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da francisco » sab mag 02, 2009 4:20 pm
Personalmente non riesco a mangiare un chilo di frutta: o meglio, ci posso riuscire ma il mio fisico non l’accetta e me lo fa capire col gonfiore e il gas intestinale. Mezzo chilo è invece insufficiente. Mi ci vuole una via di mezzo. Ipotizziamo 2 mele per 600 gr, una banana per 150 gr e un etto di datteri, per un totale di 850 grammi. In tutto sono circa 600 calorie, poco meno di un piatto di pasta (100 gr) con due cucchiai d’olio come condimento, ma con una differenza fondamentale: che per digerire un piatto di pasta il corpo deve consumare parecchie calorie, mentre per digerire della frutta ne bastano pochissime, per cui l’apporto calorico netto della frutta risulta alla fine superiore. Questo in termini di quantità, poi c’è l’aspetto qualitativo e qui non c’è davvero confronto.
Tu accenni al timore che i datteri possano essere in qualche modo sconsigliati perché nutrizionalmente sbilanciati. Io non sono d’accordo: l’unica cosa di cui i datteri sono carenti (parliamo di datteri essiccati) è l’acqua, che è certamente molto importante, ma facilmente integrabile. L’unica cautela da prendere deriva dal fatto che un etto di datteri sono 250 calorie: se ne mangi mezzo chilo, come fa Befana, sono 1250 calorie, non so se mi spiego: dopo una simile abbuffata puoi anche chiudere bottega per tutto il resto del giorno. Quindi datteri sì, ma in quantità moderata, tipo 1 etto su quasi un chilo totale di frutta.
E come secondo pasto?. Le alternative sono più di una. La prima è quella di replicare con la frutta, e con questo le calorie diventerebbero 1200. Se a questo aggiungiamo 40 grammi di mandorle (da mangiare, come sappiamo, separatamente dalla frutta) sono altre 240 calorie, cui possiamo infine aggiungere altro 100 calorie per la colazione (250 gr tra kiwi e arance), e in totale arriviamo a 1540. Poche, direbbe il bravo nutrizionista convenzionale; invece sufficienti se si tiene conto del bilancio calorico netto della frutta, che è significativamente maggiore di quello dei cibi convenzionali (carne, formaggi, cereali) per via del minor consumo calorico in fase digestiva (la frutta infatti è predigerita dal sole e quindi immediatamente assimilabile dall’intestino tenue).
Un’alternativa, come secondo pasto, è costituito dall’insalatona. Qui però c’è un problema: il basso contenuto calorico di molte verdure crude. Molte verdure hanno un apporto calorico intorno alle 25/30 calorie per 100 grammi. Ipotizzando anche un’insalatona di un chilo, siamo sulle 250-300 calorie. In realtà l’apporto calorico netto di questa insalatona è di molto inferiore e quasi vicino allo zero, perché la verdura, al contrario della frutta, è di difficile digestione, e quindi richiede il dispendio di parecchie calorie. Il problema può essere aggirato in vario modo. Il primo è quello di aggiungere qualche condimento: noci diverse (40 grammi) o semi oleosi (40 grammi) oppure avocado (non più di 100 grammi, che corrispondono in termini calorici a 40 grammi di mandorle). Un altro metodo, cui personalmente faccio ricorso, è quello di aggiungere una mela a pezzetti: benché ciò, come sappiamo, sia sconsigliabile, ho potuto tuttavia constatare che l’aggiunta di una sola mela, magari di qualità un po’ aspra piuttosto che dolce, non mi dà noie di nessun genere; il vantaggio è appunto quello di aumentare un po’ la consistenza calorica del piatto di verdura.
Detto questo, non vorrei dare l’impressione che per mangiare correttamente, si debba fare i ragionieri. Mangiando frutta e integrandola con verdura, noci diverse e semi (e, aggiungo, qualche pasto di miglio o di patate ogni tanto, come nel mio caso), tutti questi conti non sono affatto necessari, anche perché una persona disintossicata ha una capacità di assorbimento dei nutrienti molto più elevata di una che si nutre di cibo convenzionale. Il crudista può permettersi di mangiare di meno e avere la stessa energia, e anzi un’energia maggiore, dell’onnivoro. Il crudista non si pone tutti questi problemi sulle calorie: semplicemente mangia fino a sazietà la sua frutta (con le integrazioni che sappiamo) e lascia che sia poi il corpo a fare il suo dovere di chimico impareggiabile.