Oddio Daria, che ignorante che sono! Nonostante tutto quello che leggo, questo non lo sapevo...però, come puoi dire che l'Africa è in via di sviluppo? Ahimè, quella è sempre più povera...anche perchè NOI mangiamo carne! Correggimi se sbaglioDaria ha scritto: Problema destinato purtroppo ad aumentare spaventosamente proprio perchè sta' aumentando spaventosamente il consumo di carne in tutto il mondo e specialmente nei paesi in via di sviluppo come appunto l'Africa, la Cina... Di questo passo non oso pensare quale sarà il nostro futuro e quello della nostra terra...
sì all'allevamento!
Re: sì all'allevamento!
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Daria
Re: sì all'allevamento!
forse non leggi bene...
http://www.nutritionecology.org/it/panel2/intro.html
http://www.nutritionecology.org/it/panel2/intro.html
Re: sì all'allevamento!
Sembra molto interessante, leggerò attentamente, però qui non si parla di Africa. E' giusto definire in via di svilippo per esempio India e Brasile, la Cina poi...è in un certo senso già abbastanza sviluppata (uno schifo totale!!!), ma l'Africa secondo quello che so è disastrata (si escludono naturalmente sempre alcuni stati, come Sudafrica e quelli del Nord: se non altro in Egitto, Marocco o in Tunisia la gente non è disperata a livelli top!)Daria ha scritto:forse non leggi bene...
http://www.nutritionecology.org/it/panel2/intro.html
Ultima modifica di Teo il mer set 17, 2008 9:50 pm, modificato 1 volta in totale.
Re: sì all'allevamento!
Sbaglierò e sarò troppo ottimista, ma mi sembra che gli animali protagonisti della storia vengano rispettati, almeno all'atto pratico. Il toro nato dalla vacca è sicuramente cresciuto grazie al latte di sua madre (ed è cresciuto anche bene per arrivare 236 storie d'amore....
), latte che ha aiutato anche i bambini del villaggio a non morire di fame.
Mi sembra che non ci sia nessuno che ne esce gravemente sconfitto, o no?
Semmai quel che forse mi sembra poco rispettoso, e lo è solo in linea di "principi morali" (non che i princìpi non contino, ma i fatti per me contano di più..), è l'atteggiamento del giornalista che ha scritto l'articolo.
La situazione dell'Africa OGGI è quella che è.
E' verissimo e sacrosanto farci l'esame di coscienza e mettere in discussione il nostro pessimo modello di sviluppo ma questi sono cambiamenti complessi che richiedono peraltro tempi lunghi. Avere un'alimentazione vegan equilibrata per me può essere facile: compro o coltivo le verdure, conservo quelle non disponibili in ogni stagione in barattoli di vetro o in sacchetti che potrò eventualmente mettere in freezer, compro la soia, faccio da me o acquisto il tofu...in Africa, col clima che c'è e i mezzi tecnici che ci sono, non è sicuramente la cosa più semplice e tantomento una soluzione rapida da esportare.
Correttissimo tendere a questo, sacrosanto dire che la mucca della storia non risolve il PROBLEMA DELLA FAME NEL MONDO (proprio come il mio non acquistare carne non servirà a far cambiare il mondo...), ma OGGI risolve i problemi di UN villaggio in maniera rapida e senza far del male ad un animale.
Il problema siamo "noi occidentali" senza freni e vittime della nostra emotività sfruttata riccamente dagli esperti di marketing che diventiamo obesi a forza di ingozzarci (di carne ma non solo...), non penso che sia UNA vacca in un villaggio ad alimentare il problema..è "a casa nostra" che la musica deve cambiare..
Spero di non aver offeso la sensibilità di nessuno e di non aver detto stupidaggini, non era mia intenzione.
Mi sembra che non ci sia nessuno che ne esce gravemente sconfitto, o no?
Semmai quel che forse mi sembra poco rispettoso, e lo è solo in linea di "principi morali" (non che i princìpi non contino, ma i fatti per me contano di più..), è l'atteggiamento del giornalista che ha scritto l'articolo.
La situazione dell'Africa OGGI è quella che è.
E' verissimo e sacrosanto farci l'esame di coscienza e mettere in discussione il nostro pessimo modello di sviluppo ma questi sono cambiamenti complessi che richiedono peraltro tempi lunghi. Avere un'alimentazione vegan equilibrata per me può essere facile: compro o coltivo le verdure, conservo quelle non disponibili in ogni stagione in barattoli di vetro o in sacchetti che potrò eventualmente mettere in freezer, compro la soia, faccio da me o acquisto il tofu...in Africa, col clima che c'è e i mezzi tecnici che ci sono, non è sicuramente la cosa più semplice e tantomento una soluzione rapida da esportare.
