La prima di queste questioni è il mio non ritrovarmi in linea con l'empatia vegana/vegetariana, o di molti vegani/vegetariani, che parlano degli "amici animali".
Io non mi reputo abbastanza empatica, ma è più forte di me, gli animali non li vedo come amici. Li rispetto, non li voglio sfruttare, voglio vivere in armonia accanto a loro nella natura, li vedo come parte della natura né più nè meno di me stessa o di un albero. Per me gli amici sono altro. Tra l'altro ho un'avversione profondissima per le zanzare, proprio non sono mie amiche, però non le uccido perché non voglio arrogarmi questo diritto e perché di certo loro non sono responsabili per la loro natura.
Inoltre ho cominciato a non sopportare l'idea di un animale in casa. Per me un animale si merita di meglio di una vita in quella che io vedo come una prigione per loro, e soprattutto non mi piace l'ottica di possedere un animale. È mai possibile che gli animali siano nati per essere accuditi dagli uomini? Questa idea non mi va giù. D'altronde, a pensarci bene, neanche noi uomini siamo nati per vivere in una casa, però nel nostro caso possiamo decidere.
D'altra parte a casa ho dei ragni che si sono sistemati nel loro angolino, e li lascio dove sono, e in fondo mi fa piacere che la mia casa non sia asettica (certo i ragni non dipendono da me come potrebbe farlo un cane).
Non è assolutamente una critica verso chi ha cani, gatti o quant'altro. So che li amate e che li curate. Tra l'altro anch'io da ragazza ho avuto un gatto, che dopo quasi dieci anni ancora mi manca tantissimo, che emotivamente mi ha dato moltissimo.
Questo spazio serve a me per esprimere un disagio che mi porto dietro da un po', una riflessione che non riesco a confinare a me stessa.
Vi ringrazio per la pazienza