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da stepa » gio apr 08, 2010 9:50 am
Ahahahah, carina questa cosa del pollo da spennare.
Io adoro andare ai mercati, anche per questo aspetto di sfida, che è quanto più assomiglia al sapore della caccia (il cibo ce lo si deve procurare, con un po’ di rischio, con un po’ di fatica, con un po’ di avventura), lotta per accaparrarsi il meglio a meno. È il grande evento della settimana, l’aspetto con trepidazione ed eccitazione, anche se mi tocca alzarmi prestino proprio uno dei due giorni di riposo.
È vero che sono grandi, a volte disorientanti, ma solo all'inizio, e la soddisfazione di diventare un veterano non ha prezzo. Tu hai la faccia di bronzo? Nell’eccitazione di trovare ciò che desideri, a volte cose che non immagini, ti viene. Chiedere (sfacciatamente i prezzi), confrontare, valutare, tentennare, andarsene, ritornare, tastare, a volte osare un assaggio senza invito. Il mercato è una dimensione che concede questo approccio primitivo, sono diventata disinvolta un po’ per volta. È bello, catartico. Spesso arrivo sulle mie e imbronciata, quando vado via di solito sono sorridente e animata.
Ho preso e tutt’ora prendo le mie cantonate, ma imparo. Ti fai l’occhio. Non che diventi amico del venditore, i nostri interessi sono opposti, ma puoi diventare un fiero avversario, si può scatenare la simpatia di incontrarsi settimana dopo settimana.
I mercati generali di milano, sono a mecenate, sono frequentati da arabi e giapponesi in prevalenza. Tutti armati di un imprescindibile attrezzo volto al trasporto delle cassette. Io me ne sono comprata (pagato caro, quando uno un giorno al mercato mi ha fermata per chiedermi dove l'avevo preso è rimasto scandalizzato) uno smart-lusso al gran brico, piegabile, comodo da lasciare nel porta bagagli. Ma ammetto che i modelli d’inventiva e praticità esibiti da molti dei frequentatori abituali mi fanno venire le orecchie rosse d’invidia.
I prezzi dei prodotti non sono paragonabili. Ampliamente ti compensano delle cantonate.
Io sono raw vegan, e compro solo per me. La misura di una cassetta raramente è eccessiva per le mie esigenze.
La qualità c’è, ma devi saperla trovare, è la sfida ciò che da gusto.
La varietà è ciò che più mi eccita. Uno dei motivi per cui non mi converto ancora al biologico.
Ti auguro di abitare a milano o a roma, per i mercati. Anche torino va bene. Trieste per esempio non tanto. (magari le cose sono cambiate, magari potresti trovare agricoltori della zona invece che il mercato). Buona fortuna.