di nuovo il nucleare ?

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olipaca
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di nuovo il nucleare ?

Messaggio da olipaca » dom giu 01, 2008 4:29 pm

Trovo che se si volesse scoraggiare l'uso dell'energia nucleare in Italia che alcuni (pazzi!) stanno riproponendo solo per metter le mani sui finanziamenti miliardari che ciò comporterebbe, c'è una bellissima soluzione: non serve spiegare con belle parole, schemini e disegnini perfetti che ciò non va bene, occorerebbe secondo me dire a TUTTI gli italiani di acquistare energia verde certificata, e non solo di produzione italiana. :mrgreen:
Oppure chiedere la trasparenza per i finanziamenti statali al nucleare e negare tale quota delle proprie tasse.
Davanti ad una SERIA presa di posizione ECONOMICA il nucleare si sgonfierà da sè.
Tuttavia sarebbe opportuno un fronte "verdeconomico" di tutte le più grandi associazioni ambientaliste europee che lanciassero una bella campagna sul : nucleare? no, verde!

LORIS
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da LORIS » lun giu 02, 2008 2:17 am

Anch'io sono contro il ricorso al nucleare in Italia ma non basta dire solo no altrimenti un'opposizione fatta così non viene assolutamente presa in considerazione difronte alla necessità di reperire a delle nuove risorse energetiche. Quando tu dici no bisogna allora essere realistici e proporre qualcosa in alternativa che possa sostituire l'energia prodotta da eventuali nuove, parlano di 6/7, centrali nucleari.
Bisognerebbe quindi spiegare con dati alla mano cosa rende veramente il risparmio energetico visto lo spreco che c'è in Italia, e quanta energia si potrebbe ricavare dal solare ed eolico con massimo sforzo incentivo ulteriore da parte del governo che solo negli ultimi due anni ha dato una spinta a favore.
A chi vorrebbe promuovere il ritorno al nucleare bisogna controbbattere subito con dati alla mano spiegando i reali costi iniziali e futuri delle centrali nucleari compreso il grosso costo dello smaltimento che molti spesso dimenticano e che alcuni scienziati ritengono sia superiore a quello per la costruzione.

olipaca
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da olipaca » mar giu 03, 2008 8:28 am

Certamente, e forse non mi sono spiegata chiaramente: 1- se nessuno acquista energia nucleare, la produzione si annulla, insieme alla necessità di produrre energia dal processo di fissione nucleare, 2 - dò per acquisito il recepimento e l'attuazione di tutte le normative europee sul tema energia, risparmio, efficienza energetica, rinnovabili etc.etc, oramai c'è una quantità di informazioni in circolazione da sommergerci tutti, 3- chiedo una sinergia "verde+economica" di tutte le maggiosi associazioni ambientaliste serie, non politiche, al fine di creare un fronte DEL NO serio e motivato economicamente.
Ecco, that's all.

matedena
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da matedena » mer giu 04, 2008 8:57 pm


LORIS
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da LORIS » gio giu 05, 2008 12:15 am

Mi sono accorto che non ho menzionato tra l'altro l'altissimo costo per lo smantellamento delle centrali nucleari che hanno una durata circa di 50 anni, processo che dura inoltre parecchi anni. Nessun media di comunicazione che ne parli.

L'uranio poi è una risorsa esauribile in 30/40 anni, pochi sono i Paesi che lo possiedono, credo di non sbagliarmi che si possano contare su una mano, niente di più facile quindi aspettarsi dei cartelli e che il prezzo dell'uranio già salito parecchio in questi ultimi anni, possa raddoppiare o triplicare nel giro di qualche anno.
La Francia presa sempre d'esempio dai pro-nucleare, a suo tempo ha fatto contratti pluriennali con i Paesi produttori con prezzo fisso di acquisto. La Francia inoltre ha continuato a sostenere la produzione di energia nucleare con finanziamenti statali, quindi la redditività di queste centrali nucleari sarebbe sicuramente da approfondire meglio.

matedena
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da matedena » mar giu 10, 2008 11:42 am

LA LITANIA DELLE CENTRALI NUCLEARI
Marco Cedolin
http://marcocedolin.blogspot.com/


Le scarse capacità, l’assoluta impreparazione e la ridotta lungimiranza della classe dirigente di un Paese, spesso si evincono dalla visione miope che essa ha riguardo alle dinamiche dei problemi esistenti e dei metodi che occorre mettere in atto per ottenere delle soluzioni.
L’armata Brancaleone tanto telegenica quanto priva di competenza “messa in campo” da Berlusconi, si manifesta in perfetta sintonia con gli “assistiti” di Confindustria sempre pronti a fare libero mercato tramite le sovvenzioni statali e la grande finanza di rapina che nel cemento sguazza da sempre a meraviglia.

