acqua in bottiglia plastica che s scalda
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lucawhitedragoonn
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acqua in bottiglia plastica che s scalda
Salve,
posso chiedere se qc sa se è vero che la plastica, sottoposta a calore (al sole, ad es) rilascia sostanze inquinanti/tossiche/nocive?!?!
m spiego: sto pensando d costruire una 'scatola in plastica' da riempire d'acqua, posizionare sulla finestra (sempre battuta dal sole), x poi usar l'acqua riscaldata x lavarmi!
insomma, un mini-boiler ad energia solare fai-da-me:-))
Grazie
luca
posso chiedere se qc sa se è vero che la plastica, sottoposta a calore (al sole, ad es) rilascia sostanze inquinanti/tossiche/nocive?!?!
m spiego: sto pensando d costruire una 'scatola in plastica' da riempire d'acqua, posizionare sulla finestra (sempre battuta dal sole), x poi usar l'acqua riscaldata x lavarmi!
insomma, un mini-boiler ad energia solare fai-da-me:-))
Grazie
luca
- Gianluca Ricciato
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Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
Posto un articolo in proposito che mi sembra interessante.
Comunque credo che la questione sia più urgente per l'acqua da ingerire rispetto a quella con cui lavarsi...
>>>>
Bottiglie a perdere
Pvc e Pet, plastiche nocive alla salute
Si tratta di materiali, ancorché insostituibili in moltissimi settori industriali,
sotto accusa a causa della possibile contaminazione di cibi e bevande.
Eppure, il loro utilizzo dal 1985 ad oggi è cresciuto dal 6,5% al 55%
Dal 1985 ad oggi la quota dei contenitori in vetro è scesa dal 92% al 42%, mentre quella in plastica è crescuta dal 6,5% al 55%. Più plastica significa meno costi di trasporto. Lo stesso tir, infatti, che trasporta circa 20.000 litri di acqua in bottiglie di vetro con relative casse, ne può trasportare 26.500 litri nella plastica, il 40% in più. Dunque, il Pet rispetto al Pvc oltre ad avere vantaggi estetici (brillantezza e trasparenza) e pratici (maggiore resistenza meccanica e permeabilità ai gas), contribuisce alla riduzione dei costi industriali di produzione.
Come si riconoscono? Le bottiglie di Pvc sono caratterizzate da una linea di saldatura sul fondo, il che permette di riconoscerle dalle bottiglie di Pet che, al contrario sono caratterizzate da un cerchietto in rilievo, corrispondente al punto di iniezione della “preforma”.
Le plastiche, materiali insostituibili in moltissimi settori industriali, usate come contenitori alimentari sono sotto accusa a causa della cosiddetta “migrabilità” di alcune sostanze tossiche (additivi e monomeri) presenti nel composto chimico organico.
Tanto che le Autorità sanitarie della Cee e dei paesi membri hanno fissato delle norme che regolano i quantitativi massimi di prodotti migrati dal contenitore nel contenuto, in funzione sia dalla natura del contenuto, che della temperatura alla quale la confezione è destinata ad essere portata nel ciclo della sua fabbricazione.
I regolamenti sanitari prendono anche in considerazione in modo specifico tutte quelle sostanze che sono suscettibili di causare danni alla salute. Per quanto concerne il Pvc (inevitabile il ricordo degli operai morti al Petrolchimico di Marghera, impianto sotto accusa appunto per la lavorazione della materia plastica cancerogena) è il caso del suo monomero che è cancerogeno e dà luogo ad una rara forma di tumore: l’angiosarcoma epatico. Per il Pet, invece, sicurezze non ce ne sono in assoluto, in quanto è una materia plastica relativamente giovane, il suo utilizzo risale da circa dieci anni fa, e dunque una conferma o una smentita della sua nocività si avrà nei prossimi anni. Certo è che le bottiglie dovrebbero garantire l’igiene e non la contaminazione dell’acqua e i casi di migrazione di sostanze chimiche presenti nei polimeri plastici sono il tema di una vasta letteratura scientifica. (Sabrina Deligia)
recensione di:
Qualcuno vuol darcela a bere
Acqua minerale: uno scandalo sommerso
http://www.frillieditori.com/books/qual ... eciale.htm
Comunque credo che la questione sia più urgente per l'acqua da ingerire rispetto a quella con cui lavarsi...
>>>>
Bottiglie a perdere
Pvc e Pet, plastiche nocive alla salute
Si tratta di materiali, ancorché insostituibili in moltissimi settori industriali,
sotto accusa a causa della possibile contaminazione di cibi e bevande.
