Il risparmio energetico è un rischio

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AndyB72
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da AndyB72 » dom nov 08, 2009 2:31 pm

specialdue ha scritto:Detto questo bisogna consumare meno per avere meno bisogno di energia,non continuare a costruire gasdotti,centrali, e cosi via.
Considerando che a 13 anni non sapevo nemmeno cosa sia un computer, mentre ora in casa mia ce ne sono 3, uno dei quali con un alimentatore da 1000W, senza contare i cellulari in carica, la lavastoviglie, lavatrice, moka elettrica, macchina del pane, robot e cazzi vari....direi che consumare meno diventa sempre più difficile.
E' vero che costruire in "classe A" è un buon punto di partenza, ma le esigenze energetiche sono e saranno molto alte ancora per molti decenni direi.

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specialdue
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da specialdue » dom nov 08, 2009 3:19 pm

Bisogna incentivare prodotti che mi fanno consumare meno energia,non aumentare la produzione di energia.Incentivare il pannello solare che mi scalda l'acqua della lavatrice e lavastoviglie e acs,fotovoltaico che autoproduco energia,incentivare la ricerca di accumuli a idrogeno per risolvere il problema batterie,incentivare serbatoi raccolta acqua piovana invece di mandare le acque bianche nei depuratori e farli lavorare inutilmente(nel frattempo usare acqua potabile per innaffiare il pratino).Sono solo alcuni degli esempi.Andy,naturalmente non ce l'ho con te parlo in generale,capisco che il mondo d'oggi ci spinge al consumismo di energia e cose ,ma le soluzioni ci sono per fare meglio senza spenderli inutilmente nel modo sbagliato e rischiando di fare altri danni.

AndyB72
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da AndyB72 » dom nov 08, 2009 5:42 pm

Ma io in realtà sono assolutamente d'accordo con te :)
Aggiungo che purtroppo il "nuovo" viene sparato sul mercato a prezzi ancora troppo alti (un impianto FV costa ancora troppo, nonostante il GSE...) e casualmente in Italia fanno più fatica che in altri paesi ad allinearsi ai giusti e più abbordabili valori.

Paolo Boni
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da Paolo Boni » lun nov 09, 2009 9:18 am

Mi fa piacere questa discussione perchè è quanto io sostengo da anni.
Intanto bisogna iniziare a chiamare le cose con il loro nome e cognome, poi bisogna instaurare una coscenza veramente ecologica altrimenti non si va da nessuna parte.
Per quanto mi riguarda purtroppo casaclima ha avuto l'effetto opposto... Tantissimi progettisti convinti di quanto professava hanno interpretato il loro pensiero arrivando a pensare che bastava isolare ed il problema è risolto... Inizialmente Casaclima stava andando nel vrso giusto poi (essendo diventata un colosso mediatico) ha cominciato a marciarci sopra pure lei semplificando di parecchio la sua immagine.
Questo ha creato un esercito di tecnici cappottisti ed impiantisti, sminuendo la grandissima utilità che ha il progetto per il buon funzionamento bioclimatico come base unica di partenza per poter ottenere il miglior risparmio energetico.
Faccio sempre un parallelo... è come se i progettisti della ferrari se ne fregassero del riscontro aerodinamico della macchina tanto basta poi aggiungerci un motore potente e quela arriva comunque ai 250 km orari.
Se la macchina non ha un'ottima aereodinamica che riesce a sfruttare al meglio l'aria, il motore da applicargli sopra dovrà essere per forza sovradimensionato per riuscire a raggiungere la prestazione richiesta dissipando energia inutilmente.
Stessa cosa succede in una casa, il progetto iniziale deve essere studiato in maniera corretta rispetto ai diagrammi solari ed alle tecniche di accumulo indiretto, progettata in maniera corretta la distribuzione della luce al suo interno, valutata la corretta ventilazione trasversale od il corretto sfruttamento deiventi dominanti presenti in quel territorio, ecc. ecc.
Tutto questo anche se esiste l'illuminazione interna alla casa, anche se esiste l'impianto di VMC, anche se esiste la geotermiao altro. Da qui si potrà quindi partire per aggiungere alla casa tutti i sistemi impiantistici e le più avanzate tecnologie ottenendo una minor spesa dovuta alla minor necessità del sovradimensionamento della macchina impiantistica.
Invece mi tocca sempre vedere tecnici che perchè hanno fatto il corso casaclima (senza nemmeno capirlo) progettano come prima e poi via di cappotto ed impianti.
Meglio pagare di più un buon progetto iniziale per poi risparmiare nelle fasi successive... (lo soooo che ora direte, certo fai il progettista??? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: )
Ciao Paolo

baucifimi
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da baucifimi » lun nov 09, 2009 11:08 am

