Fotografare un'opera d'arte...
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Fotografare un'opera d'arte...
Fotografare un'opera d'arte...
Viaggiare,visitare musei,luoghi d'arte...A tutti paice poi portare a casa uno scatto.
Ma in realtà clsa ci portiamo a casa??
Ogni volta che ho guardato e riguardato le foto dei viaggi, mi sono resa conto che di certi scatti riesco a rivivere le emozioni... Se lo scatto e' di un volto.. di un oggetto...di un gruppo di amici.. Nel contempo ho realizzato che gli scatti di monumenti, dipinti, sculture, addirittura di certi paesaggi...se fini a se stessi, cioè senza persone, non riuscivano più a catapultarmi nella sensazione che invece avevo provato vivendo il momento. Trovandomi difronte ad una scultura, un quadro, un monumento... osservando ogni particolare dal vivo.. trovandomi proprio lì, il pensiero viene assorbito, ci si sente coinvolti.. La cosa, per me cambia decisamente se osservo la riproduzione fotografica...
Questo non accade in maniera così marcata se invece le foto riproducono .. foglie... alberi... Ma non amo troppo le foto di fiori o del mare..
Viaggiare,visitare musei,luoghi d'arte...A tutti paice poi portare a casa uno scatto.
Ma in realtà clsa ci portiamo a casa??
Ogni volta che ho guardato e riguardato le foto dei viaggi, mi sono resa conto che di certi scatti riesco a rivivere le emozioni... Se lo scatto e' di un volto.. di un oggetto...di un gruppo di amici.. Nel contempo ho realizzato che gli scatti di monumenti, dipinti, sculture, addirittura di certi paesaggi...se fini a se stessi, cioè senza persone, non riuscivano più a catapultarmi nella sensazione che invece avevo provato vivendo il momento. Trovandomi difronte ad una scultura, un quadro, un monumento... osservando ogni particolare dal vivo.. trovandomi proprio lì, il pensiero viene assorbito, ci si sente coinvolti.. La cosa, per me cambia decisamente se osservo la riproduzione fotografica...
Questo non accade in maniera così marcata se invece le foto riproducono .. foglie... alberi... Ma non amo troppo le foto di fiori o del mare..
Re: Fotografare un'opera d'arte...
si..hai perfettamente ragione.credo proprio che tu nel cuore sia un artista, ma in fondo tutti nasciamo artisti, i bambini sono i più bravi in assoluto, poi col tempo e con gli insegnamenti che ci vengono inculcati a forza, tutto viene messo da parte.
Per quanto riguarda la fotografia hai ragione, fotografare un opera d'arte già di partenza non è mai semplice, poi la fotografia pur essendo un mezzo per fare arte, non è compatibile con la scultura o la pittura per averne un riproduzione. Nel senso che, quando fotografiamo un quadro o una scultura per avere quel ricordo e quella sensazione che ci ha colpiti, ci rendiamo poi conto che non è possibile rubare o riprodurre la magia e la poesia che abbiamo osservato in quel momento. Tutto questo succede perchè la fotografia mette tutto il dipinto sullo stesso piano, rendendo di difficile lettura tutti quei piccolissimi particolari che possiamo osservare solo da vicino, come la grana della tela, l'impercettibile spessore tra una pennellata e l'altra o una piccolissima sfumatura che per quanto piccola può essere significativa per l'opera intera. Qualcuno potrà ritenermi un folle leggendo queste parole, ma questa è la mia esperienza per tutte le volte che ho dovuto mandare delle foto delle mie tele per concorsi o mostre di pittura.
Per quanto riguarda la fotografia hai ragione, fotografare un opera d'arte già di partenza non è mai semplice, poi la fotografia pur essendo un mezzo per fare arte, non è compatibile con la scultura o la pittura per averne un riproduzione. Nel senso che, quando fotografiamo un quadro o una scultura per avere quel ricordo e quella sensazione che ci ha colpiti, ci rendiamo poi conto che non è possibile rubare o riprodurre la magia e la poesia che abbiamo osservato in quel momento. Tutto questo succede perchè la fotografia mette tutto il dipinto sullo stesso piano, rendendo di difficile lettura tutti quei piccolissimi particolari che possiamo osservare solo da vicino, come la grana della tela, l'impercettibile spessore tra una pennellata e l'altra o una piccolissima sfumatura che per quanto piccola può essere significativa per l'opera intera. Qualcuno potrà ritenermi un folle leggendo queste parole, ma questa è la mia esperienza per tutte le volte che ho dovuto mandare delle foto delle mie tele per concorsi o mostre di pittura.
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Re: Fotografare un'opera d'arte...
Mi domando: esistono fotografie.. soggetti... medoti... sistemi.. affinche anche la fotografia di un'opera d'arte riesca a rievocare emozioni come davanti all'opera stessa..lux ha scritto:si..hai perfettamente ragione.credo proprio che tu nel cuore sia un artista, ma in fondo tutti nasciamo artisti, i bambini sono i più bravi in assoluto, poi col tempo e con gli insegnamenti che ci vengono inculcati a forza, tutto viene messo da parte.