Eppure, il loro utilizzo dal 1985 ad oggi è cresciuto dal 6,5% al 55%
Dal 1985 ad oggi la quota dei contenitori in vetro è scesa dal 92% al 42%, mentre quella in plastica è crescuta dal 6,5% al 55%. Più plastica significa meno costi di trasporto. Lo stesso tir, infatti, che trasporta circa 20.000 litri di acqua in bottiglie di vetro con relative casse, ne può trasportare 26.500 litri nella plastica, il 40% in più. Dunque, il Pet rispetto al Pvc oltre ad avere vantaggi estetici (brillantezza e trasparenza) e pratici (maggiore resistenza meccanica e permeabilità ai gas), contribuisce alla riduzione dei costi industriali di produzione.
Come si riconoscono? Le bottiglie di Pvc sono caratterizzate da una linea di saldatura sul fondo, il che permette di riconoscerle dalle bottiglie di Pet che, al contrario sono caratterizzate da un cerchietto in rilievo, corrispondente al punto di iniezione della “preforma”.
Le plastiche, materiali insostituibili in moltissimi settori industriali, usate come contenitori alimentari sono sotto accusa a causa della cosiddetta “migrabilità” di alcune sostanze tossiche (additivi e monomeri) presenti nel composto chimico organico.
Tanto che le Autorità sanitarie della Cee e dei paesi membri hanno fissato delle norme che regolano i quantitativi massimi di prodotti migrati dal contenitore nel contenuto, in funzione sia dalla natura del contenuto, che della temperatura alla quale la confezione è destinata ad essere portata nel ciclo della sua fabbricazione.
I regolamenti sanitari prendono anche in considerazione in modo specifico tutte quelle sostanze che sono suscettibili di causare danni alla salute. Per quanto concerne il Pvc (inevitabile il ricordo degli operai morti al Petrolchimico di Marghera, impianto sotto accusa appunto per la lavorazione della materia plastica cancerogena) è il caso del suo monomero che è cancerogeno e dà luogo ad una rara forma di tumore: l’angiosarcoma epatico. Per il Pet, invece, sicurezze non ce ne sono in assoluto, in quanto è una materia plastica relativamente giovane, il suo utilizzo risale da circa dieci anni fa, e dunque una conferma o una smentita della sua nocività si avrà nei prossimi anni. Certo è che le bottiglie dovrebbero garantire l’igiene e non la contaminazione dell’acqua e i casi di migrazione di sostanze chimiche presenti nei polimeri plastici sono il tema di una vasta letteratura scientifica. (Sabrina Deligia)
recensione di:
Qualcuno vuol darcela a bere
Acqua minerale: uno scandalo sommerso
http://www.frillieditori.com/books/qual ... eciale.htm
- elena.legnani
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Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
Per quanto concerne il Pvc (inevitabile il ricordo degli operai morti al Petrolchimico di Marghera, impianto sotto accusa appunto per la lavorazione della materia plastica cancerogena) è il caso del suo monomero che è cancerogeno e dà luogo ad una rara forma di tumore: l’angiosarcoma epatico.
Ehm..scusate l'ignoranza..a parte le bottiglie ma siamo circondati da una miriade di oggetti in pvc....cosa ne devo fare?
Ehm..scusate l'ignoranza..a parte le bottiglie ma siamo circondati da una miriade di oggetti in pvc....cosa ne devo fare?
- Gianluca Ricciato
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Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
...ho trovato un dossier sul pvc, forse ti può interessare, proviene da contesti "industriali" ma ci sono un po' di informazioni utili:
http://www.solvinpvc.com/static/wma/pdf ... e15_IT.pdf
Tuttavia non mi sembra che nemmeno qui si risolvano i problemi di come gestire la quotidianità dei rifiuti...
Purtroppo la prima cosa che mi viene da pensare è che la maggior parte del pvc, così come di tutta la plastica, a Bologna va a finire nel Frullo, cioè in inceneritore, che è la cosa principale di cui si occupa Hera riguardo ai rifiuti, essendo il suo più grande business. E' un metodo per risolvere il problema alla radice, bruciamo tutto e non se ne parla più tanto poi pvc e tutto il resto ce lo respiriamo. Se penso che in Germania fanno perfino la differenziazione del vetro in base ai colori (bianco, verde, giallo, etc) mentre nel centro di Bologna non esistono i cassonetti per il riciclo della plastica...
