Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
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tamara mastroiaco
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Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Distrofia muscolare: inutili i test sui topi | 18/12/2009
Un articolo su Le Scienza da' l'ennesima conferma della fallacia della sperimentazione animale.
"Uomini e topi: una piccola, grande differenza". Ma davvero? Vien voglia di esclamare leggendo questo titolo sul numero di dicembre 2009 della rivista di divulgazione scientifica "Le scienze".
Nel testo si puo' leggere che e' stata scoperta una differenza in un gene chiave nella Distrofia Muscolare di Duchenne che e' presente in tutti i mammiferi ma non nei topi e nei ratti. Topi e ratti che guarda caso vengono usati come "modelli animali" di questa malattia.
I dettagli li potete leggere sul sito della rivista che ha pubblicato lo studio (BMC Biology. S. Boehm, P. Constantinou e altri, Profound human/mouse differences in alpha-dystrobrevin isoforms: a novel syntrophin-binding site and promoter missing in mouse and rat), ma quello che e' importante e' l'ennesima dimostrazione di quanto la teorizzazione del "modello animale" sia sbagliata.
Gli esempi di quanto sia insensato utilizzare animali nella sperimentazione e nella ricerca biomedica sono moltissimi: dal caso "storico" del Talidomide che ha fatto nascere decenni fa moltissimi bambini focomelicim alla recente introduzione del vaccino contro il papilloma virus che ha causato un numero molto alto di reazione avverse, alle decine di sostanze che su una specie sono tossiche e su altre no. Non mancano certo buone ragioni scientifiche per mettere in discussione l'uso di animali. Questa scoperta si aggiunge al pingue dossier dei fallimenti e dei disastri della vivisezione.
Ritornando all'articolo, gli autori affermano: "Riteniamo che questo riconoscimento tardivo di caratteristiche chiave di un gene che è intensamente studiato fin dalla sua scoperta 13 anni fa sia dovuto al predominio del topo quale modello animale per lo studio della Distrofia Muscolare di Duchenne e alla specifica distruzione di queste parti del gene nel topo".
Quanti danni, quanti ritardi ha comportato l'utilizzo del modello animale nello studio di questa malattia? E chi ne e' responsabile? I vivisettori di turno obietteranno che e' un errore, che e' normale nella ricerca imboccare strade senza uscita. Non e' valida come scusa, perche' e' il concetto stesso di "modello animale" a essere il vero errore di fondo. Questo modo miope di procedere ha rivelato fin troppe volte la propria inattenbilita' e qualunque persona di normale buon senso sarebbe indotta a cercare alternative. Thomas Hartung, ex direttore dell'ECVAM (il centro europeo per lo sviluppo dei metodi alternativi), in un recente articolo pubblicato da "Nature" (Tossicologia per il ventunesimo secolo) ha scritto che "noi non siamo topi di 70 kg". I vivisettori invece perseverano nell'utilizzare il "modello animale", perche' per loro "piu' comodo" (comodo, ma inutile e dannoso...) e cosi' ostacolano la ricerca e lo sviluppo di metodi scientifici realmente all'avanguardia; in nome di sostanziosi interessi e dell'ortodossia maniacale nella sperimentazione su animali.
Chiederanno scusa? La chiederanno ai malati? Alle migliaia di persone che finanziano in buona fede la sperimentazione animale attraverso i vari Telethon &C? Sara' ben difficile. La vivisezione e' un business troppo importante; permette di "dimostrare" tutto e il contrario di tutto, permette facili carriere, e sopratutto permette di sbagliare senza dover nemmeno chiedere scusa. Non agli animali che soffrono e muoiono uccidono, e non agli uomini che vengono illusi.
Dobbiamo essere noi, persone normali dotate di un minimo di capacita' critica, a far capire a questi "scienziati" senza Scienza, che non siamo "topi di 70Kg", e che non accettiamo piu' di farci prendere in giro con le loro false promesse. Che non accettiamo piu' che interessi di parte si costruiscano sulla pelle e sulla sofferenza di milioni di animali.
Fonte:
Le Scienze, Uomini e topi: una piccola, grande differenza, dicembre 2009
Un articolo su Le Scienza da' l'ennesima conferma della fallacia della sperimentazione animale.
"Uomini e topi: una piccola, grande differenza". Ma davvero? Vien voglia di esclamare leggendo questo titolo sul numero di dicembre 2009 della rivista di divulgazione scientifica "Le scienze".
Nel testo si puo' leggere che e' stata scoperta una differenza in un gene chiave nella Distrofia Muscolare di Duchenne che e' presente in tutti i mammiferi ma non nei topi e nei ratti. Topi e ratti che guarda caso vengono usati come "modelli animali" di questa malattia.
I dettagli li potete leggere sul sito della rivista che ha pubblicato lo studio (BMC Biology. S. Boehm, P. Constantinou e altri, Profound human/mouse differences in alpha-dystrobrevin isoforms: a novel syntrophin-binding site and promoter missing in mouse and rat), ma quello che e' importante e' l'ennesima dimostrazione di quanto la teorizzazione del "modello animale" sia sbagliata.
Gli esempi di quanto sia insensato utilizzare animali nella sperimentazione e nella ricerca biomedica sono moltissimi: dal caso "storico" del Talidomide che ha fatto nascere decenni fa moltissimi bambini focomelicim alla recente introduzione del vaccino contro il papilloma virus che ha causato un numero molto alto di reazione avverse, alle decine di sostanze che su una specie sono tossiche e su altre no. Non mancano certo buone ragioni scientifiche per mettere in discussione l'uso di animali. Questa scoperta si aggiunge al pingue dossier dei fallimenti e dei disastri della vivisezione.
Ritornando all'articolo, gli autori affermano: "Riteniamo che questo riconoscimento tardivo di caratteristiche chiave di un gene che è intensamente studiato fin dalla sua scoperta 13 anni fa sia dovuto al predominio del topo quale modello animale per lo studio della Distrofia Muscolare di Duchenne e alla specifica distruzione di queste parti del gene nel topo".