Tanto per tornare sui costi del nuclare .. questo articolo mi sembra esemplificativo

http://www.repubblica.it/2009/04/sezion ... atomo.html

Ciao

Paolo Boni
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da Paolo Boni » lun nov 09, 2009 11:31 am

baucifimi ha scritto:Tanto per tornare sui costi del nuclare .. questo articolo mi sembra esemplificativo

http://www.repubblica.it/2009/04/sezion ... atomo.html

Ciao
E' la volta buona che battiamo i francesi con le nostre bollicine :mrgreen:
ciao Paolo

qbo
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da qbo » lun nov 09, 2009 12:04 pm

per quanto riguarda il nucleare (sempre stando in OT) probabilmente - come del resto la storia recente ci insegna - siamo noi che la vediamo più lunga di tutti gli altri.. Non per niente l'Enel che ha la già maggiorparte delle centrali a "carbone pulito" (sono una casualità i tumori in quel di vado ligure) ed è il principale sponsor del gran ritorno del nucleare ha come logo (ci avete mai fatto caso?) un fungo atomico :twisted:

la ragione per cui non si investe e siviluppa una vera rete per le rinnovabili è - temo - che i costi siano troppo bassi. Il ritorno del nucleare è una grande - immensa - opera: altro che stretto. Da lavoro e soldi (i nostri) a molti (o meglio, pochi) e - come sempre - chi paga è l'ambiente (e noi): come si fa poi ad ammortare in 50 anni una roba che nasce già vecchia, costi operativi enormi e utilizza un combustibile in esaurimento, il cui costo cresce di continuo, sfugge alla mia comprensione (e non credo che il fatto di essere circondati da centrali sia un deterrente).

Il discorso è ancora più assurdo se si pensa che la combinazione rinnovabili con stoccaggio di idrogeno è una realtà (si veda l'impianto costruito privatamente ad Arrezzo) e ha costi ridicoli se paragonati a quelli dell'atomo. Ad essere maliziosi - forse - il rinnovabile non piace perchè ha come filosofia la democratizzazione dell'energia in cui il consumatore è anche produttore e non c'e' qualcuno che è sopra tutti. In questa logica un grande gestore, produttore e distributore di energia ne escirebbe a dir poco sminuito..

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alexbio
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da alexbio » lun nov 09, 2009 5:02 pm

Tralascio ogni considerazione di sapore anche lontanamente politico, salvo notare che quando si vuole sparare senza timore di ricevere una scarica in tutta risposta, basta prendersela con i Verdi e gli ambientalisti, chiedendo loro la coerenza che a noi manca del tutto...

Ognuno fa insomma i conti con la propria coscienza e cerca, se possibile, di rendere un po' meno schifoso il nostro mondo.

Sul nucleare c'è poco da dire, a meno che non si voglia davvero credere alle farneticazioni di certi personaggi al soldo dei grandi gruppi che possono fare affari sulle centrali, ma non sui piccoli impianti sparsi sul territorio. Una produzione diffusa dell'energia non conviene a nessuno (in particolare politici e multinazionali) salvo che al territorio, magari evitando certe storture come quelle in corso anche in Friuli Venezia Giulia, dove i soliti noti cercano di realizzare centrali a biomasse che però dovrebbero importare combustibile da fuori regione tanto sono potenti!!!

Quanto al polistirolo per isolare, mi spiace ma mi pare una questione di lana caprina, per altro posta con evidente malafede, non tanto in chi ha lanciato il topic, quanto in chi compie certe analisi. Perché non mi risulta che i nostri edifici per essere riscaldati utilizzino, isolati o meno che siano, il fiato caldo prodotto da chi li occupa.
Una casa mal isolata consuma in ogni caso combustibili, ma in misura maggiore di quanto non farebbe se fosse decorosamente coibentata. Al sottoscritto il polistirene e similari non piace (ecco perché ho usato altro), ma non ho dubbi nel rispondere "Sì" quando mi chiedono se sia consigliabile realizzare il cappotto.

Se davvero vogliamo fare le pulci ai cappotti isolanti, chiamando in causa i fari fattori quali produzione, estrazione eccetera, allora dobbiamo farlo in maniera seria e senza miopie strategiche, se non altro per evitare di dare fiato a quanti, e sono troppi, lucrano sulla disinformazione e sull'ignoranza delle persone.
Dimenticavo: isolamento anche dal caldo, perché anche i condizionatori d'aria consumano, eccome.