Qualunque persona dotata di buon senso e in possesso di un minimo di competenza non faticherebbe a comprendere che per fare fronte (nel caso si avesse intenzione di provarci) al problema del progressivo esaurimento delle fonti fossili e del rapido deterioramento della biosfera determinato dall’attività umana, esiste una sola strada percorribile con qualche possibilità di successo, e si tratta di una strada da percorrere in “bicicletta” con tecnologie sofisticate ed a basso impatto, non certo a bordo di una betoniera, magari riesumando dal proprio sarcofago fantasmi anacronistici, tanto inutili quanto devastanti, come le centrali nucleari.
Diminuzione dei consumi energetici, con l’eliminazione di quelli superflui, riduzione delle enormi inefficienze esistenti nel sistema di distribuzione dell’energia e autoproduzione energetica locale per mezzo delle fonti rinnovabili (solare ed eolico su tutte) che vengano consumate e scambiate localmente, fruendo di una rete di distribuzione a maglie strette totalmente differente da quella esistente oggi, sono alcune delle possibilità più concrete praticabili con successo fin da subito anche in Italia.

Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, dietro al cui operato si colloca un ampio ventaglio d’interessi economici, sta dimostrando di non avere né il buon senso né la competenza per aspirare ad essere credibile quando parla di energia, ma in compenso possiede sia la carica istituzionale che l’attenzione mediatica necessarie per veicolare in Italia ed all’estero un messaggio delirante e privo di costrutto.
All’indomani della chiusura del G8 sull’energia Scajola ha infatti affermato che il nucleare sarebbe "imprescindibile per avere energia rinnovabile e per salvaguardare l’ambiente", chiedendo a Russia, Francia e Stati Uniti la disponibilità a sostenere il ritorno delle centrali nucleari in Italia e assicurando il ritorno all’atomo nel nostro Paese entro tempi brevi.
Pur essendomi oscuri i motivi di tanto ottimismo, credo andrebbe ricordato a Scajola che se mai un giorno il nucleare tornerà in Italia ciò potrà avvenire solo con il consenso popolare e non certo per decisione unilaterale di un governo da operetta come quello al quale egli appartiene. Se gli italiani nel 1987 hanno bocciato l’atomo anche sull’onda della tragedia di Chernobyl, oggi lo boccerebbero ben più pesantemente, proprio perché durante i 21 anni trascorsi si è rivelato una pratica fallimentare tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello degli impatti ambientali e della pericolosità per la salute. Un fallimento dimostrato inequivocabilmente dal fatto che quasi tutti i paesi maggiormente sviluppati tecnologicamente hanno smesso d’investire in questo senso e una grande parte delle 439 centrali nucleari esistenti nel mondo non verranno sostituite quando a breve smetteranno di essere in esercizio. Un fallimento dimostrato dal fatto che nessun paese al mondo ha la benché minima idea di come gestire le scorie radioattive che verranno lasciate come un’eredità di morte sulle spalle delle future generazioni. Un fallimento dimostrato dal fatto che perfino il più banale incidente all’interno di una centrale atomica, come accaduto a Krsko pochi giorni fa, rischia di essere prodromico di un disastro di proporzioni inenarrabili.

Per riportare alla ragione un genio incompreso come Scajola è dovuto intervenire perfino il ministro dell’ambiente tedesco Sigmar Gabriel che dopo avere probabilmente pensato - toto erras via, Claudio - gli ha ricordato che l’Italia non sarebbe in grado di avere centrali nucleari funzionanti prima del 2020-2025, “sempre che gli italiani lo vogliano veramente” e gli ha ribadito che "d’altro canto l’energia nucleare è troppo costosa. Il mercato sarà il nostro migliore alleato per uscire dall’opzione nucleare. La migliore soluzione sarebbe investire sull’energia alternativa".

alastor
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da alastor » mer giu 11, 2008 9:54 am

ma perchè parlare sempre e comunque di nucleare in maniera sbagliata? c'è un nucleare che potrebbe risolvere molti problemi, anche ai fautori di un ambiente il più pulito possible, e si permette che nessuno ne parli e che nessuno investa in maniera seria le applicazioni che potrebbero essere a portata di mano: la fusione fredda.

matedena
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da matedena » mer giu 11, 2008 11:58 am

Torna l'incubo nucleare :
qualche dato sull'emergenza
di Floriana Lipparini

matedena
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da matedena » gio lug 10, 2008 3:59 pm

Spagna nucleare: un incidente dopo l'altro
http://www.pressante.com/index.php?opti ... &Itemid=34

Brutto momento per il nucleare iberico: quattro degli otto reattori nucleari spagnoli hanno registrato disfunzioni in meno di 72 ore, come scrive il quotidiano El Paìs. Per motivi differenti, e con conseguenze sulle quali nessuno si pronuncia in modo corretto, gli incidenti si sono prodotti tra sabato e martedì scorsi. Critiche le organizzazioni ambientaliste, secondo le quali è colpa della pessima cultura della sicurezza con la quale Iberdola e Endesa, proprietarie delle quattro centrali colpite, gestiscono gli impianti.