Per quanto riguarda la fotografia hai ragione, fotografare un opera d'arte già di partenza non è mai semplice, poi la fotografia pur essendo un mezzo per fare arte, non è compatibile con la scultura o la pittura per averne un riproduzione. Nel senso che, quando fotografiamo un quadro o una scultura per avere quel ricordo e quella sensazione che ci ha colpiti, ci rendiamo poi conto che non è possibile rubare o riprodurre la magia e la poesia che abbiamo osservato in quel momento. Tutto questo succede perchè la fotografia mette tutto il dipinto sullo stesso piano, rendendo di difficile lettura tutti quei piccolissimi particolari che possiamo osservare solo da vicino, come la grana della tela, l'impercettibile spessore tra una pennellata e l'altra o una piccolissima sfumatura che per quanto piccola può essere significativa per l'opera intera. Qualcuno potrà ritenermi un folle leggendo queste parole, ma questa è la mia esperienza per tutte le volte che ho dovuto mandare delle foto delle mie tele per concorsi o mostre di pittura.
Bisognerebbe che qui intervenisse un addetto ai lavori... un fotografo... Toc Toc.. se abbiamo un fotografo che si aggira tra queste righe.. magari....ci potrebbe aiutare a capire meglio...
Un abbraccio Luca.. ed un abbraccio anche al fotografo.. in anticipo se capita da queste parti..
Re: Fotografare un'opera d'arte...
Speriamo che arrivi presto il fotografo..io ne ho invitato qualcuno ma fin ora non ha scritto..speriamo non sia timido!!
Per la mia pochissima esperienza so che per fotografare un opera bisogna avere a disposizione la luce naturale per non alterare le minuscole ombre che ha creato l'artista con le pennellate o lo scalpello nel caso si tratti di una scultura. Ma anche il quel caso è estremamente difficile cogliere l'emozione.
Per la mia pochissima esperienza so che per fotografare un opera bisogna avere a disposizione la luce naturale per non alterare le minuscole ombre che ha creato l'artista con le pennellate o lo scalpello nel caso si tratti di una scultura. Ma anche il quel caso è estremamente difficile cogliere l'emozione.
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Re: Fotografare un'opera d'arte...
Anche io ho chiesto ad un caro amico... speriamo faccia un salto... lui è davvero bravo... ci aiuterà!!!lux ha scritto:Speriamo che arrivi presto il fotografo..io ne ho invitato qualcuno ma fin ora non ha scritto..speriamo non sia timido!!
Per la mia pochissima esperienza so che per fotografare un opera bisogna avere a disposizione la luce naturale per non alterare le minuscole ombre che ha creato l'artista con le pennellate o lo scalpello nel caso si tratti di una scultura. Ma anche il quel caso è estremamente difficile cogliere l'emozione.
Re: Fotografare un'opera d'arte...
Che argomento interessante....
Ne approfitto per dire la mia da neo iscritto al forum....
Direi che l’argomento meriterebbe due approcci distinti, uno tecnico e uno creativo/emotivo.
Dal punto di vista tecnico fotografare un’opera d’arte richiede un certo grado di esperienza.
Ponendo il caso della riproduzione ad esempio di un quadro, possiamo dire che per fotografarlo bisogna porre attenzione ad aspetti come la luce, che deve essere omogenea ( con quattro lampade poste a 45° rispetto all'asse fotocamera-quadro), avendo cura di metterle sullo stesso piano della fotocamera. Per riprodurre il quadro in modo non distorto, occorrerà mettere la fotocamera sul cavalletto perfettamente “in bolla”, puntandola al centro del quadro. Tralascio dettagli tecnici su obiettivi e diaframmi....
Inoltre, se dobbiamo essere scrupolosi in qualcosa al momento di fotografare un quadro è nell'essere fedeli, al cento per cento, ai suoi colori. Un quadro che rappresenta un Bosco ha i suoi colori: neri che sono neri e rossi che sono rossi, decine di sfumature, e di tonalità intermedie. Proviamo ad immaginare un quadro di Caravaggio senza la profondità dei neri e l’intensità dei suoi colori... non sarebbe Caravaggio, no? .
Ogni opera, (specialmente poi quando si parla di opere a carattere scultoreo), è posta in relazione con lo spazio in cui è collocata... Per ciò che riguarda la riproduzione di un'opera d'arte scultorea le problematiche da affrontare sono numerose, non solo per la scelta del modo di illuminarle, ma soprattutto dovrebbe comprendere più punti di vista. Una riproduzione per quanto altamente definita e perfettamente fedele per resa cromatica non restituirà mai l'opera nel suo contesto, non renderà giustizia dell'emozione che si prova nell'osservarla direttamente.
