LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Forum dedicato alle tecniche di costruzione con materiali naturali.

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franco mori

Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da franco mori » lun ago 02, 2010 11:43 pm

cri_15 ha scritto:
franco mori ha scritto:grazie per la risposta....infatti la mia opinione e' sempre stata che le ditte che producono case senza barriera o freni vapore nelle pareti siano aziende che costruiscono in Alto Adige od in Austria , dove hanno il problema contrario alla pianura padana. Lavoravo per una ditta di finestre di Merano , erano costretti a mettere un umidificatore in fabbrica perche' se no non riuscivano a lavorare il legno che si seccava troppo.
guarda che l'eventuale formazione di condensa nella parete si ha nella stagione invernale.
In inverno, l'umidità assoluta che si ha all'esterno è molto più bassa di quella interna, che tu sia in austria o in pianura padana

non e' una domanda tendenziosa ma solo una domanda: perche' d'inverno i materiali isolanti non devono isolare?

Fritz
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da Fritz » mar ago 03, 2010 8:50 am

archlegno ha scritto: Per quanto riguarda il freno o la barriera al vapore la questione è più articolata.
Innanzitutto occorre fare chiarezza sui due termini, che non sono sinonimi, pur indicando lo stesso tipo di elemento tecnologico. Si tratta di uno strato costruttivo che ha il compito di impedire la diffusione del vapore acqueo - prodotto all'interno degli ambienti (da persone, acqua calda ecc.) - attraverso la muratura fino agli strati freddi di essa (quelli esterni).
Il problema nasce dal fatto che, di norma, i materiali che isolano termicamente non sono altrettanto in grado di arrestare il passaggio del vapore acqueo; quest'ultimo, attraversando allo stato aeriforme lo strato di isolante ed arrivando così sullo strato esterno, più freddo, può condensare direttamente sulla parete esterna dell'isolante, provocando la comparsa di umidità nei muri e - potenzialmente - marcescenze. Occorre pertanto uno strato che sia in grado di arrestare il vapore acqueo quando ancora è allo stato aeriforme, impedendogli di passare attraverso lo strato coibente. Questo elemento è appunto la barriera al vapore. La differenza tra "freno" e "barriera" è sostanzialmente basata sulla capacità più o meno elevata di arrestare il passaggio del vapore acqueo; convenzionalmente gli elementi con valore di isolamento inferiore a 130 m vengono definiti "freno", da 130 in su "barriera". Oltre i 1500 m la barriera è considerata totalmente impermeabile.
Detto questo va specificato che il problema della diffusione del vapor d'acqua all'interno delle frontiere dell'edificio (le superfici di separazione dall'esterno) non si manifesta in modo isotropo. Per il normale comportamento fisico dei fluidi sottoposti a moti convettivi infatti la penetrazione del vapor d'aqua tende ad avvenire in modo rilevante quasi solo sulle frontiere orizzontali (il tetto e l'ultimo solaio in basso prima del terreno). In inverno infatti il vapor d'acqua, che tende a muoversi in verticale, proveniente dall'interno riscaldato, può attraversare la copertura e giungere alla parte esterna fredda del strato coibente del tetto e lì condensare, in estate viceversa l'umidità del terreno può attraversare lo strato coibente del primo solaio controterra ed arrivare all'ambiente interno (condizionato), condensando sul primo strato coibente.
Questo fa sì che normalmente si predispongano barriere al vapore soltanto su tetto e primo solaio su terra e - eventualmente (ma non è obbligatorio) - freni al vapore sulle frontiere verticali (i muri perimetrali). Questo anche poiché, per il benessere degli occupanti e la salubrità della casa, è bene che essa non sia completamente "stagna" rispetto ad un minimo passaggio di aria attraverso le pareti.
Ho letto per bene, mi sembra tutto chiaro e comprensibile, almeno in teoria.
Ovviamente mi rendo conto che nel calcolare tutti questi aspetti teniamo conto di diverse semplificazioni e condizioni al contorno che vanno valutate molto attentamente. Magari (ipotizzo) basta variare la densità di uno dei materiali della stratigrafia e il tutto cambia.
Inoltre suppongo che in tutto questo discorso faccia una sostanziale differenza la presenza o meno di una VMC...dico bene?
Mi rendo anche conto che forse è il caso di pensare all'involucro dell'edificio più come un "ammortizzatore" che ad una barriera rigida fra le condizioni esterne e interne.
Un altro concetto di cui mi sembra che non si parli molto è quello dell'"attenuazione termica" delle pareti. Leggo sempre dello sfasamento, ma poco dell'attenuazione, eppure l'inerzia termica è data da entrambi i fattori, però qui parliamo sempre solo di sfasamento...perchè?