Quanti danni, quanti ritardi ha comportato l'utilizzo del modello animale nello studio di questa malattia? E chi ne e' responsabile? I vivisettori di turno obietteranno che e' un errore, che e' normale nella ricerca imboccare strade senza uscita. Non e' valida come scusa, perche' e' il concetto stesso di "modello animale" a essere il vero errore di fondo. Questo modo miope di procedere ha rivelato fin troppe volte la propria inattenbilita' e qualunque persona di normale buon senso sarebbe indotta a cercare alternative. Thomas Hartung, ex direttore dell'ECVAM (il centro europeo per lo sviluppo dei metodi alternativi), in un recente articolo pubblicato da "Nature" (Tossicologia per il ventunesimo secolo) ha scritto che "noi non siamo topi di 70 kg". I vivisettori invece perseverano nell'utilizzare il "modello animale", perche' per loro "piu' comodo" (comodo, ma inutile e dannoso...) e cosi' ostacolano la ricerca e lo sviluppo di metodi scientifici realmente all'avanguardia; in nome di sostanziosi interessi e dell'ortodossia maniacale nella sperimentazione su animali.
Chiederanno scusa? La chiederanno ai malati? Alle migliaia di persone che finanziano in buona fede la sperimentazione animale attraverso i vari Telethon &C? Sara' ben difficile. La vivisezione e' un business troppo importante; permette di "dimostrare" tutto e il contrario di tutto, permette facili carriere, e sopratutto permette di sbagliare senza dover nemmeno chiedere scusa. Non agli animali che soffrono e muoiono uccidono, e non agli uomini che vengono illusi.
Dobbiamo essere noi, persone normali dotate di un minimo di capacita' critica, a far capire a questi "scienziati" senza Scienza, che non siamo "topi di 70Kg", e che non accettiamo piu' di farci prendere in giro con le loro false promesse. Che non accettiamo piu' che interessi di parte si costruiscano sulla pelle e sulla sofferenza di milioni di animali.
Fonte:
Le Scienze, Uomini e topi: una piccola, grande differenza, dicembre 2009
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Ciao a tutti,
poichè mi interessa molto l'argomento, per motivi lavorativi, vorrei fare qualche domanda per capire meglio.
Ma se il gene di cui si parla non è presente nei topi ma lo è negli altri mammiferi, non vuol dire che lo studio su altri animali che non siano il topo condurrebbe a risultati molto utili per l'uomo? Non vuol dire anche che sarebbe buona norma usare nella ricerca gli animali più disparati, in modo da avere studi comparativi?
Poi non capisco una cosa. Si parla del Talidomide, ho cercato in rete per vedere a cosa ci si riferisce. Però, quello che chiami "modello animale" non vuol dire che una volta che una cosa funziona su un topo, la si mette sul mercato. Esistono diverse fasi di trial clinici (=su uomini), quindi se un farmaco viene venduto e poi si scopre che è dannoso, il problema è che questo non è stato scoperto mentre si testava sull'uomo, non è colpa del "modello animale"! O no?
Grazie & ciao
poichè mi interessa molto l'argomento, per motivi lavorativi, vorrei fare qualche domanda per capire meglio.
Ma se il gene di cui si parla non è presente nei topi ma lo è negli altri mammiferi, non vuol dire che lo studio su altri animali che non siano il topo condurrebbe a risultati molto utili per l'uomo? Non vuol dire anche che sarebbe buona norma usare nella ricerca gli animali più disparati, in modo da avere studi comparativi?
Poi non capisco una cosa. Si parla del Talidomide, ho cercato in rete per vedere a cosa ci si riferisce. Però, quello che chiami "modello animale" non vuol dire che una volta che una cosa funziona su un topo, la si mette sul mercato. Esistono diverse fasi di trial clinici (=su uomini), quindi se un farmaco viene venduto e poi si scopre che è dannoso, il problema è che questo non è stato scoperto mentre si testava sull'uomo, non è colpa del "modello animale"! O no?
Grazie & ciao
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AlanAdler
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
ciao, ovviamente il modello ideale per l'essere umano è l'essere umano stesso (ovviamente non sto dicendo che bisogna sperimentare sull'essere umano). Qualsiasi altra specie venga usata, presenterà sempre delle differenze con la specie umana, differenze che portano ovviamente a conclusioni errate, così come è successo nel caso specifico del topo. Pensa solamente allo scimpanzè, con cui condividiamo il 98% del patrimoni genetico, eppure così diverso da noi sotto tutti gli aspetti. Inoltre, il topo è l'animale più usato in tutti i laboratori del mondo, ma non perchè sia un modello altamente attendibile per l'essere umano, ma per tutta una serie di motivazioni che però esulano da criteri puramente scientifici: i topi infatti sono poco costosi, facilmente maneggiabili, occupano poco spazio, si riproducono in gran numero, hanno una durata della vita molto breve e non suscitano condanne etiche da parte della popolazione. Se invece si dovesse considerare l'animale da usare solo su presupposti scientifici, dovrebbe essere lo scimpanzè l'animale più usato nei laboratori, mentre paradossalmente è quello meno usato al mondo proprio perchè sotto tutti gli altri aspetti extrascientifici non è vantaggioso.AmonRa ha scritto:Ma se il gene di cui si parla non è presente nei topi ma lo è negli altri mammiferi, non vuol dire che lo studio su altri animali che non siano il topo condurrebbe a risultati molto utili per l'uomo? Non vuol dire anche che sarebbe buona norma usare nella ricerca gli animali più disparati, in modo da avere studi comparativi?