Mandi
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da Paolo Boni » lun nov 09, 2009 5:44 pm

alexbio ha scritto:
Se davvero vogliamo fare le pulci ai cappotti isolanti, chiamando in causa i fari fattori quali produzione, estrazione eccetera, allora dobbiamo farlo in maniera seria e senza miopie strategiche, se non altro per evitare di dare fiato a quanti, e sono troppi, lucrano sulla disinformazione e sull'ignoranza delle persone.
Dimenticavo: isolamento anche dal caldo, perché anche i condizionatori d'aria consumano, eccome.

Mandi
Alex
Concordo con quanto dici ed il post va in questa direzione e non è rivolto solamente al cappotto ma all'intero mondo del costruire che ha banalizzato il risparmio energetico relegandolo all'isolamento (e più nello specifico spingendolo verso il polistirene).
Altro tema importante dell'ANAB che magari posterò per farlo conoscere è che l'energia si risparmia prima di costruire e questo dice e riassume tutto quanto abbiamo detto sino ad ora. Un'attenta progettazione, un'attenta consapevolezza dei materiali, un'attenta analisi dei costi può veramente far risparmiare e salvaguardare ulteriormente l'ambiente.
Ciao Paolo

PS: in germania, svizzera, ed altri stati europei sensibili esistono delle verei e proprie catalogazioni dei prodotti edili con specificata l'energia interna di ogni materiale che tenga in considerazione tutti gli aspetti della sua produzione.

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alexbio
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da alexbio » lun nov 09, 2009 8:05 pm

Paolo Boni ha scritto: PS: in germania, svizzera, ed altri stati europei sensibili esistono delle verei e proprie catalogazioni dei prodotti edili con specificata l'energia interna di ogni materiale che tenga in considerazione tutti gli aspetti della sua produzione.
In questo caso, le nazioni che hai citato sono un altro mondo. Ahinoi.... :cry: :cry: :cry:
Cordiali saluti.
Alex

cavallopazzo83
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da cavallopazzo83 » mar nov 10, 2009 11:10 am

Io metterei 9 kw di fotovoltaico e farei funzionare tutta la casa a corrente...anche la caldaia, i fornelli ecc...

AndyB72
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da AndyB72 » mar nov 10, 2009 1:44 pm

cavallopazzo83 ha scritto:Io metterei 9 kw di fotovoltaico e farei funzionare tutta la casa a corrente...anche la caldaia, i fornelli ecc...
In questi giorni sto studiando appunto questa possibilità, ma non sembra che in Italia sia così scontato che sia conveniente...

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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da cavallopazzo83 » mar nov 10, 2009 2:11 pm

Ceto che lo è...ancora per il 2010.

luigi09
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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da luigi09 » mar nov 10, 2009 4:29 pm

Gli altri paesi europei e mondiali non sono così distanti da noi ...
In internet per sapere meglio di cosa si parla a riguardo di consumo di energia dei materiali si deve cercare per LCA (life cycle assessment) e si trova un mondo di informazioni: è quello che sto studiando da un pò di tempo ma è un mondo molto complesso e non è possibile liquidarlo in quattro parole.
Per prima cosa una definizione di LCA: è un metodo standard internazionale ed un sistema di calcolo per definire le emissioni, le risorse consumate come pure l'inquinamento e l'impatto sulla vita umana in relazione ai prodotti e ai beni. la LCA considera tutta la vita del prodotto: dalla estrazione delle risorse, la produzione, consumo e smaltimento e riciclo del materiale finale. Questo è un sito europeo http://lct.jrc.ec.europa.eu/
La prima tabella di comparazione dei materiali la si può trovare su http://www.ahec-europe.org/it/sustainab ... lysis.html : qui si vede quanta energia è servita per produrre un kg di materiale o su http://www.scienzaegoverno.org/n/004/En ... difici.pdf (le due tabelle sono leggermente diverse ma in linea di massima avvicinabili: una si riferisce alla Australia nel 1996 e la seconda ad una tabella della Spagna)
Se vi interessa il LCA di un prodotto basta fare la ricerca in internet aggiungendo al nome LCA.
Per Paolo Boni può essere interessante vedere che il consumo di energia del polistirene (nella case in legno se ne usa circa 5 cm ad un peso medio di 40kg/mc e quindi circa 0.6 kg/m2) è di circa 27.8 Kwh in confronto al solo mattone (di media circa 600 kg/mc e quindi circa 210 kg/m2) il cui consumo di energia è di circa 172 KWh. Certo alla parete di legno di deve aggiungere il legno (circa 20 kg/m2) , l'isolante (circa 40 kg/m2), il cartongesso (circa 24 kg/m2) e i pannelli di legno (circa 20 kg/m2) e quindi si arriva (circa ed empiricamente perchè non ho il dato della fibra di legno) al valore del mattone (anche se qui manca la malta e l'isolante o spesso anche il cemento armato di ferri). Non è così facile liquidare la questione con “polistirene consuma più energia del mattone” perchè tutto deve essere portato al reale utilizzo: in una casa in legno il cui cappotto è in polistirene è la sola parte meno riciclabile (al momento il polistirene è riciclato in vari stabilimenti) di tutta la casa. Non sono qui a difendere il polistirene a spada tratta, ma ... aspetto ancora i dati relativi alla emissione di formaldeide e le ricerche relative.
Luigi

