biologico e imballaggi di plastica
biologico e imballaggi di plastica
non capisco la contraddizione.... 
- mammafelice
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Re: biologico e imballaggi di plastica
In che senso?
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Incantesimo
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Re: biologico e imballaggi di plastica
che avrebbe piu' senso che i cereali bio fossero confezionati in sacchetti di carta riciclata o se possibile in contenitori in PLA...
ciao
Carla
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- mammafelice
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Re: biologico e imballaggi di plastica
Certo (anche se ormai i sacchetti di plastica e le confezioni in plastica sono riciclabili), però credo si riferisca più alle verdure, nei supermercati quelle bio sono sempre imballate
!
In fondo invece cereali e legumi lo sono bio o non bio a meno di riuscire a trovare chi li vende sfusi...
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Incantesimo
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Re: biologico e imballaggi di plastica
mammafelice ha scritto:Certo (anche se ormai i sacchetti di plastica e le confezioni in plastica sono riciclabili), però credo si riferisca più alle verdure, nei supermercati quelle bio sono sempre imballate!
In fondo invece cereali e legumi lo sono bio o non bio a meno di riuscire a trovare chi li vende sfusi...
***ho sbagliato a scrivere intendevo prodotti bio e non cereali bio...
Re: biologico e imballaggi di plastica
se la plastica fa male, se la plastica rilascia sostanze nocive agli alimenti, perchè il cibo bio viene imballato con questo materiale?mammafelice ha scritto:In che senso?
- mammafelice
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Re: biologico e imballaggi di plastica
Anche a me ha sempre dato fastidio l'imballaggio del prodotto bio!
Premesso che preferisco, proprio per questi motivi, andare a comprare al mercato, ma se vado nella grande distribuzione e voglio, es, le banane bio, queste sono sempre imballate in vaschette, mentre le altre sono sciolte! Che rabbia
Mi chiedo sempre perchè? Forse per evitare che si mescolino alle altre (distinguere i prodotti bio)? O è semplice speculazione su un prodotto che può essere fatto pagare di più?
Penso che dovremmo scrivere ai servizi clienti dei vari supermercati per segnalare l'incongruenza.. Magari non serve a niente, ma se lo facciamo in tanti, chissà!
Premesso che preferisco, proprio per questi motivi, andare a comprare al mercato, ma se vado nella grande distribuzione e voglio, es, le banane bio, queste sono sempre imballate in vaschette, mentre le altre sono sciolte! Che rabbia
Mi chiedo sempre perchè? Forse per evitare che si mescolino alle altre (distinguere i prodotti bio)? O è semplice speculazione su un prodotto che può essere fatto pagare di più?
Penso che dovremmo scrivere ai servizi clienti dei vari supermercati per segnalare l'incongruenza.. Magari non serve a niente, ma se lo facciamo in tanti, chissà!
Re: biologico e imballaggi di plastica
ho sollevato il problema al gestore (credo) di un supermecato bio e mi ha risposto che poichè i clienti si lamentano già del costo elevato dei prodotti bio, le ditte usano imballaggi di plastica per economizzare.

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Incantesimo
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Re: biologico e imballaggi di plastica
E' il regolamento per l'agricoltura biologica che prevede che i prodotti bio ,parliamo del fresco, se venduti all'interno di esercizi commerciali che vendono anche il tradizionale siano imballati.
Sai altrimenti quanti furboni?
Hanno solitamente la vaschetta in carta e aime' la pellicola protettiva.
Se trovassero una alternativa sarebbe bello!
Proposte?

ciao!
Carla
http://comeunincantesimo.blogspot.com/
Sai altrimenti quanti furboni?
Hanno solitamente la vaschetta in carta e aime' la pellicola protettiva.
Se trovassero una alternativa sarebbe bello!
Proposte?
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Re: biologico e imballaggi di plastica
perchè le gallette di riso ad esempio sono imballate nella plastica? 
- mammafelice
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Re: biologico e imballaggi di plastica
Bhè, motivo in più per comprare il più possibile locale e al supermercato solo ciò che non si trova in zona (vedi le banane)!
Almeno in alcuni supermercati la vaschetta è in cartoncino riciclato e la pellicola senza PVC... Non è molto, ma meglio di niente.
Le gallette di riso sono imballate come lo sono tutti gli alimentai confezionati, credo che ci siano proprio delle norme igieniche obbligatorie. Solo la farina si trova ancora nel sacchetto di carta (e avevo letto che lo vogliono bandire, ma non so più dove). L'importante è portare TUTTA la plastica negli appositi cassonetti e, naturalmente, limitare i prodotti confezionati allo stretto indispensabile.