Da un punto di vista emozionale la cosa è ben diversa. Bisogna partire dal presupposto che prima di scattare una foto occorre chiedersi cosa si vuole comunicare con quell’immagine. Bisogna cioè renderla “significativa”. L’osservatore deve immediatamente comprendere qual’è il soggetto della foto. Può essere un oggetto, un dettaglio, un colore, ma anche una emozione (un pò più difficile) o uno stato d’animo... Spesso i panorami e le opere d’arte come piazze e monumenti, appaiono nelle foto piatti e noiosi, proprio perché chi li fotografa non pone attenzione alla significatività dello scatto.
In altre parole, osservando un paesaggio bisogna chiedersi innanzitutto cosa ci cattura e, nel fotografarlo, concentrarsi su come rendere questa cosa evidente nell’immagine.
Osservando successivamente la fotografia, il cervello cercherà come prima cosa un punto di riferimento nell’immagine e spazierà solo in un secondo momento sul contorno della foto dandole profondità e contestualizzandola.
Quello che posso suggerire è di non scattare subito dopo aver osservato e goduto un opera d’arte…. Girateci intorno, guardatela nei dettagli, osservate il contesto in cui è inserita, decidete ciò che per voi la rende magica, e anche senza “tecnica”, mettete questa magia in primo piano nella foto e scattate!
Sono certo che i dubbi si accumuleranno leggendo le mie righe, ma spero di condividere con voi altri pensieri…
Ne approfitto per dire la mia da neo iscritto al forum....
Direi che l’argomento meriterebbe due approcci distinti, uno tecnico e uno creativo/emotivo.
Dal punto di vista tecnico fotografare un’opera d’arte richiede un certo grado di esperienza.
Ponendo il caso della riproduzione ad esempio di un quadro, possiamo dire che per fotografarlo bisogna porre attenzione ad aspetti come la luce, che deve essere omogenea ( con quattro lampade poste a 45° rispetto all'asse fotocamera-quadro), avendo cura di metterle sullo stesso piano della fotocamera. Per riprodurre il quadro in modo non distorto, occorrerà mettere la fotocamera sul cavalletto perfettamente “in bolla”, puntandola al centro del quadro. Tralascio dettagli tecnici su obiettivi e diaframmi....
Inoltre, se dobbiamo essere scrupolosi in qualcosa al momento di fotografare un quadro è nell'essere fedeli, al cento per cento, ai suoi colori. Un quadro che rappresenta un Bosco ha i suoi colori: neri che sono neri e rossi che sono rossi, decine di sfumature, e di tonalità intermedie. Proviamo ad immaginare un quadro di Caravaggio senza la profondità dei neri e l’intensità dei suoi colori... non sarebbe Caravaggio, no? .
Ogni opera, (specialmente poi quando si parla di opere a carattere scultoreo), è posta in relazione con lo spazio in cui è collocata... Per ciò che riguarda la riproduzione di un'opera d'arte scultorea le problematiche da affrontare sono numerose, non solo per la scelta del modo di illuminarle, ma soprattutto dovrebbe comprendere più punti di vista. Una riproduzione per quanto altamente definita e perfettamente fedele per resa cromatica non restituirà mai l'opera nel suo contesto, non renderà giustizia dell'emozione che si prova nell'osservarla direttamente.
Da un punto di vista emozionale la cosa è ben diversa. Bisogna partire dal presupposto che prima di scattare una foto occorre chiedersi cosa si vuole comunicare con quell’immagine. Bisogna cioè renderla “significativa”. L’osservatore deve immediatamente comprendere qual’è il soggetto della foto. Può essere un oggetto, un dettaglio, un colore, ma anche una emozione (un pò più difficile) o uno stato d’animo... Spesso i panorami e le opere d’arte come piazze e monumenti, appaiono nelle foto piatti e noiosi, proprio perché chi li fotografa non pone attenzione alla significatività dello scatto.
In altre parole, osservando un paesaggio bisogna chiedersi innanzitutto cosa ci cattura e, nel fotografarlo, concentrarsi su come rendere questa cosa evidente nell’immagine.
Osservando successivamente la fotografia, il cervello cercherà come prima cosa un punto di riferimento nell’immagine e spazierà solo in un secondo momento sul contorno della foto dandole profondità e contestualizzandola.
Quello che posso suggerire è di non scattare subito dopo aver osservato e goduto un opera d’arte…. Girateci intorno, guardatela nei dettagli, osservate il contesto in cui è inserita, decidete ciò che per voi la rende magica, e anche senza “tecnica”, mettete questa magia in primo piano nella foto e scattate!
Sono certo che i dubbi si accumuleranno leggendo le mie righe, ma spero di condividere con voi altri pensieri…
Re: Fotografare un'opera d'arte...
ciao MrAcca, vedo che te ne intendi di fotografia. Grazie mille per i consigli su come fotografare i dipinti, mi saranno molto utili.
