*Sara* ha scritto:Questo è uno sbaglio che ho visto commettere da tanti che non conoscono altri veg, idealizzare.Mi capita spesso di conoscere vegetariani all'inizio della loro esperienza e devo dire che è un classico, sono convinti di avere di fronte la perfezione assoluta, salvo poi rendersi conto che siamo umani, per cui pieni di difetti e di idee non condivisibili.
Però mi sembra che qui si stia esagerando e generalizzando, il punto è un'altro...può esistere una relazione duratura tra un vegan e un'onnivoro?Io dico di no, almeno non a lungo termine.Questo per tutta una lunga serie di motivi:
1 un vegan ha fatto un cambiamento di vita radicale, per cui anche la percezione di quella che per gli altri si chiama"realtà"cambia.Quello che prima si accettava senza troppi problemi, ora si è trasformato in un nemico da combattere
2 è frustrante stare con una persona che non capisce ciò che sei, ciò che provi, ciò che vuoi.A lungo andare, il rapporto si rovina, è inevitabile.A meno che uno dei 2 non decida di cambiare alimentazione.
Anche qui c'è un'altro errore di fondo, si pensa che le relazioni tra veg siano perfette...non è cosi', i problemi ci sono in tutte le relazioni.Però c'è una differenza sostanziale:l'altro riesce a capirti.O almeno riesce a capire quest'aspetto, non ti prende per pazzo/a o per eccessivamente sensibile e/o emotivo/a.Con il mio ragazzo posso progettare di comprare un terreno per riuscire a salvare dalla macellazione qualche animale.Con un non veg non potrei, perchè c'è il rischio che lui questi animali se li mangi(scusate, magari può sembrare un'esagerazione, ma in fondo non è cosi'?).
N.B.parlo di vegani, non di vegetariani, perchè solitamente i vegetariani sono più accondiscendenti e anche le linee di principio sono più"morbide".
Sara, ti quoto totalmente! Non potrei essere più d'accordo.
Sono convinta anch'io dell'assoluta impossibilità di portare avanti una storia con una persona onnivora.
Dicendo ciò però, non posso fare a meno di dichiarare che questo è il MIO punto di vista, che che deriva però da un elemento che mi accomuna a tutte le altre persone che la pensano alla stesso modo....
La molla che mi ha spinto a smettere di cibarmi di animali, infatti, è stata l'amore nei loro confronti e la presa di coscienza delle conseguenze che le mie (assurde quanto ben consolidate) abitudini avevano sulle loro vite... e sulle loro morti.
Questa presa di coscienza ha causato nel mio animo e nel mio cervello una sofferenza così grande da cambiare x sempre (e non ho paura di dirlo) il mio approccio rispetto a tutto il resto delle cose.
Una vera e propria rivoluzione!
Da quel momento, ogni altro aspetto della vita, mia ed altrui, ha cominciato ad essere filtrato e "sentito" attraverso queste nuove potentissime, e spesso scomode, lenti.
Io non sono la stessa persona che ero 3 anni fà e nemmeno le persone che mi stanno attorno sono più le stesse ai miei occhi.
I miei parametri sono cambiati, certe cose che prima apparivano trascurabili e di cui nemmeno mi accorgevo, ora sono fondamentali nel momento in cui elaboro nella mia mente un'idea su coloro che mi stanno intorno.
Non credo di essere la sola qui dentro a poter testimoniare questa trasformazione interiore. E, per quanto la cosa abbia i suoi aspetti negativi e certo non facili da affrontare quotidianamente (soprattutto x chi non ha suoi "simili" vicino, come me) è qualcosa di cui io sono veramente felice!
Io ho la meravigliosa consapevolezza di aver aperto (finalmente) gli occhi su una cosa terribilmente importante e ho un bisogno forsennato di condividere ciò con quante più persone possibili.... come posso, partendo da questo presupposto, pensare che quella che dovrebbe essere la figura con la quale condividere ciò che fà di me quello che sono in una percentuale tanto enorme, non sia realmente in grado di comprendere proprio questa parte?
E, se anche fosse in grado di capire, ma mostrasse di non voler realmente trasformare il pensiero in azione.... come potrei io accettare di stare con chi è meno sensibile di me?
Io, ripeto, parlo solo per la mia persona..... e dico che non potrei farlo.
Io non potrei avere vicino una persona meno sensibile di me, la cosa mi causerebbe troppa sofferenza e questa sarebbe data in gran parte dall'impossibilità di condividere sul serio un aspetto tanto fondamentale e preponderante. Successivamente, un'inesorabile perdita di stima nei suoi confronti si renderebbe presto difficilmente trascurabile.
E senza stima, condivisione e unità di intenti, non credo che un rapporto possa andare troppo avanti.
"La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente."
Albert Einstein