Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Moderatore: Erica Congiu
Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Un saluto a tutti/e
dopo aver provato, qualche mese fa, la mia prima saponificazione casalinga, sabato mi sono rimesso all'opera!
Ovvero: 4 kg di sapone, di quattro tipi diversi, tutti con il metodo a freddo.
Il nastro (stavolta ho usato la lama del miniper, non lo sbattitore a frusta!) è comparso sempre nel giro di 5 minuti e, anzi, il sapone tendeva poi ad ammassare abbastanza velocemente.
Probabilmente la cosa è da ricondurre agli olii essenziali di agrumi (arancio e limone) che ho usato tra gli altri per le profumazioni...almeno credo.
Ho però incontrato grossi problemi alla sformatura dagli stampi, che ho eseguito dopo 48 ore: il sapone non ne voleva sapere di staccarsi e nel 90% dei casi la parte inferiore della saponetta, non a contatto con l'aria, era ancora tutta bagnata/pastosa...insomma quasi non avesse iniziato a solidificare.
Gli stampi erano di tipolgia e dimensioni normali (confezioncine in plastica liscia di ricotta/yoghurt etc). Non ho incontrato particolari problemi durante la saponificazione.
Le uniche anomalie di esecuzione che potrei segnalare sono:
- forse ho frullato ancora un po' dopo i primi segni di nastro (come dicevo il sapone ammassava velocemente);
- nelle prime 48 ore ho lasciato il sapone in mansarda, dove è abbastanza caldo. Ora l'ho trasferito a stagionare in un luogo decisamente più fresco.
In base alla vostra esperienza, da cosa possono dipendere la difficoltà di sformatura e la presenza di una parte non solidificata?
Come mi devo comportare alla prossima occasione?
Potete darmi, per cortesia, suggerimenti su come trattare gli stampi e su come favorire la fuoriscita del sapone?
Ringrazio anticipatamente chi vorrà contribuire alla discussione e potrà aiutarmi.
Buona serata
Dino
dopo aver provato, qualche mese fa, la mia prima saponificazione casalinga, sabato mi sono rimesso all'opera!
Ovvero: 4 kg di sapone, di quattro tipi diversi, tutti con il metodo a freddo.
Il nastro (stavolta ho usato la lama del miniper, non lo sbattitore a frusta!) è comparso sempre nel giro di 5 minuti e, anzi, il sapone tendeva poi ad ammassare abbastanza velocemente.
Probabilmente la cosa è da ricondurre agli olii essenziali di agrumi (arancio e limone) che ho usato tra gli altri per le profumazioni...almeno credo.
Ho però incontrato grossi problemi alla sformatura dagli stampi, che ho eseguito dopo 48 ore: il sapone non ne voleva sapere di staccarsi e nel 90% dei casi la parte inferiore della saponetta, non a contatto con l'aria, era ancora tutta bagnata/pastosa...insomma quasi non avesse iniziato a solidificare.
Gli stampi erano di tipolgia e dimensioni normali (confezioncine in plastica liscia di ricotta/yoghurt etc). Non ho incontrato particolari problemi durante la saponificazione.
Le uniche anomalie di esecuzione che potrei segnalare sono:
- forse ho frullato ancora un po' dopo i primi segni di nastro (come dicevo il sapone ammassava velocemente);
- nelle prime 48 ore ho lasciato il sapone in mansarda, dove è abbastanza caldo. Ora l'ho trasferito a stagionare in un luogo decisamente più fresco.
In base alla vostra esperienza, da cosa possono dipendere la difficoltà di sformatura e la presenza di una parte non solidificata?
Come mi devo comportare alla prossima occasione?
Potete darmi, per cortesia, suggerimenti su come trattare gli stampi e su come favorire la fuoriscita del sapone?
Ringrazio anticipatamente chi vorrà contribuire alla discussione e potrà aiutarmi.
