Ma i 70 kg erano tutto grasso sebbene facessi molta palestra?stepa ha scritto:Ciao Miss Vanilla.
Mi sono fermata solo dopo aver raggiunto e superato i 70 kg, naturalmente ho buttato via la tessera della pale.
Diario di stepa
Re: Diario di stepa
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susi_violante
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Re: Diario di stepa
Ho quasi cinquant'anni e sono microcitemica.stepa ha scritto: @ Susi_Violante
Ciao! Quanti anni hai? Che anemia hai? Io mediterranea.
Io ho 34 anni, ed un’età in cui o si vive o si vive. Non spreco il mio tempo a compiacere gli altri. Perciò domando scusa se i miei sentimenti (o mancanza di essi) vengono proposti “nature”, per come sono realmente. Veramente chiedo scusa, se il mio post privo di compassione urta qualcuno. Non lo cancello, ma ovviamente, registro il disagio che provoco e ci rifletto. Non ho interesse ad essere provocatoria apposta, non intendevo esserlo.
Sono molto indietro nella strada verso la compassione, lo ammetto – e lo faccio con tanta disinvoltura perché ho la pretesa di essere avanti in quella della comprensione. (Sto imparando a mie spese che con un piede da maradona e un piede zoppo si cammina infelici). Ho l’impressione di vivere immersa fino ai gomiti in un’atroce sofferenza psichica e morale degli UMANI. Di cui nessuno si occupa, andiamo avanti facendo finta che sia una giostra. Per gli animali mi dispiace e sono contenta di non mangiarli. Però ammetto che non è per loro che lo faccio, ma per me stessa. SE (non è così, ma facciamo un ragionamento) per salvare tua figlia dovessi sacrificare un animale ci penseresti due volte? Se per salvare tua figlia dovresti sacrificare un altro essere umano? Io un animale lo sacrificherei, un essere umano non lo so.
Con questo non è che voglia insegnare o provocare. Semplicemente partecipare. Abbiamo una scelta in comune, e il vostro fervore etico mi riscalda.
Non voglio fare polemiche ma vorrei che ricordassi (forse l'ha già scritto qualcun'altro) che qui sei su un forum VEGAN.
Mi chiedi chi sacrificherei per mia figlia? ti dico: nessuno, nè umano nè non. Perchè normalmente non è necessario (come nel caso della dieta).
Solo in caso di urgenza o di evento drammatico (di fronte ad una belva inferocita o ad un uomo con un coltello) per salvare il mio cucciolo farei tutto quello che è necessario contro tutti, come del resto fanno tutti i mammiferi e tutti gli animali in genere.
Forse se cominciassi a riflettere sulla realtà dei macelli e non solo, guarderesti un po' meno te stessa e un po' di più le altre creature.
Un abbraccio,
Susi
- stepa
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Re: Diario di stepa
@ Akira
A 70 kg non andavo più in palestra da un pezzo.
Ed era (in parte è ancora) morto grasso bianco, mediterraneo.
@ Susi Violante
Perché io sono crudista vegana. Per questo ci incontriamo qui. In Italia non siamo in molti, perciò può capitare che ci troviamo nello stesso contenitore, benché diversi.
A me comunque la diversità non spaventa.
Sono convinta che la compassione sia una meta elevata e fonti che ritengo tra le più attendibili sostengono che sia la metà più elevata per l’essere umano. Così forse è lì che sboccerò se (in questa vita) ce la faccio a completare la mia partita. Però la realtà in cui vivo io è di guerra. Una guerra spirituale diciamo. Non è che voglia promuovere a tutti i costi la spietatezza (intendi questa parola in senso Castanediano e se non lo conosci, concedimi il beneficio del dubbio) anche se per come vivo io, occorre, soprattutto con sé stessi. Chiamiamola lucidità, dai.
Cerca di capirmi, a me la tua compassioni mi affascina, ma mi sembra un lusso che non ha senso permettermi. Ognuno di noi è impegnato in missioni di vita differenti. Sono differenze personali. Sul fatto che le sperimentazioni e gli allevamenti di animali siano un abominio, siamo d’accordo.
Dico solo che se pensi o sei convinto o ti hanno detto di essere carnivoro, per te ammazzare un animale è una questione di sopravvivenza (paragonabile alla violenza che ammetteresti per difendere tua figlia da una belva feroce). Alla fine chi ha in mano la verità? Chi mangia carne mica è “cattivo”, è solo diverso. Forse, ma anche qui okkio a peccare di presunzione, solo ignorante.
Se tu impegni la tua vita a diffondere informazioni alternative a quelle del sistema io ti stimo. Noto che il sistema è più in linea con noi di quanto appaia, raramente si dice che la carne fa bene, anche se poi pochi hanno il fegato di demonizzarla. Interessi. Raccontare fedelmente la mia storia è il mio modo di fornire testimonianza.
Per quanto riguarda il concetto di allevamento, quello che mi lascia interdetta quando vi scaldate tanto per gli animali è che secondo me noi esseri umani subiamo lo stesso trattamento a livello mentale, spirituale ed emotivo. Le nostre gabbie sono virtuali. Mi capisci quando dico così? Non capisci che agli animali capita lo specchio di quello che ci fanno e facciamo a noi stessi? Per me è quasi uno "sfogo" inevitabile su chi è più indifeso (gli animali) della violenza e della frustrazione esistenziale che accumuliamo aderendo al sistema culturale in cui viviamo. C'è qualcosa che mi disorienta nel pretendere di salvare gli animali prima degli umani.
A 70 kg non andavo più in palestra da un pezzo.
Ed era (in parte è ancora) morto grasso bianco, mediterraneo.
@ Susi Violante
Perché io sono crudista vegana. Per questo ci incontriamo qui. In Italia non siamo in molti, perciò può capitare che ci troviamo nello stesso contenitore, benché diversi.
A me comunque la diversità non spaventa.
Sono convinta che la compassione sia una meta elevata e fonti che ritengo tra le più attendibili sostengono che sia la metà più elevata per l’essere umano. Così forse è lì che sboccerò se (in questa vita) ce la faccio a completare la mia partita. Però la realtà in cui vivo io è di guerra. Una guerra spirituale diciamo. Non è che voglia promuovere a tutti i costi la spietatezza (intendi questa parola in senso Castanediano e se non lo conosci, concedimi il beneficio del dubbio) anche se per come vivo io, occorre, soprattutto con sé stessi. Chiamiamola lucidità, dai.
Cerca di capirmi, a me la tua compassioni mi affascina, ma mi sembra un lusso che non ha senso permettermi. Ognuno di noi è impegnato in missioni di vita differenti. Sono differenze personali. Sul fatto che le sperimentazioni e gli allevamenti di animali siano un abominio, siamo d’accordo.
Dico solo che se pensi o sei convinto o ti hanno detto di essere carnivoro, per te ammazzare un animale è una questione di sopravvivenza (paragonabile alla violenza che ammetteresti per difendere tua figlia da una belva feroce). Alla fine chi ha in mano la verità? Chi mangia carne mica è “cattivo”, è solo diverso. Forse, ma anche qui okkio a peccare di presunzione, solo ignorante.
Se tu impegni la tua vita a diffondere informazioni alternative a quelle del sistema io ti stimo. Noto che il sistema è più in linea con noi di quanto appaia, raramente si dice che la carne fa bene, anche se poi pochi hanno il fegato di demonizzarla. Interessi. Raccontare fedelmente la mia storia è il mio modo di fornire testimonianza.
Per quanto riguarda il concetto di allevamento, quello che mi lascia interdetta quando vi scaldate tanto per gli animali è che secondo me noi esseri umani subiamo lo stesso trattamento a livello mentale, spirituale ed emotivo. Le nostre gabbie sono virtuali. Mi capisci quando dico così? Non capisci che agli animali capita lo specchio di quello che ci fanno e facciamo a noi stessi? Per me è quasi uno "sfogo" inevitabile su chi è più indifeso (gli animali) della violenza e della frustrazione esistenziale che accumuliamo aderendo al sistema culturale in cui viviamo. C'è qualcosa che mi disorienta nel pretendere di salvare gli animali prima degli umani.
- mammafelice
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Re: Diario di stepa
Ciao, ti do il mio benvenuta solo ora...
Io credo che la tua esperienza possa essere molto utile per i tanti che seguono diete iperproteiche! E' vero, alcune frasi sono "forti" scritte qui e possono turbare, ma capisco il contesto ed il senso che assumono in un diario.
Ci tengo però a precisare una cosa, per me molto importante e che viene fuori spesso: tu dici che non ti torna qualcosa nel pretendere di salvare PRIMA gli animali che gli umani.
E dici una cosa vera, ma ti garantisco che questo è vero per una ristrettissima minoranza di persone (forse a volte sono quelle che urlano e si sentono di più,ma sempre minoranza sono).
Io posso facilmente, anzi con gioia, evitare sofferenze inutili agli animali. Allora lo faccio. Non è altrettanto immediato evitare sofferenze inutili agli esseri umani, ma ti garantisco che se ci fosse un modo diretto lo farei e adotto tutti quelli indiretti che conosco: boiccottare multinazionali che sfruttano bambini e persone, boiccotare le banche armate e multinazionali che finanziano la guerra, cercare di vivere sobriamente per non inquinare e sprecare risorse che non ritengo "nostre", ma dei nostri figli (inteso tutti).
Tanti mi dicono "ma a te interessa di più un vitellino dei bambini che muoino di fame"!
E io rispondo, per prima cosa: e tu? Cosa fai nella tua vita per i bambini che muoiono di fame?
Accetterei una domanda del genere solo e unicamente da un missonario o volontario che sul campo si adatta a mangiare quel che c'è, compresa la carne magari. Ma gli altri che fanno per salvare glu umani prima di tutto?
Io ti dò ragione: facciamo agli animali uno specchio di quello che facciamo in qualche modo a noi stessi (o ad altre popolazioni, come gli indios nelle foreste!), ma da qualche parte devo pur partire. Se qui per l'indios delle foreste non posso fare nulla di diretto, perchè deve pagare anche il vitello per cui posso facilmente qualcosa? Fare qualcosa per il vitello non mi mette il cuore in pace rispetto agli indios, non sostituisce nulla, ma è un di più e mi sembra meglio di niente.
Se poi considero il fatto che non contribuisco al mercato della carne, dell'allevamento causa di tanta deforestazione, delle monoculture di soia ogm (che è per la mangimistica e non il tofu dei 4 gatti vegetariani), io almeno so di non contribuire, anche se indirettamente, a quell'orrore. Quanti onnivori conosci che si pongono questo problema?
Io pochi. Con questo non voglio dire che gli onnivori sono "cattivi", ma un po' "ignoranti" a volte sì. Lo dico con tutto l'amore che provo per i tanti onnivori della mia vita. Ma obiettivamente pochi di loro hanno il coraggio di vedere i video dei macelli e preferiscono non sapere sbuffando se chiedo loro di guardare. Alcuni si stupiscono se racconto che la chiquita i diserbanti li butta sui lavoratori direttamente. insomma, spesso i vegetariani, informandosi sulgi sfruttamenti animali, finiscono per mettere alla luce anche quelli umani (forse perchè le cose sono strettamente collegate? Forse perchè quando ci si abitua alla violenza poi è naturale? Forse perchè è la stessa logica di predominio e di mercato che porta agli orrori su animali ed umani?) e ti garantisco che quasi tutti fanno tutto quel che possono anche per gli umani.
