordine del giorno ma quando subentra la sostenibilità i compromessi vanno chiariti, definiti e comunicati.
Si può benissimo scelgliere un materiale poo sostenibile ma coscentemente si andrà ad incidere con scelte sostenibili in altri punti ritenuti dal progettista più importanti per mille ragioni (non ultima, anzi una delle più importanti, quella economica).
Quando i compromessi sono consapevoli si sta percorrendo la strada corretta.
Paolo