Mancanza... (ansia/panico)

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Jimmy982
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Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da Jimmy982 » mar dic 02, 2008 7:48 pm

Ciao a tutti.

Essendo un nuovo membro del forum trovo opportuno presentarmi e condividere con voi la mia esperienza nella speranza che possa essere d'aiuto o per lo meno di conforto.
Sono "Jimmy", ho ventisei anni e da circa nove di questi ultimi soffro di ansia generalizzata e strutturata in comportamenti di evitamento. Evitamento!!! Un meccanismo di gestione del problema che immagino vi sia noto. L'ansia, il panico e la paura sono emozioni comuni a tutti. Ciò che ne determina una patologia e di conseguenza un problema è l'erronea risposta con cui le affrontiamo. Insomma la gestione più o meno corretta di queste emozioni. Per fare un esempio, il coniglio che sta mangiando una carota quando avverte la presenza di un predatore viene allarmato e salvato (si spera x lui :D ) dalla paura (ansia o panico a seconda del caso e del soggetto) che gli fa avvertire il bisogno di mettersi in salvo da un imminente minaccia per la sua vita. Nello stesso tempo quell'emozione prepara il soggetto alla fuga con degli input ben precisi: accellerazione del battito cardiaco, aumento della sudorazione ed una maggior frequenza della respirazione (etc) anche se il coniglio non ha ancora cominciato a correre. E questo è un bene. Il problema nascerebbe se lo stesso coniglio dopo quell'esperienza vivesse con le stesse identiche sensazioni il gesto e la circostanza di avvicinarsi nuovamente ad una carota anche senza nessun predatore nelle vicinanze. Peggio ancora se quel coniglio pensasse che ciò che è avvenuto con la carota possa riproporsi con il filo d'erba e poi con "questo", con "quello" e con quell'"altro". Instaurerebbe un comportamento di evitamento che non gli consentirebbe più di sopravvivere. Insomma, escludendo il coniglio, il predatore e la carota è più o meno quello che è successo a me. Ho cominciato ad evitare una per una le situazione che mi procuravano ansia e, senza quasi rendermene conto, mi sono trovato a vivere in un contesto alienato da tutte quelle circostanze e frequentazioni che mi erano familiari. Ad oggi posso dire di aver provato a risolvere il problema in più modi e con svariati tipi di supporto ma, ahime, non posso proprio affermare di averlo risolto. Sono passato attraverso l'ausilio di psicologi, psicoterapeuti e psichiatri. Per diversi anni ho preso e cambiato motli tipi di farmaci pur essendone da sempre stato e rimasto contrario. Ho provato alcuni tipi di medicina alternativa ed ultimamente, proprio leggendo uno dei post di questo forum, ho deciso di tentare con la CRM terapia.
Tornado al titolo che ho dato a questa discussione (sempre che se ne apra una :oops: ), ho riscontro in questo mio iter alcune mancanze...

Mancanza di supporti e sostegni. Come fa una persona che soffre di attacchi di ansia (o di panico) ad affrontare e sostenere le spese degli onorari degli specialisti se come me ha difficoltà anche solo nell'uscire di casa la mattina per andare a lavoro? Perchè non esistono (o quasi) strutture di sostegno alle quali affidarsi nei momenti di maggiore difficoltà?