Non è la carne che "brucia" acqua e risorse vegetali che potrebbero essere consumate direttamente da quei bambini che muiono di fame?
Guarda, non volevo essere critica, non prendere il mio tono "accalorato" come uno sfogo nei tui confronti perchè assolutamente non lo è. E' che io proprio la contrapposizione tra umani e animali non la vedo. Non posso scegliere di comportarmi al meglio per entrambi? E non posso essere convinta che l'empatia (verso tutti) sia alla base per costruire ua vita più rispettosa?
Scusandomi per questo sproloquio, ti abbraccio e a presto, alle prossime puntate del tuo diario!
Io credo che la tua esperienza possa essere molto utile per i tanti che seguono diete iperproteiche! E' vero, alcune frasi sono "forti" scritte qui e possono turbare, ma capisco il contesto ed il senso che assumono in un diario.
Ci tengo però a precisare una cosa, per me molto importante e che viene fuori spesso: tu dici che non ti torna qualcosa nel pretendere di salvare PRIMA gli animali che gli umani.
E dici una cosa vera, ma ti garantisco che questo è vero per una ristrettissima minoranza di persone (forse a volte sono quelle che urlano e si sentono di più,ma sempre minoranza sono).
Io posso facilmente, anzi con gioia, evitare sofferenze inutili agli animali. Allora lo faccio. Non è altrettanto immediato evitare sofferenze inutili agli esseri umani, ma ti garantisco che se ci fosse un modo diretto lo farei e adotto tutti quelli indiretti che conosco: boiccottare multinazionali che sfruttano bambini e persone, boiccotare le banche armate e multinazionali che finanziano la guerra, cercare di vivere sobriamente per non inquinare e sprecare risorse che non ritengo "nostre", ma dei nostri figli (inteso tutti).
Tanti mi dicono "ma a te interessa di più un vitellino dei bambini che muoino di fame"!
E io rispondo, per prima cosa: e tu? Cosa fai nella tua vita per i bambini che muoiono di fame?
Accetterei una domanda del genere solo e unicamente da un missonario o volontario che sul campo si adatta a mangiare quel che c'è, compresa la carne magari. Ma gli altri che fanno per salvare glu umani prima di tutto?
Io ti dò ragione: facciamo agli animali uno specchio di quello che facciamo in qualche modo a noi stessi (o ad altre popolazioni, come gli indios nelle foreste!), ma da qualche parte devo pur partire. Se qui per l'indios delle foreste non posso fare nulla di diretto, perchè deve pagare anche il vitello per cui posso facilmente qualcosa? Fare qualcosa per il vitello non mi mette il cuore in pace rispetto agli indios, non sostituisce nulla, ma è un di più e mi sembra meglio di niente.
Se poi considero il fatto che non contribuisco al mercato della carne, dell'allevamento causa di tanta deforestazione, delle monoculture di soia ogm (che è per la mangimistica e non il tofu dei 4 gatti vegetariani), io almeno so di non contribuire, anche se indirettamente, a quell'orrore. Quanti onnivori conosci che si pongono questo problema?
Io pochi. Con questo non voglio dire che gli onnivori sono "cattivi", ma un po' "ignoranti" a volte sì. Lo dico con tutto l'amore che provo per i tanti onnivori della mia vita. Ma obiettivamente pochi di loro hanno il coraggio di vedere i video dei macelli e preferiscono non sapere sbuffando se chiedo loro di guardare. Alcuni si stupiscono se racconto che la chiquita i diserbanti li butta sui lavoratori direttamente. insomma, spesso i vegetariani, informandosi sulgi sfruttamenti animali, finiscono per mettere alla luce anche quelli umani (forse perchè le cose sono strettamente collegate? Forse perchè quando ci si abitua alla violenza poi è naturale? Forse perchè è la stessa logica di predominio e di mercato che porta agli orrori su animali ed umani?) e ti garantisco che quasi tutti fanno tutto quel che possono anche per gli umani.
Non è la carne che "brucia" acqua e risorse vegetali che potrebbero essere consumate direttamente da quei bambini che muiono di fame?
Guarda, non volevo essere critica, non prendere il mio tono "accalorato" come uno sfogo nei tui confronti perchè assolutamente non lo è. E' che io proprio la contrapposizione tra umani e animali non la vedo. Non posso scegliere di comportarmi al meglio per entrambi? E non posso essere convinta che l'empatia (verso tutti) sia alla base per costruire ua vita più rispettosa?
Scusandomi per questo sproloquio, ti abbraccio e a presto, alle prossime puntate del tuo diario!
Re: Diario di stepa
Ciao Stepa,
mi piacciono le persone che si presentano con onestà e su questo punto credo che tu sia molto "avanti" con il tuo percorso personale.
Sempre per onestà ti dirò che la freddezza iperrazionale con cui consideri la questione della sofferenza animale e l'eccitazione legata al consumo di carne cruda, urta in modo abbastanza "buffo" la mia sensibilità riguardo a questo tema. Ma sono sicura di trovare una interlocutrice che non me ne vorrà per questo. Ho qualcosa su cui riflettere, che si aggiunge comunque alle tante riflessioni che mi competono, legate alle discussioni che mi vengono "imposte" sul tema, ogni volta che qualcuno a tavola mi fa prediche sulle mie scelte che partono da "voi vegani uccidete i neonati con il vostro estremismo".
Diventare vegani è molto + facile che diventare abbastanza "perfetti" da non sentirsi avviliti da queste critiche.
Abbiamo tutti un "percorso" da fare. E l'onestà è l'unico mezzo che riesco a concepire per fare dei passi. Io sono "onestamente" indietro sulla strada di San Francesco che non si arrabbia nemmeno di fronte alle accuse + dure. Oltre ad essere indietro sul crudismo (mangio ancora troppo poco etcetc. il che mi porta in questi mesi ad essere un bersaglio facilissimo per le critiche, sono pallida come uno straccio, troppo magra etc.).
Il tuo perfezionismo e le tue considerazioni sulle condizioni di vita a cui noi umani siamo "sottoposti" mi riporta con la mente a quello che cerco di fare nel mio poco tempo libero. Ovvero offrire un dialogo a persone con problemi di dipendenza da sostanze. Ho a che fare con persone che hanno storie di abusi, violenza, dipendenza e che quindi hanno avuto il peggio che la vita possa offrire qua in Europa. Senza contare che ovviamente ci sono persone che arrivano ancora + in basso per quanto la vita possa essere un incubo, basta spostarsi nelle regione dilaniate da povertà, guerre e disgrazie, che superano anche le disgrazie europee peggiori.
Per me, il poco che posso fare essendo semplicemente "vegana" sembra un contributo "simbolico" ai problemi "umani", non disprezzabile, ma...un po' troppo poco "vivo". Preferisco giocarmi le mie pochissime risorse, mettendomi in gioco con le persone che la società vorrebbe affossare e dimenticare. Per quel pochissimo che posso fare. Niente forse. Ma ci metto il mio cuore, anche se vale zero e non risolve di certo grandi drammi.
E posso dirti che, anche da questa posizione, quel poco che faccio, che pure mi costa comunque un sacco di sforzi, mi sembra "nulla".
Non credo che la compassione possa nascere dalla percezione di fare qualcosa che "abbia senso", non abbiamo una visuale abbastanza ampia da "dare senso" a nessuna delle nostre azioni. Anche cercare di aiutare le persone che soffrono sembra che non abbia nessun senso, quando sei dentro alla cosa. Quelle stesse persone "violentate" di cui parli tu, credo, se non ho completamente travisato. Anche se mi sembra tu ti riferisca un po' al tessuto sociale in generale, anche di noi benestanti (mica dico ricchi o che, ma mi sembra che nessuno di noi sul forum si prostituisca, si droghi o ,ora come ora). A una vita fatta di assurdo, di pochi valori, di scelte punitive, di menzogne socialmente accettate, di poco amore e di molta "ordinaria follia".
Cercare di allungare la mano verso la vita di chi è completamente lasciato a se stesso, non fa "sentire meglio", perchè dopo non si ha la "coscienza + pulita". Anzi. Si sente solo quanto poco si possa fare, quanti errori si commettano anche sforzandosi di dare il meglio che si ha. Si soffre dei propri limiti. Anche se non vivo la cosa come una "colpa". Come non mi sento in "colpa" verso gli animali.
Pensare alle persone che si cerca di aiutare non impedisce di mangiare vegano comunque. Che è quel pochissimo che posso fare per altri grandissimi "dimenticati". Gli animali.
Penso che soffrire per gli altri, per gli animali o per le persone, sia solo una espressione dell'amore per se stessi. Niente di eroico. Ma comunque un amore buono. Amarsi è importante, amare gli altri è importante. Non è un mestiere per gli eroi. E' un mestiere per gli umili. Che accettano tutti gli errori che l'amore comunque non potrà mai evitare.
E devo dire che leggendo il tuo diario ho la percezione (forse sbagliata o immaginaria) di qualcosa che "ti sia stato rubato". O che tu percepisci come tale.
Non so proprio cosa. Ma sei molto perfezionista. E per te rallentare è possibile solo "facendoti del male", come l'araba fenice.
E questo sai bene che non è segno di amore "perfetto" per se stessi. E quando ti riferisci alla condizione in cui "viviamo"...sembra che tu sia stata derubata.
Credo che se davvero vorrai trovare un bandolo di una tua matassa, per abbracciare una maggiore empatia, sempre che questo per te sia un obiettivo importante al presente, dovresti partire da questo tuo sentimento di "privazione subita".
Credo che concentrarti sull'eticità della scelta vegana non potrà dare risposte a quanto ti è mancato, in qualche momento della tua vita, non so quando.
Susi ti ha segnalato il fatto che sembri concentrata su te stessa.
Per la mia imperfettissima esperienza so che chi "ha perso tanto", sente spesso in modo sordo un "diritto ad un riscatto" che mi sembra faccia eco in quello che scrivi. E che porta a "concentrarsi molto su se stessi" (quella cosa chiamata anche "perfezionismo").
E credo che ogni evoluzione di questo sentimento debba partire da "quello che hai perso" e non dall'esterno. Sempre ammesso che io non stia travisando totalmente quello che hai scritto.
Ma ti vedo una persona "tranquilla" che non si sente attaccatta o colpevolizzata facilmente. E quindi credo che anche se sbaglio tutto, non ti creerò reazioni di fastidio, o almeno lo spero.
Spero di non essermi espressa male, di non avere scritto cose che suonino critiche, perchè al contrario, anche se leggo con molta riluttanza viscerale che si possa trovare eccitante mangiare carne cruda (ma al contempo rido di me stessa, sia chiaro), ho un sincero sentimento di apprezzamento per la tua lucidissima onestà.