Buona serata
Dino
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Posso chiederti la composizione degli olii usati? A me capita quanto da te descritto ogni volta che aggiungo una quantità anche minima di olio di girasole...
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Certamente Creusa
allora:
1) olio extravergine oliva (55%) + olio di cocco (25%) + burro di cacao (10%) + olio di mais (5%) + olio di germe di grano (5%)
2) olio di oliva (60%) + olio di cocco (40%)
3) olio extravergine oliva (50%) + olio di cocco (25%) + olio di semi di lino (20%) + olio di ricino (5%)
4) olio extravergine di oliva (90%) + burro di cacao (10%)

allora:
1) olio extravergine oliva (55%) + olio di cocco (25%) + burro di cacao (10%) + olio di mais (5%) + olio di germe di grano (5%)
2) olio di oliva (60%) + olio di cocco (40%)
3) olio extravergine oliva (50%) + olio di cocco (25%) + olio di semi di lino (20%) + olio di ricino (5%)
4) olio extravergine di oliva (90%) + burro di cacao (10%)
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Ciao Dino, belle ricettine
Per sformare facilmente il sapone sarebbe bene ungere gli stampini, o foderarli con pellicola trasparente o anche carta da forno... in extremis, se proprio non vogliono uscire, mettili un paio d'ore nel freezer
Occhio che il sapone con l'olio di semi di lino tenderà ad irrancidire facilmente, usalo il prima possibile. Per esperienza ti dico che l'estate è il periodo peggiore per fare il sapone, troppo caldo... forse è anche per questo che la parte inferiore dei tuoi saponi rimane molliccia. Dopo la stagionatura dovrebbe andare tutto a posto, non disperare.
Altro consiglio che ti posso dare è di usare con parsimonia gli oli ad alta percentuale di grassi insaturi (tutti gli oli da cucina escluso l'olio d'oliva, il ricino, il germe di grano, l'olio di lino). Mettine al massimo un 10% sul totale.
Buon lavoro
Per sformare facilmente il sapone sarebbe bene ungere gli stampini, o foderarli con pellicola trasparente o anche carta da forno... in extremis, se proprio non vogliono uscire, mettili un paio d'ore nel freezer
Occhio che il sapone con l'olio di semi di lino tenderà ad irrancidire facilmente, usalo il prima possibile. Per esperienza ti dico che l'estate è il periodo peggiore per fare il sapone, troppo caldo... forse è anche per questo che la parte inferiore dei tuoi saponi rimane molliccia. Dopo la stagionatura dovrebbe andare tutto a posto, non disperare.
Altro consiglio che ti posso dare è di usare con parsimonia gli oli ad alta percentuale di grassi insaturi (tutti gli oli da cucina escluso l'olio d'oliva, il ricino, il germe di grano, l'olio di lino). Mettine al massimo un 10% sul totale.
Buon lavoro
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Grazie Jenny
per i tuoi consigli.
Leggendo quello relativo ad ungere gli stampi (che mi tenta molto, perchè sarebbe molto più comodo che non rivestire con il domopack!) ho un piccolo dubbio: ma il leggero velo d'olio applicato sullo stampo non viene saponificato dalla massa ancora caustica del sapone, perdendo l'effetto lubrificante?
Qual è la tua esperienza in proposito?
Grazie ancora e buona serata
Dino
per i tuoi consigli.
Leggendo quello relativo ad ungere gli stampi (che mi tenta molto, perchè sarebbe molto più comodo che non rivestire con il domopack!) ho un piccolo dubbio: ma il leggero velo d'olio applicato sullo stampo non viene saponificato dalla massa ancora caustica del sapone, perdendo l'effetto lubrificante?
Qual è la tua esperienza in proposito?
Grazie ancora e buona serata
Dino
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Guarda... il primo sapone l'ho colato in un contenitore in plastica da frigo e mi sono detta: mai più
Da quello sono passata direttamente a stampi in legno che fodero con carta da forno, la forma regolare di una "cassetta" di legno è semplice da rivestire. L'olio con cui si ungono gli stampi di solito non saponifica del tutto, quindi sgusciare il sapone risulta più semplice.