Mancanza di chiarezza e di professionalità. Purtroppo scegliere il terapeuta e di conseguenza la terapia più adatti non è una cosa facile per diversi motivi. Primo bisognerebbe aver ben chiaro qual'è il proprio problema e non essendo nati con una laurea di psicologia in tasca ci si trova quasi tutti ad affrontare un iniziale periodo di confusione e smarrimento. Secondo, non ho mai trovato in nessuna delle ricerche che ho fatto un elenco di tutti i modi e di tutte le terapie che esistono per affrontare il problema. Si finisce per entrare in un circolo vizioso del quale non si individua ne l'inizio ne la fine. Senti parlare di terapia dinamica breve, di terapie cognitivo/comportamentale, di terapia farmacologica, di psicanalisi e chi più ne ha più ne metta. La durata di queste terapie varia da 3/4 mesi a 6/8 mesi per arrivare con l'apice della psicanalisi di tempi indeterminati, ossia soggettivi da paziente a paziente, anche se normalemte si parla di anni. Tutti i professionisti coi quali ho parlato hanno sempre avuto inizialmente una insaldabile certezza nel garantirmi una sicura risoluzione del mio problema in tempi più o meno determinati. Nessuno di quegli stessi professionisti dopo aver riscontrato un insuccesso (almeno nel mio caso) si è mai preoccupatodi indicarmi soluzioni e terapisti alternativi.

Non voglio dire che queste terapie non funzionino o che i medici che le prescrivono e che le seguono siano degli incompetenti. Dico che non c'è chiarezza. Dico che quello che va bene per uno non è detto che vada bene per un altro e che se si sa questo non si dovrebbe garantire con così tanta certezza l'ipotetica risoluzione di un problema. Dico che non c'è dialogo tra i medici e professionisti del settore e che (non tutti logicamente) spesso si tende a portare acqua al proprio mulino perdendo così di vista l'obbiettivo: aiutare chi chiede aiuto e che tra l'altro paga per averlo.

Dopo questo dilungamento che mi rendo conto essere diventato più uno sfogo che un racconto vorrei concludere così:

terapia dinamica breve
terapia cognitivo comportamentale
psicoanalisi
terapia farmacologica
Rebirthing transpersonale
http://www.rebirthing-italia.com/
Yoga
CRM terapia
http://www.irf.it/

Queste sono le strade che ho percorso e che sto ancora almeno in parte percorrendo per liberarmi dall'ansia. So di persone che sono riuscite a risolvere i loro problemi di ansia o di panico con ciascuno di questi approcci che vi ho sopra elencato. Leggevo poco fa di un ragazzo che sconsigliava assolutamente l'assunzione di farmaci. Anche se lo capisco e in parte lo condivido non mi sento di associarmi al suo invito/appello perchè per alcune persone un periodo più o meno breve in cui hanno accettato di assumerli ha coinciso con la loro "guarigione". E' stato quell'aiuto in più di cui avevano bisogno per ritornare in carreggiata. Certo è che non sono risolutivi nel senso che effettivamente trattano solo un aspetto sintomatoligico del disturbo e che a lungo andare si crea una nociva dipendenza dalla quale ci si allontana con non poca difficoltà per poi tornare qualche volta in una situazione simile se non peggiore di quella iniziale. Sulla CRM terapia non posso proprio dare nessun consiglio visto che proprio domani ho la prima visita ma per quello che ho letto su questo forum e dalle notizie e informazioni che ho trovato altrove a riguardo ci sono molti riscontri positivi. Il Rebirthing transpersonale (da dissociare assolutamente dal Rebirthing tradizionale made in America) è una disciplina che vi consiglio spassionatamente. L'ho provata personalmente e vi posso garantire che mi ha fatto provare sensazioni sorprendenti e sbalorditive.
Vi ho linkato qual'ora vi interessasse informarvi a riguardo gli indirizzi internet sui quali potrete trovare sufficienti ed esaustive nozioni pur restando a disposizione per qualsiasi chiarmento in merito.
A presto...