Almeno in alcuni supermercati la vaschetta è in cartoncino riciclato e la pellicola senza PVC... Non è molto, ma meglio di niente.
Le gallette di riso sono imballate come lo sono tutti gli alimentai confezionati, credo che ci siano proprio delle norme igieniche obbligatorie. Solo la farina si trova ancora nel sacchetto di carta (e avevo letto che lo vogliono bandire, ma non so più dove). L'importante è portare TUTTA la plastica negli appositi cassonetti e, naturalmente, limitare i prodotti confezionati allo stretto indispensabile.
Re: biologico e imballaggi di plastica
Ma da quel che ho visto, i negozi bio che hanno il reparto frutta e verdura non hanno nessun imballaggio. Ma forse perchè non c'è bisogno di fare distinzione.
Per il resto...i furbi che fanno speculazione sono d'appertutto, non possiamo credere che le aziende bio siano tutte ecologiste...purtroppo
Per il resto...i furbi che fanno speculazione sono d'appertutto, non possiamo credere che le aziende bio siano tutte ecologiste...purtroppo
Re: biologico e imballaggi di plastica
Non esiste un materiale alternativo?mammafelice ha scritto:.
Le gallette di riso sono imballate come lo sono tutti gli alimentai confezionati, credo che ci siano proprio delle norme igieniche obbligatorie.
Re: biologico e imballaggi di plastica
Il bisfenolo A (Policarbonato) è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentati.
Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate. vedi: www.molecularlab.it
Lattine, tubi, bottiglie: sostanza plastica blocca sviluppo cerebrale. I contenitori di plastica (anche i biberon per lattanti) per portare il cibo al lavoro sono belli, colorati e comodi, ma contengono tracce di questo contaminante.
Fonte: Zsarnovszky A, Le HH, Belcher SM et al. Ontogeny of Rapid Estrogen-Mediated Extracellular Signal-Regulated Kinase Signaling in the Rat Cerebellar Cortex: Potent Nongenomic Agonist and Endocrine Disrupting Activity of the Xenoestrogen Bisphenol A. Endocrinology 2005; 146: 5388-96.
A quanto pare, già dal 1936 si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani. Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata col cancro alla prostata. In particolare, l'assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.
La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita. Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore. Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell'uretra.
In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.
Il 60% dei casi è concentrato nel nord del Paese, evidentemente più «avanzato» e quindi più esposto al bisfenolo. Nell'ancor più «avanzata» Gran Bretagna, che ha una popolazione pari a quella italiana, i casi nuovi di cancro alla prostata sono 27 mila all'anno. Il fatto è che il bisfenolo è un estrogeno-simile, che "mima" l'ormone femminile.
Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi. La scoperta è dovuta all'equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all'Università del Missouri.
Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell'estradiolo, l'ormone usato nella pillola contraccettiva.
Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.
E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all'anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri). Spesso questa acqua proclamata "minerale" viene dall'acquedotto comunale; ed è di sicuro peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.
(mednat.org)
Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate. vedi: www.molecularlab.it
Lattine, tubi, bottiglie: sostanza plastica blocca sviluppo cerebrale. I contenitori di plastica (anche i biberon per lattanti) per portare il cibo al lavoro sono belli, colorati e comodi, ma contengono tracce di questo contaminante.
Fonte: Zsarnovszky A, Le HH, Belcher SM et al. Ontogeny of Rapid Estrogen-Mediated Extracellular Signal-Regulated Kinase Signaling in the Rat Cerebellar Cortex: Potent Nongenomic Agonist and Endocrine Disrupting Activity of the Xenoestrogen Bisphenol A. Endocrinology 2005; 146: 5388-96.
A quanto pare, già dal 1936 si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani. Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata col cancro alla prostata. In particolare, l'assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.
La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita. Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore. Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell'uretra.
In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.
Il 60% dei casi è concentrato nel nord del Paese, evidentemente più «avanzato» e quindi più esposto al bisfenolo. Nell'ancor più «avanzata» Gran Bretagna, che ha una popolazione pari a quella italiana, i casi nuovi di cancro alla prostata sono 27 mila all'anno. Il fatto è che il bisfenolo è un estrogeno-simile, che "mima" l'ormone femminile.
Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi. La scoperta è dovuta all'equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all'Università del Missouri.
Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell'estradiolo, l'ormone usato nella pillola contraccettiva.
Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.
E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all'anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri). Spesso questa acqua proclamata "minerale" viene dall'acquedotto comunale; ed è di sicuro peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.
(mednat.org)