quanto agli OT
- P3 e interessi occulti: si, sono dinamiche da forum, lo capisco, cerco di farmi sempre un'idea precisa degli interlocutori nei forum in rete...certe cose sono tipiche.
- musica: sono un chitarrista hardrockettaro capellone zozzone. I link che ho in firma (sopratutto il secondo) danno un'idea della musicaccia che suono. Visto il genere che faccio e i volumi a cui si suona di solito quella musica la questione del trattamento acustico degli ambienti diventa vitale...anche se spesso i musicisti se ne dimenticano...tu cosa suoni?

cri_15
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da cri_15 » mar ago 03, 2010 9:09 am

arch.uterzi ha scritto:La barriera al vapore non serve, anzi è deleteria.
La barriera all'acqua traspirante al vapore è, invece, fondamentale.
Vedo che hai iniziato il ripasso

cri_15
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da cri_15 » mar ago 03, 2010 9:16 am

franco mori ha scritto:
cri_15 ha scritto:
franco mori ha scritto:grazie per la risposta....infatti la mia opinione e' sempre stata che le ditte che producono case senza barriera o freni vapore nelle pareti siano aziende che costruiscono in Alto Adige od in Austria , dove hanno il problema contrario alla pianura padana. Lavoravo per una ditta di finestre di Merano , erano costretti a mettere un umidificatore in fabbrica perche' se no non riuscivano a lavorare il legno che si seccava troppo.
guarda che l'eventuale formazione di condensa nella parete si ha nella stagione invernale.
In inverno, l'umidità assoluta che si ha all'esterno è molto più bassa di quella interna, che tu sia in austria o in pianura padana

non e' una domanda tendenziosa ma solo una domanda: perche' d'inverno i materiali isolanti non devono isolare?

????
Certo che gli isolanti devono isolare, ma non capisco il nesso col discorso umidità.
Qui, secondo me, si continuano a confondere i valori di umidità relativa con quelli di umidità assoluta.

franco mori

Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da franco mori » mar ago 03, 2010 10:02 am

partiamo dal presupposto che se la temperatura si abbassa si arrivera' piu' facilmente al punto di rugiada e si potranno creare delle condense(l'aria piu' calda puo' contenere maggiore umidita' senza condensare). Per cui appunto di inverno, migrando l' umidita' dagli strati piu' caldi a quelli piu' freddi puo' creare fenomeno di condense ( mi sembra che l' abbia detto archlegno in un intervento qui). Ora la mia domanda e', puo' succedere che, magari anche d'estate, quando all' interno fra piu' freddo che all'esterno , vi sia un fenomeno di condense anche negli strati interni del muro....non e' meglio isolare il muro per impedire la traspirazione della parete ed aerare per abbassare l' umidita' ( far uscire il vapore creato dalla doccia e dalla cucina oltre che dalla sudorazione...??)

la mia supposizione sulle pareti senza barriere o freni vapore per le zone secche piu' che per le umide ha una qualche valenza??

sono domande, vedo che qui, pur in presenza di diversi esperti di termotecnica, i pareri sono discordanti per cui mi permetto, da povero venditore ignorante , di porre questo quesito pregandovi di dare una risposta semplice senza allegare link kilometrici ( e senza insultare grazie )

franco mori

Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da franco mori » mar ago 03, 2010 10:06 am

in poche parole sia d'inverno che d'estate si possono creare delle condizioni particolari (magari condizionatore d'estate) che invertono la traspirazione nella parete e che, in determinate situazioni, puo' bagnare il materiale isolante togliendo potere appunto isolante

cri_15
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da cri_15 » mar ago 03, 2010 10:28 am

Innanzitutto hai delle temperature interne alla parete diverse (in inverno comprese tra la temperatura esterna ed i 20°C interni, mentre in estate saranno più alte).
In 2° luogo la barriera vapore deve proteggere il lato caldo, se la mettessi esternamente all'isolante bloccherei il vapore proprio all'interno dello stesso...

archlegno
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da archlegno » mar ago 03, 2010 3:22 pm

