lapis ha scritto:Ho letto su di un libro di ricette crudiste in inglese

che il vino in quanto prodotto sempre a temperature inferiori a 40 sia da considerarsi crudo (con relativo elogio dell'abbinamento di gusto vino-cibo crudo)
corrisponde al vero?
e la birra?
(tralascerei qui un discorso generico sull'alcol e i suoi danni/benefici)
Beh, forse bisognerebbe esaminare un po' più a fondo il termine "raw" inglese associato a "food" --> "Raw Foodism" che in italiano viene tradotto con "Crudismo" o "Vegan-Crudismo", giusto? E se ho intuito bene il crudismo è arrivato da noi in Italia come movimento dall'America, giusto?
Okay, da quello che leggo nei forum americani che frequento "Raw" non è tanto "crudo", ma piuttosto "grezzo", "non lavorato", "non trasformato". Quindi il vino, la birra, il caffé, il cacao, l'olio d'oliva non sono da considerare "Raw food", cioè "cibo grezzo". Giusto? Che poi siano gustosi, facciano parte della nostra lunga civiltà e cultura, ecc. è un altro discorso. Dopo tutto esiste una cultura della guerra... la accettiamo? Esiste una cultura della caccia, la accettiamo? Tutto può diventare cultura o culto... Le culture si possono cambiare, esattamente come le mode...
Personalmente ho scelto di studiare come, uno dei miei argomenti preferiti, la tossicità dei cibi. Fondamentalmente mi viene ora in mente un'intervista alla Prof. Rozalind Gruben, tra l'altro moglie del Dr. Graham, in cui spiegava alcune semplici regole per identificare i cibi adatti a noi umani:
1) Sono in grado di procurarmelo senza strumenti ausiliari?
2) Sono in grado di mangarne il quantitativo contenuto in una grossa ciotola da insalata?
3) Sono in grado di mangiarlo così com'è allo stato naturale?
Tre regole semplicissime...
Ciao e buona serata,
Francesco