Innanzitutto vorrei ringraziare Andrea per il link al suo blog quando abbiamo scritto di B12, leggere tutto il suo discorso mi ha fatto capire molte più cose ed ho scoperto così il blog, che è 3 giorni che leggo con vivissimo interesse! Aimè non riesco a scaricare le sue tesine in formato zip... Andrea se tu le hai scaricate ti chiederei la cortesia di inviarmele con MP, si può?
Dunque, scrive cose veramente molto interessanti ed il suo fare schietto e diretto da una parte mi piace molto, dall'altra talvolta mi suona un po' "superiore", ma so che sono io ad essere un po' prevenuta ogni volta che qualcuno è assolutamente certo di qualcosa.
Per quanto riguarda la B12: la sua ipotesi che la giusta quantità, ottimale, sia bassa, molto più bassa di quanto non sia quella dei carnivori è senz'altro molto affascinate e a naso mi piace e lo trovo più che possibile. Io per esempio sto benissimo da anni con valori attorno ai 200 (non certo 1600 come i valori iniziali di Andrea, per esempio) e ora prendo l'integratore per non scendere ulteriormente, ma non intendo certo prenderne tanto da salire a livelli carnivori. Se così fosse ridurrei senz'altro la dose.
Sono certa, come lui scrive, che le quantità, anche basse, sulla frutta e verdura cruda siano sufficienti e forse ottimali. Però mi sembra che sia da tenere in conto dove e come viviamo attualmente. Attualmente molti frutta e verdura la comprano al supermercato: lavata, cresciuta su terra sterile e "pulita", arata, senza erbacce attorno, senza insettini e microrganismi ad abitarla e colonizzarla.
In un passaggio scrive che la B12 non è essenziale e si potrebbe arrivare al livello zero, mentre c'è almeno una reazione chimica, nel nostro organismo, che non può farne a meno ed è quella per cui arriva all'acido metil malonico nelle urine. E' un dato di fatto che con valori di B12 troppo bassi aumenta l'omocisteina nel sangue ed è un dato di fatto che questa rappresenti un importante fattore di rischio cardiovascolare. Mi sta bene che ottimale sia il livello basso (e questo significa che è ottimale la dieta vegan, se NATURALE, al limite che nella storia umana si mangiavano gli insettini sulla frutta o un uovo qua e là quando trovato; certo non penso che sia mai servita la carne, nè che siano serviti i formaggi, ovviamente),, ma continua a sembrarmi rischioso dire che si può stare senza. Danni da carenza sono dimostrati.
In un altro passaggio spiega come con le riserve di un adulto si possa stare anche 20 anni. Sì, ma i bambini? I nati da madri vegan che non prendevano l'integratore NON hanno riserve (dimostrato) ed è successo che nonostante il ricovero in ospedale non ci sia stato più nulla da fare. Molto più frequentemente si è potuto ovviare all'arresto della crescita ed alla grave anemia megaloblastica, per fortuna, integrando subito. I bambini piccoli non possono mangiare grandi quantità di frutta e verdura, tantomeno non lavata. Per forza sono lattanti, ma se il latte di mamma non basta a farli crescere bene, perchè senza una vitamina la cui assenza è dimostrato che riporta danni, a casa mia significa che l'alimentazione della madre non era sufficiente in quella vitamina ed anche che quella vitamina è essenziale. Con questo non voglio attaccare il suo discorso, ma mi ripeto: non viviamo più in mezzo alla natura, perlomeno non tutti. Chi vivve in un ambiente asettico e si nutre, per quanto crudi, di cibi asettici, non farebbe bene a monitorare il suo stato?
Una madre, secondo Vaccaro, dovrebbe rischiare? Secondo me no.
Vaccaro cita come esempio negativo il pediatra Luciano Proietti, poichè sottolinea l'importanza del latte formulato se non c'è quello materno. Che c'è di sbagliato? Qui la sua posizione mi sembra veramente un po' estrema. Io ho avuto il piacere di incontrare Proietti e nessuno come lui sottolinea e ricorda l'importanza dell'allattamento materno, naturale, prolungato. Ma giustamente lui sa di vivere in un mondo moderno, con gli stress moderni, la vita moderna e sa che non sempre le madri riescono ad allattare. In questo caso fa benissimo a ricordare che serve il latto adattato! Proprio l'estate scorsa una coppia di geni, negli stati uniti, ha fatto morire la figlia di 4 mesi, perchè non davano le schifezze di Big Pharma, ma un sanissimo e biologico home made liquido di mela o roba del genere. Complimenti. Oltre ad avere la morte della figlia sulla coscienza, la stampa mondiale ha avuto l'ennesima occasione per fare l'equazione vegan=inadatto ad un bambino.