Il problema di fondo è: perchè un farmaco che nella fase di test sull'animale si dimostra efficace deve essere poi testato ancora su gruppi di umani, per poi finire sul mercato e rivelarsi invece un farmaco killer? Se il test sull'animale fosse davvero attendibile, a cosa servirebbe testare ancora su umani? Come si può considerare attendibile il test animale quando lo stesso farmaco guarisce l'animale e uccide i pazienti umani? Il problema delle fasi di trial successive alla sperimentazione animale resta invece che tali test, evidentemente, non sono svolti in maniera adeguata, così come rimane inadeguato il controllo del farmaco una volta immesso sul mercato. Non dimentichiamo che l'industria farmaceutica è una delle più potenti industrie del pianeta, e come tutte le industrie del pianeta, mira al maggior guadagno possibile, anche a costo di mettere a repentaglio la vita di qualche migliaio di clienti (ovvero i malati).Poi non capisco una cosa. Si parla del Talidomide, ho cercato in rete per vedere a cosa ci si riferisce. Però, quello che chiami "modello animale" non vuol dire che una volta che una cosa funziona su un topo, la si mette sul mercato. Esistono diverse fasi di trial clinici (=su uomini), quindi se un farmaco viene venduto e poi si scopre che è dannoso, il problema è che questo non è stato scoperto mentre si testava sull'uomo, non è colpa del "modello animale"! O no?
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Grazie per la risposta. Però leggendola mi vengono in mente un sacco di cose. Giusto la prima: mi sembra che tu dica... test sugli animali no, test sugli uomini no... e allora scusami, ma i farmaci come li si sviluppa? Ci si affida al caso e poi si buttano sul mercato? A parte questo, mi sembra ci sia un errore di fondo, forse è ben chiaro quali sono i passaggi ed il senso scientifico delle varie fasi di studio e sviluppo di un farmaco. L'uso degli animali non significa che un topo viene preso a modello dell'uomo, ma che si studiano particolari modi di azione di una molecola, per avere idea se possa o meno essere utile sull'uomo. Poi in seguito gli animali sono eventualmente utilizzati ancora per valutare potenziali pericoli e tossicità che potrebbero presentarsi anche nell'uomo. Ma questi sono dati, indicazioni che vengono estrapolate, ed i test ai quali veramente si fa affidamento sono i vari step dei trial clinici, sull'uomo.
Una ultima nota veloce... non ho capito la tua critica, dici che alla fine lo scimpanzè è più simile all'uomo rispetto al topo... allora usare scimpanzè sarebbe più accettabile?
Grazie & ciao
Una ultima nota veloce... non ho capito la tua critica, dici che alla fine lo scimpanzè è più simile all'uomo rispetto al topo... allora usare scimpanzè sarebbe più accettabile?
Grazie & ciao
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Daria
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Con metodi alternativi all'uso degli animali, come ad esempio i metodi in vitro...AmonRa ha scritto:Grazie per la risposta. Però leggendola mi vengono in mente un sacco di cose. Giusto la prima: mi sembra che tu dica... test sugli animali no, test sugli uomini no... e allora scusami, ma i farmaci come li si sviluppa?
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Ciao, scusami non voglio sembrare maleducato, ma mi pare una risposta inutile. Allora tu dici, non si testa sugli animali, non si testa sugli uomini. Secondo te un ricercatore si sveglia una mattina e inventa la cura, che ne so, per il Parkinson, dal nulla. Lo prova un po di volte su una coltura cellulare in una provetta. E poi è pronto per essere venduto! Questa sarebbe l'idea? Forse non è ben chiaro cosa siano i metodi alternativi, e cosa (e come) possano sostituire.
Grazie & ciao
Grazie & ciao
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Daria
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Anche presuntuoso, oltre che maleducato...AmonRa ha scritto: Ciao, scusami non voglio sembrare maleducato, ma mi pare una risposta inutile.
Perchè mai un ricercatore serio dovrebbe "inventarsi" una cura? Casomai la studia, la ricerca appunto... e lo fa con cellule simili a quelle umane come potrebbe essere il metodo in vitro. Molto più efficace che usare cellule di animali diverse da tutto e per tutto da quelle umane, con il risultato che, la stragrande maggioranza delle volte si rivela inefficace per non dire addirittura inutile, oltre che di una crudeltà inaudita.AmonRa ha scritto: Allora tu dici, non si testa sugli animali, non si testa sugli uomini. Secondo te un ricercatore si sveglia una mattina e inventa la cura, che ne so, per il Parkinson, dal nulla. Lo prova un po di volte su una coltura cellulare in una provetta. E poi è pronto per essere venduto! Questa sarebbe l'idea? Forse non è ben chiaro cosa siano i metodi alternativi, e cosa (e come) possano sostituire.
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Visto che mi definisci presuntuoso, proseguo su questo tono 
Ho il sospetto che tu non abbia molto idea di quello di cui parli. In pratica mi stai dicendo che per ideare e capire un farmaco basta provarlo su una coltura cellulare?? E poi venderlo direttamente senza trial clinici sull'uomo??? Sia in fase di ideazione che in fase di sviluppo come si può fare ad avere informazioni e indicazioni riguardo l'ADME solo con una coltura cellulare?
Onestamente mi interessa capire, dal punto di vista scientifico, la situazione e le prospettive, ma mi sembra che le indicazioni lette fino ad ora non siano molto sensate (ripeto, intendo dire dal punto di vista scientifico).
Grazie & ciao
Ho il sospetto che tu non abbia molto idea di quello di cui parli. In pratica mi stai dicendo che per ideare e capire un farmaco basta provarlo su una coltura cellulare?? E poi venderlo direttamente senza trial clinici sull'uomo??? Sia in fase di ideazione che in fase di sviluppo come si può fare ad avere informazioni e indicazioni riguardo l'ADME solo con una coltura cellulare?
Onestamente mi interessa capire, dal punto di vista scientifico, la situazione e le prospettive, ma mi sembra che le indicazioni lette fino ad ora non siano molto sensate (ripeto, intendo dire dal punto di vista scientifico).
Grazie & ciao
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Daria
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Non sono uno scienziato, questo è sicuro...
ma ti posso assicurare che i metodi in vitro esistono gia da tempo (non è fantascienza) e stanno prendendo sempre più campo, purtroppo servirà ancora un po' di tempo perchè possano sostituire completamente la sperimentazione sugli animali, ma ci arriveranno puoi starne certo, che tu lo voglio o meno... la scienza, quella vera e non quella falsa, in un futuro neanche troppo lontano, si servirà di metodi sicuri e affidabili... non avrà bisogno di affidarsi a pratiche obsolete, vecchie ed inadeguate per curare le persone e soprattutto indegne di appartenere ad una razza che si ritiene evoluta.
ma ti posso assicurare che i metodi in vitro esistono gia da tempo (non è fantascienza) e stanno prendendo sempre più campo, purtroppo servirà ancora un po' di tempo perchè possano sostituire completamente la sperimentazione sugli animali, ma ci arriveranno puoi starne certo, che tu lo voglio o meno... la scienza, quella vera e non quella falsa, in un futuro neanche troppo lontano, si servirà di metodi sicuri e affidabili... non avrà bisogno di affidarsi a pratiche obsolete, vecchie ed inadeguate per curare le persone e soprattutto indegne di appartenere ad una razza che si ritiene evoluta.
