molecole di origine vegetale e deforestazione
Moderatore: Erica Congiu
molecole di origine vegetale e deforestazione
ciao a tutti,
mi chiedevo se esiste qualche label o organo di certificazione che possa garantire che (giusto un esempio buttato li') un tensioattivo di origine vegetale come il disodium cocoyl glutamate o altri derivi da colture controllate e non da deforestazione selvaggia.
Io conosco il "Green Palm" relativo all'olio di palma e che ho trovato su un detersivo per il bucato, ma ho letto che Greenpeace ha sollevato dei dubbi sulla totale credibilità di questo label, a causa di aziende furbe che da un lato deforestano a tutto spiano e dall'altro creano aziende piu' piccole di facciata aderenti a Green Palm per "pulire" la loro produzione...
Qualcuno ha maggiori informazioni in materia? Da un lato sono finalmente contento di scegliere prodotti da bollino verde dall'altro mi chiedo se quest'aspetto di ecosostenibilità sia stato preso in considerazione nel Biodizionario. Fabrizio, cosa ne pensi?
Grazie a tutti per questo importantissimo forum di scambio
Francesco
mi chiedevo se esiste qualche label o organo di certificazione che possa garantire che (giusto un esempio buttato li') un tensioattivo di origine vegetale come il disodium cocoyl glutamate o altri derivi da colture controllate e non da deforestazione selvaggia.
Io conosco il "Green Palm" relativo all'olio di palma e che ho trovato su un detersivo per il bucato, ma ho letto che Greenpeace ha sollevato dei dubbi sulla totale credibilità di questo label, a causa di aziende furbe che da un lato deforestano a tutto spiano e dall'altro creano aziende piu' piccole di facciata aderenti a Green Palm per "pulire" la loro produzione...
Qualcuno ha maggiori informazioni in materia? Da un lato sono finalmente contento di scegliere prodotti da bollino verde dall'altro mi chiedo se quest'aspetto di ecosostenibilità sia stato preso in considerazione nel Biodizionario. Fabrizio, cosa ne pensi?
Grazie a tutti per questo importantissimo forum di scambio
Francesco
-
Fabrizio Zago
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
Ciao franepici,
l'attuale biodizionario NON tiene conto della deforestazione anche perché quando è nato il tema non era di moda. La prossima versione conterrà anche questi aspetti.
Già in questo qui le piante in pericolo di estinzione hanno il bollino rosso.
Il tema che poni è semplicemente enorme ed io sono in vacanza cioè lontano dalle mie carte e quindi sono in difficoltà ad argomentarti per bene le varie cose. Una però la posso dire subito e cioè che io sono per il chilometro zero anche per i tensioattivi. Ti darebbe fastidio se invece che dal cocco il tuo shampoo derivasse dal girasole? A me no.
l'attuale biodizionario NON tiene conto della deforestazione anche perché quando è nato il tema non era di moda. La prossima versione conterrà anche questi aspetti.
Già in questo qui le piante in pericolo di estinzione hanno il bollino rosso.
Il tema che poni è semplicemente enorme ed io sono in vacanza cioè lontano dalle mie carte e quindi sono in difficoltà ad argomentarti per bene le varie cose. Una però la posso dire subito e cioè che io sono per il chilometro zero anche per i tensioattivi. Ti darebbe fastidio se invece che dal cocco il tuo shampoo derivasse dal girasole? A me no.
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
ciao Fabrizio,
Grazie per la risposta. Effettivamente il problema è di una vastità enorme...
Apprendo con piacere di una prossima versione del Biodizionario; a quando?
Anche a me non dispiacerebbe affatto un bel tensioattivo da girasole, ma purtroppo le logiche industriali sappiamo tutti come funzionano, almeno nella maggior parte dei casi: massimo profitto con minima spesa, e la globalizzazione fa si' che le enormi piantagioni di cocco e palma del sud-est asiatico sfruttate senza ritegno convengano di piu'...
E della colza che mi dici? E' sfruttabile in tal senso?
Attendero' con ansia maggiori informazioni, se ne avrai al tuo ritorno, e nel frattempo buone vacanze!!