A questo si aggiunga che il parco nucleare spagnolo è molto vecchio, come mette in guardia Greenpeace, in un comunicato. Il "Consejo de Seguridad Nuclear" (Csn), organismo che controlla la sicurezza atomica, attribuisce gli incidenti ad una "sfortunata casualità". I proprietari delle centrali hanno sminuito l'accaduto, sottolineando che la sicurezza delle installazioni non è stata colpita. Tre degli incidenti registrati...

sono avvenuti in tre reattori situati a Tarragona, nel nord-est della Spagna, gestiti dalla Associazione Nucleare Asco-Vandellos (Anav), i cui proprietari sono Iberdola e Endesa. Ancora una volta, si fa la corsa a dichiarare che non ci sono stati pericoli per le persone e per l'ambiente, ancora una volta è partita, come avviene ovunque nel mondo, la corsa alla minimizzazione.

La Spagna si era già trovata nella bufera (nucleare) qualche mese fa: la centrale nucleare Asco I ha avuto una perdita radioattiva verso la fine di marzo, ma il Consiglio di Sicurezza Nucleare è stato avvisato solo il 4 aprile. Le polemiche sono nate dal fatto che quello stesso giorno, durante la fuga radioattiva, era presente nell'impianto una scolaresca in visita. Secondo Greenpeace una parte della perdita è fuoriuscita dalla stazione. Il ministero della sanità spagnolo è entrato in azione immediatamente: a causa dei rischi di contaminazione ora dovranno essere sottoposte a screening oltre 2600 persone. Per questo l'azienda esponsabile, l'Endesa, verrà multata. Ora il reattore è fermo per permettere di ripulire il sito. Il reattore gemello Asco II era stato fermato nel 2007 per un guasto ad una valvola.

Il 9 giugno, sempre ad Asco I, i tecnici del Consiglio di Sicurezza Nazionale hanno rinvenuto la settimana scorsa degli elementi radioattivi sulla linea ferroviaria situata vicino alla centrale. E ancora, sempre ai primi di giugno, è stato registrato un guasto in alcuni monitor che misurano la radioattività all'interno della centrale. "Il 5 giugno è stata localizzata una particella radioattiva in prossimità delle ferrovie e il giorno dopo ne sono state rinvenute altre due nella stessa zona", ha spiegato Eugeni Vives, portavoce della “Asociacin Nuclear Asco-Vandellos II” (Anav). "Un fatto, questo, legato alla fuga che si è prodotta nel novembre scorso a Asco ma che non ha incidenza nè sulla salute delle persone nè sull'ambiente. Si tratta di particelle metalliche".

In questi giorni, arrivano quattro incidenti quasi contemporanei in quattro centrali diverse. Anche questa volta, si è assistito al solito pellegrinaggio di esponenti istituzionali, come oramai avviene in tutto il mondo, pronti a fare a gara per minimizzare l'accaduto e non generare allarmi. Ancora oggi, nel mondo, e la Spagna non fa eccezione, molti incidenti non vengono resi noti. Quando qualcuno se ne accorge, vengono comunque omessi dati importanti. In pratica, dopo la psicosi collettiva generata dall'incidente del 1986 a Chernobyl, chi gestisce le centrali si è mediaticamente blindato ed ogni volta che c'è una fuga radioattiva o una perdita di materiale, si stende immediatamente un velo di silenzio.

Per questo motivo, gli incidenti successivi a quello di Chernobyl sono spesso accompagnati da dati parziali, senza che si sappia tutto fino in fondo, e vedono la scrittura di rapporti e relazioni che terminano sempre con un "nessun pericolo per le persone e per l'ambiente".

Intanto, mentre in Italia si parla di ritorno al nucleare senza molta cognizione di causa, la Spagna continua il suo percorso per abbandonarlo. In un'intervista rilasciata alla stampa nazionale, il Premier, Josè Luis Rodriguez Zapatero, ha confermato gli impegni presi in campagna elettorale per il settore nucleare. Zapatero ha detto che il governo spagnolo non ha intenzione di costruire nuove centrali nucleari, inoltre sarà rispettata la durata di vita normale delle centrali nucleari esistenti.