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Perdonami ma non capisco, tu dici che non ne capisci di scienza ma "mi assicuri" che i metodi esistono. Però non sai dirmi nulla di preciso? Appellandoti ad un generico "in vitro" sostieni che si possano abolire tutti i test su animali e tutti i trial clinici su uomini? Non mi hai risposto, ad esempio con quali metodi è possibile per un ricercatore avanzare ipotesi riguardo all'ADME di una nuova molecola? Poi perdonami ulteriormente. Parli di pratiche obsolete e "false" eppure mi pare che nell'ultimo secolo di farmaci utili e che hanno salvato la vita a milioni di persone ne sono stati prodotti. E anche tutte le altre pratiche mediche (come la chirurgia) di progressi ne hanno fatti tanti. Devo intendere che tutto questo è stato, diciamo, una botta di culo dell'umanità, nonostante milioni di ricercatori e scienziati abbiano usato "falsa scienza"? Ancora una volta, senza offesa ma mi pare che stia dicendo delle cose incongruenti e soprattutto poco plausibili rispetto la realtà.
Grazie & ciao
Grazie & ciao
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AlanAdler
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
ciao,AmonRa ha scritto:test sugli animali no, test sugli uomini no... e allora scusami, ma i farmaci come li si sviluppa? Ci si affida al caso e poi si buttano sul mercato?
io credo che la strada migliore sia abolire i test animali, usare i trial clinici con molta cautela e sondare attentamente il farmaco una volta immesso sul mercato. Oltre a questo la comunità scientifica dovrebbe concentrarsi di più sullo sviluppo di metodi scientifici che non usano animali, oggi disponiamo di molti metodi di questo tipo, l'attenzione per questi metodi va crescendo, ma è ancora troppo scarsa se si pensa a quanti soldi, tempo e lavoro vengono invece dedicati alla sperimentazione animale.
appunto, per questo non capisco a cosa serve sperimentare su animali se poi lo stesso farmaco deve essere sperimentato su umani. Prendi ad esempio il Milrinone (un esempio tra mille), sviluppato come un antinfarto, aumenta la sopravvivenza post-infarto nei ratti, ma aumenta la mortalità post-infarto nell’uomo. A cosa è servito testare sui ratti? Lo stesso accade per la tossicità, ci sono molti esempi di sostanze che testate su animali producono effetti da completamente innocuo a estremamente tossico: quale indicazione dovremmo avere per l'essere umano? Tale sostanza X sarà tossica come per il topo o sarà innocua come per il cane?L'uso degli animali non significa che un topo viene preso a modello dell'uomo, ma che si studiano particolari modi di azione di una molecola, per avere idea se possa o meno essere utile sull'uomo. Poi in seguito gli animali sono eventualmente utilizzati ancora per valutare potenziali pericoli e tossicità che potrebbero presentarsi anche nell'uomo. Ma questi sono dati, indicazioni che vengono estrapolate, ed i test ai quali veramente si fa affidamento sono i vari step dei trial clinici, sull'uomo.
se la sperimentazione animale fosse davvero fondata su criteri scientifici, allora nei laboratori di tutto il mondo dovremmo avere milioni di scimpanzè e non milioni di topi. Ovviamente dal mio punto di vista etico, topi e scimpanzè sono uguali, nessuno dei due andrebbe soggetto ad esperimenti e a morte. Io mettevo solo in rilievo l'infondatezza scientifica della sperimentazione animale, dove la specie animale da usare non viene scelta in base a criteri scientifici, ma in base a criteri di altro tipo.Una ultima nota veloce... non ho capito la tua critica, dici che alla fine lo scimpanzè è più simile all'uomo rispetto al topo... allora usare scimpanzè sarebbe più accettabile?
Comunque perdonami, io sono ben disposto a parlare con una persona che mi chiede maggiori informazioni sulla sperimentazione animale, ma non è mio interesse intavolare dibattiti con sostenitori della sperimentazione animale nè tantomeno convincere qualcuno che io ho la verità in mano.
ciao e in bocca al lupo (crepi il cacciatore ovviamente
ps: ti chiami per caso Mario?
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
A me pare sempre più assurdo, in pratica dici che non va fatto nessun tipo di test e si deve immettere un farmaco sul mercato e poi monitorarlo! Io ve le sto chiedendo informazioni sulla sperimentazione animale, ma mi pare che non avete delle risposte. Tutta la serie di informazioni necessarie a pensare, sviluppare e testare un farmaco, come si fa ad ottenerle senza test su animali e senza trial clinici? La farmacocinetica, dati sull'ADME, informazioni sulla tossicità generica e specifica per i vari organi... senza polemica, ma mi pare che non abbiate la più pallida idea di come si sviluppi un farmaco e cosa si faccia nel (generico) campo della ricerca. E ancora, mi sembra non abbiate idea di come siano variegati i dati presi sugli animali, come siano aggregati ed estrapolati... sono tutti pezzi di informazione e passaggi in mezzo a tanti altri, non esiste un "modello animale" come intendete voi.
Comunque senza polemica. Se ci sono argomenti scientificamente validi per definire "falsa scienza" l'uso di animali e se ci sono prospettive concrete di metodi come in vitro o in silico, a me interessa molto, ma qui mi pare che non sappiate molto ciò di cui parlate. Se si fanno affermazioni scientifiche, sarebbe quanto meno onesto avere dati oggettivi di cui parlare, altrimenti è solo ideologia. E infatti mi sembra che parlando di "falsa scienza" siete totalmente slegati dalla realtà, perchè vorrebbe dire che negli ultimi cento anni medicina e farmacologia non hanno prodotto nulla di scientificamente valido!