Volevo solo buttarti là una mia riflessione.
Nata dal fatto che una delle ragazze che sto seguendo dopo una ricaduta è rimasta pure incinta.
E io sto qua a chiedermi cosa posso fare nella mia imperfezione. E ho pensato a te, che parli di compassione. E pensavo a quanto poco possa valere la mia "compassione". Vorrei essere meno compassionevole e avere piuttosto il potere di risolvere problemi profondi come un vulcano.
Ma ho poco da offrire e molto da imparare.
E sento che da quello che dici ci possa essere da imparare.
Bacioni.
mi piacciono le persone che si presentano con onestà e su questo punto credo che tu sia molto "avanti" con il tuo percorso personale.
Sempre per onestà ti dirò che la freddezza iperrazionale con cui consideri la questione della sofferenza animale e l'eccitazione legata al consumo di carne cruda, urta in modo abbastanza "buffo" la mia sensibilità riguardo a questo tema. Ma sono sicura di trovare una interlocutrice che non me ne vorrà per questo. Ho qualcosa su cui riflettere, che si aggiunge comunque alle tante riflessioni che mi competono, legate alle discussioni che mi vengono "imposte" sul tema, ogni volta che qualcuno a tavola mi fa prediche sulle mie scelte che partono da "voi vegani uccidete i neonati con il vostro estremismo".
Diventare vegani è molto + facile che diventare abbastanza "perfetti" da non sentirsi avviliti da queste critiche.
Abbiamo tutti un "percorso" da fare. E l'onestà è l'unico mezzo che riesco a concepire per fare dei passi. Io sono "onestamente" indietro sulla strada di San Francesco che non si arrabbia nemmeno di fronte alle accuse + dure. Oltre ad essere indietro sul crudismo (mangio ancora troppo poco etcetc. il che mi porta in questi mesi ad essere un bersaglio facilissimo per le critiche, sono pallida come uno straccio, troppo magra etc.).
Il tuo perfezionismo e le tue considerazioni sulle condizioni di vita a cui noi umani siamo "sottoposti" mi riporta con la mente a quello che cerco di fare nel mio poco tempo libero. Ovvero offrire un dialogo a persone con problemi di dipendenza da sostanze. Ho a che fare con persone che hanno storie di abusi, violenza, dipendenza e che quindi hanno avuto il peggio che la vita possa offrire qua in Europa. Senza contare che ovviamente ci sono persone che arrivano ancora + in basso per quanto la vita possa essere un incubo, basta spostarsi nelle regione dilaniate da povertà, guerre e disgrazie, che superano anche le disgrazie europee peggiori.
Per me, il poco che posso fare essendo semplicemente "vegana" sembra un contributo "simbolico" ai problemi "umani", non disprezzabile, ma...un po' troppo poco "vivo". Preferisco giocarmi le mie pochissime risorse, mettendomi in gioco con le persone che la società vorrebbe affossare e dimenticare. Per quel pochissimo che posso fare. Niente forse. Ma ci metto il mio cuore, anche se vale zero e non risolve di certo grandi drammi.
E posso dirti che, anche da questa posizione, quel poco che faccio, che pure mi costa comunque un sacco di sforzi, mi sembra "nulla".
Non credo che la compassione possa nascere dalla percezione di fare qualcosa che "abbia senso", non abbiamo una visuale abbastanza ampia da "dare senso" a nessuna delle nostre azioni. Anche cercare di aiutare le persone che soffrono sembra che non abbia nessun senso, quando sei dentro alla cosa. Quelle stesse persone "violentate" di cui parli tu, credo, se non ho completamente travisato. Anche se mi sembra tu ti riferisca un po' al tessuto sociale in generale, anche di noi benestanti (mica dico ricchi o che, ma mi sembra che nessuno di noi sul forum si prostituisca, si droghi o ,ora come ora). A una vita fatta di assurdo, di pochi valori, di scelte punitive, di menzogne socialmente accettate, di poco amore e di molta "ordinaria follia".
Cercare di allungare la mano verso la vita di chi è completamente lasciato a se stesso, non fa "sentire meglio", perchè dopo non si ha la "coscienza + pulita". Anzi. Si sente solo quanto poco si possa fare, quanti errori si commettano anche sforzandosi di dare il meglio che si ha. Si soffre dei propri limiti. Anche se non vivo la cosa come una "colpa". Come non mi sento in "colpa" verso gli animali.
Pensare alle persone che si cerca di aiutare non impedisce di mangiare vegano comunque. Che è quel pochissimo che posso fare per altri grandissimi "dimenticati". Gli animali.
Penso che soffrire per gli altri, per gli animali o per le persone, sia solo una espressione dell'amore per se stessi. Niente di eroico. Ma comunque un amore buono. Amarsi è importante, amare gli altri è importante. Non è un mestiere per gli eroi. E' un mestiere per gli umili. Che accettano tutti gli errori che l'amore comunque non potrà mai evitare.
E devo dire che leggendo il tuo diario ho la percezione (forse sbagliata o immaginaria) di qualcosa che "ti sia stato rubato". O che tu percepisci come tale.
Non so proprio cosa. Ma sei molto perfezionista. E per te rallentare è possibile solo "facendoti del male", come l'araba fenice.
E questo sai bene che non è segno di amore "perfetto" per se stessi. E quando ti riferisci alla condizione in cui "viviamo"...sembra che tu sia stata derubata.
Credo che se davvero vorrai trovare un bandolo di una tua matassa, per abbracciare una maggiore empatia, sempre che questo per te sia un obiettivo importante al presente, dovresti partire da questo tuo sentimento di "privazione subita".
Credo che concentrarti sull'eticità della scelta vegana non potrà dare risposte a quanto ti è mancato, in qualche momento della tua vita, non so quando.
Susi ti ha segnalato il fatto che sembri concentrata su te stessa.
Per la mia imperfettissima esperienza so che chi "ha perso tanto", sente spesso in modo sordo un "diritto ad un riscatto" che mi sembra faccia eco in quello che scrivi. E che porta a "concentrarsi molto su se stessi" (quella cosa chiamata anche "perfezionismo").
E credo che ogni evoluzione di questo sentimento debba partire da "quello che hai perso" e non dall'esterno. Sempre ammesso che io non stia travisando totalmente quello che hai scritto.
Ma ti vedo una persona "tranquilla" che non si sente attaccatta o colpevolizzata facilmente. E quindi credo che anche se sbaglio tutto, non ti creerò reazioni di fastidio, o almeno lo spero.
Spero di non essermi espressa male, di non avere scritto cose che suonino critiche, perchè al contrario, anche se leggo con molta riluttanza viscerale che si possa trovare eccitante mangiare carne cruda (ma al contempo rido di me stessa, sia chiaro), ho un sincero sentimento di apprezzamento per la tua lucidissima onestà.
Volevo solo buttarti là una mia riflessione.
Nata dal fatto che una delle ragazze che sto seguendo dopo una ricaduta è rimasta pure incinta.
E io sto qua a chiedermi cosa posso fare nella mia imperfezione. E ho pensato a te, che parli di compassione. E pensavo a quanto poco possa valere la mia "compassione". Vorrei essere meno compassionevole e avere piuttosto il potere di risolvere problemi profondi come un vulcano.
Ma ho poco da offrire e molto da imparare.
E sento che da quello che dici ci possa essere da imparare.
Bacioni.
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Re: Diario di stepa
Deciso di fare un post sui funghi.
A volte mi vengono delle ispirazioni.
Per molti mesi ho mangiato solo frutta. Poi per un’illuminazione ho provato il sedano. Sono diventata sedano-dipendente, e in questo modo ho sconfitto la mia addiction da sale. Sedano = Sali (minerali) => 10000 a 0 meglio del sale da cucina (raffinato o integrale, non raccontiamoci palle). Successivamente ho scoperto diverse altre verduruccie che mi procurano brillanti sensazioni di Sali, e le ho integrate nel mio menu quotidiano.
Due settimane fa ho avuto l’istinto di comprarmi dei funghi. Ne ho scelta una confezione al supermercato. Mi sono eccitata. Due giorni dopo sono andata ai mercati generali e ne ho comprati una cassetta. Li ho fatti fuori in una settimana. Perciò il sabato successivo ho comprato un’altra cassetta. Solo che questa cassetta non mi piaceva. All’apparenza erano belli, però, li mangio tagliati a fettine sottili, mi sono resa conta che l’interno, dove ci sono le lamelle marroni, bè le lamelle non erano marrone scuro, erano rosa chiaro. Ho associato questo particolare al fatto che il loro sapore mi apparisse povero di Sali. Ho pensato che non erano “maturati” e non sapevo se sarebbero maturati col tempo. Perciò li ho lasciati perdere. Ogni tanto ne affettavo uno, ma mi dava fastidio allo stomaco (intralciava la digestione della frutta) senza darmi nessuna sensazione positiva di nutrimento.
Piccola parentesi: ho letto in giro, dopo aver comprato i primi funghi, per rendermi conto di cosa stavo mangiando. Avevo voglia di sporco, infatti mi sono mangiata anche qualche granello di terra, con i primissimi funghi. Non so perché, ho avuto l’istinto di farlo. Poi ho letto in giro. Qualcuno li mangia come “sgarro”. Qualcuno li svilisce, dicendo che si nutrono di putrefazione, sarebbero cibo da necrofili. A me piacevano, mi piaceva la consistenza e anche il sapore. Mi sembravano carne vegetale, ma non è questo. È che la consistenza diversa da quella della frutta mi appagava, e hanno una buona concentrazione di Sali, e sono sensibilissima a questo particolare. Ero comunque avvertita che vanno mangiati con parsimonia, perché non sono innocui. Però ho imparato a procedere per prove ed errori, per cui stavo molto attenta a se mi sentivo male, forse i primi due giorni, qualche sensazione negativa. Poi solo eventualmente un rallentamento della digestione. Perciò finchè mi piacevano così tanto ho deciso che li avrei mangiati. Anche perché queste passioni si accendono e si spengono a fiammate, come se certi cibi assolvessero il compito di integrare qualche carenza, svolto il loro ruolo non mi attirano più per niente. Ad esempio mi è capitato con le coste grosse e bianche della bieta. Non mi piacevano tanto, avevano questo retrogusto un po’ sporco, però il mio corpo le voleva tantissimo. Diciamo che mi eccitavano. Questo è il giusto modo di descrivere la sensazione che mi procurano le verdure che mangio. La frutta non mi eccita anche se è imprescindibile. Le verdure sì. Penso che sia per la concentrazione di Sali Minerali.