L'impegno dei socialisti spagnoli è quello di eliminare progressivamente il nucleare, vista anche l'impopolarità di cui gode in Spagna, e sostituirlo con fonti energetiche rinnovabili quale l'eolico e il fotovoltaico. Le licenze delle centrali nucleari attualmente attive in Spagna scadranno tra il 2009 e il 2011, prima della fine del mandato dell'attuale legislatura socialista che sarà nel 2012. Se i piani dell'attuale governo verranno rispettati, e sempre se non si presenta una crisi energetica di notevoli dimensioni nei prossimi anni, tale da obbligare la Spagna a rinnovare le licenze, probabilmente il Paese abbandonerà il nucleare entro la fine del mandato di Zapatero.

"I paesi leader a livello internazionale stanno scommettendo sulle energie rinnovabili e non su quella nucleare. Se facessimo sforzi per il nucleare toglieremmo risorse all'energia del futuro, eolica, solare o di altro tipo", così ha dichiarato Zapatero il 30 giugno scorso, in visita in Danimarca proprio per osservare da vicino la politica energetica danese. Secondo il premier spagnolo i paesi che sono "in testa sulle energie rinnovabili", tra un paio di anni "avranno non solo contribuito a frenare il cambio climatico, ma disporranno di un valore aggiunto dal punto di vista politico, economico e sociale". La Spagna ha investito molto sulle energie pulite negli ultimi anni, arrivando ad essere il terzo produttore mondiale di energia eolica, e ha in progetto di aprire 30 nuove centrali, mentre sta seguendo una politica di smantellamento degli impianti nucleari.

matedena
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Re: di nuovo il nucleare ?

Messaggio da matedena » ven lug 11, 2008 8:30 am

Nucleare, fuga di uranio in Francia
http://www.pressante.com/index.php?opti ... &Itemid=34

L’incidente nucleare verificatosi ieri a Tricastin (Vaucluse, Francia) ha scatenato polemiche oltralpe: pare che la reazione all’emergenza da parte delle aziende coinvolte (Areva e la controllata Socatri) sia stata lenta e negligente e che l’incidente non sia un caso isolato. I rilievi fatti sulle acque dei pozzi della zona mostrano tassi di radioattività in discesa, ma rimane timore per la penetrazione dell’uranio nella falda freatica.

Visto che gli organi di informazione italiani hanno deciso di non dare informazioni al riguardo, eccovi un aggiornamento sulla situazione ripreso dalla stampa francese.

All’inizio si era detto che...

la fuga di uranio era pari a 360 kg, poi Socatri ha rettificato dicendo che si trattava di 75 kg. L’Autorità nazionale per la sicurezza nucleare (ASN) ha dichiarato che la Socatri ci ha messo ben 12 ore a quantificare le perdite di liquido. L’ASN condurrà quindi un’ispezione e comminerà “sanzioni se ne necessario”.
La CRIIRAD - una commissione indipendente da governo e aziende che effettua studi ed analisi sulle radiazioni nucleari - ha confermato che la gravita’ dell’incidente e’ bassa (1 sulla scala Ines che valuta gli incidenti nucleari e che va da 0 a 7), ma che il problema non va sottovalutato perché si inserisce in una catena di malfunzionamenti costanti e sempre più gravi. In pratica, secondo la CRIIRAD il problema e’ strutturale: risiede nel modo di gestione della centrale e non riguarda semplicemente la fuga di uranio dei giorni scorsi.

Per questo CRIIRAD ha dichiarato che denuncerà Areva e la controllata Socatri sia per la recente dispersione di uranio nell’ambiente, (”la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, secondo CRIIRAD), sia per le oltre 700 tonnellate di uranio che l’impianto ha disperso nel suolo durante i suoi 30 anni di attività. Da parte sua, Socatri sostiene di aver agito per tempo, contestando le affermazioni sia dell’ASN che di CRIIRAD. Secondo una portavoce dell’azienda, la certezza della “dispersione delle soluzioni a livello di suolo” si e’ avuta solo verso le 4 della mattina di martedì e a quel punto tutte le autorità sono state avvertite.

Intanto - al contrario del governo italiano, che o non sa nulla o non vuole sapere o ha altro da fare - il governo tedesco ha annunciato di aver chiesto un’analisi dell’incidente di Tricastin alla società tedesca che si occupa di protezione dalle radiazioni. Il sottosegretario all’ambiente Michael Muller, esponente di un partito contrario al nucleare, ha dichiarato che l’incidente non può essere preso alla leggera e che l’accaduto mostra che l’energia nucleare e’ una “tecnologia a rischio elevato”.

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