Grazie & ciao
ps: davvero, senza polemica. E non mi chiamo Mario
Comunque senza polemica. Se ci sono argomenti scientificamente validi per definire "falsa scienza" l'uso di animali e se ci sono prospettive concrete di metodi come in vitro o in silico, a me interessa molto, ma qui mi pare che non sappiate molto ciò di cui parlate. Se si fanno affermazioni scientifiche, sarebbe quanto meno onesto avere dati oggettivi di cui parlare, altrimenti è solo ideologia. E infatti mi sembra che parlando di "falsa scienza" siete totalmente slegati dalla realtà, perchè vorrebbe dire che negli ultimi cento anni medicina e farmacologia non hanno prodotto nulla di scientificamente valido!
Grazie & ciao
ps: davvero, senza polemica. E non mi chiamo Mario
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tamara mastroiaco
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Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Salve a tutti e prima di tutto Buon Natale!
Uao!!! Aprire il forum e trovare una discussione in atto! non me l'aspettavo!!! Scusate ma un problema personale mi ha assorbito e ho trovato difficoltà a collegarmi, altrimenti sarei intervenuta prima!
Grazie Alan e grazie Daria per aver dato il vostro contributo!
Come ho già detto altre volte, questo forum è aperto a tutti, anche a chi, come AmonRa sostiene la ricerca perché pensa che seppur sia una pratica poco etica, il fine giustifica i mezzi ovvero pensa che utilizzare animali per scopi scientifici porti dei vantaggi alla medicina, a chi pensa immediatamente che sperimentare sugli animali sia giusto per portare progressi nella lotta a malattie quali il cancro, la distrofia, l'aids, il diabete.
Caro AmonRa, con questo forum che abbiamo deciso di chiamare la Falsa Scienza (sarai tu stesso se approfondirai l'argomento, a decidere se questo titolo sia appropriato o meno) si cerca di fare informazione.
I giornali, i media, purtroppo, non ne parlarno. I pochi libri che esistono (tra l'altro scritti da professionisti del settore) non li trovi nella grande distribuzione. Quindi la pratica della vivisezione si svolge lontana da occhi indiscreti, rimane ancora oggi praticata nella totale segretezza, perché, gli stessi vivisettori, sono consapevoli che la maggior parte della popolazione non approverebbe e sarebbero probabilmente malvisti!!!
Quando qualcuno che non sia un medico o un scienziato, seppur preparato, prova a dire qualcosa su questo argomento, viene subito azzittito. Non sei del settore quindi non puoi parlare! Ma quello che si fa in questo forum, è appunto, informare, come farebbe qualsiasi giornalista e quindi si raccolgono notizie, documenti, fatti e si parla sulla base di quelli! Ad un giornalista si chiede forse, di essere medico o biologo per scrivere un articolo?
No!
Dopo questa premessa, torniamo agli argomenti che più ti interessano. Gli animali vengono utilizzati per scopi scientifici, nella didattica, nei test di tossicità e nella ricerca scientifica.
Mi sembra di capire che sei interessato a maggiori informazioni sulla sperimentazione nella ricerca scientifica e soprattutto ti interessano i metodi alternativi. Per definire un metodo scientifico, quest'ultimo dovrebbe possedere una qualità essenziale, la riproducibilità, ossia deve fornire sempre lo steso risultato, con un margine quantificabile di errore. La seconda caratteristica richiesta ai test è quella dell'estrapolabilità dei risultati all'uomo. Al momento gli attuali test non soddisfano nessuna delle due richieste. Esistono diverse variabili tra animali e uomini nell'analisi dei rischi, fra queste le principali sono le velocità di assorbimento delle sostanze chimiche nel corpo, le differenze metaboliche fra le specie animali, le velocità di escrezione, le differenze ambientali e genetiche. I risultati che si ottengono utilizzando animali dipendono oltre che dalla specie utilizzata, anche dalle condizioni in cui viene effettuato l'esperimento:dal ceppo, dal sesso, dall'età, dalle condizioni di stabulazione, dall'alimentazione, ecc. Dal punto di vista biologico, ossia fisiologico, biochimico e metabolico, le divergenze sono tante che i casi i cui risultati sono sovrapponibili tra essere umani e animali sono tanto pochi da essere considerati casuali. Quindi la vivisezione si può definire antiscientifica. I vivisettori pretendono di confrontare specie animali biologicamente differenti e ritengono interessanti i dati che ottengono su animali con i quali non condividiamo anatomia, fisiologia, genetica, microbiologia e meccanismi patologici. Il risultato è che le vere cavie diventano gli umani. I vivisettori non parleranno mai di tutti quei casi in cui le differenze significative e profonde hanno causato gravi danni alla salute. L'attuale impostazione sperimentale, impone che ogni ipotesi scientifica per essere considerata valida, deve essere verificata in laboratorio. Dunque per avvicinarsi a questo risultato, bisogna cercare di riprodurre le stesse condizioni che hanno provocato un certo effetto. In laboratorio, questo risulta impossibile e i vivisettori per ottenere risultati simili, devono forzare le condizioni sperimentali e quindi indurre quanto negli ammalati avviene spontaneamente. Questa impostazione sbagliata ha provocato storicamente situazioni assurde. Nel 1954 R.Doll, con delle ricerche epidemiologiche sugli esseri umani, dimostrò che il fumo di sigaretta, porta ad ammalarsi di tumore ai polmoni. I vivisettori e le case produtrici di tabacco hanno per diverso tempo negato quanto dimostrato già negli esseri umani, perché non riuscivano