Jimmy982

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franceschilla
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Re: Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da franceschilla » mer dic 03, 2008 1:25 am

ciao Jimmy

il fatto è che non esiste in Italia ad oggi un protocollo di cura per gli attacchi di panico

qualcuno potrà obiettare che ce l'ha e che ci sono centri anti-panico in qualche grande città, in realtà secondo la mia opinione non c'è nè una visione unitaria del problema nè qualcuno con un programma specifico in mano
(per specifico intendo proprio "specifico", cioè percorso preciso, con delle tappe)

semplicemente , sia a livello di farmaci che di terapie "parlate", si applicano delle "regole comuni di soluzioni" anche ad altri disturbi..... un esempio a caso sono i gruppi di auto-aiuto che esistono per un sacco di "problemi" e così ne esistono anche per il panico.

un pò meglia hanno fatto gli psichiatri americani che hanno redatto un documento già anni or sono (ora non ce l'ho sottomano) nel quale davano una direzione sia al paziente che al medico. Le regole consistevano fondamentalmente in :
farmaci ma non indispensabili in tutti i casi
terapia cognitivo-comportamentale
tempi in cui ci si deve aspettare un risultato e cioè: 18 mesi per uscirne, e almeno qualche settimana di sedute per avere i primi risultati

secondo me già mettere i tempi "che ci si aspetta" dà un'idea al paziente e cioè : se trovi un medico/psicologo che dopo 1 anno ancora non ti ha aiutato per niente significa che ha sbagliato strada e devi cercare altrove

Non faccio un elogio degli americani, è solamente che loro hanno avuto il boom del panico 20 anni prima di noi e quindi hanno idee più chiare
(anche se ormai si saranno accorti pure loro che la cognitivo comportamentale non è la panacea)

secondo il mio parere allo stato attuale in Italia è molto dura: solo 2 anni fa circa il mio medico di base (ho avuto ricaduta che racconto altrove in forum) alla mia richiesta di darmi alcuni giorni a casa perchè ero spossata degli attacchi mi rispose " e che cosa ci scrivo sulla motivazione???? la depressione è riconociuta come causa di malattia.... ma il panico......" e quasi quasi mi suggeriva di dirgli che ero depressa e che non riuscivo ad alzarmi dal letto così che LUI potesse diagnosticarmi una depressione ................

io credo che un medico possa dare dei giorni a casa dal lavoro per DAP visto che il disturbo sta nel DSM IV , però lui evidentemente non era informato !!
e questo dice tutto !!

sono d'accordo quindi con te che non c'è supporto e sostegno in questi casi

ti invito anche a non demordere e a cercare la tua strada e la tua soluzione


sai , negli attacchi di panico, gli psichiatri americani spesso fanno la battuta : "si trovi un buon psicologo o un buon amico"
la qual cosa ha un fondamento, trovando -secondo me- nella modalità di relazione acquisita durante lo sviluppo una causa fondante del panico.... e quindi trovare un nuovo amico con modalità relazionali diverse (o almeno si spera) può in parte aiutare.

ciao
in bocca al lupo !

lakura
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Re: Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da lakura » ven dic 05, 2008 7:34 pm

Jimmy, un pensiero... ma non ne hai provate un po' troppe?

voglio dire, qualunque terapia ha bisogno di un certo tempo prima che ti dia risultati e, come sappiamo tutti, all'inizio la sensazione e' che si stia peggiorando (perche' vai ad infilare il dito nella piaga).

Non e' che hai "saltellato" un po' troppo qua e la'? - non che ti stia cazziando, sono la prima a portare avanti le terapie solo fino ad un certo punto. E' solo un suggerimento di riflessione, perche' poi alla fine lo sai tu com'e' andata.

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Jimmy982
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Re: Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da Jimmy982 » sab dic 06, 2008 11:12 am

Ciao Iakura...
non ti preoccupare, se mi sono confidato su questo forum è proprio per confrontarmi con altre persone e situazioni che mi possano dare spunti di riflessione.
Ma come ho scritto precedentemente, sono circa nove anni che soffro di problemi d'ansia e tutto mi sembra tranne che aver fatto le cose di fretta. Anzi, puntualizzavo che il "problema" delle terapie è proprio questo: per vedere se sono efficaci e utili al tuo fine devi dedicargli con impegno e costanza diversi mesi se non anni...con ciò non ti nascondo che benefici in diversa misura ne ho tratti da ognuna...il fatto è che non sono state, almeno fino ad adesso, terapie risolutive. E sempre per precisare, il Rebirthing transpersonale e lo yoga non sono terapie ma discipline e che come saprai benissimo, i farmaci normalmente si assumono durante un percorso psicoterapeutico. Tirando le somme alla fine rimangono tre terapie che spalmate in nove anni trovano più che ampi spazi per essere intraprese. p.s. con tutta sincerità ammetto che mi sarei felicemente accontentato di trovare una soluzione definitiva quando mi rivolsi a suo tempo al primo terapista evitando così tutto il resto della trafila.
C'EST LA VIE !!!