Se hai intenzione di continuare a far sapone, mi sento di consigliarti uno stampo serio: pochi pezzi di legno da un falegname (anche scarti di lavorazione, se hai qualche conoscenza nel campo è facile trovare pezzi di compensato e assemblarli con qualche vite e un paio di cerniere...) oppure uno stampo in silicone tipo plum cake, che puoi trovare anche nei negozi di cianfrusaglie a basso prezzo. Io ho uno stampo da 30 x 8 cm, alto 8 cm, in compensato da 1,5 cm di spessore, che tiene comodamente sapone fatto con 1 kg di grassi
Da quello sono passata direttamente a stampi in legno che fodero con carta da forno, la forma regolare di una "cassetta" di legno è semplice da rivestire. L'olio con cui si ungono gli stampi di solito non saponifica del tutto, quindi sgusciare il sapone risulta più semplice.
Se hai intenzione di continuare a far sapone, mi sento di consigliarti uno stampo serio: pochi pezzi di legno da un falegname (anche scarti di lavorazione, se hai qualche conoscenza nel campo è facile trovare pezzi di compensato e assemblarli con qualche vite e un paio di cerniere...) oppure uno stampo in silicone tipo plum cake, che puoi trovare anche nei negozi di cianfrusaglie a basso prezzo. Io ho uno stampo da 30 x 8 cm, alto 8 cm, in compensato da 1,5 cm di spessore, che tiene comodamente sapone fatto con 1 kg di grassi
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
a proposito di sapone cosa ne dite se provo a fare sapone con questi oli:
50% oliva,
30% cocco
20% burro cacao
verrà abbastanza duro da non impaciugarsi a contatto con l'acqua?
che voi sappiate il burro cacao irrancidisce facilmente?
sarà nutriente per la pelle?
50% oliva,
30% cocco
20% burro cacao
verrà abbastanza duro da non impaciugarsi a contatto con l'acqua?
che voi sappiate il burro cacao irrancidisce facilmente?
sarà nutriente per la pelle?
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Jenny...mi hai letto nel pensiero. Dopo i problemi che ho avuto nel liberare dagli stampi i miei ultimi saponi, ho pensato anch'io di costruirmi uno stampo in legno a settori, per ottenere saponette rettangolari. L'idea ce l'ho, ma non sono ancora passato alla realizzazione.Jenny ha scritto:Guarda... il primo sapone l'ho colato in un contenitore in plastica da frigo e mi sono detta: mai più
Da quello sono passata direttamente a stampi in legno che fodero con carta da forno, la forma regolare di una "cassetta" di legno è semplice da rivestire. L'olio con cui si ungono gli stampi di solito non saponifica del tutto, quindi sgusciare il sapone risulta più semplice.
Se hai intenzione di continuare a far sapone, mi sento di consigliarti uno stampo serio: pochi pezzi di legno da un falegname (anche scarti di lavorazione, se hai qualche conoscenza nel campo è facile trovare pezzi di compensato e assemblarli con qualche vite e un paio di cerniere...) oppure uno stampo in silicone tipo plum cake, che puoi trovare anche nei negozi di cianfrusaglie a basso prezzo. Io ho uno stampo da 30 x 8 cm, alto 8 cm, in compensato da 1,5 cm di spessore, che tiene comodamente sapone fatto con 1 kg di grassi
Per quella che è la mia limitata esperienza in merito, direi che c'è anche troppo olio di cocco e burro di cacao.a proposito di sapone cosa ne dite se provo a fare sapone con questi oli:
50% oliva,
30% cocco
20% burro cacao
verrà abbastanza duro da non impaciugarsi a contatto con l'acqua?
che voi sappiate il burro cacao irrancidisce facilmente?
sarà nutriente per la pelle?