a indurre negli animali la stessa situazione; praticamente facevano respirare, nei laboratori, fumo di sigaretta agli animali ma questi non si ammalavano. Questo è uno dei tanti esempi evidenti di quanto la sperimentazione in campo scientifico sia inutile. Si continua, ostinatamente,a cercare di indurre la leucemia negli animali, quando questa malattia è presente solamente nei nostri simili. Di esempi, che dimostrano quanto sia inutile la sperimentazione animale nella ricerca ce ne sono tantissimi. Le ricerche sui trapianti. All'UNiversità di Stanford in California fu provato su circa 400 cani, il trapianto cardiaco e dopo si passò al trapianto sugli esseri umani. I primi due pazienti morirono per complicazioni che non si erano verificate negli animali. La prassi è quella di insegnare al neo-chirurgo a operare sugli animali prima che sugli essere umani, senza tenere conto che l'anatomia è diversa da specie a specie e senza tenere conto che la consistenza dei tessuti degli animali non corrisponde a quella della nostra specie. QUindi il giovane chirurgo , quando si troverà ad operare per la prima volta, sarà impreparato perché si è esercitato su modelli non idonei e avrà appreso delle modalità di intervento sbagliate a causa delle notevoli differenze tra gli esseri umani e gli animali e quindi dovrà anche correggere errori appresi. In realtà, il modello ideale per un chirurgo con poca esperienza, è il cadavere , su cui si può imparare con esattezza l'anatomia, comprese tutte quelle anomalie congenite diffuse in nautura. Vogliamo parlare dell'ingegneria genetica? DObbiamo essere riconoscenti ai biotecnologi che creano animali trangenici perché convalidano il pensiero degli antivivisezionisti. Infatti, se hanno sentito la necessità di creare in laboratorio un modello più simile all'essere umano, vuol dire che il modello animale naturale non è valido per la sperimentazione; se lo fosse, non sarebbe necessario modificarlo! I vivisettori sono consapevoli che i dati che ottengono non sono estrapolabili all'uomo e quindi, cercano di umanizzare gli animali, cercando di ridurre la distanza che esiste tra le diverse specie e noi. Infine bisogna dire che le moderne prove su animali sono state create circa un secolo fa e hanno continuato ad essere condotte senza subire una validazione ufficiale. Mentre i vivisettori, chiedono che i metodi sostitutivi, siano validati scientificamente, vogliono che sia dimostrata la loro validità, omettendo di dire che il modello animale non è mai stato validato e non lo sarà mai perché non possiede i requisiti per essere validato. Chiudo questa parte con queste affermazioni di diversi scienziati che sono delle colonne portanti del mondo antivivisezionista internazionale, che hanno criticato e criticano i test sugli animali.
"Nessuna specie animale può costruire modello sperimentale di nessuna altra specie" - Prof. Croce
"I risultati della ricerca sugli animali non sono in alcun caso traferibili all'uomo" - Prof. Tamino
"E' dunque evidente che il modello di studio basato sull'animale, di tipo arcaico e grosolano, è da considerarsi insicuro, fonte di dubbi più che di certezze" - Prof. Fedi
"La vivisezione è una pratica tanto grossolana, erronea e fallace che chiunque di buon senso può contestarla anche sul piano scientifico" - Dr. Cagno.
Tutto quello che abbiamo detto fino ad ora vuole evidenziare che la vivisezione non è scienza ma un insieme di interessi economici e politici. per i metodi alternativi rimando a domani mi sono un po' dilungata...spero intanto di esserti stata utile...
Uao!!! Aprire il forum e trovare una discussione in atto! non me l'aspettavo!!! Scusate ma un problema personale mi ha assorbito e ho trovato difficoltà a collegarmi, altrimenti sarei intervenuta prima!
Grazie Alan e grazie Daria per aver dato il vostro contributo!
Come ho già detto altre volte, questo forum è aperto a tutti, anche a chi, come AmonRa sostiene la ricerca perché pensa che seppur sia una pratica poco etica, il fine giustifica i mezzi ovvero pensa che utilizzare animali per scopi scientifici porti dei vantaggi alla medicina, a chi pensa immediatamente che sperimentare sugli animali sia giusto per portare progressi nella lotta a malattie quali il cancro, la distrofia, l'aids, il diabete.
Caro AmonRa, con questo forum che abbiamo deciso di chiamare la Falsa Scienza (sarai tu stesso se approfondirai l'argomento, a decidere se questo titolo sia appropriato o meno) si cerca di fare informazione.
I giornali, i media, purtroppo, non ne parlarno. I pochi libri che esistono (tra l'altro scritti da professionisti del settore) non li trovi nella grande distribuzione. Quindi la pratica della vivisezione si svolge lontana da occhi indiscreti, rimane ancora oggi praticata nella totale segretezza, perché, gli stessi vivisettori, sono consapevoli che la maggior parte della popolazione non approverebbe e sarebbero probabilmente malvisti!!!
Quando qualcuno che non sia un medico o un scienziato, seppur preparato, prova a dire qualcosa su questo argomento, viene subito azzittito. Non sei del settore quindi non puoi parlare! Ma quello che si fa in questo forum, è appunto, informare, come farebbe qualsiasi giornalista e quindi si raccolgono notizie, documenti, fatti e si parla sulla base di quelli! Ad un giornalista si chiede forse, di essere medico o biologo per scrivere un articolo?
No!
Dopo questa premessa, torniamo agli argomenti che più ti interessano. Gli animali vengono utilizzati per scopi scientifici, nella didattica, nei test di tossicità e nella ricerca scientifica.
