terrorismo psicologico a scuola privata per catering

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pulcinafiamminga
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Re: terrorismo psicologico a scuola privata per catering

Messaggio da pulcinafiamminga » gio mag 07, 2009 6:48 pm

Volevo ringraziarti perché le tue riflessioni sugli italiani, la burocrazia, i formalismi le trovo davvero azzeccate! Non ci avevo mai pensato in questi termini ma le trovo perfettamente calzanti alla realtà! Non credo assolutamente che tu sia stata offensiva, anzi. Trovo che un confronto con chi ci vede dall'esterno non possa che essere utile.

Meno male che non mi avete trovata offensiva... chiaro che nemmeno volevo esserlo; a me piacciono gli italiani in genere, altrimenti non sarei venuta a vivere in Italia :wink:

Per rispondere a fantasma: vivo in Italia dal 2002, saranno 7 anni a settembre. Tu da quanto tempo?
Non ho in mente di tornare in Belgio, per ora. Credo che tornando mi mancherebbe tantissimo questo posto qua. Vivo in piena campagna, un piccolo casale di pietra, 10 minuti dal lago di Bolsena, io che amo tanto i laghi, la natura, la bellezza del paesaggio. Qui sono in mezzo a usignuoli, upupa, rigogoli (sapete che sono, eh??), al lago rane, e altri uccelli di cui ignoro il nome in italiano, ma che per me significano tanto, perché in Belgio sono rimasti pochi posti dove puoi goderne il canto e la presenza; devi conoscerli e metterti in macchina apposta :shock: . Questa è una delle ragioni della mia decisione di venire a vivere qua, come una pazzarella, tutta da sola in un posto che non conoscevo per niente. Ovviamente ci sono altre ragioni. La lingua per esempio, adoro l'italiano. Adoravo anche la gente, lo spirito, e qui nel piccolo borgo sono stata accolta come una figlia, e i primi anni sono stati davvero bellissimi ---- chiaro che la luna di miele non dura in eterno però, e nel frattempo ho imparato a vedere anche i lati meno positivi sia della gente che del paese in generale. Ma dico sempre: ora sta a me se voglio guardare sopratutto quelli e prendermi la delusione e tornarmene via arrabbiata, oppure concentrarmi su ciò che mi piaceva e impegnarmi a continuare a godere della natura e i lati belli della gente. Non è una cosa automatica, un giorno viene meglio uno meno.
Sul lavoro non parliamo :cry: la situazione per i musicisti (classici) in Italia è ben peggio che nel Nordeuropa (e anche lì non sono rose e fiori e peggiora ogni giorno). Ma quello me lo potevo aspettare, e non mi ero fatta troppe illusioni. Lavoro sopratutto in connessione col Belgio, anche se ciò mi dispiace.
L'unica ragione per la quale chissà forse un giorno potrei lasciare l'Italia potrebbe essere mio figlio, se dovessi ritenere che in Belgio (o altrove chissà) la situazione fosse migliore per lui.
Quindi sì, tutto sommato mi sento bene qui in Italia. Anche se quando sono in tournée e sto un periodo lungo in Belgio e paesi limitrofi, mi adatto bene e vedo le comodità e tante cose 'migliori'. Poi mi viene un inspiegabile Sehnsucht e sento che ho messo davvero le radici qui tra gli usignuoli....


pulcinafiamminga

Curry
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Re: terrorismo psicologico a scuola privata per catering

Messaggio da Curry » ven mag 08, 2009 9:10 am

È pazzesco che non si può nemmeno nutrire secondo le proprie convinzioni i propri figli piccoli, ma viviamo proprio in una dittattura?
Scusa, fantasma, veramente non è così.
Certo che puoi nutrire tua figlia come vuoi, nessuno ti obbliga a mandarla alla mensa.
L'unico problema, è che la scelta è fra mensa o non mensa. Quindi, alla mensa si mangia secondo menù, se no si esce da scuola.
Capisco che sarebbe più comodo poter mangiare quello che si vuole dove si vuole, ma per una serie di ragioni, più o meno condivsibili, non è possibile.
Se poi è un problema portare via la bimba a pranzo perchè lavori, sei lontana, non hai nessuno etc capisco, ma questo non significa che siamo in una dittatura.

E' vero che la burocrazia è pesante in Italia, però non si può neppure pretendere che ogni cosa vada come vogliamo noi. Anch'io trovo assurdo che il menù preveda sempre primo e secondo, anche quando di primo ci sono le lasagne. Ma lo Stato mi garantisce un menù fatto all'Asl, ovvero l'ente predisposto. Se ognuno potesse dire la propria, ci sarebbe un menù diverso per tutti.
Quindi, ho detto alle maestra di lasciar perdere se mia figlia non vuole primo e secondo, e ho comunque risolto il problema.

Secondo me, in qualsiasi situazione, se per un nodo dolente cominci a mettere in discussione tutto, non fai altro che allargare i problemi e perdere i lati positivi. Se invece di lati positivi non ce ne sono o non ne vedi, allora è proprio il caso di cambiare strada

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