Fritz ha scritto:Ho letto per bene, mi sembra tutto chiaro e comprensibile, almeno in teoria.
Ovviamente mi rendo conto che nel calcolare tutti questi aspetti teniamo conto di diverse semplificazioni e condizioni al contorno che vanno valutate molto attentamente. Magari (ipotizzo) basta variare la densità di uno dei materiali della stratigrafia e il tutto cambia.
Ovviamente sì, ed è la ragione per cui spesso metto in guardia coloro a cui rispondo su queste questioni, avvertendoli che non esistono le soluzioni "giuste" e le soluzioni "sbagliate" in astratto, la soluzione ottimale è sempre un compromesso che deve essere verificato caso per caso, a partire dalle condizioni al contorno (le quali comprendono, per inciso, anche le abitudini e lo stile di vita degli occupanti, cosa che non va affatto trascurata).
Fritz ha scritto: Inoltre suppongo che in tutto questo discorso faccia una sostanziale differenza la presenza o meno di una VMC...dico bene?
La VMC ha una sua funzione specifica, che è - in parole povere - integrare ed ottimizzare i moti convettivi dell'aria, in modo da: a) catturare aria alla temperatura desiderata, b) espellere l'aria che non ha più la temperatura desiderata o è viziata (ne è cambiata cioè la composizione chimica), c) distribuire in modo più possibile uniforme la temperatura tra gli ambienti domestici. E' sicuramente un dispositivo molto utile, che se usato correttamente ottimizza la resa termica e fa risparmiare soldi, ma molto difficilmente potrebbe sopperire da solo ad un deficit di prestazioni dei muri perimetrali. Le pareti - anche se facciamo fatica ad immaginarle così - sono a tutti gli effetti delle superfici radianti (e di dimensione notevole...), un po' come se fossero dei termosifoni, e se la temperatura a cui esse sono è molto lontana da quella desiderata nell'ambiente noi possiamo anche produrre e far circolare aria alla temperatura giusta, ma le pareti ci lavoreranno sempre contro.
Al di là di questo però c'è anche una questione di "filosofia", che è opportuno tenere in considerazione: la vmc è un sistema "attivo", prevede cioè un sistema elettromeccanico, uno scambiatore di calore (per la vmc "a recupero di calore"), della sensoristica ecc. Si tratta cioè a tutti gli effetti di un impianto, con un suo costo di costruzione, un impiego di energia (anche se minimo e sicuramente recuperabile, grazie al risparmio sulla parte termica), eventuali possibilità di guasti ecc. Si tratta inoltre di un sistema che prevede la totale chiusura dell'involucro edilizio rispetto all'esterno, anche - ovviamente - per quanto riguarda i serramenti, che non devono essere aperti, dal momento che vanificherebbero il sistema. Ora, chi vuole farsi installare sistemi del genere dovrebbe - a mio avviso - riflettere un pochino sulle implicazioni di queste scelte. Ad esempio se preferisce sistemi di questo tipo oppure puntare su soluzioni totalmente passive, (ad esempio camini di ventilazione, sul modello del Malqaf mediorientale...), e soprattutto dovrebbe chiedersi (o meglio il tecnico di fiducia gli dovrebbe chiedere...) se davvero gli andrà bene di utilizzare la propria casa in questo modo. Questo lo dico perchè si vedono sovente impianti corretti e ben realizzati, vanificati soltanto perché il proprietario non può fare a meno di aprire le finestre ogni tanto (e qui si torna al discorso sulle abitudini e gli stili di vita...).
Fritz ha scritto:Un altro concetto di cui mi sembra che non si parli molto è quello dell'"attenuazione termica" delle pareti. Leggo sempre dello sfasamento, ma poco dell'attenuazione, eppure l'inerzia termica è data da entrambi i fattori, però qui parliamo sempre solo di sfasamento...perchè?
Mah! Perché non te lo saprei dire; forse perché si tratta di concetti che - se trattati appena un po' più approfonditamente della semplice evocazione - richiedono l'uso di formule matematiche e definizioni non proprio alla portata di tutti coloro che leggono questo forum. Comunque dici bene quando affermi che l'attenuazione è l'altro parametro da tenere in considerazione, insieme allo sfasamento, per valutare il comportamento inerziale di una parete capacitiva. La norma di riferimento a questo proposito, se ti va di approfondire, è la UNI 13786, del 2001.
Comunque, da un punto di vista generale, lo sfasamento (spesso chiamato "coefficiente di sfasamento", ma impropriamente, perché è dotato di unità di misura) è il tempo di ritardo, espresso in ore, che la parete imprime al picco massimo di trasmissione termica. Questo è utile perché - se opportunamente calibrato - consente di spostare il picco massimo in momenti della giornata in cui è meno dannoso, vuoi perché il costo dell'energia per climatizzare è minore (notte), vuoi perché - come negli uffici - non c'è nessuno...! Tra l'altro, da questo punto di vista un ottimo tipo di prodotti sono i PCM...
L'attenuazione (questo è sì un coefficiente, dal momento che si tratta di un numero puro, derivante dal rapporto tra grandezze della stessa natura) dà viceversa un'idea della riduzione del picco massimo che la parete opera, in rapporto a quello che si avrebbe con una parete completamente non capacitiva (teorica).
Fritz ha scritto: musica: sono un chitarrista hardrockettaro capellone zozzone. I link che ho in firma (sopratutto il secondo) danno un'idea della musicaccia che suono. Visto il genere che faccio e i volumi a cui si suona di solito quella musica la questione del trattamento acustico degli ambienti diventa vitale...anche se spesso i musicisti se ne dimenticano...tu cosa suoni?
Pianoforte, sono un jazzista intellettualoide, di quelli che infilano settime diminuite e quinte eccedenti anche in Frà Martino Campanaro... Però la musica la amo davvero tutta, da Bruce Springsteen a Bach a Keith Jarrett ai Led Zeppelin... ora vado a vedermi i tuoi link....
Ciao!