Quei funghi che erano rosa, sono “maturati” e sono diventati con le lamelle marroni (sono champignon, bianchi fuori e dentro, tranne che per le lamelle). Nel frattempo per caso ne ho affettato qualcuno e l’ho messo a essiccare sul calorifero. Super eccitazione. Il sapore mi ha mandata in visibilio. Ne ho affettati un bel pò. Li ho messi ad essiccare. Pensavo sarebbero durati un certo po’ di giorni, visto che quando li mangiavo crudi freschi, bene o male un segnale interno mi avvertiva di stopparmi dopo un po’. Invece essiccati erano squisiti e andavano via come chips. OK. Sono stata malissimo. Ho dovuto vomitare. Non subito. Ultimata la digestione della frutta. Quando nello stomaco erano rimasti solo rucola, filamenti di sedano e appunto funghi. Li ho vomitati un po’ per volta, spinta da un malore animale. Mi sentivo l’odore di fungo salire dallo stomaco al naso e mi partiva un’escalation di nausea, a loop. Risultato che oggi anche l’idea della rucola e del sedano mi vedono un po’ timorosa, perché associate a quell’esperienza. Ora so in prima persona come si formano quei condizionamenti profondissimi che ti spingono a non poter concepire la vista di un cibo. Ho scoperto il ratto dentro di me e ne vado fiera (W l’istinto) ribellandosi così violentemente il corpo mi ha rassicurata che sa prendersi cura di sè e tuttavia il solo essicare ha confuso i suoi riflessi.
I funghi avanzati, mezza cassetta, li ho regalati. Non li posso vedere. Invece dopo qualche giorno la rucola e il sedano sono tornati ad appassionarmi come prima.
A volte mi vengono delle ispirazioni.
Per molti mesi ho mangiato solo frutta. Poi per un’illuminazione ho provato il sedano. Sono diventata sedano-dipendente, e in questo modo ho sconfitto la mia addiction da sale. Sedano = Sali (minerali) => 10000 a 0 meglio del sale da cucina (raffinato o integrale, non raccontiamoci palle). Successivamente ho scoperto diverse altre verduruccie che mi procurano brillanti sensazioni di Sali, e le ho integrate nel mio menu quotidiano.
Due settimane fa ho avuto l’istinto di comprarmi dei funghi. Ne ho scelta una confezione al supermercato. Mi sono eccitata. Due giorni dopo sono andata ai mercati generali e ne ho comprati una cassetta. Li ho fatti fuori in una settimana. Perciò il sabato successivo ho comprato un’altra cassetta. Solo che questa cassetta non mi piaceva. All’apparenza erano belli, però, li mangio tagliati a fettine sottili, mi sono resa conta che l’interno, dove ci sono le lamelle marroni, bè le lamelle non erano marrone scuro, erano rosa chiaro. Ho associato questo particolare al fatto che il loro sapore mi apparisse povero di Sali. Ho pensato che non erano “maturati” e non sapevo se sarebbero maturati col tempo. Perciò li ho lasciati perdere. Ogni tanto ne affettavo uno, ma mi dava fastidio allo stomaco (intralciava la digestione della frutta) senza darmi nessuna sensazione positiva di nutrimento.
Piccola parentesi: ho letto in giro, dopo aver comprato i primi funghi, per rendermi conto di cosa stavo mangiando. Avevo voglia di sporco, infatti mi sono mangiata anche qualche granello di terra, con i primissimi funghi. Non so perché, ho avuto l’istinto di farlo. Poi ho letto in giro. Qualcuno li mangia come “sgarro”. Qualcuno li svilisce, dicendo che si nutrono di putrefazione, sarebbero cibo da necrofili. A me piacevano, mi piaceva la consistenza e anche il sapore. Mi sembravano carne vegetale, ma non è questo. È che la consistenza diversa da quella della frutta mi appagava, e hanno una buona concentrazione di Sali, e sono sensibilissima a questo particolare. Ero comunque avvertita che vanno mangiati con parsimonia, perché non sono innocui. Però ho imparato a procedere per prove ed errori, per cui stavo molto attenta a se mi sentivo male, forse i primi due giorni, qualche sensazione negativa. Poi solo eventualmente un rallentamento della digestione. Perciò finchè mi piacevano così tanto ho deciso che li avrei mangiati. Anche perché queste passioni si accendono e si spengono a fiammate, come se certi cibi assolvessero il compito di integrare qualche carenza, svolto il loro ruolo non mi attirano più per niente. Ad esempio mi è capitato con le coste grosse e bianche della bieta. Non mi piacevano tanto, avevano questo retrogusto un po’ sporco, però il mio corpo le voleva tantissimo. Diciamo che mi eccitavano. Questo è il giusto modo di descrivere la sensazione che mi procurano le verdure che mangio. La frutta non mi eccita anche se è imprescindibile. Le verdure sì. Penso che sia per la concentrazione di Sali Minerali.
Quei funghi che erano rosa, sono “maturati” e sono diventati con le lamelle marroni (sono champignon, bianchi fuori e dentro, tranne che per le lamelle). Nel frattempo per caso ne ho affettato qualcuno e l’ho messo a essiccare sul calorifero. Super eccitazione. Il sapore mi ha mandata in visibilio. Ne ho affettati un bel pò. Li ho messi ad essiccare. Pensavo sarebbero durati un certo po’ di giorni, visto che quando li mangiavo crudi freschi, bene o male un segnale interno mi avvertiva di stopparmi dopo un po’. Invece essiccati erano squisiti e andavano via come chips. OK. Sono stata malissimo. Ho dovuto vomitare. Non subito. Ultimata la digestione della frutta. Quando nello stomaco erano rimasti solo rucola, filamenti di sedano e appunto funghi. Li ho vomitati un po’ per volta, spinta da un malore animale. Mi sentivo l’odore di fungo salire dallo stomaco al naso e mi partiva un’escalation di nausea, a loop. Risultato che oggi anche l’idea della rucola e del sedano mi vedono un po’ timorosa, perché associate a quell’esperienza. Ora so in prima persona come si formano quei condizionamenti profondissimi che ti spingono a non poter concepire la vista di un cibo. Ho scoperto il ratto dentro di me e ne vado fiera (W l’istinto) ribellandosi così violentemente il corpo mi ha rassicurata che sa prendersi cura di sè e tuttavia il solo essicare ha confuso i suoi riflessi.
I funghi avanzati, mezza cassetta, li ho regalati. Non li posso vedere. Invece dopo qualche giorno la rucola e il sedano sono tornati ad appassionarmi come prima.
- stepa
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Re: Diario di stepa
Grazie a tutti per aver postato, per la passione...
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MissVanilla
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Re: Diario di stepa
sono totalmente affascinata dal tuo istinto.
ho l'impressione che il tuo senso del gusto sia davvero molto puro, e mi affascina leggere le tue nuove scoperte. E' così che dovrebbe funzionare con il cibo: dovrebbe attirarci a seconda di ciò che il corpo necessita, non emotivamente ma fisicamente, e mi impressiona il tuo esperimento con l'essiccatore: spessissimo me lo sono chiesto infatti.....elaborare il cibo, anche se rimane tecnicamente crudo, ci impedisce comunque di sentire il richiamo del corpo verso le sue necessità?
Forse si, dato ciò che ti è accaduto.
Quando sei passata al fruttarianesimo, è stato istintivamente facile oppure hai dovuto lottare contro molti demoni? Hai usato la forza di volontà ad ogni costo finchè ha iniziato ad andare meglio, oppure ti è venuto più o meno naturale?
Grazie di condividere.
ho l'impressione che il tuo senso del gusto sia davvero molto puro, e mi affascina leggere le tue nuove scoperte. E' così che dovrebbe funzionare con il cibo: dovrebbe attirarci a seconda di ciò che il corpo necessita, non emotivamente ma fisicamente, e mi impressiona il tuo esperimento con l'essiccatore: spessissimo me lo sono chiesto infatti.....elaborare il cibo, anche se rimane tecnicamente crudo, ci impedisce comunque di sentire il richiamo del corpo verso le sue necessità?
Forse si, dato ciò che ti è accaduto.
Quando sei passata al fruttarianesimo, è stato istintivamente facile oppure hai dovuto lottare contro molti demoni? Hai usato la forza di volontà ad ogni costo finchè ha iniziato ad andare meglio, oppure ti è venuto più o meno naturale?
Grazie di condividere.
- zuccarata74
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Re: Diario di stepa
Ciao Stepa!Ho finito di leggere il tuo diario solo addesso...l'ho letto senza remore e senza preconcetti...ognuno di noi ha alle spalle esperienze diverse e modi di affrontare la vita differenti...non mi sembra sensato stabilire cosa è giusto o non lo è...se sei "eticamente vegana" o meno lo sai solo tu...so solo che hai aperto il tuo cuore e scritto le esperienze che ti hanno portata ad applicare il veganesimo alla tua vita...mi fa piacere sapere che ci sono persone che come te sanno mettersi a nudo.
un abbraccio
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- stepa
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Re: Diario di stepa
Questa settimana ho pensato un po’ ai demoni, come diceva Miss Vanilla nel suo ultimo post in questo 3D.
I Demoni hanno per zoccoli un’effettiva carenza alimentare e per ali un inceppo della mente, una rovinosa disarmonia fra i nostri veri bisogni e la realtà.
I demoni sono tutti fratelli: figli della stessa matrice psicologica, cioè uno stato di frustrazione emotiva, della cui vera origine non siamo del tutto consapevoli (altrimenti provvederemmo a procurarci sollievo.. suppongo, masochismo permettendo, ovvio). Invece a seconda della dieta che segui, il desiderio che li manifesta assumerà le forme più folkloristike: un certo tipo di cioccolato, una certa marca di biscotti o di patatine, un certo gusto di gelato, di pizza, il cinese, il messicano.
I demoni difficilmente li sconfiggi in una battaglia campale. Io non ci sono mai riuscita. Quando si scatenano in un attacco frontale soccombi, perché sono più forti. Se resisti e ti illudi, in un costosissimo delirio di onnipotenza, di poterli vincere, soffrirai come un maledetto per non cedere, accumulerai frustrazione ottenendo al massimo che quelli scendono sotto il pelo dell’acqua, ma si ripresentano a fregarti al primo momento di debolezza. OH! Stiamo parlando di demoni, chiaro. Non di un banale desiderio di qualcosa di buono. Che quello lo so anch’io che se resisti cinque minuti passa.
Il mio ultimo demone in questa dieta sono state le patatine san carlo. Nel momento di massimo delirio aspettavo il we per comprarmene cinque-sei pacchi, a tutti i gusti (rustiche al pomodoro e all’origano, dixi, rodeo, quelle tagliate a griglia o quelle dal taglio spesso e anche fonzies o yonkers… non sto scherzando!), arrivavo di fronte allo scaffale e a sceglierne uno mi sembrava di rinunciare a tutti gli altri, una deprivazione intollerabile. Non resistevo ad aprire il primo pacco già in macchina e a casa mi affannavo ma mi scoprivo già nauseata molto prima della fine del secondo, e naturalmente andavo avanti a forza. Fino a rinnegare che sono buone. Fino a oggettivamente ingrassare di qualche chilo nei giorni successivi. Fino a dire mai più per tutto il tempo che mi sentivo male dopo. Naturalmente sono buoni propositi che si dileguano, puff, per magia, non appena lo stato di schifo scompare dallo stomaco.