E' chiaro che c'è un ostacolo grandissimo al riuscire a fare un recupero vero degli scarti pericolosi che produciamo, e questo ostacolo è l'interesse economico delle istituzioni e delle aziende private, spesso collaboranti.
[Rispetto a questo una breve nota su Hera: Hera è nata assorbendo le aziende di servizi municiplaizzati emiliani (quando l'Emilia era rossa) e nel giro di dieci anni, negli anni '90, è sorta prima con il nome di Seabo e dopo di Hera (Holding Energia Risorse Ambiente), andando verso una progressiva privatizzazione favorita dalle istituzioni locali, gli eredi dell'Emilia rossa. Da quando i servizi ambientali sono diventati privati, le bollette hanno avuto un aumento esponenziale, sono sorti nuovi inceneritori e altri impianti pericolosi, si sono duplicati o triplicati quelli esistenti, e tutto questo in barba a Kioto, alla CO2, alla nostra salute e alle chiacchiere sulla differenziata e sulla diminuzione dei rifiuti. Del resto loro stessi si vantano di essere la "prima multiutility italiana nel business Ambiente". E che l'ambiente deve diventare un business, per Hera, lo devono sapere anche i bambini delle scuole elementari, per questo finanziano a scuola i loro spot chiamandoli "educazione ambientale".]
L'unica cosa che mi viene in mente, è una soluzione radicale uguale e opposta a quella dell'incenerimento: la riduzione. Non è una cosa impossibile, in moltissime occasioni si può evitare la plastica, dalla scelta dei contenitori per alimenti in vetro piuttosto che in plastica, alla scelta di alimenti senza imballi, all'evitare i sacchetti di plastica scegliendo le borsine o al massimo la carta o il Mater-bi, fino a componenti più grandi d'arredamento. Spesso frequentare circuiti alternativi può favorire questo, come ad esempio i mercatini biologici e i gruppi d'acquisto, il commercio equo o altro.
Insomma, l'unione fa la forza...
Gianluca
http://www.solvinpvc.com/static/wma/pdf ... e15_IT.pdf
Tuttavia non mi sembra che nemmeno qui si risolvano i problemi di come gestire la quotidianità dei rifiuti...
Purtroppo la prima cosa che mi viene da pensare è che la maggior parte del pvc, così come di tutta la plastica, a Bologna va a finire nel Frullo, cioè in inceneritore, che è la cosa principale di cui si occupa Hera riguardo ai rifiuti, essendo il suo più grande business. E' un metodo per risolvere il problema alla radice, bruciamo tutto e non se ne parla più tanto poi pvc e tutto il resto ce lo respiriamo. Se penso che in Germania fanno perfino la differenziazione del vetro in base ai colori (bianco, verde, giallo, etc) mentre nel centro di Bologna non esistono i cassonetti per il riciclo della plastica...
E' chiaro che c'è un ostacolo grandissimo al riuscire a fare un recupero vero degli scarti pericolosi che produciamo, e questo ostacolo è l'interesse economico delle istituzioni e delle aziende private, spesso collaboranti.
[Rispetto a questo una breve nota su Hera: Hera è nata assorbendo le aziende di servizi municiplaizzati emiliani (quando l'Emilia era rossa) e nel giro di dieci anni, negli anni '90, è sorta prima con il nome di Seabo e dopo di Hera (Holding Energia Risorse Ambiente), andando verso una progressiva privatizzazione favorita dalle istituzioni locali, gli eredi dell'Emilia rossa. Da quando i servizi ambientali sono diventati privati, le bollette hanno avuto un aumento esponenziale, sono sorti nuovi inceneritori e altri impianti pericolosi, si sono duplicati o triplicati quelli esistenti, e tutto questo in barba a Kioto, alla CO2, alla nostra salute e alle chiacchiere sulla differenziata e sulla diminuzione dei rifiuti. Del resto loro stessi si vantano di essere la "prima multiutility italiana nel business Ambiente". E che l'ambiente deve diventare un business, per Hera, lo devono sapere anche i bambini delle scuole elementari, per questo finanziano a scuola i loro spot chiamandoli "educazione ambientale".]
L'unica cosa che mi viene in mente, è una soluzione radicale uguale e opposta a quella dell'incenerimento: la riduzione. Non è una cosa impossibile, in moltissime occasioni si può evitare la plastica, dalla scelta dei contenitori per alimenti in vetro piuttosto che in plastica, alla scelta di alimenti senza imballi, all'evitare i sacchetti di plastica scegliendo le borsine o al massimo la carta o il Mater-bi, fino a componenti più grandi d'arredamento. Spesso frequentare circuiti alternativi può favorire questo, come ad esempio i mercatini biologici e i gruppi d'acquisto, il commercio equo o altro.