Correttissimo tendere a questo, sacrosanto dire che la mucca della storia non risolve il PROBLEMA DELLA FAME NEL MONDO (proprio come il mio non acquistare carne non servirà a far cambiare il mondo...), ma OGGI risolve i problemi di UN villaggio in maniera rapida e senza far del male ad un animale.
Il problema siamo "noi occidentali" senza freni e vittime della nostra emotività sfruttata riccamente dagli esperti di marketing che diventiamo obesi a forza di ingozzarci (di carne ma non solo...), non penso che sia UNA vacca in un villaggio ad alimentare il problema..è "a casa nostra" che la musica deve cambiare..
Spero di non aver offeso la sensibilità di nessuno e di non aver detto stupidaggini, non era mia intenzione.
Re: sì all'allevamento!
Non hai detto stupidaggini Maysa, e sono perfettamente d'accordo con te. L'alimentazione vegetariana e vegana è una scelta che si può fare nei paesi ricchi, o di soldi per acquistare il cibo, o dove la terra è fertile e abbondantemente irrigata per ottenere i frutti. Non mi sembra che l'Africa rientri nell'uno o nell'altro.maysa ha scritto:Sbaglierò e sarò troppo ottimista, ma mi sembra che gli animali protagonisti della storia vengano rispettati, almeno all'atto pratico. Il toro nato dalla vacca è sicuramente cresciuto grazie al latte di sua madre (ed è cresciuto anche bene per arrivare 236 storie d'amore....), latte che ha aiutato anche i bambini del villaggio a non morire di fame.
Mi sembra che non ci sia nessuno che ne esce gravemente sconfitto, o no?![]()
Semmai quel che forse mi sembra poco rispettoso, e lo è solo in linea di "principi morali" (non che i princìpi non contino, ma i fatti per me contano di più..), è l'atteggiamento del giornalista che ha scritto l'articolo.
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Avere un'alimentazione vegan equilibrata per me può essere facile: compro o coltivo le verdure, conservo quelle non disponibili in ogni stagione in barattoli di vetro o in sacchetti che potrò eventualmente mettere in freezer, compro la soia, faccio da me o acquisto il tofu...in Africa, col clima che c'è e i mezzi tecnici che ci sono, non è sicuramente la cosa più semplice e tantomento una soluzione rapida da esportare.
Correttissimo tendere a questo, sacrosanto dire che la mucca della storia non risolve il PROBLEMA DELLA FAME NEL MONDO (proprio come il mio non acquistare carne non servirà a far cambiare il mondo...), ma OGGI risolve i problemi di UN villaggio in maniera rapida e senza far del male ad un animale.
Se io stessi per morire di fame, in un posto secco e dove la roba cresce a stento, ringrazierei tutti gli dei in cielo per quegli occidentali grassi e pieni di idee strampalate che mi hanno mandato una mucca.
Osmanto
Re: sì all'allevamento!
quoto.robo ha scritto:Il vero problema è chi ha reso quei bambini mezzi morti di fame. Siamo stati noi occidentali e il nostro modello di sviluppo. Non regagliamogli le mucche, mettiamo in discussione il nostro modello di sviluppo, mettiamo in discussione la nostra presunta (ma purtroppo anche assunta) titolarità delle risorse del pianeta, il loro sfruttamento e la loro ridistribuzione. Se davvero vogliamo aiutare popolazioni che noi abbiamo reso più svantaggiate. Ma lasciamo stare le mucche. Non si tratta di preferire le mucche ai bambini (anche se potremmo anche discuterne: che diritti hanno i bambini in più delle mucche e perche?). Ci sono altri modi per aiutare i bambini, senza “usare” mucche o altri animali.
ps. L'allevamento felice senza sfruttamento è una favola. il toro josef mi ha detto che in ogni caso non ha scelto lui quella vita ma gliela abbiamo imposta noi, bella o brutta che poi sia stata.
Re: sì all'allevamento!
A me risultano territori potenzialmente fertili resi sterili ed aridi dai mutamenti che noi abbiamo apportato al pianeta. A me risultano popolazioni impoverite perché abbiamo sottratto loro le risorse del suolo e del sottosuolo. A me risultano territori depredati dove abbiamo imposto coltivazioni per i nostri allevamenti a scapito di coltivazioni che potessero nutrire la popolazione locale.Se poi vogliamo risolvere questi problemi regalando delle mucche, facciamo pure. Non mi sembra però la soluzione ideale.osmanto ha scritto:
Non hai detto stupidaggini Maysa, e sono perfettamente d'accordo con te. L'alimentazione vegetariana e vegana è una scelta che si può fare nei paesi ricchi, o di soldi per acquistare il cibo, o dove la terra è fertile e abbondantemente irrigata per ottenere i frutti. Non mi sembra che l'Africa rientri nell'uno o nell'altro.