Ho gia tentato un piccolo esperimento dopo aver letto quello che hai scritto, ma proprio come hai detto tu, l'unico problema resta quello del colore che non è fedele al 100%, soprattutto i rossi.
Ho gia tentato un piccolo esperimento dopo aver letto quello che hai scritto, ma proprio come hai detto tu, l'unico problema resta quello del colore che non è fedele al 100%, soprattutto i rossi.
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Re: Fotografare un'opera d'arte...
Caro Gianluca...Che bello leggerti... Il tuo intervento è alla grande professionale.. Complimenti..MrAcca ha scritto:Che argomento interessante....
Ne approfitto per dire la mia da neo iscritto al forum....
Direi che l’argomento meriterebbe due approcci distinti, uno tecnico e uno creativo/emotivo.
Dal punto di vista tecnico fotografare un’opera d’arte richiede un certo grado di esperienza.
Ponendo il caso della riproduzione ad esempio di un quadro, possiamo dire che per fotografarlo bisogna porre attenzione ad aspetti come la luce, che deve essere omogenea ( con quattro lampade poste a 45° rispetto all'asse fotocamera-quadro), avendo cura di metterle sullo stesso piano della fotocamera. Per riprodurre il quadro in modo non distorto, occorrerà mettere la fotocamera sul cavalletto perfettamente “in bolla”, puntandola al centro del quadro. Tralascio dettagli tecnici su obiettivi e diaframmi....
Inoltre, se dobbiamo essere scrupolosi in qualcosa al momento di fotografare un quadro è nell'essere fedeli, al cento per cento, ai suoi colori. Un quadro che rappresenta un Bosco ha i suoi colori: neri che sono neri e rossi che sono rossi, decine di sfumature, e di tonalità intermedie. Proviamo ad immaginare un quadro di Caravaggio senza la profondità dei neri e l’intensità dei suoi colori... non sarebbe Caravaggio, no? .
Ogni opera, (specialmente poi quando si parla di opere a carattere scultoreo), è posta in relazione con lo spazio in cui è collocata... Per ciò che riguarda la riproduzione di un'opera d'arte scultorea le problematiche da affrontare sono numerose, non solo per la scelta del modo di illuminarle, ma soprattutto dovrebbe comprendere più punti di vista. Una riproduzione per quanto altamente definita e perfettamente fedele per resa cromatica non restituirà mai l'opera nel suo contesto, non renderà giustizia dell'emozione che si prova nell'osservarla direttamente.
Da un punto di vista emozionale la cosa è ben diversa. Bisogna partire dal presupposto che prima di scattare una foto occorre chiedersi cosa si vuole comunicare con quell’immagine. Bisogna cioè renderla “significativa”. L’osservatore deve immediatamente comprendere qual’è il soggetto della foto. Può essere un oggetto, un dettaglio, un colore, ma anche una emozione (un pò più difficile) o uno stato d’animo... Spesso i panorami e le opere d’arte come piazze e monumenti, appaiono nelle foto piatti e noiosi, proprio perché chi li fotografa non pone attenzione alla significatività dello scatto.
In altre parole, osservando un paesaggio bisogna chiedersi innanzitutto cosa ci cattura e, nel fotografarlo, concentrarsi su come rendere questa cosa evidente nell’immagine.
Osservando successivamente la fotografia, il cervello cercherà come prima cosa un punto di riferimento nell’immagine e spazierà solo in un secondo momento sul contorno della foto dandole profondità e contestualizzandola.
Quello che posso suggerire è di non scattare subito dopo aver osservato e goduto un opera d’arte…. Girateci intorno, guardatela nei dettagli, osservate il contesto in cui è inserita, decidete ciò che per voi la rende magica, e anche senza “tecnica”, mettete questa magia in primo piano nella foto e scattate!
Sono certo che i dubbi si accumuleranno leggendo le mie righe, ma spero di condividere con voi altri pensieri…
Complimenti davvero..!!
Sono molto felice!
Hai spiegato il concetto veramente bene.. anche per noi profani...
Ti ringrazio dei chiarimenti, precisi, puntualissimi!
@ Luca... Vedi il nostro Gianluca.. è stato per tanto il fotografo ufficiale ed il cameramen... ( detto confidenzilmente "BioFonista) della BioContessa!!!
Un mago... con la macchina da ripresa e da scatto.. Con il " Dono" per la fotografia!!!
Re: Fotografare un'opera d'arte...
Il problema della fedeltà dei colori è tanto pù importante quanto più il colore è un elemento fondamentale del soggetto.
Immagina se io fossi selezionato come fotografo per il lancio di una nuova ferrari... pensa quale impatto mediatico avrebbe vedere su tutte le riviste di settore una ferrari "più o meno" rossa... o un abito rosso valentino "circa" rosso.... sarei bandito per sempre dallo scenario fotografico... ma anche semplicemente un abito da sposa... non del colore che la sposa ha scelto.... un bianco che diventa grigino... o un beig che diventa rosato.... sarei linciato!
