MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO TAV
IN VAL SUSA sabato 6 dicembre '08
(pullman dalla provincia di Varese:
http://resist.noblogs.org/post/2008/12/ ... embre-2008)
Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno: da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe “dialogando”.
Il prossimo 6 dicembre manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico (il nostro denaro) in qualunque opera inutile.
Manifesteremo contro la mafia dei grandi appalti e delle opere pubbliche.
Continueremo ad opporci a tutti i progetti devastanti per l’ambiente e la salute che sottraggono risorse preziose alla collettività a favore dei soliti noti. I recenti eclatanti tagli alla scuola pubblica sono solo il primo passo: per sostenere i costi elevatissimi di queste opere saranno necessari tagli altrettanto drastici alla sanità, alle pensioni, ad ogni servizio di pubblica utilità.
La Valle di Susa non è un corridoio di transito e non vogliamo che lo diventi in un futuro!
Non riteniamo ineluttabile l’aumento del traffico merci nei prossimi anni e, di conseguenza, non riteniamo giustificata l’ipotesi di costruzione di una nuova infrastruttura ferroviaria in un futuro molto prossimo (come proposto nel F.A.R.E). Pretendiamo, invece, il congelamento del traffico merci totale (ferroviario+autostradale) agli attuali venti milioni di tonnellate annui e ci opporremo alla realizzazione del raddoppio del tunnel autostradale del Frejus, anche se proposto in modo truffaldino come progetto di “galleria di sicurezza”.
Manifestiamo perché deve essere chiaro a tutti, a partire dagli Enti Locali fino alla Comunità Europea, che dal 2005 non è cambiato nulla e che contrasteremo come allora con la pratica della non violenza ogni tentativo di sondaggio o inizio lavori.
A chi come Berlusconi pensa di poter aprire i cantieri con l’uso della forza, ricordiamo che quando ci hanno provato nel 2005 sono usciti sconfitti dalla nostra valle e tutti sappiano che qui troveranno sempre la stessa determinazione.
Vogliamo ricordarlo anche a chi come Prodi simula il dialogo per ingannare gli amministratori e dividerli dal movimento, con false promesse tese non a riqualificare il territorio ma a distruggerlo definitivamente: da qui non passerete, né ora né mai, perché il futuro è una cosa seria e non ci arrenderemo né a chi usa il bastone né a chi ci offre la carota.
A un certo punto di questa lotta coniammo lo slogan “Fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi!”
e da lì ripartiamo, nella convinzione di riuscirci, nella certezza che tutti insieme possiamo farlo.
Partecipare al Corteo NO TAV il 6 dicembre a Susa è un atto concreto per difendere il tuo futuro.
NON ASPETTARE LA PROSSIMA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO PER SCENDERE IN STRADA !!
Movimento NO TAV
Susa, 18 novembre 2008
MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO TAV - SUSA sabato 6 dicembre
- Gianluca Ricciato
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SPOSTIAMO I SOLDI PUBBLICI DAL TAV ALLA SICUREZZA NELLE SCUO
SPOSTIAMO I SOLDI PUBBLICI DAL TAV ALLA SICUREZZA NELLE SCUOLE
Le opere pubbliche più sono grandi, più sono inutili, dannose e antieconomiche
Le opere pubbliche devono essere necessarie, utili e economicamente accettabili
Il movimento NOTAV ritiene necessario che gli investimenti pubblici vadano indirizzati verso le priorità vitali del paese, cioè quelle che impediscono alla gente di morire e all’ambiente di essere ulteriormente devastato.
Quindi se sono disponibili 16,6 miliardi di euro per iniziare le grandi infrastrutture, e i denari sono già stanziabili, questi vanno SUBITO trasferiti a coprire gli almeno 13 miliardi di euro accertati come necessari per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Se immediatamente dopo la tragedia del liceo Darwin di Rivoli il governo ha esibito questa cifra, vuol dire che il problema della sicurezza degli edifici pubblici è noto da tempo e la sua soluzione è stata sempre e coscientemente rinviata nel tempo.
Se poi avanzassero, ma ne dubitiamo, ancora 3,6 miliardi di euro, andrebbero subito stanziati per mettere in sicurezza gli altri edifici pubblici, a cominciare dagli ospedali, per garantire la manutenzione MINIMA delle strade e della rete ferroviaria ordinaria (quella dei pendolari) e per ridurre i consumi energetici, a cominciare proprio dagli edifici pubblici.
Ma siccome questi soldi non sarebbero sicuramente sufficienti, allora si devono intaccare altri capitoli del bilancio dello Stato, a cominciare da quello della Difesa ritirando truppe e mezzi da altri paesi.
IL MOVIMENTO NOTAV NON E’ CONTRARIO ALLE OPERE PUBBLICHE CHE SERVONO
Anche perché, spalmando questi interventi su tutto il territorio nazionale, si potrebbe dare lavoro di qualità agli operatori locali, artigiani, piccole imprese, popolazione dei luoghi interessati, riducendo enormemente i margini di intervento della mafia delle grandi opere e quindi il finanziamento ai partiti.