Ciao Franceschilla...
mi trovi pienamente in linea col tuo pensiero. Ho assaggiato in prima persona gran parte di questa disorganizzazione e mancanza di aperto dialogo fra le parti. La cosa frustrante è che basterebbe veramente poco per cambiare questa realtà.
Voglio solo precisare che non soffro di attacchi di panico ma di ansia generalizzata. Come per il panico le tante e tante (e tante...etc) occasioni in cui ho avuto forti attacchi d'ansia mi hanno portato ad avere la famosa paura della paura e di conseguenza, ansia generalizzata. Per quelli che soffrono invece di attacchi di panico, mi sento di consigliare vivamente il Rebirthing transpersonale perchè da delle risposte sorprendenti a questo tipo di disturbo. Nel post precedente ho linkato l'indirizzo internet...
con piacere e a presto...

Jimmy982

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robby
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Re: Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da robby » sab dic 13, 2008 10:57 am

Ciao,anch'io mi unisco con lakura e josef sul fatto che forse il cambiare troppo è controproducente, anzi mi spiego meglio.
Il fatto di poter cambiare e di averlo fatto in passato,innesca un meccanismo di cambio 'con leggerezza', io l'ho vissuto,cambiata la prima terapista,con la seconda x un anno e mezzo ogni giorno pensavo 'beh nn mi da risposte come vorrei,non faccio passi avanti, continuo o cambio?' Questo innescava alcuni pensieri:
1) se ti dice qualcosa di storto invece che dirglielo semplicemente nn vai piu
2) se nn trovo un terapista che mi aiuta significa che son proprio un caso estremo,che nn guariro mai,oddio
3) nn mi fido di quel terapista,quindi cio che mi suggerisce nn lo metto in pratica tanto son cazzate,quindi di fatto 'non seguo la terapia', e se poi nn ho risultati do la colpa al terapista nn a me stesso che nn ho seguito le sue indicazioni, (questa cosa la mettono in moto tante persone che conosco,nn vogliono guarire,a volte è piu comodo rimanere 'malati')
Secondo me,x esperienza personale, ci vuole una 'fiducia critica' cioe ascoltare cio che consiglia,dice il terapista e chiedersi se puo essere cosi,se proprio nn centra dirglielo.
E poi sopra a tutto credo ci voglia un senso di 'comunione' un 'riconoscersi' un po nel terapista. LA prima da cui andavo nn la sentivo vicina,mi sembrava gentile si ma troppo razionale come apporccio alla vita,distante dal mio modo emotivo,quindi nn mi sentivo compresa e i consigli erano distanti anni luce dal mio modo di essere,questa di ora la sento piu vicina,anche se in effetti risultati specifici nn posso trovarne,nn ho 'cambiato vita' pero mi sento abb protetta x certi versi,è leale.Non compiacente pero mi raccomando!
Con questo nn voglio dire che Jimmy cadi in questa casistica,solo prova a 'fidarti' di cio che ti dicono e seguilo x un po', pensaci bene prima e poi prova.Ormai col tempo un po avrai capito cosa ti disturba,quindi un po riuscirai a capire se chi ti sta davanti centra il bersaglio o no.l'opzione di cambiare esiste sempre,quindi fallo quando sei ben convinto.
Altra opzione è che hai trovato professionisti poco affini a te e magari poco preparati.Succede anche questo.