Grazie per la risposta. Effettivamente il problema è di una vastità enorme...
Apprendo con piacere di una prossima versione del Biodizionario; a quando?
Anche a me non dispiacerebbe affatto un bel tensioattivo da girasole, ma purtroppo le logiche industriali sappiamo tutti come funzionano, almeno nella maggior parte dei casi: massimo profitto con minima spesa, e la globalizzazione fa si' che le enormi piantagioni di cocco e palma del sud-est asiatico sfruttate senza ritegno convengano di piu'...
E della colza che mi dici? E' sfruttabile in tal senso?
Attendero' con ansia maggiori informazioni, se ne avrai al tuo ritorno, e nel frattempo buone vacanze!!
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
e speriamo che aumentino anche quelli derivanti dall'olio di oliva.Fabrizio Zago ha scritto:Una però la posso dire subito e cioè che io sono per il chilometro zero anche per i tensioattivi. Ti darebbe fastidio se invece che dal cocco il tuo shampoo derivasse dal girasole? A me no.
-
Fabrizio Zago
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
... ma da qualisasi sostanza grassa, oliva, colza e chi più ne ha più ne metta. Io ad esempio sono fortemente attratto dalle "bioraffinerie" cioè quelle strutture industriali in cui vengono trattati i cascami agricoli e che riescono a separare molte sostanze grasse con cui ci si può fare veramente di tutto.
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
Ne approfitto di questa digressione per chiederti una tua opinione anche su questo punto.Fabrizio Zago ha scritto:... ma da qualisasi sostanza grassa, oliva, colza e chi più ne ha più ne metta. Io ad esempio sono fortemente attratto dalle "bioraffinerie" cioè quelle strutture industriali in cui vengono trattati i cascami agricoli e che riescono a separare molte sostanze grasse con cui ci si può fare veramente di tutto.
Per ottenere grassi ad un certo livello di purezza da scarti agricoli/alimentari ecc. si deve ricorrere a tutta una serie di procedimenti fisici e chimici, tra questi ultimi (correggimi se sbaglio) anche estrazione con solventi.
Quanto è possibile che un grasso ottenuto per raffinazione ed estrazione chimica possa contenere residui di tale procedimento (=solventi) ? Voglio dire, fino a che punto le tecniche odierne di purificazione sono affidabili per uso umano?
Quando si è parlato della lanolina abbiamo appurato che è praticamente impossibile eliminare i residui di eventuali pesticidi in essa presenti (in virtu' penso dell'idrofobicità di tali molecole?) quindi il discorso si applica un po' ovunque a mio avviso...
E' una domanda che si pone anche per tutti i grassi e olii alimentari non spremuti a freddo (come l'extravergine di oliva), quali oli di semi vari, girasole nella maggior parte dei casi, arachidi, ecc. che vengono appunto estratti per via chimica.
Scusate per la valanga di post oggi ma sono riflessioni che mi interessano molto e penso possano essere molto utili a tutti (e Fabrizio, speriamo ti stia godendo le vacanze...)
-
Fabrizio Zago
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
In effetti mi sto godendo le vacanze ma non riesco a dimenticarvi e quindi, ogni tanto, metto il naso nel forum.
Le questioni che poni meriterebbero delle tesi e non poche righe. Quello che ti posso dire è che ci sono, oggi, delle tecniche di estrazione che non comportano la permanenza di solventi. Ad esempio l'estrazione supercritica (con anidride carbonica) è un chiaro esempio. Ma ce ne sono altre. Non è che gli industriali sino diventati improvvisamente ecologisti sfegatati, è solo che i solventi costano e costa recuperarli, quindi se si possono evitare li evitano. Buon per noi.
Le questioni che poni meriterebbero delle tesi e non poche righe. Quello che ti posso dire è che ci sono, oggi, delle tecniche di estrazione che non comportano la permanenza di solventi. Ad esempio l'estrazione supercritica (con anidride carbonica) è un chiaro esempio. Ma ce ne sono altre. Non è che gli industriali sino diventati improvvisamente ecologisti sfegatati, è solo che i solventi costano e costa recuperarli, quindi se si possono evitare li evitano. Buon per noi.