La patatine rappresentano tre oggettive carenze alimentari. Naturalmente le desidero quando sono psicologicamente “provata”. Sul fatto che io e questo sistema culturale non ingraniamo per niente sorvoliamo.
Invece le carenze alimentari fin qui identificate sono:
1) sale
2) grasso
3) desiderio di cibo più “compatto”, consistenza alternativa a quella della frutta.
Per il sale ho scoperto il sedano e la rucola. Sto ancora sperimentando. Mi piacerebbe molto la cipolla/cipollotti e affini, e prima o poi mi concederò di sperimentare usi massivi di questo alimento, anche se l’odore che lascia nelle urine non mi lascia indifferente. Ora mangio molta rucola e molto sedano tutti i giorni, e la voglia del sale bianco non mi sfiora mai. Però la voglia di arricchire e trovare toni nuovi rimane, perciò prima o poi mi comprerò una cassa di cipollotti (e anche peperoni).
Per grasso ho scoperto l’avocado mangiato occasionalmente (quotidianamente no, interferisce e rallenta in un modo che mi stanca proprio). Mi è capitato di farne tre scorpacciate, ma ammetto che mi nauseo ogni volta. Forse in effetti non ho bisogno di tutti questi grassi. Non mi piace l’effetto che hanno. Va meglio con un cucchiaio di semi di lino macinati al giorno.
Per cibo più compatto sto usando in questi giorni un macinato di verdure e pomodori essiccati sul calorifero. Dopo la disfatta con i funghi ho provato ad essiccare le foglie più tenere del sedano (che normalmente NON mangio, e degli spinaci e soprattutto i pomodorini). Metto un bel pugno di sta roba rinsecchita nel macinacaffè. Se ci aggiungo un cucchiaio di semi di lino mi piace proprio. Infatti l’ho scoperta così. Però anche senza semi di lino (dopo l'ultima scorpacciata di avocado ho preferito lasciar perdere i grassi per un pò) sembra che appaghi qualcosa, uno squilibrio che mi viene dopo aver mangiato la frutta. È una voglia di cibo concentrato, meno acquoso. I funghi andavano bene per questo. Ma non se ne parla proprio. Ora di sto macinato ne consumo uno due pugni al giorno, siccome è cibo secco ho preso ad accompagnarlo con morsi di sedano crudo. Mi trovo benissimo. Questa settimana nessun desiderio di sgarro.
Prima di smettere con le patatine ho provato diverse alternative, tipo pasta all’olio, mais e ceci in scatola, piselli scongelati crudi e alla fine ho comprato la macchina per fare i pop corn senza olio.
Ho cominciato con i pop corn a cui accompagniavo separatamente dell’olio d’oliva a crudo. Fisicamente gli effetti apparivano eccellenti rispetto alle patatine, ma dopo 4-5 volte ho concluso che non erano buoni.
Sono passata ai pop corn senza olio. Magari accompagnati con morsi di sedano e/o pezzettini di cipolla. Funzionava ma non era completamente appagante.
Ho provato i pop corn al sale. Il primo boccone ero addirittura euforica. Ma la curva dell’assuefazione è ripidissima, ad ogni boccone devi aumentare drasticamente la quantità di sale e non riesci più ad ottenere il godimento iniziale. L’ho fatto due volte. Il sale fa male. Ammetto che fisicamente non l’ho sperimentato fino in fondo. I funghi fanno male, lo so. I grassi fanno male, lo so. La pasta fa male, i ceci fanno gas. Il sale onestamente non ho sperimentato sintomi forti. Mi sembra di avere le rughette intorno agli occhi più profonde e aride il giorno dopo – ma potrebbe essere autosuggestione. Tuttavia ho letto abbastanza da essermi autoconvinta che è nocivo. Quindi okkio che contro i demoni, la conoscenza è un’arma potente, dopotutto.
Un giorno dopo averli mangiati (i pop) mi sono accorta che non mi erano piaciuti a sufficienza. Mi avevano ingolfata è basta, senza contare la sensazione di disfatta psichica, quella intatta, anzi quasi a prendermi per il culo. Mi sono sentita “fregata” e ho capito che era il momento di fare la mia mossa per imbavagliare il demone. Con noncuranza ho messo la macchina nella scatola e la scatola nell’armadio. Così devo proprio desiderarli per tirarla fuori, la prossima volta. Non è ancora successo. Invece ho provato l’avocado. Poi questa erba secca macinata che funziona proprio bene.
Capito? I demoni non li sconfiggi frontalmente. Quando volevo le patatine al supermercato non c’erano cazzi. (A livello che potevo tornare a casa dopo aver fatto dieci giri del supermercato col carrello in forse, resistendo alla tentazione di comprarle e riprendere la macchina per tornare a fare strage due ore dopo!!). Le ho indebolite un po’ per volta, con il sedano e la rucola, poi con i pop corn, ora con l’avocado. Ora indebolisco l’avocado con i semi di lino. E i pop corn con il macinato di erbe secche. E’ un gioco così. Una partita a scacchi. Forse la connessione tra avocado e semi di lino, tra pop corn ed erbe secche non è evidente. Però al mio corpo sì. Sono piste soggettive, associazioni che ognuno scopre per sé stesso.
I Demoni hanno per zoccoli un’effettiva carenza alimentare e per ali un inceppo della mente, una rovinosa disarmonia fra i nostri veri bisogni e la realtà.
I demoni sono tutti fratelli: figli della stessa matrice psicologica, cioè uno stato di frustrazione emotiva, della cui vera origine non siamo del tutto consapevoli (altrimenti provvederemmo a procurarci sollievo.. suppongo, masochismo permettendo, ovvio). Invece a seconda della dieta che segui, il desiderio che li manifesta assumerà le forme più folkloristike: un certo tipo di cioccolato, una certa marca di biscotti o di patatine, un certo gusto di gelato, di pizza, il cinese, il messicano.
I demoni difficilmente li sconfiggi in una battaglia campale. Io non ci sono mai riuscita. Quando si scatenano in un attacco frontale soccombi, perché sono più forti. Se resisti e ti illudi, in un costosissimo delirio di onnipotenza, di poterli vincere, soffrirai come un maledetto per non cedere, accumulerai frustrazione ottenendo al massimo che quelli scendono sotto il pelo dell’acqua, ma si ripresentano a fregarti al primo momento di debolezza. OH! Stiamo parlando di demoni, chiaro. Non di un banale desiderio di qualcosa di buono. Che quello lo so anch’io che se resisti cinque minuti passa.
Il mio ultimo demone in questa dieta sono state le patatine san carlo. Nel momento di massimo delirio aspettavo il we per comprarmene cinque-sei pacchi, a tutti i gusti (rustiche al pomodoro e all’origano, dixi, rodeo, quelle tagliate a griglia o quelle dal taglio spesso e anche fonzies o yonkers… non sto scherzando!), arrivavo di fronte allo scaffale e a sceglierne uno mi sembrava di rinunciare a tutti gli altri, una deprivazione intollerabile. Non resistevo ad aprire il primo pacco già in macchina e a casa mi affannavo ma mi scoprivo già nauseata molto prima della fine del secondo, e naturalmente andavo avanti a forza. Fino a rinnegare che sono buone. Fino a oggettivamente ingrassare di qualche chilo nei giorni successivi. Fino a dire mai più per tutto il tempo che mi sentivo male dopo. Naturalmente sono buoni propositi che si dileguano, puff, per magia, non appena lo stato di schifo scompare dallo stomaco.
La patatine rappresentano tre oggettive carenze alimentari. Naturalmente le desidero quando sono psicologicamente “provata”. Sul fatto che io e questo sistema culturale non ingraniamo per niente sorvoliamo.
Invece le carenze alimentari fin qui identificate sono:
1) sale
2) grasso
3) desiderio di cibo più “compatto”, consistenza alternativa a quella della frutta.
Per il sale ho scoperto il sedano e la rucola. Sto ancora sperimentando. Mi piacerebbe molto la cipolla/cipollotti e affini, e prima o poi mi concederò di sperimentare usi massivi di questo alimento, anche se l’odore che lascia nelle urine non mi lascia indifferente. Ora mangio molta rucola e molto sedano tutti i giorni, e la voglia del sale bianco non mi sfiora mai. Però la voglia di arricchire e trovare toni nuovi rimane, perciò prima o poi mi comprerò una cassa di cipollotti (e anche peperoni).
Per grasso ho scoperto l’avocado mangiato occasionalmente (quotidianamente no, interferisce e rallenta in un modo che mi stanca proprio). Mi è capitato di farne tre scorpacciate, ma ammetto che mi nauseo ogni volta. Forse in effetti non ho bisogno di tutti questi grassi. Non mi piace l’effetto che hanno. Va meglio con un cucchiaio di semi di lino macinati al giorno.
Per cibo più compatto sto usando in questi giorni un macinato di verdure e pomodori essiccati sul calorifero. Dopo la disfatta con i funghi ho provato ad essiccare le foglie più tenere del sedano (che normalmente NON mangio, e degli spinaci e soprattutto i pomodorini). Metto un bel pugno di sta roba rinsecchita nel macinacaffè. Se ci aggiungo un cucchiaio di semi di lino mi piace proprio. Infatti l’ho scoperta così. Però anche senza semi di lino (dopo l'ultima scorpacciata di avocado ho preferito lasciar perdere i grassi per un pò) sembra che appaghi qualcosa, uno squilibrio che mi viene dopo aver mangiato la frutta. È una voglia di cibo concentrato, meno acquoso. I funghi andavano bene per questo. Ma non se ne parla proprio. Ora di sto macinato ne consumo uno due pugni al giorno, siccome è cibo secco ho preso ad accompagnarlo con morsi di sedano crudo. Mi trovo benissimo. Questa settimana nessun desiderio di sgarro.
Prima di smettere con le patatine ho provato diverse alternative, tipo pasta all’olio, mais e ceci in scatola, piselli scongelati crudi e alla fine ho comprato la macchina per fare i pop corn senza olio.
Ho cominciato con i pop corn a cui accompagniavo separatamente dell’olio d’oliva a crudo. Fisicamente gli effetti apparivano eccellenti rispetto alle patatine, ma dopo 4-5 volte ho concluso che non erano buoni.
Sono passata ai pop corn senza olio. Magari accompagnati con morsi di sedano e/o pezzettini di cipolla. Funzionava ma non era completamente appagante.
Ho provato i pop corn al sale. Il primo boccone ero addirittura euforica. Ma la curva dell’assuefazione è ripidissima, ad ogni boccone devi aumentare drasticamente la quantità di sale e non riesci più ad ottenere il godimento iniziale. L’ho fatto due volte. Il sale fa male. Ammetto che fisicamente non l’ho sperimentato fino in fondo. I funghi fanno male, lo so. I grassi fanno male, lo so. La pasta fa male, i ceci fanno gas. Il sale onestamente non ho sperimentato sintomi forti. Mi sembra di avere le rughette intorno agli occhi più profonde e aride il giorno dopo – ma potrebbe essere autosuggestione. Tuttavia ho letto abbastanza da essermi autoconvinta che è nocivo. Quindi okkio che contro i demoni, la conoscenza è un’arma potente, dopotutto.
