Glicole Bio

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Meristemi
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Messaggio da Meristemi » ven ago 29, 2008 11:45 am

E' una velina d'azienda, non ho avuto tempo di cercare altro, ma pare sia stato messo in commercio e certificato EcoCert un glicole derivato da prodotti rinnovabili e non dal petrolio, chiamato Zemea. La notizia è qui:

http://www.nutraingredients.com/Regulat ... tification

anto2
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Re: Glicole Bio

Messaggio da anto2 » ven ago 29, 2008 2:52 pm

Così dicono:

Zemea™ propanediol is a natural and highly pure colorless glycol, derived from a sustainable and renewable corn sugar fermentation process. It has many functions in cosmetics and personal care such as
an emollient, humectant, hand-feel modifier, or solvent.

La cosa che più mi lascia contento e contemporaneamente stupefatto è che sia fatto dalla DuPont :shock:

--edit--

Loudon, Tennesse, Usa – Dupont Tate & Lyle Bio Products, Llc, una joint venture paritetica di Dupont e Tate & Lyle, ha annunciato 30 novembre 2006 le prime forniture di Bio-pdo dal suo impianto da 100 milioni di dollari (Usa). L´impianto di Loudon, che produce 1,3-propanediolo (Bio-pdo) da risorse rinnovabili – in questo caso dallo zucchero del mais – e´ la prima struttura al mondo a produrre questo innovativo prodotto biologico. Per la produzione del Bio-pdo a base di mais anziche´ di materie prime derivate dal petrolio, la joint venture si avvale di un processo di fermentazione proprietario, sviluppato congiuntamente da Dupont e Tate & Lyle. La produzione di Bio-pdo consuma il 40 percento in meno di energia e riduce le emissioni di gas a effetto serra del 20 percento rispetto al propanediolo a base di petrolio

alastor
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Re: Glicole Bio

Messaggio da alastor » gio set 04, 2008 11:17 am

Lola ha scritto:Scusate se salto di palo in frasca ma questa cosa mi interessa tantissimo... propylene glycol di origine vegetale, tale da meritarsi un pallino verde. Il problema del propilenglicole è solo quello della sua derivazione? O è inquinante proprio come sostanza?
E (inizio ad andare sul complicato) la produzione di propilenglicole derivato da petrolio è più inquinante di quella di derivazione vegetale?
E' tanta la differenza di prezzo?

Grassie :)
naturalmente dovrebbe intervenire fabrizio, ma da quel che so dovrebbe essere solo una questione di derivazione petrolifera (in più il pg ha un buon potere solvente e allergizzante per cui si potrebbe ventilare un singolo pallino verde? da questo punto di vista mi sembra meglio il butilene glicole sempre di derivazione vegetale che sembra stiano mettendo a punto).
per il prezzo tempo addietro mi pareva circa il doppio o poco meno rispetto a quello sintetico ma posso facilmente sbagliarmi.

Fabrizio Zago

Re: Glicole Bio

Messaggio da Fabrizio Zago » sab set 06, 2008 6:40 pm

Ciao alastor,
confermo che il giudizio sul glicole è puramente dovuto alla sua origine. Se, come avevo saputo, adesso si riesce ad ottenerlo per vie agricole il bollino verde è d'obbligo. Mi piacerebbe anche che avesse un prezzo umano ma questo magari è un obiettivo a lungo termine.

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Re: Glicole Bio

Messaggio da alastor » gio set 11, 2008 11:56 am

fabrizio il biodizionario ha come canone critico anche l'etica? c'è un problema etico per una molecola ottenuta per fermentazione di materiale vegetale che diversamente sarebbe stato destinato a scopi alimentari (pensa alla recente crisi di prezzi dei cereali con ricaduta quasi drammatica per alcune popolazioni definite del terzo mondo)? penso all'etanolo ad esempio ma anche al pg che in questi messaggi si discute?

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Meristemi
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Re: Glicole Bio

Messaggio da Meristemi » gio set 11, 2008 2:18 pm

La questione etica è difficile da risolvere senza conoscere con precisione il processo di produzione, in questo caso la matrice su cui viene fatta la fermentazione. Per quel che ne sappiamo potrebbero anche essere scarti della lavorazione della barbabietola, del pomodoro o dell'industria agroalimentare in genere e non necessariamente materiale pregiato.