Ho fatto il mio primo sapone con solo olio di oliva e posso assicurarti che a contatto con l'acqua non si "impaciuga"...certo dipende...se lo lasci immerso in acqua allora si! Basta solo avere un po' di più pazienza nel lasciarlo maturare.
Che io sappia il burro di cacao non irrancidisce facilmente.
Ciao
Dino
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Nadiatad, verrà anche troppo duro quel sapone
Cala il cocco al 20-25% e il burro al 5-10%, compensando con olio d'oliva; poi fai seguire una stagionatura adeguata, non aver fretta di consumarlo
Ricordati che il burro di cacao, anche se completamente saponificato, non va bene per chi soffre di allergia al nickel; tieni uno sconto soda del 5% massimo 6% e ti verrà un ottimo sapone
Dino, una barra di sapone si taglia bene anche dopo un paio di giorni... foderare con carta o pellicola ogni singolo divisorio è una gran bega
e i pezzi piccoli vanno in gel con più difficoltà di una massa consistente. Tanta fatica sprecata, temo...
Cala il cocco al 20-25% e il burro al 5-10%, compensando con olio d'oliva; poi fai seguire una stagionatura adeguata, non aver fretta di consumarlo
Ricordati che il burro di cacao, anche se completamente saponificato, non va bene per chi soffre di allergia al nickel; tieni uno sconto soda del 5% massimo 6% e ti verrà un ottimo sapone
Dino, una barra di sapone si taglia bene anche dopo un paio di giorni... foderare con carta o pellicola ogni singolo divisorio è una gran bega
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Ho provato a fare delle saponette con il seguente dosaggio: olio extra verg.oliva gr 900-burro di cacao gr50- burro di karitè gr50.soda scontata del 7%,acqua gr 300. dopo due mesi di stagionatura si sono evidenziate macchie di ossidazione.chiedo informazione a chiunque abbia avuto questa eperinenza come ha risolto il problema. Da un manuale ho letto che si può usare come antiossidante eccellente l'estratto di olioresina di rosmarino, ma mi è stato possibile solo avere tramite una farmacia, l'estratto fluido di rosmarino, ma non ci sono descrizioni sul dosaggio di uso per ogni kg di olio.Chiedo aiuto anche al Dott ZAGO per sapere se l'uso nel sapone di questo antiossidante è controindicato e quante gocce bisogna usarne.
cordialmente toto 48
cordialmente toto 48
-
Fabrizio Zago
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Ciao toto48,
lascia perdere i titoli che qui siamo in famiglia.
L'ossidazione della saponetta non si risolve affatto con l'oleoresina di rosmarino. Quello che occorre fare è impedire ai metalli pesanti e segnatamente il ferro di fungere da catalizzatore di ossidazione quindi non serve intervenire sull'effetto (la macchia di ossidazione) ma sulla causa (la presenza di ferro).
L'unico sistema valido che io conosca è l'introduzione di 0,2 - 0,3 di fosfonato (Etidronato di sodio). Questo blocca gli ioni metallici ed il tuo sapone non si ossida.
lascia perdere i titoli che qui siamo in famiglia.
L'ossidazione della saponetta non si risolve affatto con l'oleoresina di rosmarino. Quello che occorre fare è impedire ai metalli pesanti e segnatamente il ferro di fungere da catalizzatore di ossidazione quindi non serve intervenire sull'effetto (la macchia di ossidazione) ma sulla causa (la presenza di ferro).
L'unico sistema valido che io conosca è l'introduzione di 0,2 - 0,3 di fosfonato (Etidronato di sodio). Questo blocca gli ioni metallici ed il tuo sapone non si ossida.