SI ALLE PICCOLE OPERE PUBBLICHE UTILI, NECESSARIE E DIFFUSE
SI AL LAVORO DISTRIBUITO SUL TERRITORIO AD ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE LOCALI
NO AL TAV E ALLE CONSORTERIE DEI GRANDI GRUPPI
NO ALLA MAFIA
MANIFESTAZIONE A SUSA SABATO 6 DICEMBRE ALLE 14,30
Il Movimento NOTAV Torino, 3 dicembre 2008
Le opere pubbliche più sono grandi, più sono inutili, dannose e antieconomiche
Le opere pubbliche devono essere necessarie, utili e economicamente accettabili
Il movimento NOTAV ritiene necessario che gli investimenti pubblici vadano indirizzati verso le priorità vitali del paese, cioè quelle che impediscono alla gente di morire e all’ambiente di essere ulteriormente devastato.
Quindi se sono disponibili 16,6 miliardi di euro per iniziare le grandi infrastrutture, e i denari sono già stanziabili, questi vanno SUBITO trasferiti a coprire gli almeno 13 miliardi di euro accertati come necessari per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Se immediatamente dopo la tragedia del liceo Darwin di Rivoli il governo ha esibito questa cifra, vuol dire che il problema della sicurezza degli edifici pubblici è noto da tempo e la sua soluzione è stata sempre e coscientemente rinviata nel tempo.
Se poi avanzassero, ma ne dubitiamo, ancora 3,6 miliardi di euro, andrebbero subito stanziati per mettere in sicurezza gli altri edifici pubblici, a cominciare dagli ospedali, per garantire la manutenzione MINIMA delle strade e della rete ferroviaria ordinaria (quella dei pendolari) e per ridurre i consumi energetici, a cominciare proprio dagli edifici pubblici.
Ma siccome questi soldi non sarebbero sicuramente sufficienti, allora si devono intaccare altri capitoli del bilancio dello Stato, a cominciare da quello della Difesa ritirando truppe e mezzi da altri paesi.
IL MOVIMENTO NOTAV NON E’ CONTRARIO ALLE OPERE PUBBLICHE CHE SERVONO
Anche perché, spalmando questi interventi su tutto il territorio nazionale, si potrebbe dare lavoro di qualità agli operatori locali, artigiani, piccole imprese, popolazione dei luoghi interessati, riducendo enormemente i margini di intervento della mafia delle grandi opere e quindi il finanziamento ai partiti.
SI ALLE PICCOLE OPERE PUBBLICHE UTILI, NECESSARIE E DIFFUSE
SI AL LAVORO DISTRIBUITO SUL TERRITORIO AD ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE LOCALI
NO AL TAV E ALLE CONSORTERIE DEI GRANDI GRUPPI
NO ALLA MAFIA
MANIFESTAZIONE A SUSA SABATO 6 DICEMBRE ALLE 14,30
Il Movimento NOTAV Torino, 3 dicembre 2008
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Treni: cinque ore di ritardo per Roma-Napoli alta velocita'
Treni: cinque ore di ritardo per Roma-Napoli alta velocita'
05 dic
NAPOLI - Alla fine e' stato di cinque ore (e non tre come detto in precedenza) il ritardo di un treno dell'alta velocita' partito da Milano alle 12 di ieri e diretto a Napoli. Il convoglio e' rimasto fermo all'altezza di Anagni, in provincia di Frosinone a causa di alcuni problemi tecnici. Il treno e' arrivato a Napoli alle 23.02, con poco meno di 5 ore di ritardo. Trenitalia ha confermato che sul treno, con a bordo 500 passeggeri, ''si sono verificati due guasti tecnici a distanza di pochi chilometri che hanno fatto accumulare il ritardo. C'e' stato un primo guasto che impediva al treno di proseguire sull'alta velocita' e cosi' e' stato instradato su una linea convenzionale. Pochi chilometri dopo c'e' stato un guasto alla linea e cosi' si e' dovuto fermare pero poi ripartire ad una velocita' minore''. (Agr)
05 dic
NAPOLI - Alla fine e' stato di cinque ore (e non tre come detto in precedenza) il ritardo di un treno dell'alta velocita' partito da Milano alle 12 di ieri e diretto a Napoli. Il convoglio e' rimasto fermo all'altezza di Anagni, in provincia di Frosinone a causa di alcuni problemi tecnici. Il treno e' arrivato a Napoli alle 23.02, con poco meno di 5 ore di ritardo. Trenitalia ha confermato che sul treno, con a bordo 500 passeggeri, ''si sono verificati due guasti tecnici a distanza di pochi chilometri che hanno fatto accumulare il ritardo. C'e' stato un primo guasto che impediva al treno di proseguire sull'alta velocita' e cosi' e' stato instradato su una linea convenzionale. Pochi chilometri dopo c'e' stato un guasto alla linea e cosi' si e' dovuto fermare pero poi ripartire ad una velocita' minore''. (Agr)