Se io stessi per morire di fame, in un posto secco e dove la roba cresce a stento, ringrazierei tutti gli dei in cielo per quegli occidentali grassi e pieni di idee strampalate che mi hanno mandato una mucca.
Osmanto
Cosa fare nell’immediato? Non ne ho idea. Di sicuro preferirei studiare un piano di politica agricola e di riabilitazione del territorio piuttosto che regalare una mucca. Il veganismo (io sono crudista) non è un lusso che solo noi possiamo permetterci. E’ l’unica alimentazione compatibile con il resto del pianeta. E’ impossibile che dall’oggi al domani tutti smettano di allevare animali per ucciderli e mangiarli. Però è giusto iniziare a porre il problema.
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Daria
Re: sì all'allevamento!
Di solito non quoto...
ma, in questo caso... straquoto ogni singola parola di Robo!

ma, in questo caso... straquoto ogni singola parola di Robo!
Re: sì all'allevamento!
Anche io sono d'accordo con te, Robo. Hai ragione e straragione.
Il problema è: nell'IMMEDIATO, cosa si può fare? Mentre noi cerchiamo di convertire tutta la popolazione mondiale al veganesimo, loro MUOIONO DI FAME!
Allora, mentre l'occidente cambia è giusto aiutare gli altri a non morire di fame. Ci vorranno forse secoli per cambiare le abitudini alimentari di 6 miliardi di persone... nel frattempo sarebbe bello salvarne qualcuno dalla morte certa.
Io nel mio piccolo mi impegnerò a far diventare vegetariani i miei figli e - impresa molto ardua! - mio marito, e mando il mio misero 5 per mille in giro per il mondo, sperando che sia pur sempre una goccia d'acqua che serve a qualcosa.
Se ognuno di noi riesce a fare qualcosa, anche poco, abbiamo vinto.
Osmanto
Il problema è: nell'IMMEDIATO, cosa si può fare? Mentre noi cerchiamo di convertire tutta la popolazione mondiale al veganesimo, loro MUOIONO DI FAME!
Allora, mentre l'occidente cambia è giusto aiutare gli altri a non morire di fame. Ci vorranno forse secoli per cambiare le abitudini alimentari di 6 miliardi di persone... nel frattempo sarebbe bello salvarne qualcuno dalla morte certa.
Io nel mio piccolo mi impegnerò a far diventare vegetariani i miei figli e - impresa molto ardua! - mio marito, e mando il mio misero 5 per mille in giro per il mondo, sperando che sia pur sempre una goccia d'acqua che serve a qualcosa.
Se ognuno di noi riesce a fare qualcosa, anche poco, abbiamo vinto.
Osmanto
Re: sì all'allevamento!
E’ chiaro che non ho la risposta. Ed è chiaro che sto scrivendo comodamente seduto nel mio ufficio, mangiando una banana, e senza problemi immediati di sopravvivenza. Ma proprio una mucca dobbiamo mandargli
? Capisco che era un gesto in buona fede, ma la mucca d’allevamento è proprio il simbolo dello sfruttamento del pianeta (vado O.T., ma se non l’hai ancora fatto, leggi ECOCIDIO di Rifkin, è un libro molto illuminante sull’argomento). Un terreno per quanto arido può essere reso fertile se irrigato. Costruiamo un acquedotto per restituire loro l'acqua che abbiamo sottratto, invece che “costruire” mucche negli allevamenti.
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nikobiondo
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Re: sì all'allevamento!
Per tutti i vostri dubbi consiglio vivamente di leggere questo splendido libro :
UN MONDO SBAGLIATO di JIM MASON
Piccola recensione :
Non siamo stati condannati, se non da noi stessi, a diventare quel che siamo. La sete di dominio non è inscritta nel nostro codice genetico. Quella di Mason è l’analisi delle radici storiche e culturali della credenza occidentale secondo cui Dio avrebbe conferito all’uomo il dominio assoluto sull’intero creato.
La riduzione in schiavitù degli animali a fini bellici o per l’allevamento ha lacerato il senso di fratellanza che l’uomo ha da sempre provato nei confronti degli altri animali, permettendo così la nascita di una cultura alienata dalla natura. Si è così alterato profondamente il nostro rapporto con essa, con noi stessi e soprattutto quello con gli altri animali, di cui abbiamo bisogno «come compagni, come stimolatori di empatia e cura, come strumenti per alimentare e plasmare la nostra mente e come parenti che ci ricordino la nostra vicinanza al resto del mondo vivente».
