Università Parma:esperimenti sui cervelli dei macachi

Archivio delle discussioni sui forum non più presenti
Rispondi
tamara mastroiaco
Messaggi: 167
Iscritto il: lun lug 06, 2009 2:09 pm
Controllo antispam: cinque

Università Parma:esperimenti sui cervelli dei macachi

Messaggio da tamara mastroiaco » gio feb 04, 2010 10:45 am

Mandiamo le nostre lettere di protesta! Non possiamo rimanere impassibili a tanta crudeltà!

Segnalazione da Agire Ora.

Da piu' parti giunge la segnalazione di una protesta contro esperimenti
sul cervello dei macachi, estremamente cruenti, svolti all'universita'
di Parma.

Due dei ricercatori coinvolti sono il prof. Giacomo Rizzolatti e il
prof. Vittorio Gallese, che hanno ricevuto il 2 febbraio il dottorato
honoris causa dall'Universita' Cattolica di Leuven, in Belgio, per
queste loro ricerche vivisettorie.

Gli attivisti antivivisezionisti della ADC Belgio chiedono di inviare
mail di protesta al rettore dell'Universita' di Leuven e ai vivisettori
stessi.

Questa la pagina della protesta originale:
http://www.stopdierproeven.org/Archief2 ... _Parma.htm
dove potete anche vedere dei video degli esperimenti.

e qui in inglese:
http://www.care2.com/c2c/groups/disc.ht ... st=1063494

E questo e' un articolo del 2007 in cui i due vivisettori spiegano come
hanno inserito un impianto nel cervello di due scimmie per registrare
quali neuroni venivano stimolati nel momento in cui le scimmie usavano
delle pinze per prendere degli oggetti:
http://www.pnas.org/content/105/6/2209.abstract
"Quando le pinze diventano dita nel sistema motorio delle scimmie"

La lettera di protesta per questi esperimenti orrendi descritti
nell'articolo va inviata al rettore e ai due vivisettori, e va mandata
in inglese. Qui sotto trovate la lettera-tipo da inviare, e la
traduzione in italiano per conoscenza (ma il messaggio da inviare e'
solo quello in inglese).

Scriviamo a:
[email protected]
[email protected]
[email protected]

Il messaggio (mettete in fondo il vostro nome, cognome, citta'):

------------------------

To Professors Rizzolatti and Gallese and Rector Waer

It has come to my attention that the research group at the University of
Parma conducts highly invasive experiments on conscious monkeys. I've
seen with my own eyes video footage of an experiment performed at the
UNIPR Neurosciences Laboratory showing a fully conscious monkey being
severely restrained in a primate chair, unable to move his head, which
had attached to it a surgical implant with recording electrodes.

I am shocked and appalled to see these wonderful animals confined to
small cages and contraptions of experimentation. They are deprived of
freedom like slaves and condemned to a miserable life as a test subject
in cruel and scientifically flawed research. Monkeys are highly sentient
beings that experience a wide range of emotions; they are remarkably
intelligent and sensitive to both mental and physical pain, fear and
distress. Tormenting these innocent souls in experiments that have not
even shown any application for human or veterinary medicine is truly
wretched.

It is an absolute disgrace that despite all of this, the University of
Leuven has decided to honour your 'work' by awarding you with doctorate
degrees. A 'mad scientist' award would have been far more fitting. Still
it was hardly a surprise considering the University of Leuven's own
record of grotesque monkey abuse.

I fully support the Anti Dierproeven Coalitie in their campaign against
vivisection on non-human primates. Abusing animals is not something to
be proud of, let alone something you should be awarded for.

... nome cognome ...
... citta' ..., Italy

--------------------------------

La traduzione in italiano, solo per conoscenza, non e' da spedire:

All'attenzione dei professori Rizzolatti e Gallese e del Rettore Waer

Ho saputo che il vostro gruppo di lavoro all'Università di Parma sta
conducendo esperimenti altamente invasivi su scimmie coscienti. Ho visto
con i miei occhi il filmato di un esperimento compiuto presso il
Laboratori di Neuroscienze dell'Università di Parma che mostra una
scimmia pienamente cosciente legata e costretta su una sedia,
impossibilitata a muovere la testa, a cui erano attaccati degli
elettrodi tramite un impianto chirurgico.

Mi sconvolge vedere questi splendidi animali confinati in piccole gabbie
e costretti a subire esperimenti. Vengono privati della libertà come
degli schiavi e condannati ad una miserable vita da oggetti da
esperimento per una ricerca crudele e scientificamente infondata.
I primati sono esseri altamente sensibili che provano un ampio spettro
di emozioni; sono molto intelligenti e sensibili al dolore sia fisico
che mentale, alla paura e allo stress. Tormentare queste anime innocenti
in esperimenti è ignobile. Senza dover aggiungere che i vostri
esperimenti non hanno nemmeno mostrato alcuna applicazione per la
medicina umana o veterinaria.