Mi sembra di capire che sei interessato a maggiori informazioni sulla sperimentazione nella ricerca scientifica e soprattutto ti interessano i metodi alternativi. Per definire un metodo scientifico, quest'ultimo dovrebbe possedere una qualità essenziale, la riproducibilità, ossia deve fornire sempre lo steso risultato, con un margine quantificabile di errore. La seconda caratteristica richiesta ai test è quella dell'estrapolabilità dei risultati all'uomo. Al momento gli attuali test non soddisfano nessuna delle due richieste. Esistono diverse variabili tra animali e uomini nell'analisi dei rischi, fra queste le principali sono le velocità di assorbimento delle sostanze chimiche nel corpo, le differenze metaboliche fra le specie animali, le velocità di escrezione, le differenze ambientali e genetiche. I risultati che si ottengono utilizzando animali dipendono oltre che dalla specie utilizzata, anche dalle condizioni in cui viene effettuato l'esperimento:dal ceppo, dal sesso, dall'età, dalle condizioni di stabulazione, dall'alimentazione, ecc. Dal punto di vista biologico, ossia fisiologico, biochimico e metabolico, le divergenze sono tante che i casi i cui risultati sono sovrapponibili tra essere umani e animali sono tanto pochi da essere considerati casuali. Quindi la vivisezione si può definire antiscientifica. I vivisettori pretendono di confrontare specie animali biologicamente differenti e ritengono interessanti i dati che ottengono su animali con i quali non condividiamo anatomia, fisiologia, genetica, microbiologia e meccanismi patologici. Il risultato è che le vere cavie diventano gli umani. I vivisettori non parleranno mai di tutti quei casi in cui le differenze significative e profonde hanno causato gravi danni alla salute. L'attuale impostazione sperimentale, impone che ogni ipotesi scientifica per essere considerata valida, deve essere verificata in laboratorio. Dunque per avvicinarsi a questo risultato, bisogna cercare di riprodurre le stesse condizioni che hanno provocato un certo effetto. In laboratorio, questo risulta impossibile e i vivisettori per ottenere risultati simili, devono forzare le condizioni sperimentali e quindi indurre quanto negli ammalati avviene spontaneamente. Questa impostazione sbagliata ha provocato storicamente situazioni assurde. Nel 1954 R.Doll, con delle ricerche epidemiologiche sugli esseri umani, dimostrò che il fumo di sigaretta, porta ad ammalarsi di tumore ai polmoni. I vivisettori e le case produtrici di tabacco hanno per diverso tempo negato quanto dimostrato già negli esseri umani, perché non riuscivano a indurre negli animali la stessa situazione; praticamente facevano respirare, nei laboratori, fumo di sigaretta agli animali ma questi non si ammalavano. Questo è uno dei tanti esempi evidenti di quanto la sperimentazione in campo scientifico sia inutile. Si continua, ostinatamente,a cercare di indurre la leucemia negli animali, quando questa malattia è presente solamente nei nostri simili. Di esempi, che dimostrano quanto sia inutile la sperimentazione animale nella ricerca ce ne sono tantissimi. Le ricerche sui trapianti. All'UNiversità di Stanford in California fu provato su circa 400 cani, il trapianto cardiaco e dopo si passò al trapianto sugli esseri umani. I primi due pazienti morirono per complicazioni che non si erano verificate negli animali. La prassi è quella di insegnare al neo-chirurgo a operare sugli animali prima che sugli essere umani, senza tenere conto che l'anatomia è diversa da specie a specie e senza tenere conto che la consistenza dei tessuti degli animali non corrisponde a quella della nostra specie. QUindi il giovane chirurgo , quando si troverà ad operare per la prima volta, sarà impreparato perché si è esercitato su modelli non idonei e avrà appreso delle modalità di intervento sbagliate a causa delle notevoli differenze tra gli esseri umani e gli animali e quindi dovrà anche correggere errori appresi. In realtà, il modello ideale per un chirurgo con poca esperienza, è il cadavere , su cui si può imparare con esattezza l'anatomia, comprese tutte quelle anomalie congenite diffuse in nautura. Vogliamo parlare dell'ingegneria genetica? DObbiamo essere riconoscenti ai biotecnologi che creano animali trangenici perché convalidano il pensiero degli antivivisezionisti. Infatti, se hanno sentito la necessità di creare in laboratorio un modello più simile all'essere umano, vuol dire che il modello animale naturale non è valido per la sperimentazione; se lo fosse, non sarebbe necessario modificarlo! I vivisettori sono consapevoli che i dati che ottengono non sono estrapolabili all'uomo e quindi, cercano di umanizzare gli animali, cercando di ridurre la distanza che esiste tra le diverse specie e noi. Infine bisogna dire che le moderne prove su animali sono state create circa un secolo fa e hanno continuato ad essere condotte senza subire una validazione ufficiale. Mentre i vivisettori, chiedono che i metodi sostitutivi, siano validati scientificamente, vogliono che sia dimostrata la loro validità, omettendo di dire che il modello animale non è mai stato validato e non lo sarà mai perché non possiede i requisiti per essere validato. Chiudo questa parte con queste affermazioni di diversi scienziati che sono delle colonne portanti del mondo antivivisezionista internazionale, che hanno criticato e criticano i test sugli animali.
"Nessuna specie animale può costruire modello sperimentale di nessuna altra specie" - Prof. Croce
"I risultati della ricerca sugli animali non sono in alcun caso traferibili all'uomo" - Prof. Tamino
"E' dunque evidente che il modello di studio basato sull'animale, di tipo arcaico e grosolano, è da considerarsi insicuro, fonte di dubbi più che di certezze" - Prof. Fedi
"La vivisezione è una pratica tanto grossolana, erronea e fallace che chiunque di buon senso può contestarla anche sul piano scientifico" - Dr. Cagno.
Tutto quello che abbiamo detto fino ad ora vuole evidenziare che la vivisezione non è scienza ma un insieme di interessi economici e politici. per i metodi alternativi rimando a domani mi sono un po' dilungata...spero intanto di esserti stata utile...
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
Ciao prima di tutto ancora vedo che nella foga di contestarmi mi vengono date posizioni che non sono mie. Non mi pare di aver mai "sostenuto" la ricerca, ma pongo domande scientifiche di fronte a delle (enormi) affermazioni scientifiche che vedo buttate lì senza particolare cognizione. E se faccio notare le contraddizioni, vengo insultato così come ha fatto Daria. Allora ho letto quanto scrivi, ma ripropongo due domande a cui non avete risposto, lo faccio in modo più puntuale.
1. Se si usano gli animali, è "falsa scienza". Ma i metodi cosiddetti alternativi sono validati sui dati ottenuti da animali (cioè un metodo è valido se in pratica riproduce i dati precedentemente avuti sugli animali). Quindi logica vuole che secondo voi anche i metodi alternativi sono "falsa scienza"! Allora facciamo un esempio. C'è un test che si chiama Draize test e che di sicuro conoscete bene. Esistono svariate alternative in vitro, per dettagli anche sulla loro validazione ho provato a leggere qui: http://iccvam.niehs.nih.gov/methods/ocu ... u_tmer.htm Dunque se questi metodi riproducono i dati sui conigli, immagino che per voi siano falsa scienza, e quindi voi di sicuro contestate questi metodi in vitro, giusto? E ovviamente non vi fidate dei risultati che forniscono, e ne deduco anche che voi viviate senza entrare in contatto con nessuna sostanza di sintesi, o quanto meno giriate sempre con occhiali protettivi, visto che tutti i test per l'irritazione oculare forniscono valori sbagliati, sia che siano stati ottenuti sugli animali sia che siano da metodi in vitro, giusto?