Insomma, l'unione fa la forza...
Gianluca
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Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
Mumble...sono io che non mi sono spiegata, sorry.
Come smaltire gli oggetti in PVC non è il punto, a Crespellano abbiamo la raccolta a porta a porta ma so benissimo che a poco serve, tanto il grosso se ne va all'inceneritore, però cerco di farla per benino..non si sa mai, a qualcosa servirà .. anche solo come punto di impegno individuale.
Il punto era che mi è "sfuggita" (ignoranza mia) la tossicità del PVC, che bene non farà, all'ambiente prima che a noi, ma che fosse cancerogeno cado dal pero..ecco perchè mi sono detta: ma in casa ne abbiamo una marea! E i bimbi ciucciano qualsiasi cosa capiti a tiro, non sempre riesco a riconoscere se è PVC o altra porcata...cerco di non tenere troppi giochio o oggetti di plastica ma è inevitabile..partiamo: barattoli di shampoo e balsamo (è PVC), lo spazzolino da denti? non lo so, non c'è scritto, le penne? i contenitori CD e DCD? le bacinelle? i cestini del pattume e le pattumelle dell'organico? i gonfiabili da piscina e i braccioli? Ho fatto solo alcuni esempi ma sono tutte cose che difficilmente le trovi in vetro, in legno o in materiali alternativi anche quando contengono detersivi e detergenti eco-bio.
D'accordo, è tutta roba che non mangi, a differenza dell'acqua nelle bottiglie, ma comunque ci convivi quotidianamente a stretto contatto.
Ah, il tuo doc non riesco ad aprirlo, non so perchè..
Ciao
Come smaltire gli oggetti in PVC non è il punto, a Crespellano abbiamo la raccolta a porta a porta ma so benissimo che a poco serve, tanto il grosso se ne va all'inceneritore, però cerco di farla per benino..non si sa mai, a qualcosa servirà .. anche solo come punto di impegno individuale.
Il punto era che mi è "sfuggita" (ignoranza mia) la tossicità del PVC, che bene non farà, all'ambiente prima che a noi, ma che fosse cancerogeno cado dal pero..ecco perchè mi sono detta: ma in casa ne abbiamo una marea! E i bimbi ciucciano qualsiasi cosa capiti a tiro, non sempre riesco a riconoscere se è PVC o altra porcata...cerco di non tenere troppi giochio o oggetti di plastica ma è inevitabile..partiamo: barattoli di shampoo e balsamo (è PVC), lo spazzolino da denti? non lo so, non c'è scritto, le penne? i contenitori CD e DCD? le bacinelle? i cestini del pattume e le pattumelle dell'organico? i gonfiabili da piscina e i braccioli? Ho fatto solo alcuni esempi ma sono tutte cose che difficilmente le trovi in vetro, in legno o in materiali alternativi anche quando contengono detersivi e detergenti eco-bio.
D'accordo, è tutta roba che non mangi, a differenza dell'acqua nelle bottiglie, ma comunque ci convivi quotidianamente a stretto contatto.
Ah, il tuo doc non riesco ad aprirlo, non so perchè..
Ciao
- Gianluca Ricciato
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Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
ok, capisco
in effetti non ti so dire della tossicità del pvc, mi sembra che il dibattito sia in corso però, con i soliti negazionismi della scienza ufficiale...per il doc prova ad aprirlo in un altra finestra magari, anche se credo non ci siano le informazioni che cerchi
ciao
in effetti non ti so dire della tossicità del pvc, mi sembra che il dibattito sia in corso però, con i soliti negazionismi della scienza ufficiale...per il doc prova ad aprirlo in un altra finestra magari, anche se credo non ci siano le informazioni che cerchi
ciao
- Cutty74
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Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
Guarda io non so se faccia male o bene (anche se ho sentito dire -però sentito dire, niente di scientifico da offrirti in documento- che rilasci estrogeni) comunque so che fa schifo. Per me è imbevibile. Tra l'altro so per certo che chi fa uso di medicinali omeopatici (che usano l'acqua come veicolo per eccellenza anz per definizione) non devono metterli in recipienti metallici nè plastici, solo vetro, e per giunta non al sole nè vicino ad apparecchi elettrici o a pile.
Re: acqua in bottiglia plastica che s scalda
Attenzione che le bottiglie di plastica dell'acqua comuni sono in pet e non in pvc!