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Re: Glicole Bio

Messaggio da alastor » gio set 11, 2008 6:03 pm

Meristemi ha scritto:Per quel che ne sappiamo potrebbero anche essere scarti della lavorazione della barbabietola, del pomodoro o dell'industria agroalimentare in genere e non necessariamente materiale pregiato.
la fermentazione alcoolica credo sia cosa certa che avvenga non solo usando scarti di lavorazione di prodotti agroalimentari. da quel che so (non molto per cui spero si approfondisca) la fermentazione alcoolica ha più resa se il tenore zuccherino della biomassa è maggiore, in questo senso si spiega la decisione degli stati uniti di convertire in etanolo una parte consistente delle coltivazioni di mais, mediante sussidi agli agricoltori.

Lola
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Re: Glicole Bio

Messaggio da Lola » gio set 11, 2008 6:54 pm

Sono davvero cose di cui tenere conto.

alastor
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Re: Glicole Bio

Messaggio da alastor » ven set 12, 2008 6:36 pm

Lola ha scritto:Sono davvero cose di cui tenere conto.
vero? pensa, è come se tu fossi un produttore di mobili di legno, sei tutta contenta che ti sei fatta una teoria di clienti che ti permettono una bella casa una villa al mare e un paio di belle autovetture sportive e all'improvviso.... arrivano i cinesini e ordinano TUTTO o gran parte del legno che usavi per fabbricare mobili! che succede? che perdi poco alla volta i tuoi clienti e con loro tutte le belle cose che ti allietavano la vita dura del capitalista rampante!! ecco adesso sostituisci il legno con le coltivazioni di mais o riso e al tuo posto mettici le popolazioni del terzo mondo che proprio non crapulavano ma arrivavano con mille stenti alla fine del mese: ma niente da fare, adesso il loro riso e il loro mais (o gran parte) finisce a fare tensioattivi o etanolo....
naturalmente il quadro è ipotetico (anche se già i prezzi di alcuni agroalimentari aumentano) per questo chiedevo lumi con molta umiltà a fabrizio.

Fabrizio Zago

Re: Glicole Bio

Messaggio da Fabrizio Zago » dom set 14, 2008 5:48 pm

Ciao alastor,
"per questo chiedevo lumi con molta umiltà a fabrizio". Scusami ma io avevo inteso che mi si chiedesse un giudizio sulla biodegradabilità, impattoa ambientale eccetera del glicole. Non avevo colto, maledetta fretta, la questione etica che è invece straordinariamente importante.
Riprendendo il tuo esempio dei cereali te ne faccio ora io uno con gli elettrodomestici.
Me lo ha fatto un importatore di phon, tostapane eccetera dalla Cina.
Io gli dicevo che ho saputo (da mia nipote, che vive lì) che in Cina cominciano ad essere molto frequenti le manifestazioni degli operai e dei contadini che chiedono condizioni di vita migliori. Ed ho anche aggiunto che il giorno in cui il costo del lavoro cinese dovesse essere sui livelli europei le cose potevano ritornare quelle che erano un tempo.
Sbagliato mi dice lui: se oggi decidi di far produrre una bambola di plastica e non hai nessun limite di prezzo, dove vai a fartela fare? In Italia! Rispondo io. No! dice lui, in Italia le fabbriche di bambole hanno chiuso ormai da decenni. Non solo non ci sono più gli stabilimenti ma si sono persi anche gli operai, i designer, le competenze e quantaltro. Quindi la tua bambola te la puoi far fare solo ed unicamente in Cina ai nuovi prezzi che il mercato avrà stabilito.

Adesso però passiamo ai nostri prodotti. Che si parli di glicole o di olio di cocco il concetto è lo stesso cioè stiamo svendendo le nostre conoscenze, la nostra cultura, staiamo esportando il capitale di conoscenza che avevamo messo assieme dall'inizio della rivoluzione industriale fino ad oggi.
La mia idea è semplice: prima che non ci ricordiamo più come si fa un sapone è opportuno che ragioniamo in termini di "Eco - Progettazione".
In Giugno il vostro moderatore è stato chiamato a Bruxelles per tenere una conferenza nell'ambito della settimana verde organizzata dalla direzione ambiente europea. Ho parlato proprio di questo concetto: Eco - progetto.
Come applicarlo nel nostro settore di interesse? Ad esempio facendo non più un semplice ragionamento emotivo (quant'è bello il tensioattivo equo e solidale!) ma puramente tecnico (quanto cosata in termini di energia lo stesso tensioattivo equo e solidale?). Una volta fatti i conti con la calcolatrice ci renderemo conto che quello che ci serve è il tensioattivo da colza, da mais, da girasole e magari coltivati nel campo dietro l'angolo. In questo modo otterremo anche un risultato indiretto ma non meno importante e cioè che la smetteremo di fornire dei buoni motivi per trasformare i paesi del lontano oriente in grandi piantagioni di palma distruggendo la flora naturalmente presente in quelle aree.
Concludo: quanto costa in termini di energia, di dispendio di risorse il glicole da fermentazione e quanto quello da sintesi? (tanto inquineranno uguale una volta raggiunte le acque reflue, cioè poco). La risposta sarà lo strumento con cui scegliere.