2. Se è tutta falsa scienza, quindi vuol dire che diciamo nell'ultimo secolo tutta la farmacologia è stata casuale. Immagino che la vostra posizione sia questa, dunque qualsiasi tipo di farmaco è potenzialmente letale e voi vorreste che siano tutti ritirati dal mercato finchè non ci sarà "vera scienza" giusto? Quindi se vi viene una polmonite non prendete nulla, se siete costretti a fare una operazione niente anestesia e niente antibiotici dopo, per qualsiasi altra malattia fino alle più gravi come i tumori, nessun farmaco, giusto? Negli ultimi cento anni, non c'è stato nulla di scientificamente valido, giusto?
Grazie & ciao
1. Se si usano gli animali, è "falsa scienza". Ma i metodi cosiddetti alternativi sono validati sui dati ottenuti da animali (cioè un metodo è valido se in pratica riproduce i dati precedentemente avuti sugli animali). Quindi logica vuole che secondo voi anche i metodi alternativi sono "falsa scienza"! Allora facciamo un esempio. C'è un test che si chiama Draize test e che di sicuro conoscete bene. Esistono svariate alternative in vitro, per dettagli anche sulla loro validazione ho provato a leggere qui: http://iccvam.niehs.nih.gov/methods/ocu ... u_tmer.htm Dunque se questi metodi riproducono i dati sui conigli, immagino che per voi siano falsa scienza, e quindi voi di sicuro contestate questi metodi in vitro, giusto? E ovviamente non vi fidate dei risultati che forniscono, e ne deduco anche che voi viviate senza entrare in contatto con nessuna sostanza di sintesi, o quanto meno giriate sempre con occhiali protettivi, visto che tutti i test per l'irritazione oculare forniscono valori sbagliati, sia che siano stati ottenuti sugli animali sia che siano da metodi in vitro, giusto?
2. Se è tutta falsa scienza, quindi vuol dire che diciamo nell'ultimo secolo tutta la farmacologia è stata casuale. Immagino che la vostra posizione sia questa, dunque qualsiasi tipo di farmaco è potenzialmente letale e voi vorreste che siano tutti ritirati dal mercato finchè non ci sarà "vera scienza" giusto? Quindi se vi viene una polmonite non prendete nulla, se siete costretti a fare una operazione niente anestesia e niente antibiotici dopo, per qualsiasi altra malattia fino alle più gravi come i tumori, nessun farmaco, giusto? Negli ultimi cento anni, non c'è stato nulla di scientificamente valido, giusto?
Grazie & ciao
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AlanAdler
Re: Inutili i test sui topi per la distrofia muscolare
ciao,
in attesa che ti risponda Tamara, reintervengo io.
sul primo punto già ti ho risposto giorni fa, spiegandoti che almeno io (come molti attivisti) non ho le competenze tecniche per sapere nel dettaglio cosa accade nel processo di validazione di un metodo alternativo. Questo ovviamente non significa che un test senza animali, poichè validato sulla base di un test con animali, abbia lo stesso valore di attendibilità. Personalmente, a intuito, credo che lo studio di cellule umane per un test specifico, sia più attendibile dello studio di organismi non umani.
per quanto riguarda il secondo punto, qualsiasi tipo di farmaco *nuovo* è potenzialmente letale, mentre quelli più sicuri sono quelli che hanno superato il vero test, ovvero quello della commercializzazione: se un farmaco persiste ancora sul mercato dopo 10 anni, molto probabilmente è molto più sicuro di un nuovo farmaco i cui effetti sono ancora poco noti. Hai mai sentito parlare delle malattie iatrogene e di farmacovigilanza?
Io invece ti chiedo di rispondere a questa mia domanda: se sono gli scimpanzè gli animali più simili all'essere umano, perchè gli animali più usati nei laboratori di tutto il mondo sono i topi, che sono infinitamente diversi da noi sotto tutti gli aspetti (evoluzionistico, biologico, anatomico, ecc)? Da un punto di vista scientifico, non sarebbe più produttivo usare milioni di scimpanzè e non milioni di topi? A cosa è dovuto questo paradosso scientifico?
in attesa che ti risponda Tamara, reintervengo io.
sul primo punto già ti ho risposto giorni fa, spiegandoti che almeno io (come molti attivisti) non ho le competenze tecniche per sapere nel dettaglio cosa accade nel processo di validazione di un metodo alternativo. Questo ovviamente non significa che un test senza animali, poichè validato sulla base di un test con animali, abbia lo stesso valore di attendibilità. Personalmente, a intuito, credo che lo studio di cellule umane per un test specifico, sia più attendibile dello studio di organismi non umani.
per quanto riguarda il secondo punto, qualsiasi tipo di farmaco *nuovo* è potenzialmente letale, mentre quelli più sicuri sono quelli che hanno superato il vero test, ovvero quello della commercializzazione: se un farmaco persiste ancora sul mercato dopo 10 anni, molto probabilmente è molto più sicuro di un nuovo farmaco i cui effetti sono ancora poco noti. Hai mai sentito parlare delle malattie iatrogene e di farmacovigilanza?
Io invece ti chiedo di rispondere a questa mia domanda: se sono gli scimpanzè gli animali più simili all'essere umano, perchè gli animali più usati nei laboratori di tutto il mondo sono i topi, che sono infinitamente diversi da noi sotto tutti gli aspetti (evoluzionistico, biologico, anatomico, ecc)? Da un punto di vista scientifico, non sarebbe più produttivo usare milioni di scimpanzè e non milioni di topi? A cosa è dovuto questo paradosso scientifico?