laura67 ha scritto:Secondo me attaccare il solito discorso dei diritti è fritto e rifritto: ormai lo conoscono più o meno tutti.
Secondo me è proprio il fatto che certi diritti si danno oramai per scontati che non ci fa stare più in allerta. in realtà, com'è già stato detto, è vero che i diritti ci sono sulla carta (laddove ancora una carta, vale a dire un contratto, esiste), ma non sono mai entrati nella mentalità della gente, se ancora si fanno certi discorsi.
E' veramente disumano e incivile pensare che una donna debba rischiare la sua gravidanza per lo stress psicologico che subisce a causa del lavoro. E che sia necessaria una minaccia d'aborto per capire che il proprio figlio è ben più importante del lavoro!!!
Perfettamente d'accordo sul discorso paternità!
In Italia è davvero ancor poco diffusa la cultura che ci sia anche un secondo genitore (il PADRE) a occuparsi dei figli. Il papà ha diritto alla paternità, come pure all'allattamento (il che, ovvio, non significa che sia lui ad allattare, ma ha comunque diritto a prendersi per esempio delle ore dal lavoro). Una coppia di miei amici ha fatto questa scelta. Lei non lavora, hanno un bimbo di 4 anni e ora è nato il piccolino da una settimana. Pur avendo un solo stipendio su cui basarsi (e nemmeno tanto alto) lui ha chiesto l'allattamento per un anno: in questo modo rientra dal lavoro alle 3 anzicché alle 7 e può dedicarsi maggiormente alla famiglia, aiutare sua moglie, vivere le emozioni di stare col piccolino, come pure coccolarsi il più grande (che ne ha di certo bisogno, per non sentirsi messo da parte), evitare così un eccessivo affaticamento della moglie e prevenire possibili crolli.
Ovviamente non percepirà lo stipendio al 100%. Mi sembra che gli sarà retribuito l'80 o il 70% (sinceramente non mi ricordo). Comunque c'è chi preferisce aver meno soldi e più serenità in casa: si compreranno meno cavolate, ci si farà passare qualche vestito usato, magari si andrà in vacanza per meno giorni, anzicché in albergo, in campeggio...ma si avrà sicuramente acquistato in benessere.
Il fatto sapete qual è? E' che questa scelta del mio amico è stata fortemente CRITICATA NON dai suoi colleghi di lavoro o dal suo capo, ma da amici e parenti, suo padre in testa, con la banalissima frase: "Ma come? Prendere l'allattamento? Un conto se la mamma ha problemi, ma se la mamma sta bene....che senso ha?" La mia amica si è scagliata, dicendo: "Ma allora uno deve aspettare che la moglie siua inferma o morta per usufruire di questo diritto?????".
Il problema è che abbiamo radicata questa "cultura" del LAVORO, che ci hanno messo in testa che una persona è valida, anzi che una persona è una Persona solo SE lavora, se è produttiva per la società e NON se è mamma, papà, ecc. L'unico ruolo degno di nota e di stima è il ruolo lavorativo, tutti gli altri ruoli che uno può avere NON valgono niente per la maggior parte della gente.
Io che ho scelto di non lavorare (cioè di non lavorare per altri, ma solo per me stessa e la mia famiglia) mi ritrovo spesso persone che mi chiedono: "Ma non ti manca avere un tuo lavoro?" Vi sembrerà strano MA NON MI MANCA AFFATTO. Mi piace avere i miei INTERESSI, fare quello che mi piace e mi da soddisfazione, ma fare una cosa per obbligo, per averne un compenso in moneta proprio non mi manca!!!
Ma questo dalla nostra società non è concepito.
Ciao
Sole