SECONDO PRESIDIO DAVANTI NIGUARDA MILANO

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tamara mastroiaco
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SECONDO PRESIDIO DAVANTI NIGUARDA MILANO

Messaggio da tamara mastroiaco » mar giu 22, 2010 7:46 am

Da Agireora

Secondo presidio davanti all'ospedale Niguarda

Sabato 19 giugno si è tenuto davanti all'ospedale Niguarda di Milano il
secondo presidio di protesta per chiedere la cessazione dell'uso di
animali nei corsi di training post laurea tenuti all'interno
dell'ospedale e organizzati da AIMS Academy. Nelle prossime settimane si
terranno altri presidi davanti al Niguarda, associati alla raccolta di
firme per la petizione nazionale per l'abolizione della vivisezione
didattica, ma anche iniziative di sola raccolta firme in centro a Milano.

Tutti coloro che possono dare disponibilità per presidi nei giorni
lavorativi, e per raccolta firme nei week-end, scrivano per favore
all'indirizzo [email protected]

Ecco il resoconto del presidio di sabato.

Testimonianza di Luca

Alle ore 9 siamo pochi in piazza, non più di una decina, ed il tempo
pare ancora incerto; bastano però pochi minuti, ed ecco che un sole
accecante sovrasta il piazzale antistante l'ospedale Niguarda di Milano,
dove cominciamo a disporre i cartelloni per protestare contro la
sperimentazione didattica che in questo ospedale, per conto di AIMS
Academy, è stata praticata e continua ad essere portata avanti anche
grazie ad autorizzazionei ministeriali che, a norma di legge, non
avrebbero potuto essere rilasciate.

La protesta inizia, il numero degli attivisti cresce e prima delle 11
siamo già una quarantina, alcuni attivisti hanno portato uno striscione,
nero, lungo diversi metri recante la scritta bianca "NESSUNO NASCE
CAVIA"; lo striscione, retto da 5 persone, viene esposto a pochi metri
dalla strada, davanti la fermata della metrotranvia, suscitando
l'interesse e la curiosità dei passanti.

Ogni attivista ha in mano - o indosso - un cartellone, uno slogan, un
ideale: stop alla vivisezione! Mentre alcuni distribuiscono i volantini
(nella piazza e per strada), una decina dei nostri raccolgono le firme
per concretizzare la petizione nazionale che modifichi la legge 116/92
in materia di vivisezione didattica: vogliamo l'abolizione.

Al megafono si succedono instancabili gli attivisti, intenti a gridare
tutta la nostra rabbia e indignazione per la sofferenza degli animali
considerati come strumenti da usare in nome di una scienza che però non
è tale, è solo inciviltà.

Nonostante i pochi passanti, dovuti probabilmente alla mattinata di un
giorno pre-festivo, riusciamo a raccogliere un centinaio di firme, e a
distribuire centinaia di volantini.

Verso mezzogiorno, le telecamere dell'emittente locale "Primarete"
giungono sul posto per documentare la nostra protesta, intervistando due
dei nostri attivisti e restituendo agli spettatori un frammento della
nostra determinazione.

Nonostante le condizioni poco favorevoli (zona deserta), la risposta
anti-vivisezionista è giunta da tutto il nord Italia, con attivisti che
hanno percorso centinaia di chilometri per manifestare il loro dissenso
alla vivisezione.

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