P.S. Piccolo aggiornamento all'OT: ho visto i tuoi link e ho ascoltato i tuoi brani. Fico! Sei bravo davvero. Complimenti.
Anche il cantante è molto bravo, solo che ha una faccia che fa paura, in confronto Blixa Bargeld sembra Cappuccetto Rosso...
Comunque tra poche ore salgo sull'aereo. Buone vacanze!

Fritz
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da Fritz » mer ago 04, 2010 7:32 am

archlegno ha scritto:
Fritz ha scritto: Inoltre suppongo che in tutto questo discorso faccia una sostanziale differenza la presenza o meno di una VMC...dico bene?
La VMC ha una sua funzione specifica, che è - in parole povere - integrare ed ottimizzare i moti convettivi dell'aria, in modo da: a) catturare aria alla temperatura desiderata, b) espellere l'aria che non ha più la temperatura desiderata o è viziata (ne è cambiata cioè la composizione chimica), c) distribuire in modo più possibile uniforme la temperatura tra gli ambienti domestici. E' sicuramente un dispositivo molto utile, che se usato correttamente ottimizza la resa termica e fa risparmiare soldi, ma molto difficilmente potrebbe sopperire da solo ad un deficit di prestazioni dei muri perimetrali. Le pareti - anche se facciamo fatica ad immaginarle così - sono a tutti gli effetti delle superfici radianti (e di dimensione notevole...), un po' come se fossero dei termosifoni, e se la temperatura a cui esse sono è molto lontana da quella desiderata nell'ambiente noi possiamo anche produrre e far circolare aria alla temperatura giusta, ma le pareti ci lavoreranno sempre contro.
In realtà mi riferivo all'effetto "collaterale" dell'utilizzo della VMC che è quello di diminuire l'umidità interna. Suppongo che facendo le considerazioni sulla stratigrafia di parete dimenticandosi della presenza o meno della vmc potrebbe portarci a conclusioni sbagliate.
Al di là di questo però c'è anche una questione di "filosofia", che è opportuno tenere in considerazione: la vmc è un sistema "attivo", prevede cioè un sistema elettromeccanico, uno scambiatore di calore (per la vmc "a recupero di calore"), della sensoristica ecc. Si tratta cioè a tutti gli effetti di un impianto, con un suo costo di costruzione, un impiego di energia (anche se minimo e sicuramente recuperabile, grazie al risparmio sulla parte termica), eventuali possibilità di guasti ecc. Si tratta inoltre di un sistema che prevede la totale chiusura dell'involucro edilizio rispetto all'esterno, anche - ovviamente - per quanto riguarda i serramenti, che non devono essere aperti, dal momento che vanificherebbero il sistema. Ora, chi vuole farsi installare sistemi del genere dovrebbe - a mio avviso - riflettere un pochino sulle implicazioni di queste scelte. Ad esempio se preferisce sistemi di questo tipo oppure puntare su soluzioni totalmente passive, (ad esempio camini di ventilazione, sul modello del Malqaf mediorientale...), e soprattutto dovrebbe chiedersi (o meglio il tecnico di fiducia gli dovrebbe chiedere...) se davvero gli andrà bene di utilizzare la propria casa in questo modo. Questo lo dico perchè si vedono sovente impianti corretti e ben realizzati, vanificati soltanto perché il proprietario non può fare a meno di aprire le finestre ogni tanto (e qui si torna al discorso sulle abitudini e gli stili di vita...).
eh...questo infatti mi perplime, sopratutto per mia moglie che dice di sentire una certa necessità fisica ad avere un po' di contatto con l'esterno, quindi anche di inverno vorrebbe poter aprire ogni tanto le finestre senza sentirmi rimproverarla con considerazioni sui flussi d'aria...
...
L'attenuazione (questo è sì un coefficiente, dal momento che si tratta di un numero puro, derivante dal rapporto tra grandezze della stessa natura) dà viceversa un'idea della riduzione del picco massimo che la parete opera, in rapporto a quello che si avrebbe con una parete completamente non capacitiva (teorica).
si può dire che l'attenuazione è più direttamente proporzionale alla massa della parete?
Pianoforte, sono un jazzista intellettualoide, di quelli che infilano settime diminuite e quinte eccedenti anche in Frà Martino Campanaro... Però la musica la amo davvero tutta, da Bruce Springsteen a Bach a Keith Jarrett ai Led Zeppelin... ora vado a vedermi i tuoi link....
Ciao!

