Sono proprio una neofita del campo vegan,
scelto dopo un brevissimo periodo di alimentazione latto-ovo vegetariana,
dopo una vita passata, ahimè, con una dieta tradizionale (ho quasi 22 anni
Sono esterrefatta dai risultati quasi miracolosi ottenuti
nel giro di... diciamo 3-4 mesi?
Scomparsa quasi totale della cellulite, perdita di tutti i kg superflui,
sfongiamento radicale e totale del corpo, pelle e capelli splendidi...
Vi lascio immaginare quanto sia una convinta sostenitrice per questi motivi,
oltre ai ben noti di carattere etico.
Fortunatamente ho una buona infarinatura su cosa-quanto-come mangiare,
per questo infatti non smetto mai di documentarmi appena possibile.
Ora però mi sorge un dubbio:
per quanto sia solita acquistare i prodotti bio in qualità diverse,
non mi è materialmente possibile avere un catalogo illimitato di scelte,
soprattutto per quanto riguarda le proteine vegetali.
Fagioli di varia forma e colore, lenticchie, piselli, soia sono quelle che riesco a "rimediare".
Sono più fortunata sul fronte ceralicolo dove utilizzo almeno 10 tipi di granaglie diverse.
Per quanto riguarda la frutta secca e i semi oleosi ve lo dico subito,
ne utilizzo 4 e 3 tipi rispettivamente.
Anche sul fronte frutta-verdura la mia scelta non può essere troppo variegata:
riescono, a seconda le stagioni, a portare solo pochi tipi e decisamente i più comuni.
Sono anche sensibile al fattore "risparmio" perciò mi trovo un po' spiazzata:
quando una dieta vegan si può definire variata sufficientemente?
Tengo a precisare che la mia cucina è molto salutista:
niente sale, fritture, cotture prolungate né condimenti/prodotti confezionati.
Cosa mi potete dire? Grazie mille per intanto
(ps. spero di trovare qui qualche linea guida base per passare al crudismo, tra qualche tempo...)