Un giorno dopo averli mangiati (i pop) mi sono accorta che non mi erano piaciuti a sufficienza. Mi avevano ingolfata è basta, senza contare la sensazione di disfatta psichica, quella intatta, anzi quasi a prendermi per il culo. Mi sono sentita “fregata” e ho capito che era il momento di fare la mia mossa per imbavagliare il demone. Con noncuranza ho messo la macchina nella scatola e la scatola nell’armadio. Così devo proprio desiderarli per tirarla fuori, la prossima volta. Non è ancora successo. Invece ho provato l’avocado. Poi questa erba secca macinata che funziona proprio bene.
Capito? I demoni non li sconfiggi frontalmente. Quando volevo le patatine al supermercato non c’erano cazzi. (A livello che potevo tornare a casa dopo aver fatto dieci giri del supermercato col carrello in forse, resistendo alla tentazione di comprarle e riprendere la macchina per tornare a fare strage due ore dopo!!). Le ho indebolite un po’ per volta, con il sedano e la rucola, poi con i pop corn, ora con l’avocado. Ora indebolisco l’avocado con i semi di lino. E i pop corn con il macinato di erbe secche. E’ un gioco così. Una partita a scacchi. Forse la connessione tra avocado e semi di lino, tra pop corn ed erbe secche non è evidente. Però al mio corpo sì. Sono piste soggettive, associazioni che ognuno scopre per sé stesso.
- stepa
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Re: Diario di stepa
Alla fine di settembre ho smesso di mangiare pomodori. All’inizio di settembre avevo smesso con meloni e anguria. Mi era capitato di prendere un melone invernale, di quelli con la buccia gialla e la polpa bianca (tra i miei preferiti) verso la fine di settembre e mi aveva fatto un effetto bruttissimo. Tutta quell’acqua fredda nello stomaco abbassava in modo estremamente sgradevole la temperatura corporea.
Da due settimane i pomodori hanno ricominciato ad apparirmi appetibili. Il loro consumo sta subendo un’impennata e la qualità che riesco a trovare ai mercati generali invoglia.
Poi è successo che il prezzo della rucola è precipitato, costa un terzo del suo prezzo invernale. Invece di risparmiare ne mangio il triplo. LOL. Una cassetta al giorno. Il consumo di sedano si è un po’ rallentato.
Ho provato i cipollotti, ne ho comprata una cassetta diverse settimane fa, quando ne avevo parlato qui. Mi attirava il filamento erboso verde brillante. Un piccolo morsetto al corpo del cipollotto, la parte bianca, il bulbo, mi ha creato un tale buco nauseato nello stomaco da convincermi che la parte commestibile è il verde e il bianco è da buttare.
È durata tre giorni. Dopo il primo giorno che avevo mangiato un certo numero di
filamenti verdi, fino a un segnale di stop interno, il mattino dopo al risveglio mal di gola. È passato dopo dieci minuti. Il giorno dopo stessa cosa, ma il mal di gola è passato dopo venti minuti. Il terzo giorno il mal di gola è comparso subito dopo averli mangiati, precisamente una sensazione di ulcerazione tra l’orecchio e la gola, a destra, che è il lato da cui li masticavo preferibilmente. Piuttosto doloroso mi ha rovinato il piacere di mangiare per un paio di giorni. Pertanto il resto dei cipollotti l’ho pulito un po’ per volta e messo ad essiccare, bianco e verde. Una punta nel macinato secco ci sta.
Sono duri ad essiccarsi infatti ieri avevano ancora i filamenti verdi ed appetibili, ne ho mangiati un po’, mi attraggono terribilmente. Non mi è successo niente di male.
La sequenza di bocconi per gustarli veramente è: un tocchetto di pomodoro, lo sgranocchiamento di un intero filamento verde e subito dopo, per soffocare il bruciore alla bocca, un morso di sedano. Delle sensazioni di Sali minerali superbe.
Come cibo non sono ok, ma insomma è un vizio.
Però al momento non ne ho altri (ok, una bottiglia di acqua ferrarelle alla settimana
). Dall'ultima volta che l'ho raccontato, il 17 gennaio, ho controllato eheh, niente più pop corn. Nè altri succedanei.
Nemmeno abuso di avocado. Ne faccio una scorpacciata ogni tanto, ma non spesso. Il sabato ai mercati generali quando mi va ne compro una cassetta di molto maturi, che vendono per 2-4 eu. Li spreco, ci giochiccio come un gatto col topo quando ne ha troppo, ne mangio tutto quello che voglio dalle 12:00 alle 14:30. Poi ho un impegno, uscendo getto via ciò che è rimasto.
Da due settimane i pomodori hanno ricominciato ad apparirmi appetibili. Il loro consumo sta subendo un’impennata e la qualità che riesco a trovare ai mercati generali invoglia.
Poi è successo che il prezzo della rucola è precipitato, costa un terzo del suo prezzo invernale. Invece di risparmiare ne mangio il triplo. LOL. Una cassetta al giorno. Il consumo di sedano si è un po’ rallentato.
Ho provato i cipollotti, ne ho comprata una cassetta diverse settimane fa, quando ne avevo parlato qui. Mi attirava il filamento erboso verde brillante. Un piccolo morsetto al corpo del cipollotto, la parte bianca, il bulbo, mi ha creato un tale buco nauseato nello stomaco da convincermi che la parte commestibile è il verde e il bianco è da buttare.
È durata tre giorni. Dopo il primo giorno che avevo mangiato un certo numero di
filamenti verdi, fino a un segnale di stop interno, il mattino dopo al risveglio mal di gola. È passato dopo dieci minuti. Il giorno dopo stessa cosa, ma il mal di gola è passato dopo venti minuti. Il terzo giorno il mal di gola è comparso subito dopo averli mangiati, precisamente una sensazione di ulcerazione tra l’orecchio e la gola, a destra, che è il lato da cui li masticavo preferibilmente. Piuttosto doloroso mi ha rovinato il piacere di mangiare per un paio di giorni. Pertanto il resto dei cipollotti l’ho pulito un po’ per volta e messo ad essiccare, bianco e verde. Una punta nel macinato secco ci sta.
Sono duri ad essiccarsi infatti ieri avevano ancora i filamenti verdi ed appetibili, ne ho mangiati un po’, mi attraggono terribilmente. Non mi è successo niente di male.
La sequenza di bocconi per gustarli veramente è: un tocchetto di pomodoro, lo sgranocchiamento di un intero filamento verde e subito dopo, per soffocare il bruciore alla bocca, un morso di sedano. Delle sensazioni di Sali minerali superbe.
Come cibo non sono ok, ma insomma è un vizio.
Però al momento non ne ho altri (ok, una bottiglia di acqua ferrarelle alla settimana
Nemmeno abuso di avocado. Ne faccio una scorpacciata ogni tanto, ma non spesso. Il sabato ai mercati generali quando mi va ne compro una cassetta di molto maturi, che vendono per 2-4 eu. Li spreco, ci giochiccio come un gatto col topo quando ne ha troppo, ne mangio tutto quello che voglio dalle 12:00 alle 14:30. Poi ho un impegno, uscendo getto via ciò che è rimasto.
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collinetta
Re: Diario di stepa
Ho letto con molto interesse in questi giorni il tuo diario (tra gli altri).
Apprezzo la crudezza di esposizione e chiarezza, che talvolta rasenta la secchezza e la scostanza, forse perchè tendo ad abusarne io per prima e la riconosco come fattore imprescindibile nella mia vita, ergo mi piace istintivamente.
La tua esperienza è molto aperta, soprattutto per come ti poni nei confronti della percezione organolettica ed emotiva degli alimenti.
Domanda: ma vai sempre a periodi o ti capita anche di mantenere una certa continuità ed omogeneità alimentare a volte?
Grazie
Apprezzo la crudezza di esposizione e chiarezza, che talvolta rasenta la secchezza e la scostanza, forse perchè tendo ad abusarne io per prima e la riconosco come fattore imprescindibile nella mia vita, ergo mi piace istintivamente.
La tua esperienza è molto aperta, soprattutto per come ti poni nei confronti della percezione organolettica ed emotiva degli alimenti.
Domanda: ma vai sempre a periodi o ti capita anche di mantenere una certa continuità ed omogeneità alimentare a volte?
Grazie
- stepa
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Re: Diario di stepa
Fine dei rapporti con la rucola.
Non è che non fosse prevedibile che avrei finito con lo schiantarmi prima o poi.
Ormai non la posso più mangiare. Il sapore mi sembra avariato. Anche se è la stessa identica rucola che masticavo con piacere fino a ieri.
Una settimana difficile. Ho un pò anoressizzato. La sensazione sgradevole che lo stomaco si riempia troppo in fretta.
Fortunatamente ieri ai mercati generali ho fatto strage di delizie. Ieri pomeriggio ho amato alla follia tutto ciò che mi ero comprata. Mi sono nutrita un pò per volta, con arte e un pizzico di lussuria. Ho ancora questi due giorni per rimettermi in pista.
Nei giorni in cui facevo strage di rucola (fino a 800 gr) tremavo al pensiero che potesse finire. Invece la rucola c'è ancora ma è il mio corpo che non ci sta più. Ho ricevuto dei segnali di avvertimento prima di arrivare a questo punto: ogni volta che aumentavo le porzioni il mio corpo reagiva, ma si adattava subito. Erano segnali sotto la soglia della coscienza, infatti non saprei dire con esattezza cos’erano, però ho la consapevolezza di essere stata avvertita. Solo che quando me l' infilavo in bocca era così appagante che dimenticavo tutto, e andavo avanti finchè ce n’era. E lo capisco. Uso fit day di tanto in tanto per avere una traccia della situazione. Con l’apporto di 800 gr di rucola al giorno riuscivo praticamente a raggiungere quello che, secondo il software, è il mio fabbisogno quotidiano di Sali e vitamine (lo so che sono cifre teoriche).
Il lutto non è durato niente. Già insieme ai pomodori mi sembravano tornate appetibili anche le zucchine. Ho comprato dell'insalata romana, dei pomodori cuore di bue superbi, una cassetta di zucchine, il solito sedano che è un vero jolly e non mi abbandona mai. Con uno sguardo a fit day ho scoperto che la mia quota di sali e vitamine pare adeguata anche così.
La grande sorpresa è masticare di gusto l'insalata. Cruda, ancora gocciolante dopo essere stata lavata. Ha un sapore dolce, croccante. Io conservavo in memoria il mito che l'insalata senza condimento non sa di niente. Invece il gusto è veramente qualcosa di plastico, un animaletto da addomesticare e crescere. Della romana si mangia a morsi la parte bassa della foglia, la costa bianca deliziosa, quella è il bottino. La parte superiore della foglia è più noiosa, ma si accompagna bene al sedano, oppure va frullata con le platano. Assomiglio sempre più a una scimmia, quando mangio. Da tempo non esiste tovaglia o tovaglioli (meglio un grosso strofinaccio per asciugare con agio le dita agili, grandi protagoniste della performance nutritiva). il cibo va toccato piegato, lacerato, un boccone di questo e un boccone di quello (parlo delle verdure), mescolato direttamente in bocca. bè le prugne si avvolgono con le labbra e si succhiano. e sono così dolci arrendevoli e perfette. Per me pasqua ha a che fare con queste meraviglie. Questo sì, lo auguro a tutti.