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
Molto interessante, grazie mille.
Quindi se volessimo fare un paragone tra un olio spremuto a freddo e il corrispondente invece ottenuto per estrazione, in cosa possono differire dal punto di vista organolettico?
Qualche catena di acidi grassi che viene alterata per lo strapazzamento dovuto alla procedura?
Quindi se volessimo fare un paragone tra un olio spremuto a freddo e il corrispondente invece ottenuto per estrazione, in cosa possono differire dal punto di vista organolettico?
Qualche catena di acidi grassi che viene alterata per lo strapazzamento dovuto alla procedura?
-
Fabrizio Zago
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
Anche nessuna! Voglio dire che sistemi di estrazione moderni lasciano le sostanze come sono. Bada bene che anche l'estrazione con solventi non è che "cambi" la struttura dell'olio semplicemente il solvente, piccole parti, rimangono nell'olio che ci mangiamo ma la molecola del grasso è perfettamente intatta (salvo non surriscldarla, ossidarla e via dicendo).
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
ok grazie
fermo restando pero' che al di la' della molecola grassa vera e propria, tutte le altre componenti di un olio spremuto a freddo vengono rovinate in un processo di estrazione industriale, altrimenti non avremmo differenze ad esempio tra un extravergine di oliva e un olio di oliva raffinato (non foss'altro che in termini di profumo)
fermo restando pero' che al di la' della molecola grassa vera e propria, tutte le altre componenti di un olio spremuto a freddo vengono rovinate in un processo di estrazione industriale, altrimenti non avremmo differenze ad esempio tra un extravergine di oliva e un olio di oliva raffinato (non foss'altro che in termini di profumo)
-
Fabrizio Zago
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
Va bene, però tra una molecona di acido oleico che ti mangi ed una che serve a fare un sapone non c'è nessuna differenza, propiro nessuna. Certo che ALTRE sostanze (odorose, colori eccetera) si mantengono in un olio extra vergine mentre si perdono in un olio qualunque. Ma per lavarsi, dico io, non c'è certo bisogno di avere QUESTE sostanze che comunque andrebbero perse nel corso della costruzione della molecola detergente.
E poi l'olio di oliva è meglio mangiarselo che usarlo per fare schiuma, magari ci sono altre sostanze grasse meno nobili che fanno perfettamente il loro dovere senza sottrarre elementi utili alla nutrizione.
E poi l'olio di oliva è meglio mangiarselo che usarlo per fare schiuma, magari ci sono altre sostanze grasse meno nobili che fanno perfettamente il loro dovere senza sottrarre elementi utili alla nutrizione.
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
Indubbiamente una molecola è una molecola, non è che cambia, altrimenti diventerebbe un'altra molecola.
Il mio pensiero pero' è il seguente:
le molecole per cosi' dire "accessorie" (quali ad esempio vitamine ecc.) che sono presenti in un olio spremuto a freddo effettivamente potranno essere inutili in un prodotto cosmetico detergente, ma a mio avviso non inutili in un prodotto cosmetico quale puo' essere, che ne so, un olio per la pelle, per i massaggi ecc.
Inoltre ipotizziamo che alcuni produttori usino ancora metodi di estrazione con solventi, o comunque in generale metodi che non mi garantiscano una purezza al 100% della molecola grassa desiderata: significa che ogni volta che uso un prodotto cosmetico contenente tale olio espongo il mio corpo anche a queste sostanze. Cosa che con una spremitura a freddo non avviene (magari mi becco i pesticidi se la coltivazione non è biologica, ma questo è un altro discorso).