P.S. Piccolo aggiornamento all'OT: ho visto i tuoi link e ho ascoltato i tuoi brani. Fico! Sei bravo davvero. Complimenti.
Anche il cantante è molto bravo, solo che ha una faccia che fa paura, in confronto Blixa Bargeld sembra Cappuccetto Rosso...
Comunque tra poche ore salgo sull'aereo. Buone vacanze!
Grazie dei complimenti...suono da un po' con questa band...siamo tutti dei vecchi appassionati del genere...decisamente non siamo una boyband! per la cronaca anch'io sono di gusti molto allargati. Citi Springsteen, il mio primo grande amore che non si scorda mai, ma adoro tantissime cose, dal bebop di Parker al Blues di Robben Ford al vecchio Metheny a Anthony and the Johnson...
Buone vacanze!

arch.uterzi
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da arch.uterzi » mer ago 04, 2010 11:35 pm

cri_15 ha scritto:
arch.uterzi ha scritto:La barriera al vapore non serve, anzi è deleteria.
La barriera all'acqua traspirante al vapore è, invece, fondamentale.
Vedo che hai iniziato il ripasso
Grazie, detto da un presuntuoso è un complimento.
Peccato che lo vado ripetendo da sempre.
archlegno ha scritto:La VMC ... molto difficilmente potrebbe sopperire da solo ad un deficit di prestazioni dei muri perimetrali.
Grazie per averlo ricordato, mi annoiavo a dirlo sempre io.
archlegno ha scritto:Le pareti - anche se facciamo fatica ad immaginarle così - sono a tutti gli effetti delle superfici radianti (e di dimensione notevole...), un po' come se fossero dei termosifoni, e se la temperatura a cui esse sono è molto lontana da quella desiderata nell'ambiente noi possiamo anche produrre e far circolare aria alla temperatura giusta, ma le pareti ci lavoreranno sempre contro.
Grazie per averlo ricordato, altro che 2-5%.....
archlegno ha scritto: la vmc è un sistema "attivo" .... Si tratta cioè a tutti gli effetti di un impianto, con un suo costo di costruzione, un impiego di energia (anche se minimo e sicuramente recuperabile, grazie al risparmio sulla parte termica), eventuali possibilità di guasti ecc.
Grazie per averlo ricordato, anche se l'impiego di energia è tutt'altro che minimo, a mio avviso.
archlegno ha scritto:Si tratta inoltre di un sistema che prevede la totale chiusura dell'involucro edilizio rispetto all'esterno, anche - ovviamente - per quanto riguarda i serramenti, che non devono essere aperti, dal momento che vanificherebbero il sistema. Ora, chi vuole farsi installare sistemi del genere dovrebbe - a mio avviso - riflettere un pochino sulle implicazioni di queste scelte... Questo lo dico perchè si vedono sovente impianti corretti e ben realizzati, vanificati soltanto perché il proprietario non può fare a meno di aprire le finestre ogni tanto (e qui si torna al discorso sulle abitudini e gli stili di vita...)
Grazie per averlo ricordato, mi annoiavo a dirlo sempre io.