Ciao Collinetta. Grazie per il post. Rispondo la prossima.
Non è che non fosse prevedibile che avrei finito con lo schiantarmi prima o poi.
Ormai non la posso più mangiare. Il sapore mi sembra avariato. Anche se è la stessa identica rucola che masticavo con piacere fino a ieri.
Una settimana difficile. Ho un pò anoressizzato. La sensazione sgradevole che lo stomaco si riempia troppo in fretta.
Fortunatamente ieri ai mercati generali ho fatto strage di delizie. Ieri pomeriggio ho amato alla follia tutto ciò che mi ero comprata. Mi sono nutrita un pò per volta, con arte e un pizzico di lussuria. Ho ancora questi due giorni per rimettermi in pista.
Nei giorni in cui facevo strage di rucola (fino a 800 gr) tremavo al pensiero che potesse finire. Invece la rucola c'è ancora ma è il mio corpo che non ci sta più. Ho ricevuto dei segnali di avvertimento prima di arrivare a questo punto: ogni volta che aumentavo le porzioni il mio corpo reagiva, ma si adattava subito. Erano segnali sotto la soglia della coscienza, infatti non saprei dire con esattezza cos’erano, però ho la consapevolezza di essere stata avvertita. Solo che quando me l' infilavo in bocca era così appagante che dimenticavo tutto, e andavo avanti finchè ce n’era. E lo capisco. Uso fit day di tanto in tanto per avere una traccia della situazione. Con l’apporto di 800 gr di rucola al giorno riuscivo praticamente a raggiungere quello che, secondo il software, è il mio fabbisogno quotidiano di Sali e vitamine (lo so che sono cifre teoriche).
Il lutto non è durato niente. Già insieme ai pomodori mi sembravano tornate appetibili anche le zucchine. Ho comprato dell'insalata romana, dei pomodori cuore di bue superbi, una cassetta di zucchine, il solito sedano che è un vero jolly e non mi abbandona mai. Con uno sguardo a fit day ho scoperto che la mia quota di sali e vitamine pare adeguata anche così.
La grande sorpresa è masticare di gusto l'insalata. Cruda, ancora gocciolante dopo essere stata lavata. Ha un sapore dolce, croccante. Io conservavo in memoria il mito che l'insalata senza condimento non sa di niente. Invece il gusto è veramente qualcosa di plastico, un animaletto da addomesticare e crescere. Della romana si mangia a morsi la parte bassa della foglia, la costa bianca deliziosa, quella è il bottino. La parte superiore della foglia è più noiosa, ma si accompagna bene al sedano, oppure va frullata con le platano. Assomiglio sempre più a una scimmia, quando mangio. Da tempo non esiste tovaglia o tovaglioli (meglio un grosso strofinaccio per asciugare con agio le dita agili, grandi protagoniste della performance nutritiva). il cibo va toccato piegato, lacerato, un boccone di questo e un boccone di quello (parlo delle verdure), mescolato direttamente in bocca. bè le prugne si avvolgono con le labbra e si succhiano. e sono così dolci arrendevoli e perfette. Per me pasqua ha a che fare con queste meraviglie. Questo sì, lo auguro a tutti.
Ciao Collinetta. Grazie per il post. Rispondo la prossima.
- stepa
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Re: Diario di stepa
@ Collinetta
Fosse per me io mangerei sempre le stesse cose. Non certe cose in particolare, voglio dire che una volta che arrivo a dire: AAAAAH oggi mi sono proprio nutrita alla grande!!!! Per quantità, per qualità, per combinazioni, per tempistica – il giorno dopo vorrei sentirmi esattamente allo stesso modo, e uno ingenuo potrebbe pensare che basterebbe mangiare tutto allo stesso modo. Invece no. È come stare in piedi in cima a una palla, ti devi muovere come un dannato per mantenere l’equilibrio. Perché ieri non è oggi, né fuori né dentro di me. Comunque uno schema di base, con piccoli aggiustamenti quotidiani può durare circa tre settimane. Poi in genere interviene uno o più cambiamenti radicali. Sto sperimentando proprio in questo periodo i rivolgimenti drastici del cambio stagionale. È bella la sicurezza di mangiare cose conosciute in modi collaudati, sapere esattamente cosa desideri e come ti sentirai quando lo avrai avuto. In questo periodo affronto l’incertezza e i disagi della sperimentazione primaverile, però i sapori sono così smaglianti che non posso proprio dire mi dispiaccia.
Nel mio frigorifero ci sono 4 grossi ananas di cui centrifugo il succo e strappo qualche morso. Ancora la porzione di pompelmi avanzata dalle passate settimane per un’ultima centrifugata.
Ora sono quasi finite ma all’inizio erano 5 chili di fragole (10 EUR, fai i conti e realizza che è veramente poco), un chilo l’ho regalato, mi rimane una porzione di 500 gr al giorno. Quelle di questa settimana erano proprio buone: colore=rosso molto molto intenso, ma non brillante e acceso, piuttosto scuro e profondo che a maturazione esasperata tende a virare sulla sfumatura del viola (le migliori). Per questo carico era il segnale di un gusto perfetto. Come si mangiano le fragole? Bisogna averne tante. Si morsica solo la punta della fragola, in pratica si “assaggiano” uno per uno tutti i pezzi più succulenti. Ne basta uno, per quanto la fragola sia saporita, il secondo boccone è comunque noioso. I frutti morsicati si gettano in un mucchio, (assomiglio sempre più a una scimmia?) insieme a quelli meno invitanti, dopo aver tolto la coroncina verde (noia!), verranno frullati con una banana platano.
Questa settimana ho anche una porzione da 500 gr di asparagi al giorno e più o meno la stessa quantità di agretto o barba di frate. I pomodori erano incredibilmente salati e saporiti, tipo cuore di bue ma piccoli. Come le fragole, dubito che arriveranno alla fine della settimana. Per la prima volta ho trovato i datteri madjool, di cui ho sempre sentito parlare ma mai visti prima. 3 alla fine di tutto sono lusso sfrenato. Poi ho dei ciospi di insalata romana e del sedano. Li uso per accompagnare asparagi e agretti. Avevo comprato una cassetta di belle zucchine ma le ho regalate. Non ho spazio nello stomaco, sono un cibo carino e piacevole, ma povero. Prima o poi mi ricomprerò la rucola. Prometto che ne mangerò poca per volta. Gli asparagi e gli agretti comunque hanno molto molto carattere, sostituti di tutto rispetto. Poi kiwi. Il frullato di 4 kiwi con 1 platano sembrerebbe un austero rimasuglio invernale, invece resiste strenuamente. Lo bevo sul finale e continuo a trovarlo proprio buono.
Fosse per me io mangerei sempre le stesse cose. Non certe cose in particolare, voglio dire che una volta che arrivo a dire: AAAAAH oggi mi sono proprio nutrita alla grande!!!! Per quantità, per qualità, per combinazioni, per tempistica – il giorno dopo vorrei sentirmi esattamente allo stesso modo, e uno ingenuo potrebbe pensare che basterebbe mangiare tutto allo stesso modo. Invece no. È come stare in piedi in cima a una palla, ti devi muovere come un dannato per mantenere l’equilibrio. Perché ieri non è oggi, né fuori né dentro di me. Comunque uno schema di base, con piccoli aggiustamenti quotidiani può durare circa tre settimane. Poi in genere interviene uno o più cambiamenti radicali. Sto sperimentando proprio in questo periodo i rivolgimenti drastici del cambio stagionale. È bella la sicurezza di mangiare cose conosciute in modi collaudati, sapere esattamente cosa desideri e come ti sentirai quando lo avrai avuto. In questo periodo affronto l’incertezza e i disagi della sperimentazione primaverile, però i sapori sono così smaglianti che non posso proprio dire mi dispiaccia.
Nel mio frigorifero ci sono 4 grossi ananas di cui centrifugo il succo e strappo qualche morso. Ancora la porzione di pompelmi avanzata dalle passate settimane per un’ultima centrifugata.
Ora sono quasi finite ma all’inizio erano 5 chili di fragole (10 EUR, fai i conti e realizza che è veramente poco), un chilo l’ho regalato, mi rimane una porzione di 500 gr al giorno. Quelle di questa settimana erano proprio buone: colore=rosso molto molto intenso, ma non brillante e acceso, piuttosto scuro e profondo che a maturazione esasperata tende a virare sulla sfumatura del viola (le migliori). Per questo carico era il segnale di un gusto perfetto. Come si mangiano le fragole? Bisogna averne tante. Si morsica solo la punta della fragola, in pratica si “assaggiano” uno per uno tutti i pezzi più succulenti. Ne basta uno, per quanto la fragola sia saporita, il secondo boccone è comunque noioso. I frutti morsicati si gettano in un mucchio, (assomiglio sempre più a una scimmia?) insieme a quelli meno invitanti, dopo aver tolto la coroncina verde (noia!), verranno frullati con una banana platano.
Questa settimana ho anche una porzione da 500 gr di asparagi al giorno e più o meno la stessa quantità di agretto o barba di frate. I pomodori erano incredibilmente salati e saporiti, tipo cuore di bue ma piccoli. Come le fragole, dubito che arriveranno alla fine della settimana. Per la prima volta ho trovato i datteri madjool, di cui ho sempre sentito parlare ma mai visti prima. 3 alla fine di tutto sono lusso sfrenato. Poi ho dei ciospi di insalata romana e del sedano. Li uso per accompagnare asparagi e agretti. Avevo comprato una cassetta di belle zucchine ma le ho regalate. Non ho spazio nello stomaco, sono un cibo carino e piacevole, ma povero. Prima o poi mi ricomprerò la rucola. Prometto che ne mangerò poca per volta. Gli asparagi e gli agretti comunque hanno molto molto carattere, sostituti di tutto rispetto. Poi kiwi. Il frullato di 4 kiwi con 1 platano sembrerebbe un austero rimasuglio invernale, invece resiste strenuamente. Lo bevo sul finale e continuo a trovarlo proprio buono.
- stepa
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Re: Diario di stepa
All’inizio di questa strada sono stata una pura fruttariana. Avevo qualche problema visto che con scadenza variabile (una volta alla settimana o una volta al mese) saccheggiavo lo scaffale delle buste di patatine del supermercato.
Una svolta è avvenuta quando ho seguito la brillante intuizione di comprarmi del sedano.
Così, per almeno un mese, il mio nutrimento è consistito essenzialmente di 8-15 banane + un intero cespo di sedano. Andavo avanti per anche tre ore, tardo inverno, nel freddo del soggiorno, seduta sul divano, banane a sinistra (sono mancina) e sedano a destra, rannicchiata a masticare, mescolati nella bocca, un boccone di banana insieme a uno di sedano.