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franceschilla
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Re: Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da franceschilla » sab dic 13, 2008 8:27 pm

Senza entrare troppo nei dettagli di ogni vostro post e premettendo che come carattere porto sempre a termine le cose, faccio comunque presente che:

-gli psichiatri americani danno indicazioni di massima in questo documento su ansia-panico. Ritengo comunque buona cosa che mettano un "limite" su cui le persona possano basarsi, orientarsi. Onestamente, dopo anni di seri studi e discussioni sia con pazienti che con operatori, mi sono fatta la precisa idea (mi spiace joseph!) che se non avverti nessun tipo di miglioramento nel giro di 6 mesi-1 anno quella terapia non va. Non va bene per te.
(e badate che sto parlando di DAP, non mi addentro ad esempio sul campo di lakura su cui saprà meglio lei di me)

- se parliamo di psicanalisi, faccio pure presente che il padre cioè Freud non riteneva adeguata un'analisi che superasse i 2 anni. Ok che la vita media si è allungata ma non mi sembra una buona scusa per parcheggiare 5 o 10 anni su una poltrona :mrgreen:
Confesso la mia ignoranza sul COME si sia arrivati a questo mito delle terapie o analisi infinite, annose.
Comunque mi sto convincendo che appunto è solo un mito.
Se qualcuno afferma di essere guarito così, ok gli credo, ma non credo proprio che faccia statistica.
Fa più statistica chi si innamora e gli passa ansia e depressione.

- tenderei anche a smontare il mito che se abbandoni la terapia allora stai fuggendo.
E' molto soggettivo. Alcune volte si fugge restando in terapia ...... all'età tra i miei 20 e i miei 30 sono rimasta quasi 6 anni con una terapeuta e ora so che per lei era una rendita sicura e per me...... Forse un rifugio dove andare settimanalmente? già nel primo e secondo anno avevamo già detto tutto, che altro DIRE ?
ok mi sentivo sicura con lei, da lei ...... ma lei DOVEVA (eh sì doveva , visto che l'ho aiutata a pagare il mutuo) darmi qualche strumento per sentirmi sicura anche FUORI da quello studio.
Ecco, questo forse si deve valutare: come mi sento quando esco dallo studio e non quando ci sto.

ultima chicca: stamani ho visto un titolo che mi sembra appetitoso, se non erro scritto da una terapeuta, che dà un'idea di che cosa deve o non deve essere una terapia, in parole povere "come non farsi fregare" :
"Alice nel paese degli psicanalisti" - Non so altro sul libro ma ora mi faccio una ricerchina perchè mi sembrava interessante quello che ne dicevano.

Tutto questo per dire che quando si sta male si tende a puntare il dito verso noi stessi e non sempre si valuta bene il professionista (o ciarlatano) che si ha davanti.

ciao a tutti

:wink:

p.s. joseph, questo non significa che non puoi guarire

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franceschilla
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Re: Mancanza... (ansia/panico)

Messaggio da franceschilla » dom dic 14, 2008 8:59 pm

ma è ovvio che concordo con te sul fatto che ogni caso è a sè

comunque non sto dando ragione agli americani ma ad un metodo più "pratico" che loro solitamente incarnano

e proprio sul "pratico" che io e te ci ritroviamo e infatti la terapia -come giustamente dici- non deve servire tanto a parlare , quanto a stabilire "che cosa fare" dopo che si è parlato.
In quel senso, dopo che "ci siamo detti tutto" e qua intendevo pure quella che tu chiami interiorizzazione, o passiamo all'azione oppure deve finire la terapia.

su QUALE azione, questo sì, è soggettivo

non ho modo di dimostrarti via internet quello che dico ovviamente ma non mi baso su teorie "risapute" proprio perchè sono quelle che falliscono

punto fondamentale: io metterei l'accento poi sulla persona che fa terapia, più che sul metodo. Un metodo infatti diventa pratico se il terapista sa applicarlo alla vita quotidiana. E questo è raro. Molto raro.

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