E' una vergogna che nonostante questo l'Università di Leuven abbia
deciso di onorare il vostro "lavoro" dandovi come premio un dottorato.
Un premio per gli "scienziati pazzi" forse sarebbe stato più congeniale.
Non è però così strano, visto che anche presso l'Università di Leuven
vengono compiuti incredibili abusi sulle scimmie.

Sostengo pienamente la Anti Dierproeven Coalitie nella sua campagna
contro le vivisezione sui primati non-umani. Sfruttare gli animali non è
qualcosa di cui andare fieri, men che meno qualcosa per cui essere premiati.

tamara mastroiaco
Messaggi: 167
Iscritto il: lun lug 06, 2009 2:09 pm
Controllo antispam: cinque

Re: Università Parma:esperimenti sui cervelli dei macachi

Messaggio da tamara mastroiaco » mer feb 10, 2010 8:42 am

COMUNICATO EQUIVITA
09/2/10

Quando alla crudeltà si somma la cattiva scienza


Il Comitato Scientifico EQUIVITA si unisce alla protesta che sta investendo l’Università di Lovanio per l’assegnazione di un dottorato “honoris causa” ad alcuni scienziati italiani del laboratorio di Neuroscienze dell’Università di Parma. L’università di Lovanio ha collaborato con quella di Parma in una ricerca sui macachi in cui uno dei fini è stato, ad esempio, di dimostrare che i neuroni che si attivano nel cervello dell’animale quando afferra un oggetto con le pinze sono gli stessi che si attivano quando usa la sua mano. Per giungere a simili conclusioni le scimmie vengono totalmente immobilizzate in apparecchi di contenzione e sottoposte ad un esperimento estremamente invasivo con elettrodi nel cervello.

La protesta è stata iniziata dalla Ong belga ADC (Coalizione contro gli esperimenti su animali), in collaborazione con “Antidote Europe”. Da tempo ADC e Antidote, insieme ad EQUIVITA - e a numerose altre associazioni in Europa e nel mondo - denunciano la totale assenza di limiti etici nella ricerca sui primati non-umani (esseri molto intelligenti, dotati di grande capacità di sofferenza psichica e fisica). Le associazioni vogliono tuttavia che si conoscano tutte le ragioni del loro dissenso, che non si basa esclusivamente su argomenti etici, ma su varie altre motivazioni, in particolare scientifiche, di estrema importanza, che dimostrano come la ricerca di laboratorio su modello animale sia in tutti i sensi un pessimo investimento. Ecco i punti più importanti delle loro obiezioni.

1) Per quanto riguarda il progresso della medicina, gli esperimenti sulle scimmie - come quelli su altri animali – sono privi di qualsivoglia utilità: sebbene esistano alcune significative somiglianze tra uomo e scimmia nel funzionamento del cervello, vi sono anche differenze molto significative che vanificano del tutto la predittività dell’esperimento rispetto alla nostra specie. Pertanto, come asseriscono esperti internazionali, qualsiasi cosa venga scoperta studiando il cervello delle scimmie, dovrà essere “riscoperta” nel cervello umano perché sia possibile trarre delle conclusioni.

2) Per quanto riguarda lo studio degli animali stessi, si può senza esitazione dire che le informazioni sui loro meccanismi di elaborazione mentale vengono fornite in modo di gran lunga più completo e più affidabile con le ricerche di etologia fatte nell’ambiente naturale in cui essi vivono, piuttosto che in laboratorio, in ambiente artificiale e situazioni anormali.

3) Inoltre, le informazioni di carattere cellulare (sui neuroni) che si ottengono attraverso le metodiche invasive sugli animali forniscono informazioni assai meno complete e meno rilevanti di quelle che si ottengono con tante tecnologie di nuova generazione, non invasive in alcun modo, e che hanno il grande vantaggio di poter essere utilizzate sull’uomo: ad esempio quelle di neuroimaging funzionale, (magnetoencefalografia, risonanza magnetica funzionale ecc …) e altre tecniche correlate, che offrono una visione globale e integrata del nostro cervello (vedi conferenza del Prof. P. Furlong della Aston University, al Parlamento Europeo del febbraio 2008).

4) La ricerca su animali, che il più delle volte ripete esperimenti già svolti, con piccole modifiche di secondaria importanza, sta rivelando sempre più il suo carattere speculativo (per verificare consultare Pubmed), che frena il rinnovamento oggi auspicato in vari ambienti della scienza (vedi “Toxicity Testing in the XXI Century: a Vision and a Strategy”, Rapporto del NRC, Consiglio Nazionale delle Ricerche USA, che annuncia un “cambiamento epocale” di portata tale da mettere da parte, nel prossimo futuro, i test su animali).