Non sempre è questione di volere a questo mondo. Non si può attaccare una madre se non riesce ad allattare. Se non vuole, allora sì, ma se non riesce? La naturalità va bene, ma portarla sempre all'estremo è assurdo perchè la nostra vita non è più naturale.... Se non riesce ad allattare è giusto ricordare a chiare lettere che esiste il latte formulato vegan, che se per motivi di salute il bambino non può uscire per lunghi periodi esiste la vitamina D2. Non solo è giusto: è doveroso!
Acqua: che l'acqua migliore sia quella distillata mi sembra una emerita cavolata. Che l'acqua migliore sia quella della frutta mi sembra ovvio, oltre che acqua si fa il pieno di altre sostanze vitali, essenziali, fantastiche. OK. Ma tutti gli animali del mondo, nella loro vita naturale, naturalissima, talvolta bevono: chi più chi meno, ma tutti ogni tanto bevono. E nessuno di questi ha un distillatore, nè va a raccogliere l'acqua in cima ad un ghiacciaio per averla leggerissima. Anzi, in natura si beve acqua di superficie, sempre ricca di minerali.
Cita tanti illustri uomini di scienza, ma aimè dell'ottocento! E' dimostrato che il calcio dell'acqua è perfettamente assimilabile. E' dimostrato che la cottura dei cibi (tralasciando qui il discorso crudista) in tegami in ferro/ghisa consente il miglioramento dei parametri ematici nei ragazzi anemici in brasile. Non so, questo discorso mi convince davvero poco...
Che la sinergia con gli altri minerali sia essenziale è invece verissimo! Per carità: imbottirmi di ferro se la mia alimentazione generale è carente e mi manca il rame non ha alcun senso, anzi concordo che sicuramente fa più male che bene! Concordo con l'idea che gli integratori siano sbagliati e che la cosa giusta da fare sia mangiare bene e vivo e non prendere una sostanza (che sia un inerale o uan vitamina) fuori dal suo contesto naturale. E' dimostrato (per citare una dimostrazione scientifica a favore) che l'integrazione di beta-carotene è dannosa e aumenta i rischi di tumore al polmone, mentre è ovvio e accettato che lo stesso beta carotene nel giusto contesto di una alimentazione ricca in frutta e vegetali è protettivo. E' evidente che le sostanze agiscono in sinergia che altre nel mondo naturale.
Nel caso della scelta strettamente vegana io mi sento di fare una eccezione per la B12, non perchè sia naturale integrare, ma perchè temo che sia il mondo in cui viviamo a non essere più abbastanza naturale!
Infine, piccola digressione non crudista: mi piace moltissimo la sua impostazione dell'alimentazione prevalentemente crudista vegan, con i 3 "integratori naturali" che sono legumi e cerali in chicco, piatti vegan, ma più elaborati tipo pane, ecc. Mi ha colpito la sua indicazione di mangiare quei cereali che non richiedono cottura come l'avena schiacciata o in farina; o pochissima cottura come le farine di miglio, ecc. Io ho la fioccatrice ed il mulino e posso quindi avere in casa fiocchi veramente crudi e farine freschissime. Spesse volte ho consumato i fiocchi di cereali crudi senza avere alcun problema digestivo (anzi) e mi sono sempre chiesta se è così vero che i cereali siano davvero indigesti crudi. Credo che in realtà il punto è che siano troppo duri per esere consumati crudi in chicco, ma che siano perfettamente digeribili (nelle piccole quantità come è giusto che sia) a parte ovviamente germogliati, ma in pappe con il macinato o fioccati e ammollati. Anche cercando in giro ricette raw ho scoperto che alcuni crudisti fanno uso di farina di orzo o fiocchi se veramente crudi. Un articolo sull'amido resistente nella digestione del lattante indicava la flora intestinale già del lattante perfettamente in grado di sfruttare l'amido resistente (ottenendo i benefici acidi grassi a catena corta), senza alcun problema in caso di amido crudo... Va bè, considerazione che forse interessa a pochi, ma i ha colpito qui leggere che lo stesso Vaccaro riporti questa informazione...
Perdonate la lungaggine, so che ho scritto un noioso papire, ma ci tenevo a condividere le mie considerazione senza intasare i 3d personali... Che ne pensate voi???