alastor
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Re: Glicole Bio

Messaggio da alastor » lun set 15, 2008 12:15 pm

Fabrizio Zago ha scritto:Quindi la tua bambola te la puoi far fare solo ed unicamente in Cina ai nuovi prezzi che il mercato avrà stabilito.
a me suona tanto come una 'ridistribuzione' delle risorse, cosa che tutti dicono debba avvenire quando si parla dell'80% delle risorse nelle mani del 20% della popolazione mondiale e in più si potrebbe aggiungere che 'ridistribuzioni' siano sempre avvenute nel corso della storia ma con modalità più cruente come la guerra.
Fabrizio Zago ha scritto:La mia idea è semplice: prima che non ci ricordiamo più come si fa un sapone è opportuno che ragioniamo in termini di "Eco - Progettazione".
In Giugno il vostro moderatore è stato chiamato a Bruxelles per tenere una conferenza nell'ambito della settimana verde organizzata dalla direzione ambiente europea. Ho parlato proprio di questo concetto: Eco - progetto.
e i prezzi per chilo dell'olio di colza o del mais sarebbero competitivi con quelli dell'estremo oriente? come va il progetto a 3 mesi dalla conferenza?
Fabrizio Zago ha scritto:Concludo: quanto costa in termini di energia, di dispendio di risorse il glicole da fermentazione e quanto quello da sintesi? (tanto inquineranno uguale una volta raggiunte le acque reflue, cioè poco). La risposta sarà lo strumento con cui scegliere.
attualmente il biodizionario recepisce questa 'direttiva'?

Fabrizio Zago

Re: Glicole Bio

Messaggio da Fabrizio Zago » mar set 16, 2008 7:27 pm

Ciao alastor, vediamo un pò:

F-Quindi la tua bambola te la puoi far fare solo ed unicamente in Cina ai nuovi prezzi che il mercato avrà stabilito.
A-a me suona tanto come una 'ridistribuzione' delle risorse, cosa che tutti dicono debba avvenire quando si parla dell'80% delle risorse nelle mani del 20% della popolazione mondiale e in più si potrebbe aggiungere che 'ridistribuzioni' siano sempre avvenute nel corso della storia ma con modalità più cruente come la guerra.
F- completamente in disaccordo con questa affermazione. Le risorse sono un'altra cosa, è il petrolio, il denaro, l'energia lo sono non le bambole ed il lavoro infame che si deve fare per costruirle! Se per te ridistribuire le risorse è far lavorare i cinesi invece che noi mi pare che siamo su due pianeti diversi.

F-La mia idea è semplice: prima che non ci ricordiamo più come si fa un sapone è opportuno che ragioniamo in termini di "Eco - Progettazione".
In Giugno il vostro moderatore è stato chiamato a Bruxelles per tenere una conferenza nell'ambito della settimana verde organizzata dalla direzione ambiente europea. Ho parlato proprio di questo concetto: Eco - progetto.
A- e i prezzi per chilo dell'olio di colza o del mais sarebbero competitivi con quelli dell'estremo oriente? come va il progetto a 3 mesi dalla conferenza?
F- e chi se ne frega del prezzo del mais e della colza? Che costi quel che costi preferisco parage di più un contadino qui che pagare lo stesso cara la materia prima perché le ho fatto fare il giro del mondo ed ho definitivamente compromesso ecosistema delle isole dell'estremo oriente.
Il convegno alla green week non trattava di "un progetto" ma della discussione preliminare per la preparazione di una direttiva di eco progettazione. E' una cosa molto diversa.

F- Concludo: quanto costa in termini di energia, di dispendio di risorse il glicole da fermentazione e quanto quello da sintesi? (tanto inquineranno uguale una volta raggiunte le acque reflue, cioè poco). La risposta sarà lo strumento con cui scegliere.
A- attualmente il biodizionario recepisce questa 'direttiva'?
F- ne terrà conto il giorno in cui avrò la direttiva a disposizione e con la quale potrò calcolare i parametri di eco progettazione. Certo che ne terrà conto!