In base a quanto illustrato nei punti precedenti, si può constatare che gli esperimenti come quello effettuati sui macachi nelle Università di Lovanio e di Parma non rispettano l’articolo 7.2 della Direttiva europea 86/609 (recepito in tutte le leggi degli Stati membri), che stabilisce:
“Si eviterà di eseguire un esperimento qualora per ottenere il risultato ricercato sia ragionevolmente e praticamente applicabile un atro metodo, scientificamente valido, che non implichi l’impiego di animali”.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: [email protected]
Sito internet: www.equivita.org

Chi desidera aderire alla protesta può inviare le lettere riportate qui di seguito ai Rettori delle Università di Lovanio e di Parma (in inglese al primo e in italiano al secondo) mettendo come oggetto “Experiments on macaques” e “Esperimenti su macachi”

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

to Professor Mark Waer,
Rector of the Catholic University of Louvain


Rome, February 2010

Dear Rector Mark Waer,

the experiments on macaque monkeys carried out at the University of Parma, at the Catholic University of Louvain - and at many other research institutes - are useless for scientific research regarding human medicine.
The brains of humans and monkeys have significant similarities but also significant differences. As many international experts have stated, whatever is discovered in the monkey brain has to be re-discovered, or confirmed, in the human brain in order for researchers to draw conclusions.

In addition:

1) Information on the activity of neurons provided by invasive experiments on monkeys is far less complete than that provided by non invasive new-generation technologies such as Functional neuro-imaging and other related methods which allow a more global, integrated view of the human brain.

2) The experiments on macaque monkeys carried out at the Universities of Parma and Louvain are useless also with respect to the study of brain functions in animals. Relevant information, in fact, can be acquired far more completely and reliably through ethological studies performed within the natural environment of the species.

3) Animal research mostly focuses on experiments constantly repeated with only unimportant minor changes. Animal research is increasingly proving to be a speculative technology and is an obstacle to the radical change in science advocated by the US National Research Council in the Report “Toxicity Testing in the XXI Century: a Vision and a Strategy” (2007).

For all these reasons the experiments on macaque monkeys have been carried out in breach of article 7.2 of the European Directive 86/609 (transposed into the law of Member states), which states as follows:
“An experiment shall not be performed if another satisfactory method of obtaining the result sought, not entailing the use of an animal, is reasonably and practicably available”.

European Citizens demand that article 7.2 of Directive 86/609, and the principle to which it is inspired, are complied with, and that, consequently, the criteria according to which experiments are authorized are radically revised.


With our very best regards,
FIRMATO/ SIGNATURE
Inviare a: [email protected] <mailto:[email protected]>


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -


Professor Gino Ferretti,
Rettore dell’Università degi Studi di Parma


Roma, febbraio 2010

Gentile Rettore,

Gli esperimenti su macachi condotti presso le Università di Parma e di Lovanio - e presso altri istiti- sono privi di utilità ai fini della ricerca scientifica umana: il cervello umano e quello delle scimmie presentano, infatti, alcune significative somiglianze ma anche cospicue differenze, sicché, come asseriscono esperti internazionali, qualsiasi cosa sia scoperta studiando il cervello delle scimmie dovrà essere riscoperta, o confermata, nel cervello umano, perché sia possibile trarre delle conclusioni.

Inoltre, va anche detto che:
1) le informazioni di carattere cellulare, o neuronale, ricavate dagli invasivi esperimenti sulle scimmie forniscono informazioni assai meno complete di quelle prodotte da tecnologie non invasive di nuova generazione come il Neuroimaging funzionale, che producono una visione globale del funzionamento del cervello.

2) Gli esperimenti su macachi condotti presso i laboratori delle Università di Parma e Lovanio non sono utili neppure per la conoscenza dell’elaborazione mentale degli animali. I dati su quest’ultima possono infatti essere acquisiti in modo di gran lunga più completo con ricerche di etologia svolte nell’ambiente naturale in cui essi vivono.

3) La ricerca su animali ripropone il più delle volte esperimenti già svolti, modificando qualche elemento di scarsa importanza. Essa sta rivelando sempre più il suo carattere speculativo, che intralcia il radicale rinnovamento della scienza annunciato dal Rapporto “Toxicity Testing in the XXI Century: a Vision and a Strategy” (2007) del Consiglio Nazionale delle Ricerche USA.

Per quanto detto nei punti precedenti, gli esperimenti sui macachi delle università di Parma e Lovanio violano l’articolo 7.2 della Direttiva europea 86/609 (recepito nelle leggi di tutti gli Stati membri), che stabilisce:
“Si eviterà di eseguire un esperimento qualora, per ottenere il risultato ricercato, sia ragionevolmente e praticamente applicabile un atro metodo, scientificamente valido, che non implichi l’impiego di animali”.

Noi cittadini europei chiediamo che l’articolo 7,2 della direttiva 86/609 e il concetto al quale si ispira (ribadito in molte leggi nazionali e comunitarie) venga rispettato e che siano di conseguenza rivisti i criteri con i quali le autorizzazioni ai test su animali vengono concessi.

Coi più distinti saluti,

FIRMATO

Inviare a: [email protected]

Rispondi