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Re: Il risparmio energetico è un rischio

Messaggio da Paolo Boni » mar nov 10, 2009 5:56 pm

luigi09 ha scritto:Gli altri paesi europei e mondiali non sono così distanti da noi ...
In internet per sapere meglio di cosa si parla a riguardo di consumo di energia dei materiali si deve cercare per LCA (life cycle assessment) e si trova un mondo di informazioni: è quello che sto studiando da un pò di tempo ma è un mondo molto complesso e non è possibile liquidarlo in quattro parole.
Per prima cosa una definizione di LCA: è un metodo standard internazionale ed un sistema di calcolo per definire le emissioni, le risorse consumate come pure l'inquinamento e l'impatto sulla vita umana in relazione ai prodotti e ai beni. la LCA considera tutta la vita del prodotto: dalla estrazione delle risorse, la produzione, consumo e smaltimento e riciclo del materiale finale. Questo è un sito europeo http://lct.jrc.ec.europa.eu/
La prima tabella di comparazione dei materiali la si può trovare su http://www.ahec-europe.org/it/sustainab ... lysis.html : qui si vede quanta energia è servita per produrre un kg di materiale o su http://www.scienzaegoverno.org/n/004/En ... difici.pdf (le due tabelle sono leggermente diverse ma in linea di massima avvicinabili: una si riferisce alla Australia nel 1996 e la seconda ad una tabella della Spagna)
Se vi interessa il LCA di un prodotto basta fare la ricerca in internet aggiungendo al nome LCA.
Per Paolo Boni può essere interessante vedere che il consumo di energia del polistirene (nella case in legno se ne usa circa 5 cm ad un peso medio di 40kg/mc e quindi circa 0.6 kg/m2) è di circa 27.8 Kwh in confronto al solo mattone (di media circa 600 kg/mc e quindi circa 210 kg/m2) il cui consumo di energia è di circa 172 KWh. Certo alla parete di legno di deve aggiungere il legno (circa 20 kg/m2) , l'isolante (circa 40 kg/m2), il cartongesso (circa 24 kg/m2) e i pannelli di legno (circa 20 kg/m2) e quindi si arriva (circa ed empiricamente perchè non ho il dato della fibra di legno) al valore del mattone (anche se qui manca la malta e l'isolante o spesso anche il cemento armato di ferri). Non è così facile liquidare la questione con “polistirene consuma più energia del mattone” perchè tutto deve essere portato al reale utilizzo: in una casa in legno il cui cappotto è in polistirene è la sola parte meno riciclabile (al momento il polistirene è riciclato in vari stabilimenti) di tutta la casa. Non sono qui a difendere il polistirene a spada tratta, ma ... aspetto ancora i dati relativi alla emissione di formaldeide e le ricerche relative.
Luigi
Quando si parla della LCA del legno e dei suoi derivati va detratta la quota di "pulizia dell'aria" che un'albero compie grazie alla fotosintesi clorofilliana durante il suo periodo di vita, in quanto trasforma l'anidride carbonica in ossigeno... Questo spesso per denigrare o semplificare il concetto dell'LCA non viene preso in considerazione ma l'energia inglobata all'interno delle pareti in legno può definirsi addirittura negativa (da studi fatti).
Inoltre quando si tratta di sostenibilità entrano in gioco altri fattori oltre alla sola LCA che sono anche fattori legati allo sfruttamento delle risorse ed alla loro riproducibilità (il legno ricresce mentre qualsiasi altro materiale no) alle condizioni di salubrità durante le lavorazioni (esempio semplice dovuto alle fibre di amianto che erano cancerogene), alle condizioni di montaggio (es. lana di roccia o di vetro classica provocano inalazioni e fastidi dovuti allo sfibrarsi durante i tagli o le pose).
Come diceva luigi è un mondo infinito a cui si deve rispondere con coscenza e responsabilità da parte dei progettisti.
Ciao Paolo

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