Io vorrei tentare il più possibile un percorso di autosvezzamento per la mia Irene. In pratica si tratta di saltare (o quasi) la fase delle pappe per introdurre con la dovuta gradualità direttamente il cibo "adulto" nella dieta del piccolo. Mi piacerebbe condividere la mia esperienza con altri, e (soprattutto) attingere all'esperienza altrui. Mi piace l'idea che il pasto dei piccoli non debba essere una "somministrazione" dosata, quasi fosse di medicinale, e di cibi e sostanze che nessun altro in famiglia mangia (non parliamo poi degli omogeneizzati...! Me ne hanno regalati un po', e quelli credo saranno gli unici che userò, giusto per non buttarli e recuperare i vasetti). Questo può rendere molto frustrante il processo di svezzamento (quante pappe ostinatamente rifiutate!), ed anche alterare il sano rapporto del bambino col cibo.
Io vedo la mia piccola, che pure è molto piccola (5 mesi e mezzo), ma è da quasi un mese che ha un interesse morboso per il nostro cibo! E mentre ho ignorato il consiglio della pediatra di dare le pappe di frutta dal 4° mese (ci ho anche discusso, ribadendo la mia intenzione di allattare esclusivamente fino al 6° mese), non me la sono sentita di ignorare i segnali di Irene, e ho iniziato a farla giocare col cucchiaino o col cucchiaio, e poi a farle sentire i sapori delle cose che mangiamo noi. Per sapori intendo veramente una puntina dal mio dito. Vorrei proseguire così perché vedo che è la cosa giusta per lei, a me non interessa che mangi delle quantità, lei è ancora piccola e giustamente va a latte di mamma, però è bello che abbia interesse per la nostra tavola e voglia essere partecipe. Mi sono documentata un po' su internet, e prenderò il libro della Leche league.
Alcuni principi generali che mi paiono consolidati: se lo svezzamento (o meglio l'alimentazione complementare) inizia all'età giusta (6 mesi), e se l'allattamento prosegue fino all'anno, non c'è tutto questo bisogno di introdurre una cosa alla volta (prassi che si era consolidata nei tristi anni in cui si svezzava a 4 mesi, e per di più sostituendo il LM con il LA). I cibi "sicuri" (patata carota zucchina ecc.) si possono introdurre come viene, anche insieme, se non ci sono allergie particolari in famiglia; quelli più a "rischio" gradualmente, più avanti. Anche la consistenza dei cibi non deve necessariamente essere semi-liquida, so di bimbi di 8 mesi ancora sdentati che mangiano allegramente la pasta masticandola con le gengive! L'importante è assecondare i segnali del bambino, metterlo a tavola coi grandi, i quali devono solo mangiare cose sane e semplici e dargli la possibilità di sperimentare. Unico tabù: no alla carota cruda perché il rischio di soffocamento è reale; attenzione alla mela cruda per lo stesso motivo (Irene andava pazza per uno spicchione da mordicchiare a mo' di massaggiagengive, finché un giorno non ne ha staccato un pezzetto e... mi sono presa un accidenti, anche se in realtà non era successo nulla, ma mi pareva stesse soffocando!).
A parte gli assaggini di sapori vari, le uniche cose che ho provato a darle sono la patata e la carota lessa (schiacciate o frullate), la mela grattugiata e la mela cotta, la pera intera o schiacciata. Tutte queste gliele ho date più o meno perché le stavo mangiando io (oggi ho fatto un pre-pranzo sul pavimento con lei a base di patate lesse schiacciate con un po' d'olio). Lei si diverte un mondo col cucchiaino, è già molto brava a metterselo in bocca, unica cosa... non le interessa molto il contenuto!!
Attualmente quindi Irene è in una sorta di fase di "sperimentazione avanzata", deve perfezionare la deglutizione (e solo allora riavrà il suo amato spicchione di mela!), avviare la masticazione e la gestione del boccone, e... avventurarsi a mangiare con le mani, cosa che con mia grande sorpresa non fa assolutamente! Ovvio che siccome imita noi usa il cucchiaino, ho provato a mangiare io un po' con le mani, ma niente, se mette le mani nella pappa è solo per pasticciare, di mettersi le dita in bocca non se ne parla proprio!
Io continuo di tanto in tanto a proporle questo gioco del mangiare, in attesa di vedere i suoi progressi, per ora non è nemmeno un appuntamento quotidiano ma solo quando posso/ho tempo e calma.
Silvia + Irene 12/05/08