Analogamente per i quadri.... visto che il pittore sceglie ogni sfumatura dalla sua preziosa tavolozza con una magica mistura dei colori fondamentali....
Beh sorvolando sulle riflessioni parafilosofiche sulle pellicole e sulle loro capacità, marca per marca e modello per modello, di rendere brillante e realistico un determinato range di colori, e aldilà delle critiche che risente ancora oggi il digitale sulla capacità di rendere fedele la cromia in ogni suo pixel.... (non ne verremmo fuori in poche righe) posso dirti che la REGOLA FONDAMENTALE è il BILANCIAMENTO DEL BIANCO... da farsi assolutamente manualmente.
Questo sarà possiblile solo se si utilizza una Vera Fotocamera, ossia una Reflex, in modo da avere il controllo di questo parametro in maniera decente.
Poichè i sensori/pellicole sono tarati per la luce naturale del sole come tonalità base di una fotografia, bisogna accertarsi che i Bianchi siano realmente riprodotti come bianchi, conservando così la fedeltà di tutta la gamma cromatica.
Ma senza andare troppo sul tecnicismo si può utilizzare semplicemente un foglio di carta bianco accanto al soggetto...In tal modo la macchina leggerà il tipo di luce riflessa dall'oggetto e modificherà le proprie impostazioni in modo da far apparire corretti anche tutti gli altri colori.
Vi annoio???
Per capire l'importanza del bilanciamento del bianco (immagino che non tutti vivano di queste cose, ma tornano utili per produrre ottime immagini anche in vacanza) provate a pensare la tonalità di luce che emette una semplice lampadina... è davvero, arancione!!! L'occhio non se ne accorge solo perchè ci pensa lui ad elaborare le immagini facendoci tornare tutto secondo i colori naturali... ma se scattate una foto in casa, in sala, con gli amici, vedrete che le pareti sono irrimediabilmente arancioni..... E non Bianche come dovrebbero.... Se invece in cucina avete un bel Neon e provate a scattare la stessa foto vedrete degli stranissimi colori verdognoli.... Ecco, i colori che conosciamo sono tali solo se la fonte di luce è il sole... in tutti gli altri casi.... NO! E' per questo motivo che un corretto bilanciamento del bianco permette di riprodurre fedelmente i colori.
A me piace dare un risvolto creativo e la tecnica ci viene in aiuto anche per creare (padroneggiandola)...
Se volessimo rappresentare con una fotografia una scena di un crimine, dove c'è suspance e tensione come la penseremmo cromaticamente... ? Io immagino un colore acido,tra il verde e il giallo... non certamente rossa, nè piena di colori intensi e vividi.... no? beh con un corretto bilanciamento del bianco si più forzare una realtà assolutamente naturale creando delle devianze cromatiche fino ad arrivare a quelle tonalità acide che creano all'osservatore il giusto contesto cromatico di tensione....
La fotografia è si rappresentazione fedele della realtà.... ma è anche tanto altro.... creatività....
Buon esercizio....
Immagina se io fossi selezionato come fotografo per il lancio di una nuova ferrari... pensa quale impatto mediatico avrebbe vedere su tutte le riviste di settore una ferrari "più o meno" rossa... o un abito rosso valentino "circa" rosso.... sarei bandito per sempre dallo scenario fotografico... ma anche semplicemente un abito da sposa... non del colore che la sposa ha scelto.... un bianco che diventa grigino... o un beig che diventa rosato.... sarei linciato!
Analogamente per i quadri.... visto che il pittore sceglie ogni sfumatura dalla sua preziosa tavolozza con una magica mistura dei colori fondamentali....
Beh sorvolando sulle riflessioni parafilosofiche sulle pellicole e sulle loro capacità, marca per marca e modello per modello, di rendere brillante e realistico un determinato range di colori, e aldilà delle critiche che risente ancora oggi il digitale sulla capacità di rendere fedele la cromia in ogni suo pixel.... (non ne verremmo fuori in poche righe) posso dirti che la REGOLA FONDAMENTALE è il BILANCIAMENTO DEL BIANCO... da farsi assolutamente manualmente.
Questo sarà possiblile solo se si utilizza una Vera Fotocamera, ossia una Reflex, in modo da avere il controllo di questo parametro in maniera decente.
Poichè i sensori/pellicole sono tarati per la luce naturale del sole come tonalità base di una fotografia, bisogna accertarsi che i Bianchi siano realmente riprodotti come bianchi, conservando così la fedeltà di tutta la gamma cromatica.
Ma senza andare troppo sul tecnicismo si può utilizzare semplicemente un foglio di carta bianco accanto al soggetto...In tal modo la macchina leggerà il tipo di luce riflessa dall'oggetto e modificherà le proprie impostazioni in modo da far apparire corretti anche tutti gli altri colori.
Vi annoio???