cri_15
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da cri_15 » gio ago 05, 2010 10:24 am

arch.uterzi ha scritto:
cri_15 ha scritto:
arch.uterzi ha scritto:La barriera al vapore non serve, anzi è deleteria.
La barriera all'acqua traspirante al vapore è, invece, fondamentale.
Vedo che hai iniziato il ripasso
Grazie, detto da un presuntuoso è un complimento.
Peccato che lo vado ripetendo da sempre.
archlegno ha scritto:La VMC ... molto difficilmente potrebbe sopperire da solo ad un deficit di prestazioni dei muri perimetrali.
Grazie per averlo ricordato, mi annoiavo a dirlo sempre io.
archlegno ha scritto:Le pareti - anche se facciamo fatica ad immaginarle così - sono a tutti gli effetti delle superfici radianti (e di dimensione notevole...), un po' come se fossero dei termosifoni, e se la temperatura a cui esse sono è molto lontana da quella desiderata nell'ambiente noi possiamo anche produrre e far circolare aria alla temperatura giusta, ma le pareti ci lavoreranno sempre contro.
Grazie per averlo ricordato, altro che 2-5%.....
archlegno ha scritto: la vmc è un sistema "attivo" .... Si tratta cioè a tutti gli effetti di un impianto, con un suo costo di costruzione, un impiego di energia (anche se minimo e sicuramente recuperabile, grazie al risparmio sulla parte termica), eventuali possibilità di guasti ecc.
Grazie per averlo ricordato, anche se l'impiego di energia è tutt'altro che minimo, a mio avviso.
archlegno ha scritto:Si tratta inoltre di un sistema che prevede la totale chiusura dell'involucro edilizio rispetto all'esterno, anche - ovviamente - per quanto riguarda i serramenti, che non devono essere aperti, dal momento che vanificherebbero il sistema. Ora, chi vuole farsi installare sistemi del genere dovrebbe - a mio avviso - riflettere un pochino sulle implicazioni di queste scelte... Questo lo dico perchè si vedono sovente impianti corretti e ben realizzati, vanificati soltanto perché il proprietario non può fare a meno di aprire le finestre ogni tanto (e qui si torna al discorso sulle abitudini e gli stili di vita...)
Grazie per averlo ricordato, mi annoiavo a dirlo sempre io.
A parte le imprecisioni scritte sulla VMC:

a) non cattura aria alla temperatura desiderata ma, grazie al rendimento del recuperatore di calore mi immette in ambiente aria preriscaldata (la cui temperatura dipenderà dalle condizioni al contorno e quindi non potrà essere decisa a priori dall'utente);
b) espelle tutta l'aria viziata a temperatura ambiente (e non solo l'aria che non ha più la temperatura desiderata);
c) è stato più volte detto che non comporta risparmio economico per vari motivi;
d) è stato più volte detto che la VMC si può anche spegnere ed aprire tranquillamente le finestre (se uno installa la VMC non è condannato a farsi tutta
la vita tappato in casa; tra l'altro voglio vedere quanti stanno con le finestre aperte quando fuori si è a 0°C o meno);

ti faccio presente che quando archlegno parla di deficit di prestazioni dei muri perimetrali si riferisce all'utilizzo della VMC in termini di sistema di riscaldamento e non di regolatore di umidità (tant'è che parla di pareti come superfici radianti di dimensioni notevoli).
Quindi il tuo commento "altro che 2-5%" (che è riferito alla quantità di vapore prodotto internamente che può fuoriuscire dall'involucro edilizio) in questo contesto non centra una beata fava.

arch.uterzi
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Re: LA BARRIERA AL VAPORE SERVE? E QUANDO?

Messaggio da arch.uterzi » gio ago 05, 2010 9:03 pm

cri_15 ha scritto:...centra una beata fava.
Pazienza, detto da te è sempre un complimento....

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