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Oppure usare acqua demineralizzata (quella venduta per i ferri da stiro). E non usare oli che abbiano sentore di rancido, anche minimo. L'estratto di rosmarino che hai trovato potrebbe non andare bene... di solito nei saponi si usa l'oleoresina di rosmarino (ROE = rosmary oleoresin extract) che è un liquido viscoso e scuro, con un odore piuttosto "complesso" e pesante. Questo non salverà comunque il sapone da ossidazioni indesiderate se usi olio vecchio...
Fabrizio... curiosità personale: l'acido citrico (allo 0,1-0,2%) potrebbe fungere come sequestrante nell'acqua che si usa per far sapone?
E la clorofilla, usata come colorante, può facilitare l'irrancidimento del sapone fatto in casa?
Fabrizio... curiosità personale: l'acido citrico (allo 0,1-0,2%) potrebbe fungere come sequestrante nell'acqua che si usa per far sapone?
E la clorofilla, usata come colorante, può facilitare l'irrancidimento del sapone fatto in casa?
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Ciao Fabrizio,grazie per la sollecita risposta, ma questo fosfonato è di facile reperibilità? gli ioni metallici che tu citi sono contenuti nei grassi? perchè io attrezzi di ferro non ne faccio uso perchè adopero legno ed acciaio inox,l'acqua che uso è demineralizzata e la compro questa può essere inquinata? ciao da toto 48Fabrizio Zago ha scritto:Ciao toto48,
lascia perdere i titoli che qui siamo in famiglia.
L'ossidazione della saponetta non si risolve affatto con l'oleoresina di rosmarino. Quello che occorre fare è impedire ai metalli pesanti e segnatamente il ferro di fungere da catalizzatore di ossidazione quindi non serve intervenire sull'effetto (la macchia di ossidazione) ma sulla causa (la presenza di ferro).
L'unico sistema valido che io conosca è l'introduzione di 0,2 - 0,3 di fosfonato (Etidronato di sodio). Questo blocca gli ioni metallici ed il tuo sapone non si ossida.
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
jenni, l'acqua che uso è quella dei ferri da stiro e l'olio è quello che uso per la famiglia,quindi è da escludere il fattore rangido idem per i burri usati, quindi il danno è altrove. Mi farà piacere sapere se l'acdo citrico eventualmente si può usare nel sapone ed a cosa può servire perche evntualmente io me lo trovo già in casaJenny ha scritto:Oppure usare acqua demineralizzata (quella venduta per i ferri da stiro). E non usare oli che abbiano sentore di rancido, anche minimo. L'estratto di rosmarino che hai trovato potrebbe non andare bene... di solito nei saponi si usa l'oleoresina di rosmarino (ROE = rosmary oleoresin extract) che è un liquido viscoso e scuro, con un odore piuttosto "complesso" e pesante. Questo non salverà comunque il sapone da ossidazioni indesiderate se usi olio vecchio...
Fabrizio... curiosità personale: l'acido citrico (allo 0,1-0,2%) potrebbe fungere come sequestrante nell'acqua che si usa per far sapone?
E la clorofilla, usata come colorante, può facilitare l'irrancidimento del sapone fatto in casa?
Re: Sapone in casa atto II - richiesta aiuto e consiglio
Forse anche lo sconto della soda influisce... più grassi non saponificati, più alto il rischio di irrancidimenti.
Anche il caldo eccessivo aiuta, purtroppo... se quel lotto l'hai fatto ad inizio estate ne ha preso parecchio, suppongo.
Altro non saprei dirti... so che certi coloranti mandano rancido il sapone in poche settimane, ma non è il tuo caso.
Aspettiamo Fabrizio, anche per la domanda sul citrico
lo vedo presente in molti saponi, quindi c'è chi lo usa...
Anche il caldo eccessivo aiuta, purtroppo... se quel lotto l'hai fatto ad inizio estate ne ha preso parecchio, suppongo.
Altro non saprei dirti... so che certi coloranti mandano rancido il sapone in poche settimane, ma non è il tuo caso.
Aspettiamo Fabrizio, anche per la domanda sul citrico