Per capire l'importanza del bilanciamento del bianco (immagino che non tutti vivano di queste cose, ma tornano utili per produrre ottime immagini anche in vacanza) provate a pensare la tonalità di luce che emette una semplice lampadina... è davvero, arancione!!! L'occhio non se ne accorge solo perchè ci pensa lui ad elaborare le immagini facendoci tornare tutto secondo i colori naturali... ma se scattate una foto in casa, in sala, con gli amici, vedrete che le pareti sono irrimediabilmente arancioni..... E non Bianche come dovrebbero.... Se invece in cucina avete un bel Neon e provate a scattare la stessa foto vedrete degli stranissimi colori verdognoli.... Ecco, i colori che conosciamo sono tali solo se la fonte di luce è il sole... in tutti gli altri casi.... NO! E' per questo motivo che un corretto bilanciamento del bianco permette di riprodurre fedelmente i colori.
A me piace dare un risvolto creativo e la tecnica ci viene in aiuto anche per creare (padroneggiandola)...
Se volessimo rappresentare con una fotografia una scena di un crimine, dove c'è suspance e tensione come la penseremmo cromaticamente... ? Io immagino un colore acido,tra il verde e il giallo... non certamente rossa, nè piena di colori intensi e vividi.... no? beh con un corretto bilanciamento del bianco si più forzare una realtà assolutamente naturale creando delle devianze cromatiche fino ad arrivare a quelle tonalità acide che creano all'osservatore il giusto contesto cromatico di tensione....
La fotografia è si rappresentazione fedele della realtà.... ma è anche tanto altro.... creatività....
Buon esercizio....
Re: Fotografare un'opera d'arte...
Non ci annoi affatto anzi...e non tralasciare niente
E' tutto troppo interessante e sono curioso.
quindi quando si scatta una foto basta avere un foglio bianco a portata di mano per non alterare i colori?
I miei quadri sono pieni di colori e quando vengono alterati viene fuori solo confusione.
E' tutto troppo interessante e sono curioso.
quindi quando si scatta una foto basta avere un foglio bianco a portata di mano per non alterare i colori?
I miei quadri sono pieni di colori e quando vengono alterati viene fuori solo confusione.
Re: Fotografare un'opera d'arte...
Detta così sembra una magia, ma il foglio bianco serve per fare una “taratura” o meglio mappatura dello spazio colore, partendo proprio dal colore bianco.
Poniamo un foglio bianco dinanzi il soggetto da fotografare, e scattiamo una prima foto, un provino, inquadrando semplicemente il foglio bianco.
La fotocamera restituirà una immagine riproducendo il foglio con le tonalità proprie della luce circostante (il foglio non è bianco in quanto tale, ma lo è in riferimento alla luce solare).
A questo punto la fotocamera digitale (ormai parliamo solo di questa…) interpreterà il risultato ottenuto e modificherà i toni del colore in modo da ottenere nuovamente il foglio perfettamente bianco. In questo modo tutta la gamma cromatica sarà riadattata alla correzione voluta.
Una delle difficoltà maggiori del digitale è proprio la riproduzione del colore nelle varie fasi di processo di elaborazione.
Il bilanciamento cromatico va fatto di principio in fase di scatto (come descritto) ma non bisogna dimenticarsi che anche i video LCD vanno tarati, altrimenti si lavora con colori ancora una volta artefatti. Ricordo un lavoro editoriale che ho fatto per un network nel 2006. Lavoravo con un portatile non progettato per la grafica. Guardando a video il progetto in bozza, mi sembrava tutto apposto. Ma al primo invio per la prima verifica ho sentito urlare l’art director a 500 km di distanza. Questo semplicemente perché il mio schermo riproduceva in maniera errata le sfumature del giallo e del verde. Quello che per me era un delicato giallino e un verdino pastello, in realtà era un terribile giallo e verde Evidenziatore….
Un breve racconto per sottolineare come queste considerazioni non sono affatto trascurabili se l’elemento colore è fondamentale per l’opera da fotografare, rielaborare e stampare.
Non dimentichiamo infatti l’ultimo passaggio, quello della stampa! Anche qui è da considerare un bilanciamento cromatico. E se il lavoro di stampa è importante, meglio andare in un laboratorio professionale, dove tutta la filiera della taratura è tenuta sotto controllo.
La fase di stampa è forse la più delicata perché si passa da un modello RGB (quello classico dei video) a quello CMYK (che è quello della carta stampata) e quando si traduce in linguaggi diversi una informazione, come nella poesia, occorre destare particolare attenzione.
Insomma, quando vagabondo nelle mie notti solitarie nelle librerie e mi soffermo a sfogliare libri d’arte, sgrano gli occhi leggendo il prezzo in copertina…. Ma onestamente la complessità delle riproduzioni è tale che tutto il processo editoriale ha un livello di complessità enormemente maggiore di quello di un semplice libro.
Si può scendere tanto ancora nel dettaglio, ma a questo punto ritengo più utile rispondere (se ne sono capace ) a vostre domande…
Poniamo un foglio bianco dinanzi il soggetto da fotografare, e scattiamo una prima foto, un provino, inquadrando semplicemente il foglio bianco.