E ultimo ma non ultimo, ok che sono sostanze grasse non da ingerire, ma penso comunque che andando a contatto con la pelle debbano essere sostanze scelte con criterio. Faccio un esempio, non fondato su fatti specifici ma giusto per far capire il concetto: se ad esempio i produttori dovessero incominciare a usare olio di colza perchè questo costasse 1/10 rispetto all'olio di mandorle, non è detto che questa scelta sia indifferente solo perchè destinata ad uso topico; magari le caratteristiche intrinseche dell'olio di colza come ad esempio l'insaturazione lo rendono meno dermocompatibile rispetto a quello di mandorle. Ripeto, è solo un esempio per ribadire il concetto, non so quanto costa né l'uno né l'altro né se la colza va bene in uno shampoo
Indubbiamente la riprocessazione di cascami agricoli è un'ottima maniera di riutilizzare materia organica che altrimenti andrebbe persa, pero' io degli industriali che guardano solo al profitto e ai costi non mi fido troppo; quindi o si mette in atto e si rende pubblico al consumatore in maniera trasparente un processo produttivo che sia consono, o io continuo a diffidare di grassi e olii vegetali raffinati non meglio identificati.
E questo da un punto di vista "cosmetico*; da un punto di vista alimentare non ne parliamo proprio...
Penso siano spunti di discussione interessanti per tutti
Fabrizio, che ne pensi?
P.S.: siamo andati un po' off-topic; devo spostare la discussione in un nuovo post?
Il mio pensiero pero' è il seguente:
le molecole per cosi' dire "accessorie" (quali ad esempio vitamine ecc.) che sono presenti in un olio spremuto a freddo effettivamente potranno essere inutili in un prodotto cosmetico detergente, ma a mio avviso non inutili in un prodotto cosmetico quale puo' essere, che ne so, un olio per la pelle, per i massaggi ecc.
Inoltre ipotizziamo che alcuni produttori usino ancora metodi di estrazione con solventi, o comunque in generale metodi che non mi garantiscano una purezza al 100% della molecola grassa desiderata: significa che ogni volta che uso un prodotto cosmetico contenente tale olio espongo il mio corpo anche a queste sostanze. Cosa che con una spremitura a freddo non avviene (magari mi becco i pesticidi se la coltivazione non è biologica, ma questo è un altro discorso).
E ultimo ma non ultimo, ok che sono sostanze grasse non da ingerire, ma penso comunque che andando a contatto con la pelle debbano essere sostanze scelte con criterio. Faccio un esempio, non fondato su fatti specifici ma giusto per far capire il concetto: se ad esempio i produttori dovessero incominciare a usare olio di colza perchè questo costasse 1/10 rispetto all'olio di mandorle, non è detto che questa scelta sia indifferente solo perchè destinata ad uso topico; magari le caratteristiche intrinseche dell'olio di colza come ad esempio l'insaturazione lo rendono meno dermocompatibile rispetto a quello di mandorle. Ripeto, è solo un esempio per ribadire il concetto, non so quanto costa né l'uno né l'altro né se la colza va bene in uno shampoo
Indubbiamente la riprocessazione di cascami agricoli è un'ottima maniera di riutilizzare materia organica che altrimenti andrebbe persa, pero' io degli industriali che guardano solo al profitto e ai costi non mi fido troppo; quindi o si mette in atto e si rende pubblico al consumatore in maniera trasparente un processo produttivo che sia consono, o io continuo a diffidare di grassi e olii vegetali raffinati non meglio identificati.
E questo da un punto di vista "cosmetico*; da un punto di vista alimentare non ne parliamo proprio...
Penso siano spunti di discussione interessanti per tutti
Fabrizio, che ne pensi?
P.S.: siamo andati un po' off-topic; devo spostare la discussione in un nuovo post?
-
Fabrizio Zago
Re: molecole di origine vegetale e deforestazione
No no, la discussione è certamente coerente.
Quello che stai dicendo tu è che ti piacerebbe che fossero adottati i principi della "chimica verde". In poche parole fa tutto quello che desideri tu: estrazione per spremitura eccetera. I prodotti che certamente rispettano questi principi sono quelli col marchio COSMOS. Se vai al sito www.cosmos-standard.org trovi tutti i dettagli della chimica verde.
Quello che stai dicendo tu è che ti piacerebbe che fossero adottati i principi della "chimica verde". In poche parole fa tutto quello che desideri tu: estrazione per spremitura eccetera. I prodotti che certamente rispettano questi principi sono quelli col marchio COSMOS. Se vai al sito www.cosmos-standard.org trovi tutti i dettagli della chimica verde.