L’autore ci presenta il conto che tale isolazionismo ha comportato in termini di perdita di consapevolezza, capacità di rispettare la natura e volontà di controllare le nostre derive distruttive: è proprio il nostro modo di vedere e considerare gli animali che sta alla base dell’attuale crisi ambientale e della relazione tra questa e le altre forme di oppressione sociale: la guerra, la violenza sulle donne e la schiavitù intra-umana.
UN MONDO SBAGLIATO di JIM MASON
Piccola recensione :
Non siamo stati condannati, se non da noi stessi, a diventare quel che siamo. La sete di dominio non è inscritta nel nostro codice genetico. Quella di Mason è l’analisi delle radici storiche e culturali della credenza occidentale secondo cui Dio avrebbe conferito all’uomo il dominio assoluto sull’intero creato.
La riduzione in schiavitù degli animali a fini bellici o per l’allevamento ha lacerato il senso di fratellanza che l’uomo ha da sempre provato nei confronti degli altri animali, permettendo così la nascita di una cultura alienata dalla natura. Si è così alterato profondamente il nostro rapporto con essa, con noi stessi e soprattutto quello con gli altri animali, di cui abbiamo bisogno «come compagni, come stimolatori di empatia e cura, come strumenti per alimentare e plasmare la nostra mente e come parenti che ci ricordino la nostra vicinanza al resto del mondo vivente».
L’autore ci presenta il conto che tale isolazionismo ha comportato in termini di perdita di consapevolezza, capacità di rispettare la natura e volontà di controllare le nostre derive distruttive: è proprio il nostro modo di vedere e considerare gli animali che sta alla base dell’attuale crisi ambientale e della relazione tra questa e le altre forme di oppressione sociale: la guerra, la violenza sulle donne e la schiavitù intra-umana.
Re: sì all'allevamento!
con questo forse ingenuo gesto di solidarietà continuiamo a trasnettere il messaggio a queste popolazioni che è giusto sfruttare gli animali, oggi non mangieranno la mucca ma il concetto non cambia, perchè vorrei sapere che fine fanno i vitelli una volta svezzati e che fine farà la mucca quando non produrrà più latte.
verrà mangiata perchè è questo quello che viene insegnato, gli animali anche se sotto una forma che sembra beneficienza vengono solo abusati allo scopo di favorire la razza umana.
non ci trovo nessun progresso in una iniziativa del genere ci trovo solo il perseguire di una cultura dominante che vuole imporre sempre il solito obsoleto modello specista.
sul dover scegliere fra la vita di un bambino ed una mucca, me lo sento ripetere "sempre" e sempre rispondo allo stesso modo : ma perchè bisogna sempre arrivare a situazioni così estreme!! potrei trovarmi a decidere anche fra due bambini ( vedi il film la scelta di Sophie) o fra due mucche, il che significa che per quanto dolorosa una scelta dovrò seppur farla, ma quì stiamo parlando di dover scegliere a monte del problema proprio per non trovarci a dover sacrificare nessuno mai !!
e l'unica scelta da fare l'unico insegnamento da dare è diventare vegan ,è insegnare anche al terzo mondo un modo di vivere etico nel rispetto dell'uomo, della natura e degli animali ..... ma come è possibile se l'insegnante è sempre lo stesso che sta distruggendo il pianeta?
verrà mangiata perchè è questo quello che viene insegnato, gli animali anche se sotto una forma che sembra beneficienza vengono solo abusati allo scopo di favorire la razza umana.
non ci trovo nessun progresso in una iniziativa del genere ci trovo solo il perseguire di una cultura dominante che vuole imporre sempre il solito obsoleto modello specista.
sul dover scegliere fra la vita di un bambino ed una mucca, me lo sento ripetere "sempre" e sempre rispondo allo stesso modo : ma perchè bisogna sempre arrivare a situazioni così estreme!! potrei trovarmi a decidere anche fra due bambini ( vedi il film la scelta di Sophie) o fra due mucche, il che significa che per quanto dolorosa una scelta dovrò seppur farla, ma quì stiamo parlando di dover scegliere a monte del problema proprio per non trovarci a dover sacrificare nessuno mai !!
e l'unica scelta da fare l'unico insegnamento da dare è diventare vegan ,è insegnare anche al terzo mondo un modo di vivere etico nel rispetto dell'uomo, della natura e degli animali ..... ma come è possibile se l'insegnante è sempre lo stesso che sta distruggendo il pianeta?