Per molti giorni il mio corpo fu così concentrato in questa combinazione di sapori che pensavo non avrei mai più mangiato altro.
È strano pensarlo adesso. Mangiavo ferma, davanti a film che non guardavo, rintanata in me stessa, chiusa e concentrata, come se fosse un incantesimo, come se fosse un lavoro, mi stavo guarendo. A quel tempo tante cose erano peggiori di adesso, una fra tutte la bocca che mi ritrovavo al mattino appena sveglia. Il mio punto debole, la finestra da cui potevo immaginare lo schifo che il mio corpo tentava di smantellare durante la notte. È durato molti mesi. Ho ancora molto da smantellare ma ora non è più lugubre e gravoso. Ora procedere a volte regala inaspettati sprazzi di luce, e leggerezza. Non voglio lasciarmi andare a dire ottimismo. Però per la prima volta comincio ad avvertire i tanto decantati effetti mentali di questa dieta, di cui fino ad ora sapevo solo per sentito dire. Niente è cambiato in me. Io sono una persona aggressiva e individualista, con la rinnovata sicurezza di star lentamente rinascendo dalle mie ceneri. Senza rendermene conto mi comporto con l’arroganza di chi non teme di aver difetti, tranne quelli che conosce bene. Ora ne scopro di completamente nuovi, man mano che quelli vecchi perdono rilevanza. Io non sono una persona felice e me ne frego della felicità di chi ho intorno. Sono determinata a sopravvivere e lo faccio con odio, per scommessa e rivincita. Se dico amore viene fuori tutto un ambaradan di fesserie a cui non credo. Nella mia vita l’amore è un pinocchio che non è mai diventato bambino. Buddha parlava di compassione ma non sono così forte su questo pianeta da provare compassione, io devo preoccuparmi di sopravvivere. Però ammetto che dentro di me si sta creando spazio per qualcosa di nuovo, questo è il timido barlume di cambiamento mentale. Guardo fuori dalla finestra, gli alberi, la sera che scende e capisco che sto aspettando. Niente arriva da fuori. Attendo che la mia energia monti fino a consentirmi un "salto quantico", di vibrare ad una frequenza superiore. Amore in questa epoca storica è una fesseria, la droga che ci assopisce le menti. Preferisco la parola verità.
La prima volta che ho preso il sedano, mi sentivo un po’ out of lines, mi sembrava di compiere un’eresia. Mica erano zucchine, mica erano pomodori. Questo era proprio un “green” – stavo uscendo fuori dalla protezione dell’etichetta “fruttariano”.
Così mi mossi con passo felpato, molto attenta a tutti gli effetti che sarebbero sopravvenuti sul mio equilibrio.
La prima sera notai un rallentamento della digestione.
La frutta scivola nel mio corpo, la verdura draga.
Subito mi resi conto che nel sedano le foglie non andavano: sono potenti come le erbe-medicina, perciò non le considero commestibili, più tardi ho imparato ad essiccarle. Ma la parentesi del cibo essiccato è stata molto breve, è un’opzione che ora conosco e non ne penso male, ma non mi serve veramente.
Insomma la verdura non è come la frutta. Solo dopo averne mangiati per una settimana ho scoperto il vero pregio di asparagi e agretti. Per quella prima settimana li ho mangiati, erano interessanti ma non li ho goduti. Così la seconda settimana non li ho ricomprati. Ne avevo un po’ di avanzati. Vacca! La seconda settimana è cambiato qualcosa, come se dopo i primi giorni il mio corpo avesse messo appunto un set enzimatico adeguato, da quel momento asparagi e agretti mi sono piaciuti da impazzire. Ai livelli della rucola precedentemente. E, interessante: la rucola ha smesso di apparirmi appetibile. A me stessa la racconto come la storia del set enzimatico: il mio corpo ha cambiato la sua configurazione enzimatica, ora è settato su agretti e asparagi - il vecchio corredo, adeguato alla rucola, è stato sostituito. Anche quando ho mangiato papaya la prima volta, ne ho volute due, ho avuto degli effetti, diversi ma penso analoghi: in quel caso mi è venuto mal di pancia. Lo stesso mi è accaduto la prima volta con i meloni. Anche certi tipi di frutta, quando sono “nuovi”, provocano reazioni come se il corpo non avesse tutti gli strumenti per gestirli bene (il mitico set enzimatico). La frutta però fa venire un mal di pancia che passa dopo un’oretta. La verdura invece rimane nello stomaco, da la sensazione di rallentamento della digestione e nei casi gravi un senso di avvelenamento (foglie di sedano, rucola, anche asparagi e ovviamente: i funghi!!!!). Questo significa che è un cibo meno che ottimale? Io non so che dire. Non posso vivere senza frutta. La frutta mi piace, ma senza verdura mi nausea. La frutta mi sazia, ma la verdura mi appaga.
Il mito del set enzimatico spiega anche perchè alcuni sono portati a mangiare per molti di giorni di seguito le stesse cose: una volta che hai lo stomaco e l'intestino già chimicamente predisposti ad assimilare quel certo cibo, nutrirseme diventa facile, conveniente, spontaneo. Tranne che ogni cibo ha un profilo di minerali e vitamine diverso, e periodicamente cambiare diventa impellente per rimpinguare le scorte di ciò che hai consumato.
Una svolta è avvenuta quando ho seguito la brillante intuizione di comprarmi del sedano.
Così, per almeno un mese, il mio nutrimento è consistito essenzialmente di 8-15 banane + un intero cespo di sedano. Andavo avanti per anche tre ore, tardo inverno, nel freddo del soggiorno, seduta sul divano, banane a sinistra (sono mancina) e sedano a destra, rannicchiata a masticare, mescolati nella bocca, un boccone di banana insieme a uno di sedano.
Per molti giorni il mio corpo fu così concentrato in questa combinazione di sapori che pensavo non avrei mai più mangiato altro.
È strano pensarlo adesso. Mangiavo ferma, davanti a film che non guardavo, rintanata in me stessa, chiusa e concentrata, come se fosse un incantesimo, come se fosse un lavoro, mi stavo guarendo. A quel tempo tante cose erano peggiori di adesso, una fra tutte la bocca che mi ritrovavo al mattino appena sveglia. Il mio punto debole, la finestra da cui potevo immaginare lo schifo che il mio corpo tentava di smantellare durante la notte. È durato molti mesi. Ho ancora molto da smantellare ma ora non è più lugubre e gravoso. Ora procedere a volte regala inaspettati sprazzi di luce, e leggerezza. Non voglio lasciarmi andare a dire ottimismo. Però per la prima volta comincio ad avvertire i tanto decantati effetti mentali di questa dieta, di cui fino ad ora sapevo solo per sentito dire. Niente è cambiato in me. Io sono una persona aggressiva e individualista, con la rinnovata sicurezza di star lentamente rinascendo dalle mie ceneri. Senza rendermene conto mi comporto con l’arroganza di chi non teme di aver difetti, tranne quelli che conosce bene. Ora ne scopro di completamente nuovi, man mano che quelli vecchi perdono rilevanza. Io non sono una persona felice e me ne frego della felicità di chi ho intorno. Sono determinata a sopravvivere e lo faccio con odio, per scommessa e rivincita. Se dico amore viene fuori tutto un ambaradan di fesserie a cui non credo. Nella mia vita l’amore è un pinocchio che non è mai diventato bambino. Buddha parlava di compassione ma non sono così forte su questo pianeta da provare compassione, io devo preoccuparmi di sopravvivere. Però ammetto che dentro di me si sta creando spazio per qualcosa di nuovo, questo è il timido barlume di cambiamento mentale. Guardo fuori dalla finestra, gli alberi, la sera che scende e capisco che sto aspettando. Niente arriva da fuori. Attendo che la mia energia monti fino a consentirmi un "salto quantico", di vibrare ad una frequenza superiore. Amore in questa epoca storica è una fesseria, la droga che ci assopisce le menti. Preferisco la parola verità.
La prima volta che ho preso il sedano, mi sentivo un po’ out of lines, mi sembrava di compiere un’eresia. Mica erano zucchine, mica erano pomodori. Questo era proprio un “green” – stavo uscendo fuori dalla protezione dell’etichetta “fruttariano”.
Così mi mossi con passo felpato, molto attenta a tutti gli effetti che sarebbero sopravvenuti sul mio equilibrio.
La prima sera notai un rallentamento della digestione.
La frutta scivola nel mio corpo, la verdura draga.
Subito mi resi conto che nel sedano le foglie non andavano: sono potenti come le erbe-medicina, perciò non le considero commestibili, più tardi ho imparato ad essiccarle. Ma la parentesi del cibo essiccato è stata molto breve, è un’opzione che ora conosco e non ne penso male, ma non mi serve veramente.
Insomma la verdura non è come la frutta. Solo dopo averne mangiati per una settimana ho scoperto il vero pregio di asparagi e agretti. Per quella prima settimana li ho mangiati, erano interessanti ma non li ho goduti. Così la seconda settimana non li ho ricomprati. Ne avevo un po’ di avanzati. Vacca! La seconda settimana è cambiato qualcosa, come se dopo i primi giorni il mio corpo avesse messo appunto un set enzimatico adeguato, da quel momento asparagi e agretti mi sono piaciuti da impazzire. Ai livelli della rucola precedentemente. E, interessante: la rucola ha smesso di apparirmi appetibile. A me stessa la racconto come la storia del set enzimatico: il mio corpo ha cambiato la sua configurazione enzimatica, ora è settato su agretti e asparagi - il vecchio corredo, adeguato alla rucola, è stato sostituito. Anche quando ho mangiato papaya la prima volta, ne ho volute due, ho avuto degli effetti, diversi ma penso analoghi: in quel caso mi è venuto mal di pancia. Lo stesso mi è accaduto la prima volta con i meloni. Anche certi tipi di frutta, quando sono “nuovi”, provocano reazioni come se il corpo non avesse tutti gli strumenti per gestirli bene (il mitico set enzimatico). La frutta però fa venire un mal di pancia che passa dopo un’oretta. La verdura invece rimane nello stomaco, da la sensazione di rallentamento della digestione e nei casi gravi un senso di avvelenamento (foglie di sedano, rucola, anche asparagi e ovviamente: i funghi!!!!). Questo significa che è un cibo meno che ottimale? Io non so che dire. Non posso vivere senza frutta. La frutta mi piace, ma senza verdura mi nausea. La frutta mi sazia, ma la verdura mi appaga.
Il mito del set enzimatico spiega anche perchè alcuni sono portati a mangiare per molti di giorni di seguito le stesse cose: una volta che hai lo stomaco e l'intestino già chimicamente predisposti ad assimilare quel certo cibo, nutrirseme diventa facile, conveniente, spontaneo. Tranne che ogni cibo ha un profilo di minerali e vitamine diverso, e periodicamente cambiare diventa impellente per rimpinguare le scorte di ciò che hai consumato.