Lola
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Re: Glicole Bio

Messaggio da Lola » mer set 17, 2008 10:01 am

Fabrizio io mi domandavo...
Il mondo così com'è fatto è sbagliato, ma se i cinesi non lavorano muoiono di fame. Possiamo applicare i nostri canoni rifiutandoci di comprare dai paesi in via di sviluppo per questioni etiche (sfuttamento del lavoro minorile, paghe da fame, produzione senza alcun riguardo all'inquinamento) condannandoli a crisi economica e regressione?
Tu che ne pensi?

alastor
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Re: Glicole Bio

Messaggio da alastor » mer set 17, 2008 12:51 pm

Fabrizio Zago ha scritto:F- completamente in disaccordo con questa affermazione. Le risorse sono un'altra cosa, è il petrolio, il denaro, l'energia lo sono non le bambole ed il lavoro infame che si deve fare per costruirle! Se per te ridistribuire le risorse è far lavorare i cinesi invece che noi mi pare che siamo su due pianeti diversi.
oh bè ma per costruire le bambole c'è bisogno di energia, il processo produttivo necessita di energia e la crisi recente dei prezzi del petrolio, oltre naturalmente alla speculazione, probabilmente va di pari passo con l'aumentata domanda dei paesi in via di sviluppo.
Fabrizio Zago ha scritto:F- e chi se ne frega del prezzo del mais e della colza? Che costi quel che costi preferisco parage di più un contadino qui che pagare lo stesso cara la materia prima perché le ho fatto fare il giro del mondo ed ho definitivamente compromesso ecosistema delle isole dell'estremo oriente.
Il convegno alla green week non trattava di "un progetto" ma della discussione preliminare per la preparazione di una direttiva di eco progettazione. E' una cosa molto diversa.
e chi te lo compra l'olio di colza che costa il doppio? io pure lo compro ma incentiviamo gli acquisti se aumentiamo i prezzi del prodotto finito? (perchè se aumenta il costo delle materie prime....)

Fabrizio Zago

Re: Glicole Bio

Messaggio da Fabrizio Zago » mer set 17, 2008 1:03 pm

Ciao Lola,
a me la Cina (ci ho lavorato per un tot) ed i cinesi piacciono! Non voglio proprio che facciano la fame ma, e te lo assicuro per esperienza personale, non morivano di fame neppure prima di questa virata turbocapitalistica da cui sono, a mio avviso, travolti.
Non voglio o meglio non volevo dire che non si debba commerciare con loro e lasciarli lavorare e progredire in santa pace. Assolutamente no! Quello che mi sforzo di dire è che siamo schizofrenici e globalizzati e dunque basta che in Cina un determinato prodotto costi un centesimo in meno che in Europa, ad esempio, ed ecco che si chiudono le fabbriche da noi e si esporta l'intera produzione in Cina (o in India o altrove). Premesso che mi dispiace per i posti di lavoro che vengono persi in Europa, quello che trovo gravissimo è che si perde la conoscenza, la cultura, il saper fare che c'era in quelle ditte europee che hanno chiuso. Questo mi spaventa molto.
Poi c'è l'aspetto energentico. Che si consumi un chilo di petrolio in Cina o in Italia non fa nessuna differenza! Quesl chilo non lo recuperiamo più è bruciato punto e stopo. Ora io mi chiedo questo: se devo prendere una cosa e fargli fare 15.000 chilometri per averla qui ci vorrà deel petrolio? Certo che me ne serve e tanto quindi sto precando una risorsa fossile non rinnovabile. Se potessi avere quella stessa cosa fabbricata a un chilometro da casa mia avrei ridotto di molto lo spreco di risorse mondiali (mica italiane o cinesi o altro, mondiali). Sono perciò convinto che oltre che l'origine delle sostanze ed il loro impatto ambientale si debba valutare anche lo spreco di risorse che servono per rendere la sostanza o l'oggetto disponibile.
Chiudo dicendo che c'è un evidente problema di sperequazione tra nord e sud, tra est e overt del mondo e che fino a quando non si raggiungerà un serio equilibrio tra le varie parti del mondo non risolveremo il problema. Bello il giorno in cui i cinesi produrranno per loro con ilminimo di sprechi energetici, umani e sociali e che gli europei faranno altrettanto senza andare in giro per il mondo a creare le condizioni di fruttamento e di depauperazione del territorio di altri.

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