La fotocamera restituirà una immagine riproducendo il foglio con le tonalità proprie della luce circostante (il foglio non è bianco in quanto tale, ma lo è in riferimento alla luce solare).
A questo punto la fotocamera digitale (ormai parliamo solo di questa…) interpreterà il risultato ottenuto e modificherà i toni del colore in modo da ottenere nuovamente il foglio perfettamente bianco. In questo modo tutta la gamma cromatica sarà riadattata alla correzione voluta.
Una delle difficoltà maggiori del digitale è proprio la riproduzione del colore nelle varie fasi di processo di elaborazione.
Il bilanciamento cromatico va fatto di principio in fase di scatto (come descritto) ma non bisogna dimenticarsi che anche i video LCD vanno tarati, altrimenti si lavora con colori ancora una volta artefatti. Ricordo un lavoro editoriale che ho fatto per un network nel 2006. Lavoravo con un portatile non progettato per la grafica. Guardando a video il progetto in bozza, mi sembrava tutto apposto. Ma al primo invio per la prima verifica ho sentito urlare l’art director a 500 km di distanza. Questo semplicemente perché il mio schermo riproduceva in maniera errata le sfumature del giallo e del verde. Quello che per me era un delicato giallino e un verdino pastello, in realtà era un terribile giallo e verde Evidenziatore….
Un breve racconto per sottolineare come queste considerazioni non sono affatto trascurabili se l’elemento colore è fondamentale per l’opera da fotografare, rielaborare e stampare.
Non dimentichiamo infatti l’ultimo passaggio, quello della stampa! Anche qui è da considerare un bilanciamento cromatico. E se il lavoro di stampa è importante, meglio andare in un laboratorio professionale, dove tutta la filiera della taratura è tenuta sotto controllo.
La fase di stampa è forse la più delicata perché si passa da un modello RGB (quello classico dei video) a quello CMYK (che è quello della carta stampata) e quando si traduce in linguaggi diversi una informazione, come nella poesia, occorre destare particolare attenzione.
Insomma, quando vagabondo nelle mie notti solitarie nelle librerie e mi soffermo a sfogliare libri d’arte, sgrano gli occhi leggendo il prezzo in copertina…. Ma onestamente la complessità delle riproduzioni è tale che tutto il processo editoriale ha un livello di complessità enormemente maggiore di quello di un semplice libro.
Si può scendere tanto ancora nel dettaglio, ma a questo punto ritengo più utile rispondere (se ne sono capace ) a vostre domande…
Re: Fotografare un'opera d'arte...
ok perfetto
allora comincio io con le domande per entrare più nei dettagli.
Ricordo che al liceo uno dei miei insegnanti portava con se un cartoncino grigio quando fotografava, e prima di scattare lo metteva davanti la macchina fotografica ma senza scattare.
Quindi noi che usiamo la digitale una foto scattata per il bianco potrà essere tranquillamente eliminata, ma questa operazione deve essere effettuata una sola volta oppure ogni volta che bisogna scattare?
Ricordo che al liceo uno dei miei insegnanti portava con se un cartoncino grigio quando fotografava, e prima di scattare lo metteva davanti la macchina fotografica ma senza scattare.
Quindi noi che usiamo la digitale una foto scattata per il bianco potrà essere tranquillamente eliminata, ma questa operazione deve essere effettuata una sola volta oppure ogni volta che bisogna scattare?
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Re: Fotografare un'opera d'arte...
Caro MrAcca,
effettivamente si, come hai fatto notare nel tuo racconto, i libri d'arte hanno costi elevati e la spiegazione l'hai presto data..
Certamente occorrono bravissimi professionisti ed anche la scelta della carta su cui le immagini vengono stampate penso che sia importantissima.. no?

effettivamente si, come hai fatto notare nel tuo racconto, i libri d'arte hanno costi elevati e la spiegazione l'hai presto data..
Certamente occorrono bravissimi professionisti ed anche la scelta della carta su cui le immagini vengono stampate penso che sia importantissima.. no?
Re: Fotografare un'opera d'arte...
immaginavo che si sarebbe creata un pò di confusione tra l'utilizzo del cartoncino grigio e i il foglio bianco.lux ha scritto:ok perfettoallora comincio io con le domande per entrare più nei dettagli.
Ricordo che al liceo uno dei miei insegnanti portava con se un cartoncino grigio quando fotografava, e prima di scattare lo metteva davanti la macchina fotografica ma senza scattare.
Quindi noi che usiamo la digitale una foto scattata per il bianco potrà essere tranquillamente eliminata, ma questa operazione deve essere effettuata una sola volta oppure ogni volta che bisogna scattare?
Occorre fare un pò di chiarezza in quanto le due cose sono ben distinte tra di loro.
E’ ormai chiaro che il foglio bianco viene utilizzato per effettuare il bilanciamento del bianco e con esso tutte le tonalità dei colori dell’immagine.
Un altro fondamentale parametro da tenere sotto controllo, prima ancora del bilanciamento del bianco, è l’esposizione dell’immagine. L’esposizione è la quantità totale di luce che viene fatta giungere alla pellicola (o al sensore nel caso di fotocamere digitali) in un certo periodo di tempo.
La totalità delle macchine fotografiche ha un esposimetro che calcola automaticamente la giusta esposizione, ma a livello professionale si utilizza un esposimetro esterno per poter avere un controllo totale dei parametri in gioco, sia in studio che in esterno.
Per ottenere l’esposizione corretta bisogna risolvere una serie di problemi che dipendono sia dai materiali adoperati che dalle condizioni ambientali e che possono spaventare i fotografi alle prime armi. Infatti, molto spesso, gli esposimetri incorporati delle reflex sono ingannati dalle varie condizioni che può presentare la scena ripresa. Uno dei classici errori di esposizione che si commette è la ripresa sulla neve e in spiaggia al mare. Lo scrivo perchè sono due posti classici dove quasi tutti vanno e la maggior parte delle volte si ottengono esposizioni sbagliate (di solito molto scure)
Tutti gli esposimetri vengono tarati sul potere riflettente di un "cartoncino Kodak standard di colore grigio al 18%" (= grigio medio). Quindi, l'esposimetro di una fotocamera usata sul campo esporrà correttamente solo i soggetti o i particolari effettivamente di tono medio: un soggetto scuro verrà erroneamente 'letto' dall'esposimetro al pari di un grigio medio e il risultato sarà un soggetto più chiaro della realtà (sovraesposizione). Un soggetto chiaro verrà anch'esso 'letto' come grigio medio, per cui il risultato sarà un soggetto più scuro della realtà (sottoesposizione). Per ovviare, la misurazione può essere eseguita su aree dell'immagine già di per sé di tonalità media: erba, tronchi, campi, ecc. Un altro esempio di tono medio è dato dal cielo sereno nelle ore centrali del giorno.
Pertanto, per fotografare i quadri, una volta illuminato correttamente l’ambiente, occorre misurare l’esposizione con l’esposimetro (interno o esterno) con il cartoncino grigio medio posto nella zona del quadro e sotto la stessa illuminazione. Successivamente si deve tarare la tonalità della luce con il foglio bianco come già descritto precedentemente....
Il numero di volte che occorre eseguire queste operazioni dipende: se sei in studio e hai l'illuminazione sotto controllo basta una sola volta per entrabi. Se sei all'esterno, non serva bilanciare il bianco (la luce è naturale) ma l'esposizione cambia continuamente (basta che il soggetto si sposti o ci siano delle nuvole in movimento)....
Ultima modifica di MrAcca il mar mar 10, 2009 5:07 pm, modificato 4 volte in totale.
Re: Fotografare un'opera d'arte...
La carta è l’elemento finale di tutto il processo di riproduzione di una immagine. E poichè è l’ultimo tassello è anche l’unico visibile all’occhio dell’osservatore.BioContessa ha scritto:Caro MrAcca,
effettivamente si, come hai fatto notare nel tuo racconto, i libri d'arte hanno costi elevati e la spiegazione l'hai presto data..
Certamente occorrono bravissimi professionisti ed anche la scelta della carta su cui le immagini vengono stampate penso che sia importantissima.. no?
Provate a tracciare una linea con un pennarello su un fazzoletto. Avete presente il risultato? La linea è piena di sbavature.
Per stampa di una immagine entrano in gioco numerosi fattori che ne influenzano la qualità e di conseguenza il costo, deve essere in grado di garantire un assorbimento del colore preciso, un tempo di asciugatura ridotto, una riproduzione dei colori perfetta, non deve imbarcarsi e deve avere una durabilità superiore.
La carta per la stampa fotografica, di tipo BARITATO e POLITENATO, Utilizzano carte base di elevata qualità, hanno una grammatura fra i 120 ed i 280 g/m2 totali (...confrontati con i classici fogli da stampante da 80 gr/m2).
Non aspettiamoci quindi di poter stampare una fotografia su carta normale, ma pretendiamo il meglio usando prodotti idonei.
Nonostante esistano in commercio una infinità di stampanti in grado di stampare delle ottime foto, io suggerisco sempre di evitare stampe casalinghe, in quanto hanno una qualità non professionale, un costo unitario elevato (stampante, carta e inchiostro) e una durabilità ridotta. Per stampe amatoriali meglio indirizzasi su negozi specializzati (facendo prima 2-3 stampe di prova) e laboratori professionali per riproduzioni come quelle di un quadro.
Io solitamente resto deluso dei negozi classici dei centri commerciali, non ne ho trovato uno in grado di riprodurre fedelmente i colori. Molto meglio inviare i file su siti specializzati rintracciabili con un click su internet...